Etiopia: posticipata l’apertura del nuovo Centro di riabilitazione e protesi di Shire
L’avvio delle attività del nuovo Centro di riabilitazione e protesi di EMERGENCY a Shire, nella regione del Tigray in Etiopia, destinato ad assistere persone con amputazioni e disabilità permanenti, è stato temporaneamente posticipato a seguito del riacutizzarsi delle tensioni nella regione e delle conseguenti limitazioni operative e logistiche.
Il Centro è stato concepito per offrire gratuitamente servizi di riabilitazione fisica e assistenza orto-protesica alle migliaia di persone in condizione di disabilità in conseguenza del conflitto armato che si è verificato tra il 2020 e il 2022. A pieno regime rappresenterà un polo di riferimento per la riabilitazione fisica e la produzione orto–protesica garantendo assistenza specializzata a persone con disabilità motorie, amputati e pazienti con esiti traumatici. La struttura impiegherebbe 31 persone tra fisioterapisti, orto–tecnici, personale amministrativo e di supporto e assisterebbe pazienti dal Tigray e dalle regioni limitrofe fornendo accesso a servizi fisioterapici e orto–protesici.
Il Centro è composto da un’area di accettazione e registrazione dei pazienti, uffici e ambulatori per visite specialistiche e valutazioni funzionali, palestra interna ed esterna per fisioterapia e riabilitazione motoria, laboratorio orto-protesico per la produzione e l’adattamento di protesi e ortesi, officina tecnica con macchinari specialistici, servizi igienici accessibili e locali tecnici e di servizio per il personale.
“Da circa un anno EMERGENCY ha lavorato alla realizzazione di questa nuova struttura con l’obiettivo di ampliare l’accesso ai servizi di riabilitazione fisica e assistenza orto–protesica nell’area centro-occidentale del Tigray, così come facciamo dal 1998 nel nostro Centro di riabilitazione di Sulaymaniyah, in Kurdistan iracheno – afferma Marco Puntin, direttore programma di EMERGENCY in Etiopia –. La recente evoluzione della situazione sul terreno e le difficoltà operative che ne sono derivate richiederanno tempi più lunghi del previsto per l’avvio delle attività. Il nostro impegno resta quello di rendere il Centro pienamente operativo non appena le condizioni lo consentiranno.”
Parte dei materiali e delle attrezzature necessarie all’avvio delle attività non ha ancora raggiunto la destinazione finale e persistono limitazioni che incidono sulla piena operatività del progetto.
EMERGENCY continua a mantenere la propria presenza nel Paese e a seguire l’evoluzione della situazione, proseguendo tutte le attività possibili per completare il percorso di attivazione del Centro.
“Siamo pronti a mettere questa struttura al servizio della popolazione non appena sarà possibile avviarne regolarmente le attività – conclude Puntin –. Il Centro rappresenterà un’importante opportunità di accesso a servizi specialistici di riabilitazione fisica e assistenza orto–protesica per le persone che ne hanno bisogno.”
EMERGENCY chiede la protezione delle strutture sanitarie, degli operatori umanitari e della popolazione civile nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario.