Giù le armi

Una serie di webinar di EMERGENCY, riflessioni per evitare la mobilitazione bellica della cultura e delle coscienze.

È iniziata una nuova guerra, una guerra che appare più vicina di tante altre. Questa volta, ben più di altre, il nemico è riconoscibile e condannarlo, difendersi con le armi, sembra una reazione istintiva. Una reazione che, però, finisce per dare più importanza allo scontro che al porre fine alle ostilità.

A pagare, come in ogni conflitto, sono le vittime, le persone innocenti.

È questa la logica della guerra, delle armi, della violenza, che la politica sceglie di perpetrare, dimenticandosi quello che la storia ci ha insegnato.

Per esorcizzare la guerra il tavolo della pace è l’unica possibilità.

Perché anche questa volta, si tratta di scegliere da che parte stare. Altre armi vuol dire altre vittime.

Oltre che su questa pagina, puoi trovare tutti gli interventi sulla nostra pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e in formato podcast da ascoltare.

Che cosa vuol dire essere pacifisti

Donatella Di Cesare, filosofa e scrittrice, stimola una riflessione su cosa significa essere pacifisti e perché la pace oggi è l’unica possibilità.
Prima messa online: mercoledì 30 marzo 2022

La prima vittima della guerra non è – come spesso si dice – la verità, ma il pensiero: in una specie di schema binario, ci viene spesso chiesto di essere da una parte del fronte o dall’altra. In questa concezione i pacifisti, che non si schierano con nessuna delle parti in causa, sono tacciati di essere ingenui: essere oggi pacifisti vuol dire invece evitare le semplificazioni, interrogarsi sulle cause per cercare una soluzione, smontare la propaganda bellica, che vede spesso la negoziazione come una resa.

Guarda il webinar, ascolta il podcast o leggi la trascrizione integrale dell’intervento di Donatella Di Cesare

La tregua è lontana

Alberto Negri, giornalista, ci guida nella comprensione di un conflitto sempre più complesso da inquadrare nelle sue caratteristiche e implicazioni.
Il video è stato registrato il 24 marzo. Prima messa online: venerdì 1 aprile 2022

Quali sono le radici della guerra iniziata il 24 febbraio scorso con l’invasione dell’Ucraina? Quali saranno le conseguenze del conflitto ucraino sul piano della politica internazionale?

Guarda il webinar, ascolta il podcast o leggi la trascrizione integrale dell’intervento di Alberto Negri

Le proposte del disarmo e della nonviolenza

Francesco Vignarca, coordinatore delle Campagne Rete Italiana Pace e Disarmo, racconta come si può costruire la pace attraverso 3 parole chiave: disarmare, soccorrere e negoziare.
Prima messa online: mercoledì 6 aprile 2022

Il conflitto in Ucraina ha dimostrato ancora una volta che l’aumento delle spese militari – cresciute del 90% dal 2001 al 2020 – non equivale a vivere in un mondo più sicuro.

Inviare armi e aumentare il livello del conflitto significa solo avere più vittime tra i civili, più persone che soffriranno, più semi di odio. E sottrae risorse a istruzione, sanità, lavoro…

Guarda il webinar, ascolta il podcast o leggi la trascrizione integrale dell’intervento di Francesco Vignarca

Le relazioni tra guerra e crisi climatica ed ecologica

Le relazioni tra guerra e crisi climatica ed ecologica sono molteplici e richiedono analisi complesse ed approfondite.

Roberto Mezzalama, esperto ambientale e autore, esplora con noi tre aspetti:

  • il peso del settore militare globale nell’emissione di gas a effetto serra in tempo di pace;
  • gli effetti climatici ed ecologici dei conflitti;
  • il controllo delle fonti fossili di energia come motivazione principale dei grandi conflitti armati.

Guarda il webinar, ascolta il podcast o leggi la trascrizione integrale dell’intervento di Roberto Mezzalama

Un’altra resistenza è possibile

Sono poche le guerre combattute tra Stati, più frequenti invece sono le guerre intraprese dagli Stati contro parti del loro stesso popolo e contro popoli confinanti. Guerre guidate e alimentate da un principio di esclusione, che sia etnico politico o religioso, che rende la convivenza impossibile. Ma c’è qualcosa che accomuna tutti questi conflitti: le vittime civili.

Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire, chiarisce perché la guerra non potrà mai essere uno strumento per costruire la pace e perché sia necessario riaprire un dialogo, per un’Europa che torni a essere un laboratorio pacifico di integrazione delle differenze.