Assistenza post salvataggio nel Mediterraneo

Italia - Mediterraneo Centrale

Assistenza post salvataggio nel Mediterraneo

Dall’inizio dell’anno oltre 500 migranti sono annegati nel Mar Mediterraneo.

Mentre i Paesi europei delegano la propria politica migratoria ai respingimenti della Guardia costiera libica e non esiste alcuna missione di ricerca e soccorso comune, le navi di salvataggio di diverse organizzazioni civili sono state bloccate per settimane.

Crediamo che la vita umana sia un valore assoluto e non vogliamo assistere impotenti a una strage che si ripete, sempre uguale ogni anno, a poche miglia dall’Italia.

In un contesto  in cui manca un intervento comune europeo di salvataggio in mare, la presenza di navi delle Ong in mare è fondamentale per salvare umane e soccorrere centinaia di persone che fuggono da violenza e povertà a costo di mettere a rischio la propria vita.

È per questo motivo che abbiamo deciso di avviare questo progetto, a bordo della nave SAR (Search&Rescue) Open Arms con il nostro staff medico-sanitario.

Il progetto

Da fine agosto 2020 siamo impegnati nel Mediterraneo centrale con un team, composto da un medico, un infermiere e un mediatore culturale, sulla nave Open Arms, per garantire l’assistenza medica a bordo.

Sulla nave verranno seguiti i protocolli medici che abbiamo sviluppato e sperimentato negli scorsi mesi, nei nostri progetti di risposta a Covid-19 in Italia e nel mondo. Sono quindi previste misure per la compartimentazione dei flussi, il monitoraggio e la segnalazione di eventuali casi sospetti a bordo. L’equipaggio viene sottoposto a tampone prima della partenza e una volta rientrato in porto, per poter identificare eventuali casi positivi.

“Pensiamo che le vite umane debbano essere salvate anche in questo periodo di pandemia e che si possa farlo in sicurezza.
Per questo, forti di una esperienza pluriennale nella gestione delle epidemie, sulla Open Arms applicheremo tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio e proteggere l’equipaggio e i naufraghi"

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Le missioni precedenti

Già negli anni passati abbiamo partecipato a missioni SAR nel Mediterraneo centrale, in collaborazione con altre realtà.

Nell’estate 2019 e nei primi mesi del 2020, abbiamo collaborato con Proactiva Open Arms offrendo assistenza medica ai migranti sulla nave Open Arms. Nell’agosto 2019, anche il nostro staff partecipava alla Missione 65 e ha gestito la situazione di emergenza dei 107 migranti rimasti a bordo a causa dello sbarco negato dall’allora ministro dell’Interno.

Salviamo Vite. Nessuno Escluso.

Siamo tornati in mare perché c’è un bisogno urgente di soccorrere chi fugge da violenza e povertà a costo di mettere a rischio la propria vita.

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