Assistenza post salvataggio nel Mediterraneo

Italia - Mediterraneo Centrale

Assistenza post salvataggio nel Mediterraneo

Nel Mar Mediterraneo centrale, la rotta migratoria più pericolosa del mondo, il numero di migranti morti in mare nella prima parte del 2021 supera quello registrato nel 2020, durante tutto l’anno: sono state 1.106 le morti in mare fino a oggi, l’anno scorso 984 in tutto.

Anche il numero dei migranti rinchiusi nei centri di detenzione ufficiali in Libia è in crescita: si tratta di oltre 5.000 persone, senza contare i migranti detenuti nei centri non ufficiali.

Il governo libico continua a permettere che queste persone siano vittime di costanti abusi e violenze, condannati dall’Alto commissario Onu per i diritti umani il 26 maggio, eppure, rimane un interlocutore del governo italiano nel tentativo di arginare le migrazioni, mantenendo in Libia il maggior numero di migranti.

Davanti alla sofferenza di un altro essere umano è un dovere non girarsi dall’altra parte: per questo chiediamo, ancora una volta, canali di accesso legali e sicuri. E finché Europa e Italia non risponderanno, noi saremo con chi salva, con chi accoglie, con chi non si gira dall’altra parte. Crediamo che la vita umana sia un valore assoluto e non vogliamo assistere impotenti a una strage che si ripete, sempre uguale ogni anno, a poche miglia dall’Italia.

Per questo motivo, anche quest’anno, il nostro staff composti da medici, infermieri e mediatori culturali, partecipa alla missione di soccorso in mare organizzata da Proactiva Open Arms.

Il progetto

Da fine agosto 2020 siamo impegnati nel Mediterraneo centrale con un team, composto da un medico, un infermiere e un mediatore culturale, sulla nave Open Arms, per garantire l’assistenza medica a bordo.

Sulla nave verranno seguiti i protocolli medici che abbiamo sviluppato e sperimentato negli scorsi mesi, nei nostri progetti di risposta a Covid-19 in Italia e nel mondo. Sono quindi previste misure per la compartimentazione dei flussi, il monitoraggio e la segnalazione di eventuali casi sospetti a bordo. L’equipaggio viene sottoposto a tampone prima della partenza e una volta rientrato in porto, per poter identificare eventuali casi positivi.

“Pensiamo che le vite umane debbano essere salvate anche in questo periodo di pandemia e che si possa farlo in sicurezza.
Per questo, forti di una esperienza pluriennale nella gestione delle epidemie, sulla Open Arms applicheremo tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio e proteggere l’equipaggio e i naufraghi"

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

Le missioni precedenti

Già negli anni passati abbiamo partecipato a missioni SAR nel Mediterraneo centrale, in collaborazione con altre realtà.

Nell’estate 2019 e nei primi mesi del 2020, abbiamo collaborato con Proactiva Open Arms offrendo assistenza medica ai migranti sulla nave Open Arms. Nell’agosto 2019, anche il nostro staff partecipava alla Missione 65 e ha gestito la situazione di emergenza dei 107 migranti rimasti a bordo a causa dello sbarco negato dall’allora ministro dell’Interno.

Salviamo Vite. Nessuno Escluso.

Siamo tornati in mare perché c’è un bisogno urgente di soccorrere chi fugge da violenza e povertà a costo di mettere a rischio la propria vita.

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