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Un significato particolare

Per chi non ha né soldi e né un lavoro, la parola “gratuito” ha un significato particolare.

Soprattutto quando si tratta di curarsi. Ancor più se ad aver bisogno di ricevere cure è una delle persone più importanti della tua vita: tua figlia.

Siamo a Lashkar-gah, Afghanistan.

Malalai si è fratturata un braccio mentre giocava, a casa, con i fratellini.

Siamo venuti di corsa all’ospedale di EMERGENCY perché sapevo che qui la mia bambina avrebbe ricevuto le cure necessarie”, racconta Wali, suo padre. “Conosco bene questo ospedale: anche io, pochi mesi fa, sono stato curato qui dopo essermi rotto una gamba in un incidente stradale.

Nel dopoguerra afgano, tra i bisogni sanitari più urgenti ci sono quelli legati ai traumi “civili”, cioè non strettamente conseguenti a episodi di guerra e violenza.

In un Paese segnato da decenni di conflitto e instabilità, trovare strutture sanitarie gratuite che possano garantire una continuità adeguata di cure e controlli è sempre più difficile.

E per migliaia di famiglie, rivolgersi a una delle numerose strutture a pagamento è praticamente impossibile: il 65% della popolazione afgana, due terzi del totale, vive in stato di povertà. Tre poveri su cinque sono bambini.

A Malalai abbiamo garantito cure gratuite e un percorso di fisioterapia, per permetterle di recuperare nel più breve tempo possibile. Con il ciclo di controlli programmati, i “follow-up”, le garantiremo il monitoraggio anche dopo le dimissioni.

Foto: Francesco Pistilli

Il progetto di EMERGENCY a Lashkar-gah, in Afghanistan, è sostenuto dalla Cooperazione Italiana.