Centro pediatrico di Nyala

Sudan - Nyala

Il contesto

Il Darfur è spesso colpito dalle drammatiche conseguenze di carestie, inondazioni, epidemie (soprattutto di morbillo, epatite, scabbia e colera), conflitti interni e dai relativi spostamenti della popolazione in fuga.

Nyala, la capitale dello stato del Sud Darfur, è abitata da oltre 800.000 persone. La maggior parte di loro non ha accesso ai servizi sanitari di base.
Il numero di persone che vive in estrema povertà è elevato e le condizioni di salute sono critiche, soprattutto per le donne e per i bambini. La mancanza di staff medico e di medicinali, inoltre, rende ancor più difficile la risposta ai bisogni sanitari locali.

Nello stato del Sud Darfur, nel settore della salute pediatrica i dati sono fra i più critici e allarmanti: il tasso di mortalità infantile per i bambini al di sotto dei 5 anni è superiore al 70% e circa 820.000 bambini di quell’età non hanno accesso ai servizi sanitari, compresi i servizi di emergenza.

La struttura del Centro

Nel Centro Pediatrico di Nyala offriamo cure pediatriche gratuite e di qualità ai bambini sotto i 14 anni.

Il Centro è dotato di tre ambulatori pediatrici, un ambulatorio di cardiologia, una sala radiologica, un laboratorio analisi, una farmacia, una corsia di degenza con 18 posti letto, oltre ai necessari spazi di servizio come magazzino, uffici e cucina.

L’edificio è stato costruito con grande attenzione all’uso di tecniche sostenibili, tra cui un innovativo sistema di raffrescamento che permette di climatizzare la clinica usando un metodo di ventilazione naturale ad acqua ispirato alla tradizione del Sahara settentrionale.

Il terreno su cui sorge il Centro pediatrico è stato messo a disposizione dal Governatorato del Sud Darfur.

Il Centro ha ripreso le attività a novembre 2020, nove anni dopo la chiusura per motivi di sicurezza in seguito al sequestro di un membro dello staff internazionale.

Le attività del Centro oggi

Le attività si svolgono, come in ogni nostro ospedale, nel pieno rispetto delle norme emanate nel contesto dell’emergenza sanitaria mondiale originata dal contagio da Covid-19.

Negli ambienti dell’ospedale sono infatti attive tutte le misure indispensabili al contenimento del rischio – come le stazioni di lavaggio e igienizzazione e l’adozione dei dispositivi di protezione individuale – volte a rendere la struttura non solo confortevole ma sicura, per tutti.

La sospensione delle attività nel 2011

In seguito al sequestro di un membro dello staff da parte di una banda di uomini armati, avvenuto ad agosto del 2011, eravamo stati costretti a sospendere le attività per ragioni di sicurezza.

Il nostro collega venne liberato qualche mese dopo, a dicembre 2011.

Da allora ci siamo messi al lavoro per far ripartire le attività in sicurezza, consapevoli di quanto importante fosse per la popolazione del Sud Darfur. Una volta ricevute le necessarie rassicurazioni da parte delle autorità locali, a partire da agosto 2018 abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione e rinnovo dei locali.

Durante tutto il periodo di ristrutturazione, un team non sanitario composto da membri dello staff locale si è impegnato a sorvegliare i locali e mantenere la struttura in funzione prima della loro riattivazione.

Le attività del Centro sono sostenute da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

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