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L’imperativo morale dei generali europei | QB Quotidiano Bellico del 18 febbraio 2026

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Una lettera dei capi degli eserciti di Gran Bretagna e Germania si rivolge a un’opinione pubblica sempre più scettica sul riarmo per comunicargli che non c’è alternativa. Spiegazione o minaccia?

Il Capo di Stato maggiore della Gran Bretagna Richard Knighton e quello tedesco Carsten Breuer hanno scritto una lettera per spiegare ai cittadini europei “scomode verità sulla loro sicurezza” e perorare sacrifici economici in nome del riarmo.

L’appello è stato pubblicato su The Guardian e Die Welt subito dopo la Conferenza sulla sicurezza di Monaco e le “scomode verità” sembrano piuttosto quelle che devono affrontare i governi dei Paesi che fino a poco tempo registravano un consenso ampio sulla necessità di aumentare le spese della difesa di fronte alla minaccia russa e all’instabilità crescente. Ma quattro anni di guerra e l’arrivo del ciclone Trump qualcosa hanno cambiato. E le opinioni pubbliche non sono così d’accordo a spendere il 5% del proprio Pil in Difesa, come proposto da Trump e ratificato dalla NATO nel summit dell’Aia di fine giugno 2025.

Ricordiamo, per inciso, il messaggio reso pubblico da Trump e inviatogli dal segretario generale della NATO il giorno stesso del summit dell’Aia: “Donald, ci hai portato a un momento davvero, davvero importante per l’America, l’Europa e il mondo. Riuscirai a fare qualcosa che NESSUN presidente americano, da decenni, è riuscito a fare. L’Europa pagherà UN SACCO di soldi, com’è giusto che sia, e sarà una tua vittoria” (le maiuscole sono originali).

Torniamo alla lettera dei generali: “In qualità di responsabili della difesa di due dei maggiori fornitori di sicurezza in Europa, abbiamo il dovere di spiegare la posta in gioco, affinché i cittadini possano comprendere perché i nostri governi si siano impegnati ad aumentare in modo costante la spesa per la difesa, il più grande dalla fine della Guerra Fredda. Ecco perché è importante comunicare la minaccia. I cittadini devono comprendere le difficili scelte che i governi devono prendere per rafforzare la deterrenza”.

Parlano di “deterrenza” per scoraggiare la minaccia russa; allo stesso tempo scrivono però: “La NATO è l’alleanza militare di maggior successo della storia e oggi, insieme, la sua potenza militare è insuperabile”. E la contraddizione è esplicita: allora perché dovremmo armarci ancora di più? La risposta è sorprendente: “C’è una dimensione morale in questo sforzo. Il riarmo non è guerrafondaio; è l’azione responsabile di nazioni determinate a proteggere i propri popoli e a preservare la pace. La forza scoraggia l’aggressione. La debolezza la invita”.

Il “problema” in quasi tutti i Paesi UE è che se da un lato aumenta la preoccupazione per il possibile scoppio di una guerra, allo stesso tempo diminuisce il consenso sulla spesa militare. Spiega Seb Wride, responsabile di Public First, la società di ricerche della testata Politico: “I nostri sondaggi mostrano che la crescente preoccupazione per la guerra non autorizza i leader a investire massicciamente nella difesa. Al contrario, gli elettori sono ora meno disposti a scendere a compromessi per migliorare la sicurezza militare. Quindi i leader europei si trovano in una situazione difficile”.

In Gran Bretagna, secondo un sondaggio di YouGov, solo il 25% dei cittadini accetta aumenti fiscali per finanziare la spesa militare, mentre il 24% approverebbe tagli ad altre voci di spesa. In Italia secondo lo stesso sondaggio solo il 12% dei cittadini vorrebbe spendere di più, mentre per il 35% si spende già troppo (con la Spagna siamo il Paese dove più grande e maggioritaria è l’opposizione). In Germania dove il consenso alla spesa militare è stato sopra il 50% in tutte le rilevazioni, solo il 35% dei giovani fino a 29 anni si dice favorevole alla reintroduzione della leva militare (su base volontaria).

E allora entrano in campo i militari come “esperti” con il loro “imperativo morale”: “Il percorso da percorrere richiede coraggio e un dialogo onesto con i nostri cittadini. La sicurezza dell’Europa è una nostra responsabilità condivisa e intendiamo affrontarla insieme”. Il “dialogo onesto” è “dirci che si deve fare”: TINA – There is No Alternative, come piaceva dire a Margaret Thatcher. E l’invocazione della dimensione morale, cioè della scelta tra il bene e il male, è il primo livello: dovete crederci. Quando dal piedistallo delle istituzioni si sente dire che “la gente non capisce” non è mai un bel momento per la democrazia. Affidare quest’opera di “convincimento” ai militari è una pessima idea. Anche perché di solito poi dall’educazione si passa all’imposizione.

Fonti

The Guardian: https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/feb/15/defence-chiefs-russia-rearmament-security-britain-germany-europe
Politico: https://www.politico.eu/article/world-war-iii-defense-spending-europe-poll/
YouGov Uk: https://d3nkl3psvxxpe9.cloudfront.net/documents/EPM_February_2026_Europe_defence_and_international_relations.pdf

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