Francesco d’Assisi: l’irrequietezza dalla parte di chi ha bisogno

Nella vita di San Francesco ci sono eclatanti episodi che descrivono il temperamento irrequieto e determinato del personaggio.

Nella spensierata gioventù, nel mondo dei rampolli delle famiglie ricche di Assisi, fu soprannominato “il Re delle feste”. Quando poi si convertì alla povertà, regalò tutti i suoi averi e le stoffe che trasportava a Roma per conto del padre e si mise a chiedere l’elemosina sui sagrati delle chiese, mendicando come un nulla tenente.

Tale fu l’affronto che la famiglia d’origine pensò di subire da questi suoi gesti, che il padre lo trascinò in tribunale. I due si dovettero affrontare in un processo che si svolse nel gennaio del 1206 e che resterà per sempre nella storia.

Francesco visse da mendicante e nella contemplazione della natura; fondò un ordine religioso che, dopo gli iniziali contrasti con il potere ecclesiastico, nel 1210 fu riconosciuto da papa Innocenzo III.

Chi si è lasciato ispirare da Francesco? È quasi impossibile enumerare la quantità di opere d’arte che sono state dedicate ai momenti salienti della sua vita. Basta dire che hanno dipinto scene a lui dedicate artisti come Giotto, Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, e scultori come Donatello, solo per citarne alcuni.

Così come numerosissime sono le opere cinematografiche a lui ispirate, fin dagli albori di quest’arte (la prima pellicola muta risale addirittura al 1911, Il Poverello di Assisi del regista Guazzoni).

Sicuramente meritano di essere segnalati due film d’autore come quello firmato nel 1950 da Rossellini, Francesco, giullare di Dio, e l’opera di Franco Zeffirelli Fratello Sole, sorella luna del 1972.

Fino ad arrivare a tempi più recenti in cui la sua storia ha ispirato anche numerose miniserie tv; poeti come Alda Merini e cantanti come Branduardi, Eros Ramazzotti, i Baustelle.

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