Il Centro “Salam” ha due nuovi cardiochirurghi: le testimonianze di Ahmed e Nada
La guerra provoca vittime dirette e indirette, distrugge città e infrastrutture, nega diritti umani fondamentali. Interrompe sogni, spezza percorsi di crescita rendendo più fragili anche l’accesso all’istruzione e alla formazione professionale.
Anche in Sudan il conflitto incide profondamente sulla formazione delle figure professionali, comprese quelle sanitarie: studiare, specializzarsi, immaginare l’evoluzione del proprio percorso diventa una sfida quotidiana, segnata da instabilità, paura e scarsità di risorse.
Attraverso le storie di chi ha vissuto questa realtà sulla propria pelle, raccontiamo l’impatto della guerra sulla formazione professionale.
Lo facciamo attraverso le testimonianze di Ahmed e Nada, due nuovi cardiochirurghi del Centro Salam di EMERGENCY.
Storie di chi, nonostante tutto, non ha rinunciato al proprio obiettivo: acquisire competenze e prendersi cura del proprio popolo, con la determinazione di difendere il diritto allo studio e alla cura.

“Voglio prendermi cura dei bambini sudanesi e dei loro cuori stanchi”
“Sono entrato nel programma di specializzazione in Chirurgia cardiotoracica di EMERGENCY nel 2021”, racconta Ahmed Babiker Omer. “Dopo sei anni di rotazioni periodiche strutturate fatti di affiancamenti, supervisione continua ed esami di valutazione intermedi, a marzo 2025 sono tornato al Salam in modo continuativo per prepararmi all’esame finale e conseguire la specialità come cardiochirurgo senior”.
Con l’inizio della guerra, nell’aprile 2023, Ahmed e la sua famiglia sono stati costretti a lasciare tutto dietro di loro e sfollare forzatamente, come oltre 12 milioni di persone nel Paese.
“Mi sono laureato in medicina all’Università di El Fasher, nel Nord Darfur, oggi una delle aree più colpite dal conflitto. Con lo sfollamento da Wad Madani ho perso tutto. E in assenza di connessione, non avevo modo di comunicare con nessuno. Alcune persone vicine a me, non avendo mie notizie per lungo tempo, pensavano che fossi morto.”
Durante i mesi da IDP (Internally Displaced Person), i contatti con Ahmed non si sono mai interrotti, nonostante le gravi difficoltà di connessione nel Paese.
“Ho ricevuto un supporto continuo dai chirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici nazionali e internazionali di EMERGENCY, anche durante la fuga verso zone più sicure. Una volta tornato a Khartoum, quando le truppe hanno smesso di combattere in città, il sostegno dei colleghi è stato fondamentale. A Lino, Mohanned e Tsanko devo un ringraziamento particolare, così come al Medical Specialization Board ” (l’ente ufficiale del Sudan che si occupa della formazione specialistica dei medici e che ne certifica la specializzazione).
La guerra ha spezzato le vite personali e professionali di milioni di giovani sudanesi, alimentando la cosiddetta “fuga dei cervelli” verso altre regioni del Paese più sicure o, quando possibile, all’estero.
“Come sfollato interno, io e la mia famiglia abbiamo visto la morte molte volte davanti a noi. La guerra mi ha portato via mio padre. Per lunghi periodi siamo rimasti senza comunicazioni. Le sfide sono state estreme. Ma tutto questo ha rafforzato la mia resilienza e il senso di responsabilità verso il mio Paese, accendendo una fiamma di speranza che so non si spegnerà”.
Chi ha scelto di rimanere, come Ahmed, continua a rendere concreta la visione di EMERGENCY: una cura sostenibile nel tempo, fondata sul rafforzamento della classe medica locale, elemento indispensabile per costruire sistemi sanitari capaci di affrontare le sfide future.
“Il mio obiettivo è prendermi cura dei bambini e dei loro cuori stanchi: stanchi per la malattia, per la guerra, per la povertà. In questi anni ho visto l’impatto trasformativo che un’assistenza gratuita e di alta qualità, come quella offerta dal Centro Salam, può avere sulla vita delle persone”.

“Un percorso strutturato, con responsabilità progressive”
“Ho deciso molto presto di intraprendere gli studi di medicina, spinta dal desiderio di assistere le comunità più vulnerabili e di fare una differenza concreta, soprattutto nelle aree con un accesso limitato alle cure specialistiche”.
Nada Faisal Hassan Mansour è la seconda specializzanda sudanese a conseguire il titolo al Centro Salam. Proviene da Nyala, nel Darfur meridionale, una delle regioni ancora oggi più colpite dal conflitto.
“Sono stato ammessa al programma di specializzazione in Cardiochirurgia toracica nel 2017, dopo la laurea all’Università di El Fasher. Con lo scoppio della guerra, le comunicazioni sono diventate estremamente difficili. A un certo punto ho completamente perso i contatti con la mia famiglia. Vivevamo vicino all’ospedale di EMERGENCY a Nyala, ma causa delle violenze, la mia famiglia è stata costretta a sfollare. È stato un periodo molto doloroso. Nonostante queste difficoltà, ho continuato a impegnarmi nel mio percorso formativo e focalizzata sulle mie responsabilità come professionista sanitaria.”
Il percorso di formazione negli ospedali di EMERGENCY prevede una parte teorica — con esami scritti, clinici e orali intermedi e finali — e una parte pratica, basata sui principi della formazione continua.
“Ho iniziato a far parte dello staff del Centro Salam nel 2020, svolgendo rotazioni come cardiochirurga. Sono poi tornata nel 2022, proseguendo la mia formazione anche nel periodo più difficile del conflitto.
Il mio percorso di formazione specialistica è stato strutturato, con responsabilità cliniche e chirurgiche progressivamente crescenti e una supervisione costante da parte dello staff di EMERGENCY. Ho superato con successo l’esame finale, conseguendo il titolo di specialista in Cardiochirurgia toracica. Ringrazio sinceramente il dottor Lino, il dottor Mohanned, la dottoressa Gina e la dottoressa Elena per il loro prezioso supporto. Sono profondamente grata a tutti i miei docenti, al Board di Specializzazione e alla mia famiglia, che mi ha sempre affiancata e incoraggiata lungo tutto il percorso.”
La guerra ha interrotto la sua formazione, le possibilità di comunicazione e la sua stabilità personale, ma ha anche accelerato la crescita professionale di Nada, rafforzando la sua capacità di adattamento e la determinazione a raggiungere un obiettivo fondamentale per lei e per il suo Paese.
“Raggiungere questo traguardo come prima donna chirurga cardiotoracica sudanese certificata dal Sudan Medical Specialization Board è motivo di profondo orgoglio e umiltà. Rappresenta perseveranza, speranza e impegno verso i miei pazienti e il mio Paese, in un momento di enormi difficoltà. Mantenendo elevati standard professionali, in linea con la missione di EMERGENCY di garantire cure gratuite e di alta qualità, professioniste come me possono contribuire a ricostruire la fiducia e la capacità del sistema sanitario sudanese”.
In un contesto profondamente complesso e compromesso dalla guerra, la formazione diventa un atto di resistenza umana e collettiva: continuare a imparare per non lasciare che la guerra decida chi puoi diventare. Riaffermare la vita, il futuro e la dignità, anche quando tutto intorno va nella direzione opposta.
“Continuare a lavorare durante la guerra è stato estremamente complesso, ma anche carico di senso. Dopo la specializzazione, il mio obiettivo è proseguire la formazione con un percorso avanzato che mi permetta di affinare ulteriormente le mie competenze chirurgiche.”

Come si svolge la formazione in un ospedale di EMERGENCY
Da sempre, per EMERGENCY, la formazione del personale locale è un pilastro fondamentale dei progetti umanitari: un investimento in sostenibilità e futuro, basato sulla condivisione di competenze di alto livello per garantire cure eccellenti e formare professionisti in grado di rafforzare i sistemi sanitari dei Paesi in cui opera.
In un ospedale di EMERGENCY, il ciclo di formazione è pensato come un percorso strutturato e graduale, che accompagna i giovani medici dalla teoria alla piena responsabilità clinica, sempre con al centro la qualità della cura e la sicurezza dei pazienti.
La “residency”, ossia il percorso di specialità riconosciuto dalle università e dagli istituti di formazione accreditati con EMERGENCY, si articola in rotazioni annuali nei diversi reparti e servizi dell’ospedale. Ogni anno rappresenta uno step di crescita, in cui le competenze vengono acquisite in modo progressivo: si osserva, si affianca, si pratica, assumendo via via maggiori responsabilità cliniche e chirurgiche.
L’apprendimento avviene sul campo, accanto a professionisti esperti, attraverso:
- affiancamento continuo e supervisione, sul modello del “training on the job”
- formazione teorica strutturata
- valutazioni intermedie e finali
- confronto costante all’interno del team multidisciplinare
È una formazione che non punta solo a “insegnare a fare”, ma a costruire autonomia, senso di responsabilità e capacità decisionale, in contesti spesso complessi e con risorse limitate. Un investimento nel futuro del sistema sanitario locale: perché formare medici significa garantire cure di qualità oggi e rendere possibile una sanità solida e sostenibile domani.