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11 aprile 2011. Dal team di Emergency a Misurata

 

Nell'ospedale di Misurata dove stiamo operando, la mattina è trascorsa tranquilla: abbiamo ricevuto due soli pazienti con ferite minori. Il pomeriggio è stato decisamente più agitato con una decina di feriti gravi e cinque pazienti arrivati morti. Safiq è arrivato incosciente, ma ancora vivo, nella tenda preparata per il triage delle emergenze. È un uomo grande e grosso di circa 40 anni: un frammento di proiettile gli ha trapassato la testa. Lo stesso razzo ha colpito anche una bambina di pochi anni che non è riuscita ad arrivare viva in ospedale. Safiq viene rianimato, intubato, ventilato. In pre-sala una bimba di pochi anni, forse due, viene rianimata. Sentiamo vicini i colpi dei kalashnikov e dei razzi Katiuscia.

 

Da ieri sera bombardano ininterrottamente. Misurata non ha una linea del fronte, ma è divisa a chiazze: i ribelli controllano la parte nord-ovest, i lealisti la zona est, il centro è conteso, ma la distribuzione dei soldati non è "lineare". Tripoli street (la via principale che corre lungo la costa, collegando Tripoli a Bengasi) è stata bloccata dai ribelli nel tentativo di interrompere gli approvvigionamenti ai cecchini, appostati nel centro. La via che corre dalla costa verso l'interno della città è la zona di maggiori combattimenti: l'hanno ribattezzata Vietnam street.

 

Anche ieri hanno bombardato il compound della stampa internazionale, dove erano ospitati una decina di giornalisti. Due feriti sono stati portati al nostro ospedale, una donna libica è morta su colpo.