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Emergency
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Da quando l'epidemia di Ebola č arrivata a Freetwon, capitale della Sierra Leone, ci siamo mobilitati per isolare e curare i malati.
 

In un primo momento abbiamo allestito all'interno del Centro chirurgico delle tende per l'isolamento dei casi sospetti; poi, su richiesta del governo sierraleonese, a settembre 2014 abbiamo aperto il nostro primo Centro di cura per i malati di Ebola con 22 posti letto a Lakka, vicino a Freetown. Il nostro impegno č proseguito con l'apertura a dicembre del Posto di primo soccorso a Waterloo e del Centro di cura da 100 posti letto a Goderich, una struttura dall'elevato standard di assistenza. Con l'apertura di quest'ultimo ospedale, il Centro di Lakka č stato convertito in Ebola Holding Centre, un Centro di isolamento dei casi sospetti che se positivi vengono trasferiti al nuovo Centro di Goderich.

In seguito alla diminuzione dei casi registrati quotidianamente nel Paese una volta passato il picco dell'epidemia, il Posto di primo soccorso di Waterloo e l'Ebola Holding Centre a Lakka hanno cessato le attivitā. A maggio 2015, anche il centro di cura di Goderich ha cessato le attivitā.

Per il nostro impegno contro Ebola nel Paese, a fine epidemia siamo stati insigniti di una medaglia dal Presidente della Sierra Leone.

 

Il centro di cura a Goderich

 

Il Centro per la cura dei malati di Ebola a Goderich č una struttura dall'elevato standard di assistenza, dotata di 100 posti letto, un laboratorio interno, una terapia intensiva e un'apposita area per l'isolamento dei pazienti sospetti. Č stato realizzato in collaborazione con DFID, la cooperazione inglese. [LEGGI TUTTO]

 

L'Ebola Holding Centre a Lakka

 

Nell'Ebola Holding Centre, attivo nel periodo del picco dell'epidemia, i pazienti sospetti venivano isolati in attesa dell'esito della PCR, l'esame che da un campione di sangue permette di sapere se il paziente č positivo o negativo al virus Ebola. I pazienti positivi venivano poi trasferiti al Centro di Goderich. Terminato il picco dell'epidemia, abbiamo trasferito il reparto di isolamento in un'apposita area del Centro di cura di Goderich. [LEGGI TUTTO]

 

Il Posto di primo soccorso a Waterloo

 

Oltre a curare i malati di Ebola nel Centro di cura di Goderich, a pochi chilometri dalla capitale, abbiamo lavorato anche per la prevenzione del contagio: a Waterloo, un campo profughi abitato da 22 mila persone, effettuavamo il triage dei casi sospetti e abbiamo formato operatori sanitari che lavorano nel campo per individuare le persone entrate in contatto con malati di Ebola e monitorarle quotidianamente. Con la fine del picco dell'epidemia e la drastica diminuzione dei casi positivi nell'area del campo, il Posto di primo soccorso ha terminato le attivitā e l'edificio che lo ospitava ha ripreso a funzionare come scuola, come era prima dell'epidemia. [LEGGI TUTTO]

 

I progetti di ricerca consortili europei "EbolaMoDRAD" e "FILODIAG"

 

Da febbraio 2015, Emergency č coinvolta nella realizzazione di due progetti di ricerca consortili "EbolaMoDRAD" (Modern approaches for Developing bedside RApid Diagnostics) e "FILODIAG" (Ultra-Fast molecular FILOvirus DIAGnostics), finanziati dalla Commissione Europea attraverso il programma Innovative Medicines Initiative.
I due progetti di ricerca hanno l'obiettivo di sviluppare strumenti rapidi e precisi per la diagnosi della malattia.
Emergency partecipa al progetto EbolaMoDRAD con altri diciassette partner europei (Svezia, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania; Danimarca, Finlandia e uno stato africano, il Senegal) e al progetto FILODIAG con altre tre istituzioni scientifiche europee (Germania, Repubblica Ceca, Italia).