Gaza: assistenza sanitaria di base alla popolazione della Striscia

Gaza - Striscia di Gaza

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27 luglio | Ordini di evacuazione a Gaza: un aggiornamento

Nella Striscia di Gaza, gli ordini di evacuazione significano solo in apparenza maggiore protezione per i civili.

L’avviso di lasciare il luogo in cui ci si trova per mettersi al riparo da possibili attacchi o bombardamenti, spesso con solo pochi minuti a disposizione, espone in realtà la popolazione a nuovi e molteplici rischi.

“Solo negli ultimi due mesi ne sono stati emanati già 46. Riguardano soprattutto le aree vicine alla cosiddetta ‘linea gialla’, che delimita le zone sotto controllo militare israeliano”, racconta Marta Bergamaschi, Coordinatrice medica di EMERGENCY.

Per molte persone, spostarsi non è una possibilità: i luoghi in cui rifugiarsi sono sempre meno e spesso non offrono reali condizioni di sicurezza. Inoltre, questi ordini vengono dati con un preavviso estremamente breve.

Gli ordini di evacuazione hanno inoltre un impatto diretto sull’accesso agli aiuti umanitari: nelle aree interessate dalle evacuazioni diventa molto difficile distribuire acqua potabile, supporti alimentari e altri aiuti vitali per la popolazione.”

Anche l’accesso delle ambulanze può essere impedito o gravemente limitato, rendendo ancora più difficile evacuare i feriti e garantire cure tempestive.

A Gaza non ci sono posti sicuri.

La clinica di salute primaria

Il nostro team, entrato nella Striscia ad agosto 2024, ha costruito e gestisce una clinica nell’area di al-Qarara.

Nella struttura offriamo primo soccorso, stabilizzazione di emergenze medico chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere, assistenza di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio.

La clinica dispone di una sala d’attesa esterna, un triage, un pronto soccorso con sala di osservazione, una sala per le medicazioni, quattro ambulatori medici, un ambulatorio ginecologico, una stanza per le vaccinazioni, un dispensario per le medicine, uffici per medico e logista, una sala mensa e un magazzino.


Nella clinica visitiamo in media 241 persone al giorno e in diversi casi abbiamo superato le 300 in un solo giorno.
Su un totale di oltre 16.500 visite effettuate presso la clinica, di cui circa 5.500 sono minori.

“Da quando siamo arrivati nella Striscia di Gaza, nell’agosto 2024, abbiamo assistito oltre novemila pazienti e abbiamo potuto constatare l’aggravarsi della situazione umanitaria giorno dopo giorno”

Giorgio Monti, Coordinatore medico di EMERGENCY a Gaza

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Ambulatorio ad al-Mawasi (Khan Younis)

Da novembre 2024, un team di EMERGENCY offre supporto medico e logistico a un Centro di salute primaria nella zona di al-Mawasi (Khan Younis), nel sud della Striscia, gestito dall’associazione CFTA (Culture & Free Thought Association), un’organizzazione non governativa e indipendente locale che lavora qui dal 1991 per fornire assistenza alla popolazione palestinese su vari fronti: da quello culturale e dell’educazione, a quello sociale e sanitario.

Dall’inizio delle attività, abbiamo effettuato oltre 19.000 consultazioni. 

Qui i pazienti possono ricevere gratuitamente cure di base, farmaci e le medicazioni necessarie in seguito a interventi chirurgici.

Il team sanitario di EMERGENCY – composto da 2 infermieri e 2 medici – supervisiona l’attività clinica, coordina e forma lo staff locale impiegato da CFTA, 7 colleghi sanitari e non.

Gestiamo inoltre la fornitura completa del materiale necessario a garantire la continuità delle attività.
 

Supporto al Nasser Medical Complex di Khan Younis

A marzo 2025, un nostro team ha lavorato presso il Nasser Hospital, il più grande ospedale nel sud della Striscia. La nostra equipe chirurgica ha offerto supporto nelle attività di primo soccorso e formazione, nello specifico, sulla gestione delle mass casualty di feriti di guerra.

Tre membri del nostro staff erano presenti il 23 marzo, quando l’ospedale è stato attaccato. “Stavamo preparando due pazienti per la sala operatoria, entrambi gravi feriti da esplosioni, quando abbiamo sentito un’esplosione e tremare i muri racconta il nostro anestesista Filippo Pelagatti, anestesista di EMERGENCY a Gaza. “Ci hanno fatto scendere al piano terra in una stanza sicura insieme allo staff dell’ospedale. Appena è stato possibile, siamo tornati dai nostri pazienti: senza quell’intervento chirurgico sarebbero morti”.

>> Attacco al Nasser Hospital: leggi la testimonianza completa

Le attività del nostro team presso il Nasser Medical Complex sono state sospese in attesa di ripristinare le necessarie condizioni e garanzie di sicurezza.

L’accesso degli aiuti umanitari è sempre più necessario

In tutti questi mesi, la possibilità di portare aiuti nella Striscia ha dovuto fare i conti con grandi limitazioni nell’accesso delle organizzazioni umanitarie, con le difficili condizioni di sicurezza e con uno spazio umanitario garantito sempre più ristretto.

Oltre l’80% del territorio della Striscia è stato sottoposto a ordini di evacuazione: oggi circa il 90% della popolazione vive in tende e sistemazioni di fortuna.

Fonte: OCHA

FOTOGALLERY: QUELLO CHE VEDIAMO A GAZA

Il progetto è supportato dall’otto per mille della Tavola Valdese