Report di attività

Nel report di EMERGENCY raccontiamo e rendicontiamo l'andamento dei nostri programmi umanitari e delle nostre attività.

Curare, formare, informare, proteggere, includere: queste sono state le parole chiave che ci hanno guidato nel ridefinire il nostro impegno quotidiano in risposta alla pandemia.

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Un anno inaspettato

Un estratto dell’introduzione di Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, al Report 2020

Il 2020 era iniziato, per EMERGENCY, con tanti cantieri aperti: la ristrutturazione dell’ospedale di Hajjah, in Yemen; gli ultimi lavori a Entebbe in previsione dell’apertura, a fine marzo, del nuovo Centro di chirurgia pediatrica; il riallestimento del Centro pediatrico di Nyala, in Sudan, che pensavamo finalmente di poter riaprire in primavera, dopo 9 anni.
Quest’ultimo, seppure con 6 mesi di ritardo, è stato l’unico dei nuovi progetti che siamo riusciti a completare. Tutto il resto è stato rimandato, almeno di un anno.

La pandemia di Covid-19, la più grande crisi sanitaria mondiale degli ultimi 100 anni, ha avuto per il nostro lavoro conseguenze pratiche rilevanti fin da subito.

Forti delle esperienze passate maturate durante altre epidemie, e ben consapevoli di che cosa voglia dire non avere accesso alle cure, a qualsiasi latitudine, ci siamo dati come obiettivo prioritario quello di tenere aperti tutti i progetti sanitari già attivi, sviluppando allo stesso tempo nuove attività che rispondessero ai bisogni più urgenti delle fasce di popolazione più fragili.

Curare, formare, informare, proteggere, includere: queste sono state le parole chiave che ci hanno guidato nel ridefinire il nostro impegno quotidiano in risposta alla pandemia.

Lo abbiamo fatto in tutti i nostri ospedali nel mondo intensificando le misure di prevenzione per garantire il proseguimento di un lavoro di cura indispensabile, al di là del Covid-19. Lo abbiamo fatto per chi ha provato a scappare da torture e povertà, sfidando il Mediterraneo e soprattutto la diffidenza di un’Europa che oggi alza muri rinnegando i propri valori costituenti.
Lo abbiamo fatto nei nostri Ambulatori in Italia, presidio territoriale indispensabile per i troppi esclusi della nostra società.

Dopo i primi mesi, inoltre è apparso evidente che quella che era iniziata come un’emergenza di tipo sanitario stava avendo ripercussioni importanti anche dal punto di vista economico e sociale.

Abbiamo deciso di impegnarci in un ambito nuovo per noi, quello del supporto alimentare, con un’iniziativa che abbiamo voluto chiamare “NESSUNO ESCLUSO”, proprio a sottolineare la necessità di non lasciare indietro nessuno nell’affrontare e superare questo momento di difficoltà.

I dilemmi e le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere in quest’ultimo anno richiedono risposte urgenti a bisogni immediati, ma impongono anche un rinnovamento profondo del nostro modello di società affinché sia più inclusiva ed egualitaria. Se non ci riusciremo adesso, allora quando?

Possiamo e dobbiamo ridefinire le priorità che ci uniscono, a partire dal tema della salute, che deve tornare ad essere considerata un investimento per l’umanità intera e non una “merce” fra tante, un privilegio esclusivo per pochi.

La nostra determinazione a non perdere questa occasione è oggi più forte che mai, così come il nostro impegno a promuovere e praticare l’universalità del diritto alla salute e, con essa, l’universalità della dignità di ogni individuo, confidando nella partecipazione e nel sostegno di tutti voi.

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