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Afghanistan: 100.000 bambini nati nel nostro Centro di maternità ad Anabah

Un traguardo raggiunto attraverso anni di cura e assistenza per donne e neonati in un Paese che ha affrontato decenni di conflitti e che fronteggia povertà e crisi umanitaria. 

La storia di Fatima

Mi sono sentita supportata durante tutta la gravidanza. Qui ho ricevuto la migliore assistenza,” racconta Fatima*, 27 anni.

Dopo la nascita dei suoi primi due figli, aveva subito due aborti spontanei. Per la sua ultima gravidanza, Fatima si è recata regolarmente all’ospedale di Anabah per ricevere le cure prenatali, un servizio essenziale per le madri che vivono in questa valle rurale.

In primavera ha dato alla luce un bambino sano nel nostro Centro.

“Sono molto felice di avere un altro figlio,” ci dice Fatima, stringendo il suo neonato. “So che se questo ospedale ha fatto nascere così tanti bambini sani, è grazie al buon trattamento che fornite alle madri e ai bambini.

Più di 25 anni di assistenza

Abbiamo aperto il Centro di maternità nel 1999, una struttura situata nella valle del Panjshir, in Afghanistan: un’area segnata da inverni rigidi, territori impervi e collegamenti difficili.

Fin dai primi programmi di assistenza sul territorio, fino all’espansione del 2003 che ha rafforzato i servizi di salute materna e infantile, i nostri colleghi hanno lavorato ogni giorno per garantire cure ostetriche, ginecologiche e neonatali, contribuendo in modo significativo alla riduzione della mortalità materna e neonatale.

“Sono molto orgogliosa che 100.000 bambini siano nati nel nostro ospedale,” afferma Nehal*, ostetrica e team leader in terapia intensiva.

“Abbiamo lavorato duramente e abbiamo sempre cercato di dare il massimo, sostenendo donne che vivono in condizioni estremamente difficili. Con ogni passo che faccio nel Centro di maternità per andare ad assistere le nostre pazienti, penso che avrei potuto percorrere già metà del mondo.”

La formazione del personale femminile del Centro

Più del 97% del personale del Centro di Anabah è afgano: oltre 170 professioniste locali, tra ginecologhe e ostetriche, lavorano e si formano nella struttura.

Il loro impegno garantisce continuità delle cure e contribuisce alla formazione della prossima generazione di donne nella sanità, fondamentale per assicurare accesso alle cure a donne e ragazze.

Leila*, una delle nostre dottoresse, racconta: “In questa regione il nostro Centro resta un luogo di speranza per madri e bambini. Con personale altamente qualificato, stiamo offrendo forza e assistenza alla nostra comunità.”

100.000 nascite significano 100.000 nuovi inizi. 100.000 nuove opportunità di speranza.


*Nomi modificati per tutelare la privacy.