Gaza: assistenza sanitaria di base alla popolazione della Striscia
Gaza - Striscia di Gaza
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8 gennaio | Gaza: il punto sulla situazione umanitaria
Il nuovo anno a Gaza inizia nelle tende, tra freddo, fango e condizioni al limite della sopravvivenza. Famiglie intere vivono senza acqua pulita, elettricità e cure adeguate.
Nella nostra clinica ad Al Qarara, operativa nella zona centrale della Striscia, continuiamo a curare le conseguenze dirette di condizioni di vita disumane sulla salute degli abitanti della Striscia.
“1,3 milioni di persone subiscono l’impatto psicologico e sanitario della vita nelle tende. Anche i nostri colleghi gazawi raccontano continui e gravi disagi, soprattutto di notte, causati dagli allagamenti che impediscono persino di dormire per terra”, racconta Marta Bergamaschi, nostra Coordinatrice medica nella Striscia.
In mezzo alla devastazione, “la sanità rimane in una condizione di emergenza estrema. Un ospedale su due non è funzionante, l’altra metà solo parzialmente”.
In questi due anni a Gaza, l’indipendenza e la neutralità delle organizzazioni umanitarie impegnate a Gaza hanno assicurato – e continuano ad assicurare – aiuti vitali e sostegno a una popolazione allo stremo, che deve far fronte a bisogni enormi.
“Il loro lavoro è cruciale e non può essere ostacolato.”
Non distogliamo lo sguardo da Gaza.
La clinica di salute primaria
Il nostro team, entrato nella Striscia ad agosto 2024, ha costruito e gestisce una clinica nell’area di al-Qarara.
Nella struttura offriamo primo soccorso, stabilizzazione di emergenze medico chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere, assistenza di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio.

La clinica dispone di una sala d’attesa esterna, un triage, un pronto soccorso con sala di osservazione, una sala per le medicazioni, quattro ambulatori medici, un ambulatorio ginecologico, una stanza per le vaccinazioni, un dispensario per le medicine, uffici per medico e logista, una sala mensa e un magazzino.

Nella clinica visitiamo in media 241 persone al giorno e in diversi casi abbiamo superato le 300 in un solo giorno.
Su un totale di oltre 16.500 visite effettuate presso la clinica, di cui circa 5.500 sono minori.
“Da quando siamo arrivati nella Striscia di Gaza, nell’agosto 2024, abbiamo assistito oltre novemila pazienti e abbiamo potuto constatare l’aggravarsi della situazione umanitaria giorno dopo giorno”
Giorgio Monti, Coordinatore medico di EMERGENCY a Gaza
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Ambulatorio ad al-Mawasi (Khan Younis)
Da novembre 2024, un team di EMERGENCY offre supporto medico e logistico a un Centro di salute primaria nella zona di al-Mawasi (Khan Younis), nel sud della Striscia, gestito dall’associazione CFTA (Culture & Free Thought Association), un’organizzazione non governativa e indipendente locale che lavora qui dal 1991 per fornire assistenza alla popolazione palestinese su vari fronti: da quello culturale e dell’educazione, a quello sociale e sanitario.
Dall’inizio delle attività, abbiamo effettuato oltre 19.000 consultazioni.
Qui i pazienti possono ricevere gratuitamente cure di base, farmaci e le medicazioni necessarie in seguito a interventi chirurgici.
Il team sanitario di EMERGENCY – composto da 2 infermieri e 2 medici – supervisiona l’attività clinica, coordina e forma lo staff locale impiegato da CFTA, 7 colleghi sanitari e non.
Gestiamo inoltre la fornitura completa del materiale necessario a garantire la continuità delle attività.

Supporto al Nasser Medical Complex di Khan Younis
A marzo 2025, un nostro team ha lavorato presso il Nasser Hospital, il più grande ospedale nel sud della Striscia. La nostra equipe chirurgica ha offerto supporto nelle attività di primo soccorso e formazione, nello specifico, sulla gestione delle mass casualty di feriti di guerra.
Tre membri del nostro staff erano presenti il 23 marzo, quando l’ospedale è stato attaccato. “Stavamo preparando due pazienti per la sala operatoria, entrambi gravi feriti da esplosioni, quando abbiamo sentito un’esplosione e tremare i muri” racconta il nostro anestesista Filippo Pelagatti, anestesista di EMERGENCY a Gaza. “Ci hanno fatto scendere al piano terra in una stanza sicura insieme allo staff dell’ospedale. Appena è stato possibile, siamo tornati dai nostri pazienti: senza quell’intervento chirurgico sarebbero morti”.
>> Attacco al Nasser Hospital: leggi la testimonianza completa
Le attività del nostro team presso il Nasser Medical Complex sono state sospese in attesa di ripristinare le necessarie condizioni e garanzie di sicurezza.
L’accesso degli aiuti umanitari è sempre più necessario
In tutti questi mesi, la possibilità di portare aiuti nella Striscia ha dovuto fare i conti con grandi limitazioni nell’accesso delle organizzazioni umanitarie, con le difficili condizioni di sicurezza e con uno spazio umanitario garantito sempre più ristretto.
Oltre l’80% del territorio della Striscia è stato sottoposto a ordini di evacuazione: oggi circa il 90% della popolazione vive in tende e sistemazioni di fortuna.
Fonte: OCHA
Il progetto è supportato dall’otto per mille della Tavola Valdese

