Quattro anni di guerra in Ucraina: il report “Care and community in wartime”


“Cura e comunità”: sono le parole che racchiudono l’impegno di EMERGENCY a sostegno della popolazione civile ucraina, che da quattro anni subisce le conseguenze dirette e indirette dell’invasione russa, iniziata nel febbraio 2022.
“Care and community in wartime” è il report di EMERGENCY che, a quattro anni dall’inizio del conflitto, scatta la fotografia di cosa significhi vivere in guerra, tra difficoltà di accesso alle cure di base e compressione dei diritti essenziali.

Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto. Per i pazienti spesso gli operatori di EMERGENCY sono le uniche persone con cui si ritrovano a parlare e confidarsi. Nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze.
Luca Rifiorati, coordinatore del progetto di EMERGENCY in Ucraina
Cosa contiene il nuovo report “Care and community in wartime”
I numeri della crisi umanitaria
Dopo quattro anni di guerra in Ucraina sono circa 13 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria;
- 9,2 milioni quelle senza un adeguato supporto sanitario;
- 9,6 milioni a rischio o già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico;
Il conflitto a oggi ha causato circa 14.000 vittime civili e 3,7 milioni di sfollati.
L’impatto della guerra sul sistema sanitario e i servizi essenziali
- Dal 2022 sono stati più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese;
- La quantità di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno;
- Quattro anni di combattimenti hanno causato un importante danneggiamento delle infrastrutture, una quasi totale assenza di servizi essenziali per le persone e un aumento dei bisogni della popolazione legati ai quasi assenti livelli di assistenza di salute primaria e di supporto psicologico.

Ostacoli all’accesso alle cure: le principali evidenze dello studio di EMERGENCY in Ucraina
Una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, di cui quasi la metà sono trattamenti per condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Attraverso una rete di cliniche distribuite tra le regioni di Donetsk e Kharkiv, che offrono assistenza sanitaria di base in due delle regioni più colpite dalla guerra, osserviamo quotidianamente come il conflitto ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali.

Circa 9,6 milioni di persone sono a rischio per quanto riguarda la sfera della salute mentale. Questa condizione riguarda potenzialmente tutti coloro che sono stati colpiti dal conflitto, sia le persone rimaste nel Paese, sia chi è considerato uno sfollato interno, sia chi ha cercato sicurezza all’esterno. Tuttavia, solo il 20% delle persone ha richiesto aiuto almeno a uno specialista. Problemi legati all’ansia, alla depressione o al disturbo da stress post traumatico sono stati individuati in molti dei pazienti supportati da EMERGENCY.
Luca Rifiorati, coordinatore del progetto di EMERGENCY in Ucraina
Tra i principali ostacoli alla sanità ci sono i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie
- Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza, costi;
- Il 17,1 % delle famiglie sono colpite da problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali;
- Per quasi il 95% l’aumento del costo delle medicine rappresenta la principale barriera di accesso alle cure.
“In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano. I bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”.
Alessandro Lamberti Castronuovo, focal point per le cure primarie in EMERGENCY
Il ruolo chiave delle Community Health Workers
Per assicurare un accesso alla medicina di base nelle aree rurali, il nostro team sul campo si compone anche di 11 operatrici di comunità (Community Health Workers): figure che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi, muovendosi porta a porta in bicicletta e dialogando direttamente con la popolazione.

“La mia giornata lavorativa inizia alle 8:00 del mattino. Con la mia bici, il telefono e il quaderno. Ormai mi conoscono tutti. La maggior parte delle persone di cui mi prendo cura sono anziane e vivono da sole. Oltre ai problemi di salute, ciò di cui hanno più bisogno è qualcuno che li ascolti.”
Natalia, Community Health Worker per EMERGENCY
Tra giugno 2024 e ottobre 2025, le Community Health Workers hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno, e organizzato centinaia di altri servizi, tra cui appuntamenti con medici di base, visite specialistiche e segnalazioni ai punti di primo soccorso, riducendo la distanza tra la popolazione dei villaggi e l’accesso alla sanità.
Il lavoro di EMERGENCY in Ucraina
Nei municipi di Oleksandrivka (oblast di Donetsk), Barvinkove e Blyznyky (oblast di Kharkiv), gestiamo14 cliniche, raggiungendo un totale di 10.000 persone.
Da ottobre 2025 il nostro intervento si è ulteriormente ampliato nella regione di Kharkiv e ha visto anche l’inizio di un programma di screening per malattie trasmissibili come HIV, tubercolosi ed epatite, condizione ad alta prevalenza nel Paese.
Il report “Care and community in wartime” analizza i dati di 3.600 beneficiari raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi somministrati a un campione fra la popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk.