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Missione militare in Niger: ancora una missione umanitaria?

18 gennaio 2018

Ieri la Camera ha dato il via libera alla risoluzione del governo che prolunga anche nel 2018 le missioni militari all’estero e ne autorizza di nuove, in primis quella in Niger.
470 militari italiani, 120 nel primo semestre del 2018, saranno mandati in Niger con l’obiettivo di formare le forze di sicurezza nigerine e combattere il terrorismo. Inoltre, le truppe italiane addestreranno quelle locali per il controllo del confine con la Libia, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio dei migranti verso l’Europa.

Per questa missione, che avvia una nuova fase di ingerenza militare italiana in Africa, sono stati stanziati 30 milioni fino a settembre 2018. Guardando al lavoro che EMERGENCY ha portato avanti in questi anni, ci sembra evidente che ricadiamo sempre negli stessi errori. Il governo sta militarizzando la questione dei migranti, continuando a promuovere una politica che si basa sul principio del respingimento delle persone e sull’ipocrisia” dichiara Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY.

Per sostenere l’intervento in Niger ci sarà una riduzione dei contingenti oggi presenti in Iraq e Afghanistan: lavoriamo da anni in questi Paesi e abbiamo visto come l’intervento militare, invece di risolvere il problema del terrorismo, ne ha destabilizzato ulteriormente la situazione sociale, politica ed economica”.

Scelte come questa mostrano l’approccio del governo alla questione migratoria: interventi che non affrontano le cause reali del fenomeno né offrono soluzioni reali al problema.

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