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Curare chi ne ha bisogno e promuovere una cultura di pace: questa è EMERGENCY

12 luglio 2017

Quando sono arrivata, nel 2000, EMERGENCY era una piccola associazione che già allora aveva progetti straordinari. Oggi, 17 anni dopo, nei nostri ospedali in giro per il mondo siamo arrivati a curare oltre 8 milioni di persone.

In questi anni ho avuto il privilegio di poter lavorare per far crescere i nostri progetti per i feriti di guerra in Afghanistan, per costruire il primo Centro di cardiochirurgia gratuito in Sudan, per aprire l’unica terapia intensiva per i malati di Ebola in Sierra Leone sempre seguendo un’idea: garantire cure gratuite a chiunque ne abbia bisogno. In tutti i posti in cui sono stata, ho incontrato decine di migliaia di persone alle quali EMERGENCY ha cambiato la vita: i nostri pazienti, lo staff nazionale e internazionale, i volontari, i sostenitori e gli amici che – ognuno a suo modo – sono diventati parte di questa straordinaria organizzazione. Tutti loro sono EMERGENCY.

Il lavoro quotidiano nei nostri progetti mi ha abituato a essere molto concreta e diretta e per questo vorrei confermare da subito che non c’è nessuna intenzione di svendere i principi che stanno alla base di EMERGENCY, come alcuni giornali hanno riportato.
Curare chi ne ha bisogno e promuovere una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani: questo è da sempre il nostro impegno e continuerà a esserlo.

Sono fiera di essere parte di EMERGENCY e mi impegnerò per far sì che il nostro lavoro e il nostro messaggio arrivino il più lontano possibile.

Un grande grazie per essere con noi,

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

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