Afghanistan

Tre ospedali, un Centro di maternità e una rete di Posti di primo soccorso e Centri sanitari, per curare le vittime di una guerra decennale e delle sue conseguenze

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Persone curate

1999

Avvio del programma

In più di 40 anni, in Afghanistan la guerra ha causato un milione e mezzo di morti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati, oltre quattro milioni di profughi.

Con il concludersi della guerra, ad agosto 2021, i problemi dell’Afghanistan non sono affatto terminati. Oggi l’Afghanistan è in una crisi economica senza precedenti che affama più di 23 milioni di persone, conseguenza dei decenni di conflitto che hanno minato il futuro del Paese, della straordinaria siccità, della svalutazione della moneta locale, dell’inflazione con l’aumento di circa il 50% dei prezzi di cereali e carburante, della chiusura dei circuiti bancari e della conseguente crisi finanziaria.

E sul terreno c’è ancora l’eredità delle guerre precedenti: mine antiuomo e ordigni inesplosi continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili.

Le attività di EMERGENCY in Afghanistan

EMERGENCY lavora in Afghanistan dal 1999 e oggi è presente nel Paese con 3 Centri chirurgici (a Kabul, Lashkar-Gah e Anabah), un Centro maternità ad Anabah, una rete di oltre 40 Posti di primo soccorso e Centri sanitari e delle cliniche in alcune carceri del Paese.

Anche nei momenti più difficili dell’estate 2021, i nostri ospedali non hanno mai interrotto le attività. Ancora oggi continuano a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la popolazione locale, curando le vittime causate dalle conseguenze della guerra, della crisi umanitaria e di tutti i nuovi bisogni sanitari che stanno emergendo.

Come facciamo da oltre 22 anni, continuiamo a offrire assistenza, cure gratuite e di qualità agli afgani.

La formazione del personale locale

Come in tutti i progetti di EMERGENCY, anche in Afghanistan lo staff internazionale è coinvolto nella formazione dello staff locale.

I nostri ospedali a Lashkar-gah, Kabul e Anabah sono Centri di formazione post-laurea in chirurgia, pediatria e ginecologia ufficialmente riconosciuti dal ministero della Sanità afgano.

Nel 2022 abbiamo attivato una nuova specializzazione in anestesia e presto inaugureremo un percorso di fellowship (post-specialità) in terapia intensiva.

Offrire posti di lavoro e formazione professionale è un obiettivo fondamentale, soprattutto in questo momento di ricostruzione di un Paese devastato dai conflitti e in cui, nell’ultimo anno, c’è stata un’importante “fuga di cervelli” nella classe sanitaria: chi ha avuto la possibilità di farlo, ha lasciato il Paese, rendendo ancora più precaria una situazione sanitaria già in difficoltà.

Il terremoto di giugno 2022

Nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2022 una scossa di magnitudo 5,9 con epicentro nella provincia di Paktika è stata avvertita in un raggio di 500 km, fino in Pakistan e in India. I distretti più colpiti, in Afghanistan, sono stati quelli di Barmal, Zirok, Nika e Gayan e Sphera.

Il 26 giugno abbiamo aperto una clinica a Barmal, dove abbiamo offerto assistenza agli abitanti di 14 villaggi in una delle zone più danneggiate: in poco più di un mese di apertura abbiamo garantito cure a oltre 4.500 persone.

Tra i pazienti, persone che ora non hanno più neanche una casa dove stare e sono affette da infezioni a causa della contaminazione delle acque e della scarsa igiene.

A fine luglio 2022, passata la fase emergenziale, il nostro intervento si è concluso con un passaggio di consegne alle autorità locali e alle realtà già attive prima dell’emergenza causata dal terremoto.

Afghanistan20

Il racconto dalla parte delle vittime di vent’anni di guerra, risultato di una ricerca sul campo condotta tra giugno e luglio 2021 nei nostri tre ospedalia Kabul, Anabah e Lashkar-gah.

A seguito del cambio di governo in Afghanistan nell’agosto 2021, l’ospedale di Anabah è supportato da importanti contributi dei donatori istituzionali tra cui ECHO e fondi italiani dell’AICS e delle regioni Lazio, Puglia ed Emilia Romagna. Il contributo dell’AICS e delle regioni italiane si è realizzato attraverso il meccanismo multilaterale e quindi la collaborazione con l’OMS di Kabul.

Sostieni insieme a noi il popolo afgano

Mai come in questo momento è necessaria la nostra presenza, per curare le ferite di questa guerra senza fine.
Aiutaci a continuare, finché ce ne sarà bisogno.