
L'intervento di Emergency in Iraq si è concentrato nel Kurdistan iracheno, al confine con Iran e Turchia, in una zona densamente minata. Attualmente Emergency è attiva in Iraq con un Centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya.
Nel 1995 Emergency ha riattivato l'ospedale di Choman, villaggio curdo al confine tra Iran e Iraq. L'area, abitata dai curdi iracheni, era disseminata da più di 10 milioni di mine, anche di fabbricazione italiana.
A Sulaimaniya e a Erbil, città allora controllate da due fazioni in lotta tra loro, nel 1996 e nel 1998 Emergency ha aperto due Centri chirurgici per fornire assistenza gratuita e di alta qualità. Entrambe le strutture sono state nel tempo ampliate con unità specializzate nel trattamento delle ustioni e delle lesioni spinali.
Nel 1998, vista l'elevata presenza in Kurdistan di persone amputate, Emergency ha avviato a Sulaimaniya un Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale. Oltre alla cura dei pazienti e all'applicazione di protesi, Emergency favorisce il loro reinserimento nelle comunità di provenienza.
In tutto il paese Emergency ha attivato una rete di 22 Posti di primo soccorso per offrire cure tempestive ai feriti e il loro trasferimento in ospedale in casi di emergenza.
Nel 2005, in considerazione della raggiunta autonomia del programma, Emergency ha trasferito alle autorità locali la gestione dei Centri chirurgici e dei Posti di primo soccorso, ora integrati nel sistema sanitario nazionale.
Oggi il Centro di riabilitazione di Sulaimaniya è l'unico progetto di Emergency attivo in Iraq.