LA LIFE SUPPORT HA PORTATO IN SALVO 113 PERSONE NELLE ACQUE INTERNAZIONALI DEL MEDITERRANEO CENTRALE, TRA LORO ANCHE DUE DONNE INCINTE
Jonathan Nanì la Terra, capomissione Life Support: “La Life Support è in navigazione verso il porto sicuro di Genova a circa 680 miglia dall’area operativa”
Alla Life Support è stato assegnato per lo sbarco il porto di Genova
Milano, 28 ottobre 2026. La Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY ha concluso tra il tardo pomeriggio di ieri e le prime ore di oggi due distinti soccorsi. Grazie al primo intervento, nel tardo pomeriggio di martedì 27 ottobre, la nave dell’ONG ha portato in salvo 73 persone trovate su un’imbarcazione in legno in difficoltà nelle acque internazionali della zona SAR (Search and Rescue) maltese. Tra le persone soccorse ci sono 4 donne e 69 uomini, tra cui un bambino e 15 minori non accompagnati. Nel secondo intervento, concluso circa alle 3 di questa mattina, la Life Support ha soccorso 35 uomini, di cui 21 minori stranieri non accompagnati, e 5 donne che erano a bordo di un gommone nelle acque internazionali della zona SAR libica. In questo momento, a bordo della nave SAR di EMERGENCY ci sono 113 persone soccorse, e tra loro anche due donne incinte.
“La prima barca in pericolo ci è stata segnalata da Alarm Phone tramite mail – spiega Jonathan Naní La Terra, capomissione della Life Support –. Verso le ore 15 abbiamo trovato un piccolo barchino in legno sovraffollato e inclinato su un lato, con 73 persone a bordo, senza salvagenti e stremate perché in mare da oltre un giorno e mezzo. Le condizioni meteomarine e la tipologia dell’imbarcazione hanno reso più difficili le operazioni di soccorso. Durante l’intervento abbiamo scoperto che il barchino aveva anche un ponte inferiore, dove si trovavano 20 persone. Il nostro staff ha distribuito i giubbotti di salvataggio e poi ha trasferito tutti al sicuro sulla Life Support. Fortunatamente, nessuna delle persone soccorse era in condizioni critiche.
Anche la seconda imbarcazione in difficoltà ci è stata segnalata da Alarm Phone, durante il primo soccorso. È stata poi avvistata dal ponte della nave intorno all’una di notte: si trattava di un piccolo gommone sovraffollato, con persone a bordo prive di dispositivi di sicurezza. L’intervento è stato più delicato a causa delle condizioni meteomarine sfavorevoli e dell’oscurità, ma siamo riusciti a portare tutti al sicuro a bordo della nostra nave”.
“La Life Support è ora in navigazione verso il porto distante di Genova, assegnato dalle autorità italiane, a circa 680 miglia nautiche dal punto del soccorso, quasi quattro giorni di navigazione – conclude Naní La Terra-. Ancora una volta ci è stato assegnato un porto distante, una scelta che tiene le navi di ricerca e soccorso lontane dal Mediterraneo centrale, dove continuano a verificarsi naufragi, intercettazioni e respingimenti illegali verso la Libia. Durante la navigazione verso Genova, la Life Support rimane comunque operativa e pronta a intervenire in caso di altre imbarcazioni in pericolo”.
Le persone soccorse ieri pomeriggio hanno riferito di essere partite da Gasr Garabulli, in Libia, intorno alla mezzanotte di lunedì 26 ottobre, quelle soccorse stanotte hanno detto di aver preso il mare dalla cittadina libica di Zawiya. I naufraghi provengono da Bangladesh, Somalia, Eritrea, Egitto, Etiopia, Pakistan, Sudan, Niger e Gibuti paesi segnati da violenze, conflitti, instabilità e gravi crisi economiche e umanitarie.
“Le operazioni di salvataggio e trasbordo sono state condotte in modo molto organizzato e professionale. Sono felice di fare parte della grande squadra di Emergency” commenta il navigatore oceanico Giovanni Soldini, a bordo della Life Support come soccorritore per questa missione.
La nave SAR di EMERGENCY sta compiendo la sua 46/a missione nel Mediterraneo centrale, regione dove opera dal dicembre 2022 e dove ha soccorso complessivamente 3.701 persone.