1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 
Dona ora
 
Emergency
Placeholder
 
 

Contenuto della pagina

Diario da Misurata: 13 aprile

 

Stamattina le truppe di Gheddafi hanno bombardato la zona del porto commerciale. Si parla di ventitrè persone uccise.
È la prima volta che colpiscono direttamente quella zona.
Intanto sentiamo gli aerei sorvolare la città e bombardamenti pesanti poco lontani. Un'alta colonna di fumo nero si leva nella solita direzione: Tripoli Street.
I primi feriti arrivano verso le 10. A fine giornata ne conteremo 47, di cui una decina gravi.
I morti sono 8, tra cui una bambina di un anno e mezzo.

 

La disperazione dei parenti è lacerante.
Penso a quello che ho visto in Afganistan e alla compostezza dei familiari delle vittime: lì la guerra c'è da trent'anni e la morte improvvisa a causa di un combattimento o di un bombardamento è messa in conto. È tremendo, ma fa parte della quotidianità del paese.

 

Nel pomeriggio arriva una bambina di tre anni che si è ustionata la mano con un filo elettrico. In altri momenti sarebbe stata operata molto velocemente, in questi giorni, però, ci sono altre urgenze e l'intervento deve attendere.
Al secondo piano di questo ospedale c'è un reparto di ostetricia e ginecologia. Tutto è fermo e le sale sono state dedicate ai feriti di guerra.
A Misurata, di questi tempi, non c'è un posto dove nascere.