Life Support: la nostra nave per salvare vite nel Mediterraneo

Mediterraneo - Mediterraneo centrale

51,3 mt

Lunghezza

12 mt

Larghezza

1346

Tonnellate

Un’idea che avevamo in cantiere da tempo e che finalmente sta prendendo forma per soccorrere chi rischia la vita nel Mediterraneo. La scelta giusta da fare.

Il Mar Mediterraneo centrale è da anni la rotta migratoria più pericolosa del mondo: sono oltre 19.000 i migranti morti o dispersi dal 2014, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Più di 1.100 solo quest’anno.

Dopo aver collaborato al lavoro di altre organizzazioni con i nostri medici, infermieri, mediatori, psicologi, abbiamo acquistato una nostra nave, la Life Support di EMERGENCY, che effettuerà missioni di ricerca e soccorso (SAR, Search and Rescue) nel Mediterraneo centrale.

“A un anno dalla perdita di Gino, siamo pronti ad imbarcarci in questo nuovo progetto che aveva voluto a lungo. Lo facciamo, innanzitutto, perché è quello che facciamo da sempre: curare chi ne ha bisogno, chi è nel posto sbagliato, non per sua scelta.

E il Mediterraneo, si sa, lo abbiamo visto in questi anni, è ormai troppo spesso un posto sbagliato: un cimitero a cielo aperto, senza lapidi. Nonostante il numero di persone che attraversa il Mediterraneo per raggiungere l’Europa sia diminuito rispetto a qualche anno fa, l’UNHCR sottolinea che le traversate in mare stanno diventando sempre più fatali.

L’attività di ricerca e salvataggio in mare da parte delle ONG è un argomento spesso divisivo. Ed è vero che non bisogna mai dare per scontato che quello che è giusto per noi lo sia anche per gli altri, ma salvare vite non può essere divisivo, mai. Questo è il nostro punto di partenza, anche questa volta. La Life Support è, però, anche un omaggio al fondatore di EMERGENCY da parte di tutti noi, e di tutti quelli che ci supporteranno.

Sulle murate, abbiamo dipinto le parole di Gino: ‘I diritti devono essere di tutti, sennò chiamateli privilegi’. Ci sembra il modo migliore di ricordarlo: fare quello che è giusto fare ce lo ha insegnato lui”.

– Pietro Parrino, Direttore Field Operations Department

Life Support: la nave di EMERGENCY

La Life Support è un offshore vessel, una nave adibita a servizi speciali: una caratteristica che consente un’ottima flessibilità di allestimento e di riassegnazione degli spazi, utile per le attività di ricerca e soccorso.

L’area di ricovero e accoglienza per le persone soccorse, che abbiamo riprogettato da zero, è un ponte di circa 270 mq completamente coperto, il main deck, dove abbiamo allestito un ambulatorio medico, i servizi igienici, i posti letto e alcune panche.

Dal main deck si ha accesso al boat deck, la zona di accoglienza all’aperto di circa 90mq, con panche riparate da un telo ombreggiante. È qui dove le persone soccorse verranno imbarcate dopo essere state salvate.

Questa zona è importante per il personale sanitario perché permetterà di valutare lo stato delle persone con lo stesso principio seguito all’interno degli ospedali: il triage.

Sulla base dell’esito del triage alle persone verrà assegnato un codice a seconda del quale verranno accompagnate in ambulatorio, sul ponte main deck, in osservazione, sulle panche vicine o nella zona di accoglienza aperta.

I preparativi per la prima missione in mare

Dopo un periodo di cantiere, il nostro staff sta ultimando i lavori di preparazione della Life Support. La prima missione è prevista per l’autunno.

Fotogallery

"Life support", la nave di EMERGENCY

L’esperienza di EMERGENCY per salvare i migranti nel Mediterraneo centrale

La collaborazione con Open Arms

Dall’estate 2019 alla primavera del 2022 siamo stati impegnati nel Mediterraneo centrale con un team a bordo della nave Open Arms, per garantire l’assistenza medica a bordo. A queste missioni hanno partecipato medici, infermieri e mediatori di EMERGENCY.

Il nostro staff ha partecipato a 12 missioni, contribuendo al salvataggio di più di 2.000 persone.

Un mediatore e uno psicologo di EMERGENCY hanno partecipato anche alla Missione 65, ad agosto 2019, contribuendo alla gestione della situazione di emergenza dei 107 migranti rimasti a bordo a causa dello sbarco negato dall’allora ministro dell’Interno.

La collaborazione con MOAS

Tra giugno e agosto 2016, un team di EMERGENCY (medici, mediatori culturali, infermieri, logisti) ha lavorato sulla nave Topaz Responder di Migrant Offshore Aid Station (MOAS), per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare.

Il nostro staff ha garantito tutta l’assistenza post salvataggio, in particolare cure mediche e mediazione.

Nei due mesi di collaborazione, il nostro team si è preso cura di 4.950 persone.

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