Report di attività

Nel report di EMERGENCY raccontiamo e rendicontiamo l'andamento dei nostri programmi umanitari e delle nostre attività.

Poco più di 25 anni fa iniziava il viaggio di EMERGENCY con l’obiettivo di fare qualcosa di giusto e necessario: costruire ospedali per curare bene e gratis le troppe vittime delle guerre contemporanee, 9 volte su 10 civili.

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Vogliamo continuare a essere costruttori di pace

Un estratto dell’introduzione di Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, al Report 2019

Poco più di 25 anni fa iniziava il nostro viaggio, con l’obiettivo di fare qualcosa di giusto e necessario: costruire ospedali per curare bene e gratis le troppe vittime delle guerre contemporanee.

Dal Ruanda all’Iraq, dalla Cambogia all’Afghanistan, dalla Sierra Leone al Sudan fino all’Italia, passando per l’Algeria, la Palestina, l’Eritrea, la Serbia e tanti altri Paesi. Le tappe sono tante, e tutte accomunate dalla negazione di fatto del diritto di ogni essere umano ad essere curato, a causa della guerra o delle sue conseguenze.

Staff, volontari, sostenitori, persone che si sono avvicinate hanno aiutato come potevano, facendo la loro parte: ognuno di loro ha lasciato un segno. Anche i pazienti, più di 10 milioni, tra cui tantissimi bambini, hanno contribuito a tracciare il percorso.

È stato un viaggio ricco di sfide e imprevisti, ma anche di lezioni e scoperte. Spesso ci siamo trovati a navigare controcorrente, in un mondo che sempre preferisce la logica della guerra e della legge del più forte rispetto alla possibilità di lavorare ad una convivenza globale basata su diritti e valori condivisi.

Oggi assistiamo ad una regressione politica e culturale che ci spinge ad aggrapparci ostinatamente ai nostri privilegi, ad attaccare con odio tutto quello che ci appare diverso, a rinnegare il principio universale che una vita in pericolo vada salvata, a chiuderci nelle nostre fortezze, sempre più claustrofobiche, alzando nuovi muri. Noi però siamo convinti che questa deriva non sia inevitabile.

Alle barriere che chiudono, dividono, bloccano rispondiamo con i muri dei nostri ospedali che accolgono, uniscono e proteggono. L’ultimo nato avrebbe dovuto aprire nella primavera del 2020 sulle rive del lago Vittoria, in Uganda: un Centro d’eccellenza in chirurgia pediatrica per curare bambini provenienti da tutta l’Africa. Ma è un progetto che abbiamo dovuto rimandare a causa della pandemia di Covid-19 che ha colpito tutto il mondo, una sfida enorme a livello globale, ma che ci ha posto dinanzi a nuovi e urgenti bisogni anche in Italia.

Non potevamo sottrarci in un momento così difficile, proprio nel Paese in cui siamo nati, e abbiamo risposto nell’unico modo che conosciamo: rimboccandoci le maniche e attivando nuovi progetti. Dalle consegne a domicilio per le fasce più vulnerabili, al monitoraggio di strutture di accoglienza per migranti e senza tetto, fino alla terapia intensiva di un ospedale per malati di Covid-19.

C’è ancora tanto da fare e siamo pronti ad impegnarci: vogliamo continuare ad essere costruttori di pace e continuare a credere che un mondo migliore sia possibile, non solo necessario.

Sostieni EMERGENCY

Con la tua donazione ci aiuterai a offrire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno

Share This