“SI VIS PACEM, PARA PACEM”
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE

Marzo 2022 / L'appello di EMERGENCY
Diamo voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.

Il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina riportando la guerra nel cuore dell’Europa.

La risposta immediata che arriva da chi ci governa è inviare armi all’Ucraina. Noi pensiamo che inviare armi non serva a riportare la pace, ma solo ad aumentare la violenza e il numero delle vittime.

Ancora una volta, chi governa pensa che la guerra sia l’unica soluzione.

Ci dice che la guerra può essere “giusta”, “necessaria”, e “inevitabile”: non è vero, non esistono guerre giuste, la guerra appare inevitabile solo a chi non ha fatto nulla per evitarla con i negoziati e la diplomazia.

Ci dice che la guerra può essere “umanitaria”: non è vero, la guerra porta sempre morte e distruzione, è la negazione dell’umanità.

Ci dice che le spese militari sono necessarie a mantenere la sicurezza: non è vero, negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiate ma non viviamo in un mondo più sicuro. Per poter sperare in un futuro migliore, quei soldi andrebbero investiti in ospedali, scuole, lavoro, pensioni.

Ci dice che la guerra serve a costruire la pace: non è vero, solo la pratica dei diritti umani può costruire la pace.  

Non ci dice mai, invece, che i civili sono le prime vittime della guerra, di qualsiasi guerra.

I cittadini del mondo sanno benissimo che la guerra è il problema, e non la soluzione, ma spesso non hanno voce.

Per questo motivo vogliamo dare voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.

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Sabato 26 e domenica 27 marzo, i nostri volontari sono scesi in piazza in tutta Italia 

Lenzuola o pezzi di stoffa bianchi e pennarelli rossi alla mano, sabato 26 marzo alle 16.30 numerosi hanno preso parte ai sit-in organizzati da EMERGENCY  in diverse città, per manifestare contro la guerra in Ucraina e a favore della pace e dei diritti umani. In quest’occasione, grandi lenzuola bianche sono state divise in tanti  stracci di paceda distribuire ai passanti. Numerosi i momenti di piazza anche durante l’intero weekend. 

Uno straccio di pace

Straccio di pace

Lo “straccio di pace” è il simbolo del nostro rifiuto della guerra – di TUTTE le guerre – e del nostro impegno per la costruzione di una cultura di pace.

È un simbolo semplice: un pezzo di stoffa bianco – una piccola striscia di tessuto – appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola…

Abbiamo lanciato lo “straccio di pace” nel 2001, per esprimere contrarietà all’intervento militare in Afghanistan.

Oggi, più di 20 anni dopo, è di nuovo il momento di dare voce a chi non ce l’ha, esponendo tutti uno “straccio di pace”. Un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.

La storia dello “straccio di pace”

Il 7 ottobre 2001, poco meno di un mese dopo l’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono, gli USA hanno attaccato l’Afghanistan per “sconfiggere il terrorismo”. L’attacco era sostenuto da larga parte della comunità internazionale, Italia compresa. 

Mentre la guerra veniva propagandata come l’inevitabile misura di legittima difesa di un Paese sotto attacco, EMERGENCY sapeva che la guerra non avrebbe portato giustizia alle vittime dell’attentato, né avrebbe eliminato la minaccia terroristica: sarebbe stata un altro atto di violenza su un Paese già devastato da decenni di guerra. Chiedemmo ai cittadini italiani che condividevano il nostro dissenso di esprimerlo con uno straccio di pace, una piccola striscia bianca di tessuto sarebbe diventata il simbolo di riconoscimento di chi «vuole trovare nuove forme di stare insieme, nuovi modi per risolvere i problemi che non siano la violenza, il terrorismo, la guerra». 

Nel 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, lo straccio di pace è nuovamente lo strumento che può dare voce a chi non ce l’ha. 

L’appello del 2001

“L’Italia ripudia la guerra”, dice la nostra Costituzione, e lo dice – all’indomani del secondo conflitto mondiale – perché il nostro Paese ha vissuto sulla sua pelle l’orrore della guerra e non vuole che si ripeta mai più.

Eppure, da allora, il “ripudio della guerra” è stato spesso negato, la nostra Costituzione violata.

Chi governa ci dice che la guerra può essere “umanitaria”: sappiamo che non è vero, la guerra porta sempre morte e distruzione, la guerra è la negazione dell’umanità.

Ci dicono che la guerra può essere giusta, necessaria, e “inevitabile”: sappiamo che non è vero, la guerra appare inevitabile solo a chi non ha fatto nulla per evitarla.

Ci dicono che in guerra le vittime civili sono solo “effetti collaterali”: non è vero, i civili sono le prime vittime della guerra, di qualsiasi guerra.

Ci dicono che tutti i soldi buttati in spese militari sono necessari a mantenere la sicurezza: noi crediamo che quei soldi andrebbero investiti in ospedali, scuole, lavoro, pensioni, perché è questo che serve ai cittadini del mondo, non i cacciabombardieri; sicurezza è avere un presente dignitoso e poter sperare in un futuro per i nostri figli.

Ci dicono che la guerra serve a costruire la pace: non è vero, sappiamo che solo la pratica dei diritti umani può costruire la pace, la guerra serve solo ad aumentare la violenza, la distruzione, ad alimentare altra guerra.

I potenti del mondo possono levare alta la loro voce quando raccontano queste bugie, invece i cittadini del mondo – che sanno benissimo che la guerra è il problema, e non la soluzione – spesso non hanno voce.

Per questo motivo abbiamo pensato di dare voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso alla borsetta, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.”

L'appello del 2022: “ Si vis pacem, para pacem”, Se vuoi la pace, prepara la pace

Il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina riportando la guerra nel cuore dell’Europa.

La risposta immediata che arriva da chi ci governa è inviare armi all’Ucraina. Noi pensiamo che inviare armi non serva a riportare la pace, ma solo ad aumentare la violenza e il numero delle vittime.

Ancora una volta, chi governa pensa che la guerra sia l’unica soluzione.

Ci dice che la guerra può essere giusta, necessaria, e inevitabile”: non è vero, non esistono guerre giuste, la guerra appare inevitabile solo a chi non ha fatto nulla per evitarla con i negoziati e la diplomazia.

Ci dice che la guerra può essere “umanitaria”: non è vero, la guerra porta sempre morte e distruzione, è la negazione dell’umanità.

Ci dice che le spese militari sono necessarie a mantenere la sicurezza: non è vero, negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiate ma non viviamo in un mondo più sicuro. Per poter sperare in un futuro migliore, quei soldi andrebbero investiti in ospedali, scuole, lavoro, pensioni.

Ci dice che la guerra serve a costruire la pace: non è vero, solo la pratica dei diritti umani può costruire la pace.  

Non ci dice mai, invece, che i civili sono le prime vittime della guerra, di qualsiasi guerra.

I cittadini del mondo sanno benissimo che la guerra è il problema, e non la soluzione, ma spesso non hanno voce.

Per questo motivo vogliamo dare voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza.