Gaza: assistenza sanitaria di base alla popolazione della Striscia
Gaza - Striscia di Gaza
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19 marzo | Al padre di Sara e a tutti i padri di Gaza e del mondo
La famiglia di Sara viene dal nord di Gaza. Come quasi 2 milioni di persone, da oltre due anni è sfollata a sud, nella zona della Striscia vicino al mare.
Sara ha solo due anni e la sua storia riflette quella di un’intera generazione nata tra bombardamenti, distruzione e paura.
Quando l’abbiamo vista per la prima volta nella nostra clinica di Al Qarara, Sara era accompagnata da suo padre, per la cura di un’infezione cutanea contratta come conseguenza della vita nei campi tendati.
Sara era anche visibilmente malnutrita.
Il padre ci ha raccontato che non aveva più un lavoro per sostenere la famiglia e che sua moglie non poteva più occuparsi di Sara perchè era rimasta invalida dopo un bombardamento.
Lo abbiamo rassicurato: Sara sarebbe stata inserita nel nostro programma nutrizionale, avrebbe ricevuto cure per la sua infezione.
Quando Sara è tornata per il controllo, due settimane dopo, le sue condizioni erano peggiorate: la malnutrizione era passata da moderata a grave, le infezioni sulla sua pelle si erano moltiplicate.
Ad accompagnare la bambina, stavolta, c’era un altro familiare.
È stato lui a raccontarci che il padre di Sara era stato ucciso mentre cercava qualcosa da dare da mangiare a sua figlia.
In più di due anni di offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, 47.804 bambini hanno perso il proprio padre. 5.920 hanno perso la propria madre. Altri 2.596 hanno perso entrambi i genitori.
Al padre di Sara e a tutti i padri di Gaza e del mondo.
La clinica di salute primaria
Il nostro team, entrato nella Striscia ad agosto 2024, ha costruito e gestisce una clinica nell’area di al-Qarara.
Nella struttura offriamo primo soccorso, stabilizzazione di emergenze medico chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere, assistenza di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio.

La clinica dispone di una sala d’attesa esterna, un triage, un pronto soccorso con sala di osservazione, una sala per le medicazioni, quattro ambulatori medici, un ambulatorio ginecologico, una stanza per le vaccinazioni, un dispensario per le medicine, uffici per medico e logista, una sala mensa e un magazzino.

Nella clinica visitiamo in media 241 persone al giorno e in diversi casi abbiamo superato le 300 in un solo giorno.
Su un totale di oltre 16.500 visite effettuate presso la clinica, di cui circa 5.500 sono minori.
“Da quando siamo arrivati nella Striscia di Gaza, nell’agosto 2024, abbiamo assistito oltre novemila pazienti e abbiamo potuto constatare l’aggravarsi della situazione umanitaria giorno dopo giorno”
Giorgio Monti, Coordinatore medico di EMERGENCY a Gaza
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Ambulatorio ad al-Mawasi (Khan Younis)
Da novembre 2024, un team di EMERGENCY offre supporto medico e logistico a un Centro di salute primaria nella zona di al-Mawasi (Khan Younis), nel sud della Striscia, gestito dall’associazione CFTA (Culture & Free Thought Association), un’organizzazione non governativa e indipendente locale che lavora qui dal 1991 per fornire assistenza alla popolazione palestinese su vari fronti: da quello culturale e dell’educazione, a quello sociale e sanitario.
Dall’inizio delle attività, abbiamo effettuato oltre 19.000 consultazioni.
Qui i pazienti possono ricevere gratuitamente cure di base, farmaci e le medicazioni necessarie in seguito a interventi chirurgici.
Il team sanitario di EMERGENCY – composto da 2 infermieri e 2 medici – supervisiona l’attività clinica, coordina e forma lo staff locale impiegato da CFTA, 7 colleghi sanitari e non.
Gestiamo inoltre la fornitura completa del materiale necessario a garantire la continuità delle attività.

Supporto al Nasser Medical Complex di Khan Younis
A marzo 2025, un nostro team ha lavorato presso il Nasser Hospital, il più grande ospedale nel sud della Striscia. La nostra equipe chirurgica ha offerto supporto nelle attività di primo soccorso e formazione, nello specifico, sulla gestione delle mass casualty di feriti di guerra.
Tre membri del nostro staff erano presenti il 23 marzo, quando l’ospedale è stato attaccato. “Stavamo preparando due pazienti per la sala operatoria, entrambi gravi feriti da esplosioni, quando abbiamo sentito un’esplosione e tremare i muri” racconta il nostro anestesista Filippo Pelagatti, anestesista di EMERGENCY a Gaza. “Ci hanno fatto scendere al piano terra in una stanza sicura insieme allo staff dell’ospedale. Appena è stato possibile, siamo tornati dai nostri pazienti: senza quell’intervento chirurgico sarebbero morti”.
>> Attacco al Nasser Hospital: leggi la testimonianza completa
Le attività del nostro team presso il Nasser Medical Complex sono state sospese in attesa di ripristinare le necessarie condizioni e garanzie di sicurezza.
L’accesso degli aiuti umanitari è sempre più necessario
In tutti questi mesi, la possibilità di portare aiuti nella Striscia ha dovuto fare i conti con grandi limitazioni nell’accesso delle organizzazioni umanitarie, con le difficili condizioni di sicurezza e con uno spazio umanitario garantito sempre più ristretto.
Oltre l’80% del territorio della Striscia è stato sottoposto a ordini di evacuazione: oggi circa il 90% della popolazione vive in tende e sistemazioni di fortuna.
Fonte: OCHA
Il progetto è supportato dall’otto per mille della Tavola Valdese

