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EMERGENCY: Perché chiediamo lo sbarco dalla Open Arms

19 agosto 2019

Sono 107 i migranti rimasti sulla Open Arms, dopo gli sbarchi di 56 persone avvenuti negli ultimi giorni per problemi fisici e psicologici.
La situazione di stallo sta aumentando l’ansia di chi è ancora a bordo e che teme di essere riportato in Libia.

“Le persone sono esasperate: vedono le coste di Lampedusa – che per loro rappresenta la salvezza – e non riescono a capire perché non possano scendere. Tanto più che in questi giorni hanno visto passare alcuni barchini di migranti che sono sbarcati tranquillamente a terra.

Questa situazione di incertezza per persone che hanno dei vissuti terribili fatti di soprusi e violenza, oltre alla reiterazione di tali traumi, rischia di far diventare la barca una polveriera che potrebbe scoppiare all’improvviso”.

Queste le parole dello psicologo di EMERGENCY Alessandro Di Benedetto, che continua il suo lavoro di supporto psicologico per i migranti a bordo di Open Arms.

“Dopo 18 giorni di attesa, non è pensabile che persone in queste condizioni affrontino un altro viaggio per arrivare a Maiorca, come proposto ieri dal Governo spagnolo. Già altri Paesi europei hanno dato la disponibilità ad accogliere queste persone una volta sbarcate: l’Italia, quindi, non dovrebbe neppure assumersi l’impegno dell’accoglienza”, dice Rossella Miccio, presidente di EMERGENCY a bordo della nave.

Per questo, riteniamo necessario provvedere allo sbarco di tutti i passeggeri a bordo, per garantire loro finalmente tutta l’assistenza di cui hanno bisogno.

 

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