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Due storie. Due vite attraversate dalla guerra.

Alina e Lydia.

Due storie. Due vite attraversate dalla guerra.

Sono tra le pazienti del nostro intervento in Ucraina: dal 2023 offriamo assistenza gratuita alla popolazione colpita dalle conseguenze del conflitto.

 

“Ogni volta che sento un aereo, ho paura”    

Lydia, 75 anni, è tra le pazienti del nostro progetto in Ucraina. La nostra operatrice di comunità Olena la raggiunge direttamente a casa, per portarle le medicine di cui ha bisogno e ascoltare le sue necessità.  

“Ne passano tanti, ogni giorno: aerei, caccia, anche elicotteri… il loro rumore lo conosco fin troppo bene. I miei figli se ne sono andati. Hanno fatto bene, qui è troppo pericoloso. Poco dopo l’inizio della guerra il villaggio è stato attaccato: dei missili sono esplosi vicino casa e l’onda d’urto ha distrutto le finestre. Da allora, al posto dei vetri, ci sono dei teli di plastica. Ho passato inverni interi così, a fare i conti con un freddo terribile. Ma non ho i soldi per sistemarle.” 

Il nostro intervento in Ucraina è basato sulla possibilità di rispondere ai bisogni delle persone, – spesso anziane e sole, – direttamente a casa loro, e di segnalare i casi più gravi alla rete di cliniche territoriali che abbiamo attivato nelle regioni di Donetsk e Kharkiv.  

 “È un grande sollievo sapere che qualcuno si ricorda di te.”  

Posso descriverlo in una sola parola: “tragico”

“Dico sempre ‘Per favore non chiudere la porta’. La lascio aperta così le operatrici di EMERGENCY che vengono a vedere come sto.   

Loro sanno dove ho tutte le mie cose, io non riesco a camminare bene. Avevo bisogno di farmaci per la gamba e di un deambulatore, oltre che di stampelle e pannoloni. Mi hanno portato tutto.”   

Alina ha 80 anni, ogni giorno la raggiungiamo a casa per fornirle l’assistenza di cui ha bisogno.   

“Questa è la realtà. Chi vuole tutto questo? È una follia. Quanti bambini sono morti? Quanti adulti? Quanti civili? Quante persone sono state costrette a fuggire? È da tanto che ci sarebbe dovuto essere un cessate il fuoco. Fa male, fa arrabbiare, è straziante. Posso descriverlo in una sola parola: tragico.”   

In Ucraina, ci prendiamo cura della popolazione rimasta sola a causa della guerra, dell’isolamento e dell’impoverimento dei servizi del territorio, che ha colpito soprattutto le fasce più fragili.