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EMERGENCY E OPEN ARMS: PRECISAZIONI SULLO STATO DI SALUTE DI ABOU DAKITE

6 Ottobre 2020

Ci preme fare alcune precisazioni sullo stato di salute di Abou, mentre era a bordo della Open Arms.

L’imbarcazione su cui viaggiava Abou è stata soccorsa il 10 settembre. Secondo il medico di EMERGENCY presente a bordo, al momento del salvataggio, Abou non riportava sintomi particolari, se non una forte denutrizione, comune alla maggior parte delle persone che erano sulla sua barca.

Il 17 settembre, verso le 21, il ragazzo ha iniziato ad avere la febbre e un forte dolore lombare: è stato subito condotto nell’ambulatorio della nave, dove è stato sottoposto al test per il Covid-19 che è risultato negativo. Lo staff medico lo ha reidratato per via endovenosa, gli ha somministrato del paracetamolo e una terapia antibiotica, ipotizzando una possibile infezione alle vie urinarie.

Quando il ragazzo ha lasciato l’ambulatorio, la febbre era scesa.

Secondo lo staff medico, le cicatrici presenti sugli arti di Abou non sembravano riconducibili a torture o maltrattamenti recenti; sempre secondo quanto riportato da un amico che faceva da interprete, si trattava di lesioni molto vecchie che risalivano al periodo dell’infanzia.

A causa della barriera linguistica, tutte le comunicazioni tra lo staff e il ragazzo sono state sempre mediate da un suo amico, con il quale era possibile comunicare in francese.

La mattina del 18 settembre, alle 9,30, il medico ha visitato nuovamente Abou che aveva ancora un po’ di febbre, ma era in condizioni generali migliori. Gli ha somministrato ancora un antibiotico e un trattamento reidratante, ha eseguito un’ecografia addominale che non ha rivelato nessun problema evidente e l’ha sottoposto a un secondo test per il Covid-19, che è risultato ancora negativo.

Abou è stato tenuto in osservazione per circa due ore, durante le quali non ha dato segni particolari di malessere e ha chiesto di poter avere qualcosa da mangiare.

Alle 14 dello stesso giorno è stato trasferito sulla nave Allegra per la quarantena con ancora la flebo al braccio: contestualmente, il medico di EMERGENCY ha consegnato al medico della Croce Rossa una relazione che riportava la situazione del paziente nei dettagli.

Al momento dello sbarco, Abou sembrava stare meglio: era salito sul rhib con le sue gambe e comunicava sia con lo staff, sia con gli altri ragazzi.

Siamo profondamente addolorati per la morte di Abou e rimaniamo in attesa di capirne le ragioni. Le persone che soccorriamo sono tutte in condizioni di salute precarie, hanno subito abusi e violenze, hanno affrontato giorni di attesa in mare. Ribadiamo pertanto la necessità che vengano fatte sbarcare in un porto sicuro nel più breve tempo possibile e che venga loro permesso di trascorrere i giorni di quarantena in strutture adeguate dove vengano garantite loro le cure necessarie e dove i loro diritti vengano rispettati.

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