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Emergency
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  1. 25/05/16 - Canali di accesso legali e sicuri subito
     
  2. 24/03/16 - Il suo vero nome è Anatole
     
  3. 21/03/16 - Emergency sull'accordo migranti
     
  4. 08/03/16 - Emergency sulla situazione in Libia
     
  5. 16/02/16 - Chi è ricoverato in ospedale ha bisogno di cure, non di bombe
     
  6. 30/12/15 - L'anno nuovo, come sarà?
     
  7. 01/12/15 - GINO STRADA: ABOLIRE LA GUERRA UNICA SPERANZA PER L'UMANITÀ
     
  8. 30/11/15 - Il Papa in Repubblica Centrafricana: ci auguriamo che il messaggio di pace portato da questa visita trovi ascolto, il Paese ne ha davvero bisogno
     
  9. 30/09/15 - Bangui, riprendono gli scontri
     
  10. 06/03/15 - Come festeggeremo l'otto marzo
     
  11. 01/11/14 - A Bangui si è tornati a combattere
     
  12. 13/10/14 - La situazione a Bangui
     
  13. 09/10/14 - Scontri a Bangui
     
  14. 19/06/14 - Gonanga, Zanzema Gracia, Felix
     
  15. 11/06/14 - "Ezechiel sta benissimo"
     
  16. 01/06/14 - Bangui: la crisi sembra superata, ma la tensione rimane alta
     
  17. 29/05/14 - GRAVE ATTENTATO A BANGUI
     
  18. 09/05/14 - "Ismae, 7 anni, ha ustioni di secondo e terzo grado a piedi e gambe"
     
  19. 04/05/14 - Da Bangui: aumentano i casi di malaria
     
  20. 28/04/14 - Dal nostro staff a Bangui
     
  21. 18/04/14 - La storia di Pauline
     
  22. 07/04/14 - Jaid
     
  23. 03/04/14 - Il piccolo Dieumerci
     
  24. 01/04/14 - "Sono sempre di più i bambini che arrivano in condizioni gravi, spesso non curabili"
     
  25. 28/03/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: il racconto del nostro staff
     
  26. 27/03/14 - "Questa città, questo Paese, sono imprevedibili"
     
  27. 26/03/14 - "Oggi c'è una calma innaturale a Bangui"
     
  28. 22/03/14 - A Bangui continuano gli scontri
     
  29. 24/03/14 - Bangui: the tension of the past few days shows no signs of diminishing
     
  30. 23/03/14 - Bangui: violenti combattimenti al PK5
     
  31. 17/03/14 - "Pauline si sta riprendendo"
     
  32. 15/03/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: aumentanto i bambini malnutriti e i casi di meningite
     
  33. 13/03/14 - Da Bangui
     
  34. 11/03/14 - Jacqueline
     
  35. 10/03/14 - Bangui: 5 anni anni fa ricoveravamo il primo paziente al Centro pediatrico
     
  36. 10/03/14 - Repubblica Centrafricana - "Ha 6 anni e una ferita alla testa, Pauline"
     
  37. 07/03/14 - A Bangui, tra i profughi e gli sfollati
     
  38. 05/03/14 - "Yvef ha 6 anni ed è arrivato al Centro pediatrico accompagnato dal padre una decina di giorni fa"
     
  39. 03/03/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: "Finché il campo rimane abitato, noi continueremo a venire qui per offrire cure ai bambini e ai neonati"
     
  40. 27/02/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: il nostro staff a Bangui lavora senza sosta da mesi
     
  41. 19/02/14 - PRECIPITA LA SITUAZIONE IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA
     
  42. 11/02/14 - "Sono i civili, uomini, donne e bambini, a pagare il prezzo più alto della guerra in Repubblica Centrafricana"
     
  43. 08/02/14 -  "La guerra in Repubblica Centrafricana continua nell'indifferenza generale. Noi continuiamo a lavorare"
     
  44. 05/02/14 - Il lavoro del nostro team a Bangui
     
  45. 30/01/14 - "Vediamo tutti i giorni feriti, sfollati, persone che scappano"
     
  46. 28/01/14 - Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui è fuori controllo
     
  47. 24/01/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: prosegue il lavoro dei nostri medici a Bangui
     
  48. 16/01/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui
     
  49. 12/01/14 - Bangui: non si sente più sparare, ma la situazione rimane molto tesa
     
  50. 10/01/14 - Crisi in Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui sta precipitando
     
  51. 09/01/14 - A Bangui, tra i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana
     
  52. 04/01/14 - A Bangui, l'accesso alle cure è sempre molto difficile
     
  53. 29/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: il senso del nostro essere a Bangui
     
  54. 28/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: oltre 30 bambini feriti da arma da fuoco, razzi, granate e machete operati nell'ultimo mese
     
  55. 22/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: sempre più difficile la situazione a Bangui
     
  56. 20/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: un nuovo intervento di Emergency vicino a Bangui
     
  57. 17/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui
     
  58. 13/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana: i medici di Emergency continuano a garantire cure ai bambini
     
  59. 11/12/13 - Crisi in Repubblica Centrafricana - da Bangui
     
  60. 08/12/13 - Bangui: nella zona dell'aeroporto, tra tende e baracche di fortuna, sono moltissimi i bambini
     
  61. 07/12/13 - SEMPRE PIÙ DRAMMATICA LA SITUAZIONE A BANGUI
     
  62. 05/12/13 - A BANGUI, CAPITALE DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, SI COMBATTE DA QUESTA MATTINA
     
  63. 05/12/13 - «Si sentono gli spari, sono vicinissimi»
     
  64. 03/12/13 - STRAGE DI BAMBINI IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA, I FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY
     
  65. 03/12/13 - "Una strana calma latente"
     
  66. 27/11/13 - Repubblica Centrafricana, la situazione è sempre più grave
     
  67. 19/11/13 - Al lavoro a Bangui, per garantire le cure a chi ha bisogno
     
  68. 18/10/13 - La situazione a Bangui
     
  69. 19/07/13 - Chirurgia e pediatria a Bangui
     
  70. 15/07/13 - Shekina
     
  71. 06/06/13 - In sala operatoria al Complexe pédiatrique di Bangui
     
  72. 04/06/13 - Dal nostro team di chirurgia a Bangui
     
  73. 13/05/13 - Sempre più pazienti al Centro pediatrico di Bangui
     
  74. 03/05/13 - "È solo un inizio"
     
  75. 07/02/13 - Uno sguardo alla Repubblica Centrafricana
     
  76. 03/01/13 - Bangui: firmati gli accordi di pace
     
  77. 02/01/13 - Una lettera da Bangui
     
  78. 01/01/13 - Da Bangui - 31 dicembre
     
  79. 30/12/12 - Da Ombretta, coordinatrice del Centro pediatrico di Bangui
     
  80. 01/07/11 - Il servizio di assistenza prenatale: Adele
     
  81. 08/03/11 - Un mattino a Bangui
     

Domenica 14 aprile: sono ripresi i combattimenti a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana

 

A Bangui sono ripresi i combattimenti.
Si combatte anche vicino al Parlamento, di fronte al Centro pediatrico di Emergency, ma è nei quartieri più periferici che sparatorie e razzi stanno causando più vittime tra la popolazione civile.
Oggi, al Centro pediatrico di Emergency, sono arrivati 2 bambini feriti, di cui uno rischia di perdere una gamba.
Altri 11 feriti, di cui 3 in gravi condizioni, sono stati trasportati al Complexe pédiatrique, l'ospedale pubblico dove da una decina di giorni sta operando il team di chirurgia di guerra di Emergency.
Tra loro una bambina di un anno, ferita di striscio dalla pallottola che ha ucciso sua madre.
Lo staff di Emergency sta operando senza sosta da questa mattina ed è in collegamento costante con l'ospedale Communitaire, dove stanno arrivando altri civili feriti negli scontri.

Emergency è in Repubblica Centrafricana dal 2009 con un Centro pediatrico che offre cure gratuite a circa 80 bambini e monitoraggio prenatale ad almeno 20 donne in gravidanza ogni giorno.

 
Sostieni il lavoro di Emergency a Bangui. Aiuta le vittime civili in Repubblica Centrafricana.

 

Giovedì 11 aprile

 

"Sono le 17, più o meno, l'ora in cui se tutto è tranquillo e i pazienti sotto controllo si torna a casa.
Stasera no, stasera ci fermeremo al Complexe pédiatrique. E a lungo.
Arrivano in braccio ai parenti, insanguinati come i bambini che portano.
Due, quattro, difficile contarli, troppi. Scriviamo i nomi col pennarello direttamente sulla pelle del torace, li dividiamo, cerchiamo di capire cos'è successo ma molti non parlano francese, cerchiamo di preparare un triage in questo ospedale dove stiamo facendo la missione di chirurgia di guerra.
Giocavano a pallone in un campo poco lontano, di sera, e sono saltati su un ordigno nascosto sotto terra.
Ne sono arrivati 12 stasera, tutti tra i 10 e i 15 anni, pieni di schegge dai piedi alla faccia, tutti impauriti come agnelli.
Uno di loro è grave, Antonio e Paul lo portano in sala operatoria subito. Verso la fine dell'intervento va in arresto cardiaco: Giovanna l'anestesista prova a recuperarlo, ma ha perso troppo sangue. Adesso, mentre scrivo, siamo appena arrivati a casa, lui è nella terapia intensiva che abbiamo approntato qui al Complexe pédiatrique, sembra stabile ma rimane grave, nei prossimi giorni vedremo se le gambe sono salve o no. E domani ce ne saranno altri 6 da operare per ferite meno gravi.
Molti di loro indossavano maglie tarocche e sdrucite del Barcellona, del Chelsea, dell'Inter. Giocavano a pallone, insomma".
 
-- Roberto, infermiere del team di chirurgia di guerra di Emergency a Bangui

 

Sabato 6 aprile

 

Il nostro team di chirurgia di guerra ha iniziato a operare oggi al Complexe pédiatrique. Il primo a entrare in sala operatoria è stato un ragazzo di 16 anni con una pallottola nella mano, la seconda una ragazzina di 14 anni ferita a una coscia.
Intanto il Centro pediatrico ha ripreso i ritmi di sempre: stamattina abbiamo ricevuto cento bambini per il triage.

Sostieni il team di Emergency a Bangui. Aiuta le vittime civili in Repubblica Centrafricana.

 

Giovedì 4 aprile

 

Oggi il nostro team di chirurgia di guerra è atterrato a Bangui. In città stanno ancora arrivando feriti, bambini e adulti, che hanno bisogno di essere operati: gli ospedali della capitale non hanno chirurghi, attrezzature, né farmaci per far fronte ai loro bisogni. In questi giorni, lo staff del nostro Centro pediatrico ha predisposto le condizioni essenziali per l'intervento al Complexe pédiatrique, l'ospedale pediatrico pubblico, dove opereranno i nostri chirurghi: dal portare acqua corrente vicino alle sale operatorie alla loro sanificazione.

 

Martedì 2 aprile

 

"La situazione a Bangui si sta tranquillizzando.
Il triage del mattino non è tornato ai numeri precedenti al colpo di stato, ma ieri abbiamo visto 45 bambini. Eravamo abituati a visitarne anche più di 80 al giorno, ma ancora le persone hanno paura a uscire di casa.
I pazienti che vediamo in questi giorni sono spesso più gravi del solito: hanno aspettato tanto prima di venire in ospedale facendo così peggiorare le loro condizioni. Lo vediamo, per esempio, in molti bimbi affetti dalla malaria che arrivano con anemie già molto forti.
Stiamo lavorando molto anche per preparare le sale operatorie del Complexe pédiatrique, l'ospedale pediatrico pubblico, dove opererà il team di chirurgia di guerra di Emergency che arriverà domani.
Lo standard igienico dell'ospedale è veramente basso. Solo per farvi un esempio, stiamo cercando di portare l'acqua corrente vicino alla sala operatoria: finora i chirurghi si lavavano con secchi d'acqua vicino agli spogliatoi".

-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Venerdì 29 marzo: un team di chirurgia di guerra di Emergency sta partendo per Bangui

 

A 6 giorni dal colpo di stato in Repubblica Centrafricana, gli ospedali pubblici di Bangui stanno riprendendo l'attività, ma sono allo stremo: i medici sono fuggiti durante l'assalto alla città, mancano farmaci e strumentari utili alle cure. In città, ci sono ancora almeno 200 feriti che non possono essere operati e - ora che i mezzi di trasporto iniziano a circolare - ne stanno arrivando altri dai villaggi.

Il direttore degli ospedali di Bangui ha chiesto aiuto a Emergency per poter garantire l'attività chirurgica in città e dare assistenza alle vittime della guerra.
Un team di Emergency composto da un chirurgo ortopedico, un chirurgo generale, un'infermiera di sala operatoria, due anestesisti e due logisti sta partendo per Bangui per riattivare due sale operatorie al Complexe pédiatrique. Emergency fornirà all'ospedale anche medicinali, materiali di consumo, biomedicali e tutta la strumentazione necessaria per le sale operatorie.

Il Centro pediatrico di Emergency a Bangui non ha mai smesso di lavorare, neanche durante l'attacco dei ribelli alla capitale.
Sostieni il team di Emergency che sta partendo per Bangui. Aiuta le vittime civili in Repubblica Centrafricana.

 

Giovedì 28 marzo

 

"Oggi è tornata l'elettricità, finalmente, dopo praticamente 5 giorni.
Facciamo comunque scorta di gasolio per il generatore nel caso ci fossero altre emergenze, anche se è molto più costoso: un litro di gasolio è passato da 800 franchi a 1000. Continuiamo a sentir sparare di giorno e di notte, ma nelle strade c'è un po' più movimento: qualche "taxi", qualche motorino.
Stamattina abbiamo ricevuto 30 pazienti: ancora pochi rispetto alla normalità, ma evidentemente le persone ricominciano a uscire di casa. O forse non possono più aspettare".
 
-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Mercoledì 27 marzo

 

"In giro si vede ancora poca gente che si muove quasi in fila indiana e molti pick-up di ribelli che pattugliano le strade. Continuiamo a sentire il rumore delle mitragliatrici e dei kalashnikov, giorno e notte; continua a mancare l'elettricità.
Al Centro pediatrico arrivano ancora pochi pazienti: hanno tutti troppa paura di uscire dalle case, anche quando sarebbe invece indispensabile.
Oggi, ad esempio, ci hanno portato un bambino di 6 mesi con un'ustione estesa al volto.
Sembra che sia scivolato sul fuoco della cucina mentre i genitori cercavano di scappare, spaventati dall'arrivo dei ribelli. L'hanno medicato subito con impacchi tradizionali, ma solo oggi i genitori sono riusciti a mettersi in viaggio per venire in ospedale".
 
-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Martedì 26 marzo

 

"Il capo dei ribelli ieri sera ha fatto il primo discorso alla radio: tra le altre cose, ha detto che da oggi la situazione sarebbe tornata alla normalità e ha imposto il coprifuoco dalle 19 alle 6.
Anche oggi hanno continuato a sparare. In giro non c'è nessuno: chi ha bisogno di spostarsi deve farlo a piedi perché non circolano mezzi di trasporto. Anche il nostro staff viene in ospedale a piedi: per loro il passaggio dai check point è un po' più semplice perché hanno la maglietta di Emergency e una nostra lettera che testimonia che lavorano al Centro pediatrico.
Manca ancora l'elettricità. In ospedale abbiamo scorte di carburante per il generatore che ci permetteranno di arrivare fino a giovedì, se facciamo delle pause durante la giornata. L'acqua è ritornata nella notte, giusto il tempo sufficiente per riempire i serbatoi e fare una doccia vera".

 
-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Lunedì 25 marzo

 

"Continuiamo a sentire spari da ieri. Oggi sono per lo più contro gli sciacalli: come spesso accade, questo è il momento dei saccheggi: non da parte dei ribelli, ma dei delinquenti comuni. Li vediamo passare carichi di televisori, valigie, ventilatori... persino materassi.
Approfittano del caos e della paura delle persone comuni e si portano via tutto ciò che c'è di valore nelle case".

"Abbiamo ricevuto 3 feriti, un bambino di due anni e due adulti.
Il bambino è stato colpito da una pallottola vagante: l'hanno portato subito al Complexe pédiatrique, l'ospedale pubblico pediatrico, ma lì non c'erano dottori e l'hanno portato da noi.
La corsia è piena, continuano a mancare l'elettricità e l'acqua".

"Siamo tutti in ospedale. Il nostro staff locale sta facendo turni lunghissimi per non lasciare posizioni scoperte. In giro ci sono sciacalli e ribelli: nessuno si muove.
Anzi no. Una mamma è arrivata oggi a piedi dal PK12, che dista 8 chilometri dal Centro pediatrico: portava ai "medici italiani" il suo bambino con la malaria"."

"Continuiamo a sentire spari, sono soprattutto contro gli sciacalli che stanno saccheggiando le case di chi è scappato.
Li abbiamo visti passare carichi di televisori, valigie, ventilatori... persino materassi.
Noi continuiamo a lavorare: il nostro ospedale è rimasto l'unico funzionante in città e oggi hanno ricominciato ad arrivare i bambini.
La corsia è piena.
Stamattina è arrivata un'altra bambina ferita al collo da una pallottola vagante, ma il primo paziente, alle 7, è stato un neonato, un prematuro di 1 chilo e 6 di peso che faceva fatica a respirare. Adesso è ricoverato con sua madre e stanno entrambi meglio.
Era nato due ore prima, le due ore necessarie per arrivare a piedi dal loro villaggio.
Un pessimo compleanno".
 
-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Domenica 24 marzo

 

"Come spesso accade, questo è il momento dei saccheggi: non da parte dei ribelli, ma dei delinquenti comuni. Li vediamo passare carichi di televisori, valigie, ventilatori... persino materassi. Approfittano del caos e della paura delle persone comuni e si portano via tutto ciò che c'è di valore nelle case".

"Abbiamo ricevuto 3 feriti, una bambina di due anni e due adulti. La bambina è stata colpita da una pallottola vagante: l'hanna portato subito al Centre pédiatrique, l'ospedale pubblico pediatrico, ma lì non c'erano dottori e l'hanno portata da noi. La corsia è piena, continuano a mancare l'elettricità e l'acqua".

"Siamo tutti in ospedale. Il nostro staff locale sta facendo turni lunghissimi per non lasciare posizioni scoperte. In giro ci sono sciacalli e ribelli: nessuno si muove. Anzi no: una mamma è arrivata oggi a piedi dal PK12, che dista 8 chilometri dal Centro pediatrico. Portava ai "medici italiani" il suo bambino con la malaria".

-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana


ORE 10:00 "I RIBELLI DEL SELEKA SONO ENTRATI A BANGUI QUESTA MATTINA PRESTO.
Dalle 7 si combatte davanti al Parlamento e nei dintorni del palazzo presidenziale.
Dal Centro pediatrico di Emergency, situato di fronte al Parlamento, si sentono sparatorie e lanci di razzi.
I medici e gli infermieri di Emergency rimangono in ospedale, dove sono ancora ricoverati 5 bambini affetti da malaria.
Da questa notte, oltre all'elettricità, manca anche l'acqua.
Emergency chiede alle parti in conflitto di negoziare un immediato cessate il fuoco, di rispettare l'attività di cura degli ospedali e la tutela della popolazione civile".

 

Sabato 23 marzo

 

ORE 19:00 I RIBELLI A 12 KM DA BANGUI
"I ribelli del Seleka sono alle porte di Bangui. Al PK12, a 12 chilometri dalla città, stanno combattendo in questo momento con l'esercito governativo. Il PK12 e' a 8 chilometri dal nostro Centro pediatrico. Oggi pomeriggio abbiamo sentito degli spari dall'ospedale. Noi qui continuiamo a lavorare: in corsia ci sono 5 bambini ricoverati con la malaria. In città continua a mancare l'elettricità."

ORE 16:00 "I locali dicono che i ribelli siano arrivati a 25 chilometri da Bangui. Oggi non c'e' l'elettricità e la radio francese non si sente. La città sembra deserta. Come era già successo durante la crisi di dicembre, la gente ha paura di muoversi e non esce di casa neppure per venire in ospedale: di solito vediamo 80 bambini al giorno, oggi sono arrivati solo in 10. Fuori dal parlamento, sono schierati i militari".

-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana

 

Venerdì 22 marzo

 

"I ribelli della coalizione Seleka hanno ripreso la loro marcia verso Bangui. In questi giorni stanno combattendo a Damarà, a 74 chilometri da qui, e i locali ci dicono che le truppe governative sono già schierate al PK12, a 12 chilometri dalla città. Da questa mattina la situazione in città è molto tesa: la gente sta scappando al fiume Obangui, per paura dell'arrivo del Seleka. Noi continuiamo a lavorare qui per dare assistenza ai bambini, come sempre, ma intanto ci prepariamo ad affrontare un'eventuale emergenza facendo scorte di cibo e di carbone."

-- Ombretta, dal Centro pediatrico di Emergency a Bangui, Repubblica Centrafricana