Report di attività

Nel report di EMERGENCY raccontiamo e rendicontiamo l'andamento dei nostri programmi umanitari e delle nostre attività.

A lui, al Dottor Gino - il nostro inizio - va il pensiero a conclusione di un bilancio impegnativo. La sua enorme perdita ha imposto una fase di ricognizione, richiesto un pensiero retrospettivo, testato le nostre fondamenta solide: ripercorrendo la tanta strada fatta, quell’idea potente è rimasta, si è propagata, è diventata un modello di universalità del diritto alla salute e di dignità dell’uomo. Un’idea che porteremo avanti insieme.

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Un’idea potente

L’introduzione di Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, al Report 2021

Da quando EMERGENCY è nata, nel 1994, ha da sempre affrontato sfide complesse. Parte del nostro lavoro consiste nel confrontarci con circostanze difficili, mitigarle e offrire alternative di pace e diritti attraverso i nostri ospedali.
Il 2021, con i suoi connotati sanitari e politici, è stato un difficile anno di transizione a livello globale e ha richiesto, da parte nostra, un’accelerazione nelle motivazioni che ci guidano e negli interventi umanitari.

A un anno dall’identificazione del Covid-19, la disponibilità di vaccini prometteva una comunità migliore, mondiale, consapevolmente interconnessa. Una sfida etica, prima ancora che sanitaria, che identificava nella cura la via per una ridefinizione globale dell’identità del mondo. Proprio quel mondo, invece, è rimasto terra di “privilegi”, eludendo il basilare principio della salute come diritto universale ed escludendo interi continenti, come l’Africa, dalla campagna vaccinale, dalla condivisione delle risorse sanitarie, dal trasferimento delle tecnologie. Al Sud del mondo, ancora una volta, solo gli avanzi concessi dal Nord.

Il Covid-19 ha fatto da cassa di risonanza a un deficit sanitario preesistente, aggravandolo. Così, è stato indispensabile impegnarci ulteriormente per andare più veloce, contro il virus e contro i bisogni endemici.

Abbiamo accelerato in Italia, impegnandoci nel supporto alimentare alle famiglie vittime delle ripercussioni economiche della pandemia, così come all’estero. In Yemen abbiamo aumentato il passo ultimando la ristrutturazione dell’ospedale per vittime di guerra ad Hajjah, nel Nord del Paese. A Entebbe abbiamo avviato le attività cliniche, aprendo le porte dell’Ospedale dei bambini: ora l’Uganda ha il suo riferimento di chirurgia pediatrica, nuovo tassello di medicina di eccellenza regionale che potrà portarci e portare l’Africa lontano. Abbiamo accelerato in Afghanistan, per restare vicini alla popolazione nel momento in cui la politica internazionale ha vergognosamente voltato le spalle al Paese, dopo 20 anni di promesse infrante. Abbiamo intensificato i programmi di formazione del personale locale con l’obiettivo di rafforzare i sistemi sanitari locali perché non c’è salute vera senza sanità pubblica.

Sanità pubblica: impegno di uno Stato che sceglie di prendersi cura dei suoi cittadini.

Alla cura, e al prendersi cura, abbiamo dedicato tre giorni di riflessioni a Reggio Emilia, confrontando quanto ci costi la salute e quanto ci costi la guerra: una sproporzione indecente alla quale rispondiamo con la pratica dei nostri progetti e con la dedizione di tantissimi che scelgono coraggiosamente di percorrere una strada diversa.

Dietro agli ospedali e ai tantissimi numeri che leggerete in questo Report, infatti, ci sono loro, ci siete voi, ci siamo tutti noi, sostanza di ogni risultato, energia per affrontare ogni sfida.

Agosto 2021, la più inattesa. Un’idea potente, di bene, è arrivata fin qui con il suo ideatore.
A lui, al Dottor Gino – il nostro inizio – va il pensiero a conclusione di un bilancio impegnativo. La sua enorme perdita ha imposto una fase di ricognizione, richiesto un pensiero retrospettivo, testato le nostre fondamenta solide: ripercorrendo la tanta strada fatta, quell’idea potente è rimasta, si è propagata, è diventata un modello di universalità del diritto alla salute e di dignità dell’uomo. Un’idea che porteremo avanti insieme.

Grazie a lui, e a tutti.

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