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Cos’è la “linea gialla” a Gaza e perché ne senti parlare 

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Dall’annuncio dell’accordo per cessate il fuoco di ottobre 2025 sono state applicate le condizioni in vigore per la prima delle tre fasi di mantenimento della tregua nella Striscia di Gaza.

Tra queste anche l’istituzione della cosiddetta “linea gialla” (Yellow Line): un confine interno “de-facto” che limita il perimetro di movimento delle persone e che indica la parte di territorio della Striscia sotto il controllo diretto delle forze israeliane, anche in assenza di conflitto attivo.

La “linea gialla” è quindi una linea di demarcazione militare, stabilita durante il processo per raggiungere una tregua e definire dove le truppe israeliane devono ritirarsi o restare. Nella realtà, l’estensione e i confini di questa linea sono molto fluidi e variano continuamente.

Estensione della linea gialla a Gaza 

La linea gialla attraversa quasi tutta la Striscia da nord a sud, dividendola in due aree: quella a est, che occupa un’area tra il 50% e il 55% del territorio – corrispondente a circa 200 chilometri quadrati – è sotto controllo dell’IDF (Forze di difesa israeliane) ed è interdetta alla popolazione civile. Quella a ovest verso la costa, invece, è l’area dove la popolazione civile ha cercato rifugio dai bombardamenti. Ossia l’area che non vede la presenza delle truppe di terra IDF e non è sotto il loro controllo diretto.

Qui la popolazione di Gaza si trova stipata in una porzione sempre più ridotta di terra, spesso priva di servizi essenziali.

Il sovraffollamento favorisce la diffusione di malattie infettive, peggiora le condizioni igienico-sanitarie e rende impossibile garantire standard minimi di abitabilità e quindi di sopravvivenza.

Fonte OCHA (Mappa aggiornata al 21 gennaio 2026)

L’impatto della “linea gialla” sugli aiuti e il lavoro umanitario a Gaza

Non esistono mappe ufficiali aggiornate in modo sistematico sull’estensione della “linea gialla”, né avvisi chiari e accessibili che informino in modo tempestivo la popolazione sui cambiamenti del tracciato, spesso repentini.

In alcune aree, le forze armate israeliane hanno installato piloni gialli come segnalazione fisica delle aree sensibili da non oltrepassare, ma non solo: questi segnali esercitano al contempo anche una forte pressione psicologica e di deterrenza, vincolo e sorveglianza.

La linea gialla rappresenta anche un ostacolo operativo per le organizzazioni umanitarie. I convogli di aiuti devono adattarsi a restrizioni improvvise, percorsi che cambiano senza preavviso e zone improvvisamente dichiarate inaccessibili.
Rallenta la distribuzione di cibo, medicinali, carburante per ospedali e impianti idrici.

La linea gialla limita il raggio di azione all’interno della Striscia di Gaza, costringendo persone, merci e aiuti a percorrere un’unica arteria costiera, la Al-Rashid Costal Road, una strada larga appena 4 metri dove ogni giorno transitano migliaia di persone e veicoli.

Alessandro Migliorati - Programme Coordinator di EMERGENCY

In alcuni casi, strutture sanitarie funzionanti si trovano a ridosso o all’interno dell’area interdetta, rendendo difficile per pazienti e personale raggiungerle in sicurezza.

OCHA riporta che 35 strutture sanitarie nella Striscia sono collocate a est della “linea gialla”, tra cui otto ospedali e 26 centri di assistenza sanitaria primaria (PHC) che non possono operare vista la posizione in cui si trovano. 

Cosa succede vicino alla “linea gialla” a Gaza

Sebbene il cessate il fuoco di ottobre 2025 abbia ridotto l’intensità delle ostilità armate, la presenza della linea gialla dimostra come l’assenza di combattimenti non coincida con la fine della violenza strutturale sulla popolazione civile.

Proprio in prossimità della “linea gialla”, da ottobre 2025 in poi si sono verificati centinaia di attacchi. Già a fine novembre 2025, le Nazioni Unite riportavano “almeno 393 violazioni” del cessate il fuoco, quasi 400 vittime palestinesi, tra cui più di 70 bambini, oltre 800 feriti.

Oltre la “linea gialla” si verificano detonazioni in prossimità di edifici residenziali – i pochi ancora in piedi – e attività di demolizione con bulldozer.

Civili, operatori umanitari e personale sanitario rischiano di oltrepassarla inconsapevolmente, esponendosi a gravi pericoli, tra cui colpi di avvertimento, arresti o attacchi diretti.

I piloni gialli in cemento sono segnalazioni non sempre chiare:

Sono anche uno strumento di delimitazione estremamente flessibile e facile da modificare. Quando l’IDF vuole espandere il proprio controllo o demolire un nuovo quartiere, sposta il pilone, ingloba la nuova area e avvia le operazioni. Succede spesso ed è tecnicamente semplice da fare, un po’ come spostare un birillo.

Alessandro Migliorati - Programme Coordinator di EMERGENCY

Al contempo, l’assenza di avvertimenti in tempo reale sugli spostamenti dei confini di questa linea aggrava ulteriormente la percezione del pericolo.

La limitazione dello spazio, la mancanza di informazioni chiare e l’impossibilità di muoversi liberamente incidono profondamente sul diritto alla salute, al cibo e alla sicurezza della popolazione gazawi.

Oltre 1 milione di persone a Gaza sono accampate nella zona costiera a ovest, sulla sabbia, esposte alle intemperie e colpiti da inondazioni che spazzano via le tende, fabbricate con qualche telo usurato di plastica e pali di legno.

Una tregua che confina milioni di persone in uno spazio sempre più ristretto non può essere considerata una pace.