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EMERGENCY: SBARCATI A BARI 48 NAUFRAGHI E 7 CORPI SENZA VITA RECUPERATI DALLA LIFE SUPPORT

20 Agosto 2026

Milano, 20 agosto 2026 – Sono sbarcate oggi in Puglia nel porto di Bari le 48 persone portate in salvo lunedì 17 agosto dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona SAR (Search and rescue) libica. Dopo che tutti i naufraghi hanno toccato terra, alle 11.45 circa, sono iniziate le operazioni di sbarco dei 7 corpi senza vita che sono terminate alle ore 12.45.

Dopo tre giorni di navigazione siamo finalmente arrivati a Bari. Assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità e che hanno alle spalle esperienze traumatiche – afferma Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di EMERGENCY –. Auguriamo a ognuno di loro il meglio”.

Con l’intervento di lunedì 17 agosto erano state soccorse 57 persone, di cui 7 salme e 2 persone in condizioni critiche che per le quali è stata richiesta ed effettuata urgente evacuazione medica. Le persone portate in salvo lunedì scorso dallo staff di EMERGENCY sono originarie della Somalia e dell’Egitto, 5 sono donne e 45 uomini. Tra loro ci sono 31 minori stranieri non accompagnati, di cui 28 maschi e 3 femmine. Purtroppo, invece, per altre 7 persone non c’è stato niente da fare.

Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso invece recuperare cadaveri – commenta Luca Radaelli, infermiere del SAR Team della Life Support -. Ci conforta però sapere che per tutti gli altri, a partire dalle due persone che al momento del soccorso erano incoscienti e che sono state evacuate per motivi medici, abbiamo fatto la differenza.

Aggiunge Chiara Picciocchi, mediatrice culturale a bordo della Life Support di EMERGENCY: “Durante la navigazione abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti minori che, con grande speranza, volevano arrivare in Italia e in Europa, un posto per loro sicuro. Oltre a tutte le esperienze difficili che hanno vissuto, tra le quali la permanenza in Libia, questi ragazzi hanno dovuto anche affrontare la perdita di alcuni dei loro compagni di viaggio durante la traversata del Mediterraneo. Ci auguriamo che ora possano essere accolti dignitosamente  in Italia e che i loro diritti vengano tutelati“.

Uno dei naufraghi a bordo, un diciassettenne somalo non accompagnato, ha condiviso la sua esperienza: “Ho deciso di lasciare il mio Paese per la mancanza di sicurezza. Ma anche perché lì non c’era un lavoro che mi permettesse di aiutare economicamente la mia famiglia. Ho quattro fratelli e quattro sorelle, mio padre è morto in un attacco di Al-Shabaab. Sono partito senza dire niente a mia madre, l’ho chiamata una volta arrivato in Sudan, mi manca molto. Prima di imbarcarmi su quel barchino di legno a Zwara – prosegue il ragazzo somalo – ho affrontato un lungo viaggio: ci ho messo un anno per attraversare Etiopia, Sud Sudan, Sudan e arrivare infine in Libia, dove gli immigrati subsahariani sono spesso imprigionati e picchiati. La traversata in mare è stata forse la parte più pericolosa del mio viaggio.  Sul barchino di legno su cui ci hanno trovato ero sottocoperta e avevo due amici: uno l’hanno portato in ospedale, l’altro purtroppo è morto lì. Avevano la mia stessa età. Erano giovani. Ora spero di trovare sicurezza, serenità e di potermi costruire una buona vita. Una delle mie zie è in Germania.

Con le politiche di esternalizzazione dei confini e di chiusura adottate dall’Italia e dall’Unione Europea i pericoli e le sofferenze per le persone in movimento aumentano, così come crescono gli affari per i trafficanti. E il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo in tal senso non fa eccezione. Lo dimostrano i numeri: i dati del Missing Migrants Project dell’OIM su morti e dispersi nel nostro mare parlano di 1.699 vittime dall’inizio dell’anno ad oggi, di cui oltre 900 solo sulla rotta del Mediterraneo centrale. Per questo EMERGENCY, come ha fatto tante altre volte in precedenza, torna a sollecitare l’Italia e l’Europa sulla necessità di creare vie legali e sicure di ingresso, ampliare le possibilità di arrivo regolare in Europa, finanziare una missione Sar europea e investire in modo adeguato su un’accoglienza dignitosa e inclusiva.

Con lo sbarco di oggi la Life Support ha concluso la sua 45° missione nel Mediterraneo centrale. La nave SAR di EMERGENCY opera in questa regione dal dicembre 2022 e durante questo periodo ha soccorso complessivamente 3.588 persone.