La guerra in Sudan ha superato i 1000 giorni: “Io le vittime le vedo, le vedo tutti i giorni”
Il 15 aprile 2023, iniziava in Sudan una guerra che ancora oggi sconvolge il Paese. Da allora, sono passati più di 1.000 giorni. Oggi, milioni di persone restano vittime di un’emergenza umanitaria che nemmeno i numeri riescono davvero a quantificare. Qui sotto puoi leggere la testimonianza di Fadwa, pediatra sudanese che lavora nel nostro Ambulatorio pediatrico a Khartoum.
“Non dimenticate il Sudan”: la testimonianza del nostro staff
“Sono una pediatra e ogni giorno continuo a vedere le conseguenze di questa guerra sulle persone.

Circa 100 bambini arrivano ogni giorno nell’Ambulatorio pediatrico di EMERGENCY a Khartoum, città che si sta ripopolando dopo una desolazione di mesi.
Garantire la continuità delle cure anche in questo contesto di guerra è il mio atto di resistenza, per la mia gente e il mio Paese.
Dallo scorso agosto abbiamo intensificato le attività, avviando anche una corsia di degenza per i casi gravi da stabilizzare e per le patologie croniche.
E mentre dimettiamo e ricoveriamo senza sosta, decoriamo gli ambienti, rendendoli accoglienti, perché queste pareti facciano compagnia ai bambini e alle loro madri.
Vogliamo che durante il ricovero si dimentichino della guerra e che anche i nati dopo il 15 aprile 2023 conoscano qualcosa di diverso.

Curiamo i malnutriti che arrivano in condizioni disperate. Da qualche mese abbiamo avviato un programma per stabilizzare i casi acuti e seguirne il recupero con un piano mensile.Quaranta nuovi bambini a settimana.
Vengono inseriti in un percorso nutrizionale intensivo col quale superare la fase più critica della malnutrizione (Severe Acute Malnutrition – SAM) e raggiungere uno stato compatibile con la malnutrizione acuta moderata (Moderate Acute Malnutrition – MAM), che permette l’accesso a ulteriori fasi di recupero.
Li seguiamo poi in ambulatorio per un monitoraggio a cadenza regolare.
Qualche settimana fa è arrivata Miriam, di otto mesi: era gravemente malnutrita, disidratata, non riusciva nemmeno a sorreggere la testa. Temevo che morisse, ma con i trattamenti continuativi del ricovero ha iniziato a prendere peso, ora è reattiva e riesce anche a sedersi.
Anche le madri sono spesso malnutrite perché non hanno le risorse economiche per garantirsi, e garantire ai loro figli, una dieta salutare.

I nostri health promoter trovano sempre le parole giuste per coinvolgerle in sessioni di educazione nutrizionale e proporre ricette compatibili con quanto hanno a disposizione.
La guerra è paura di scomparire, ma è anche paura di non essere visti: è la distanza che, da quasi tre anni, non si colma tra chi muore o sopravvive in silenzio e il mondo che resta a guardare con indifferenza.
Non dimenticate il Sudan”.
— Fadwa Ibrahim, pediatra di EMERGENCY a Khartoum, Sudan