

Firma la legge di iniziativa popolare “io obietto la guerra”, per chiedere un nuovo diritto: quello all’obiezione di coscienza alla guerra. Ci servono almeno 50.000 firme!
Cosa chiediamo?
Chiediamo che ciascun cittadino possa dichiararsi, presso il proprio Comune di residenza, “obiettore di coscienza alla guerra”, rifiutando l’uso delle armi e della violenza e il coinvolgimento in attività funzionali e connesse alla guerra.
Per gli uomini dai 18 ai 45 anni la dichiarazione potrà valere anche per l’obiezione di coscienza al servizio militare.
La proposta di Legge di iniziativa popolare “io obietto”
Con la Legge di iniziativa popolare per l’obiezione di coscienza alla guerra, vogliamo stabilire il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra per tutte le cittadine e i cittadini che non vogliono diventare un ingranaggio della macchina bellica.
L’obiezione di coscienza alla guerra è un diritto umano, fondamentale, riconosciuto a livello internazionale.
Vogliamo che torni ad essere garantito per chi non vorrà prestare il proprio servizio militare e che sia un diritto anche di tutti quei cittadini e quelle cittadine che vengono coinvolte e coinvolti loro malgrado, nella guerra, di tutte e tutti coloro che con la loro opera intellettuale o materiale si trovano a svolgere qualsiasi attività collegata e funzionale alla guerra.
Perché una legge di iniziativa popolare per l’obiezione di coscienza alla guerra?
Da più di quattro anni la guerra è tornata sul suolo europeo e progressivamente, la violenza armata e le minacce militari sono ridiventate il principale strumento della politica internazionale.
Non ci sono mai stati così tanti conflitti nel mondo dalla Seconda guerra mondiale.
In questo contesto, il riarmo è divenuto la principale preoccupazione e l’unica linea strategica dell’Europa e della NATO: l’industria delle armi prospera nella prospettiva di nuove guerre.
Anche l’Italia si impegna a riarmarsi come mai nella storia repubblicana: il nostro Paese produce, vende, mobilita materiale bellico destinato a Paesi in conflitto e/o che violano i diritti umani, contravvenendo alle sue stesse leggi.
Ecco perché è fondamentale riconoscere il “diritto all’obiezione di coscienza alla guerra”, un diritto costituzionalmente tutelato, per coloro – uomini e donne – che, in nome dall’Articolo 11 della Costituzione, la ripudiano e chiedono strumenti per difendere la pace e promuovere la risoluzione non armata dei conflitti.
Come possiamo raggiungere il nostro obiettivo?
La legge di iniziativa popolare ha bisogno di raccogliere 50mila firme certificate per essere presentata in Parlamento.
La campagna R1PUD1A
Abbiamo lanciato la campagna R1PUD1A nel 2024, per richiamare il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, contro la normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico e politico.
Abbiamo coinvolto oltre 650 comuni, 1.500 scuole, 300 cinema, teatri, festival.
Nel corso di questi anni abbiamo:
- Promosso l’appello “ORA!” per Gaza, raccogliendo 250 mila firme contro il rinnovo dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele,
- Attivato sul territorio spazi di pace e attività di monitoraggio civico.
- Dato vita alla Community R1PUD1A per coordinare e coinvolgere più persone nella campagna.
Inoltre, a fine marzo 2026, abbiamo lanciato l’appello “Io obietto la guerra”, che ha raggiunto quasi 90 mila firme. Lo scopo è stato quello di riportare al centro del dibattito l’obiezione di coscienza alla guerra, cioè il diritto di rifiutarsi di prestare il proprio corpo, lavoro e consenso alla guerra e al riarmo.