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Primi feriti in arrivo da Mosul ovest

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L’ambulanza arriva alle sette di sera. Due barelle entrano velocemente in pronto soccorso, trasportano due bambini feriti dalle schegge di un razzo, sono fratelli. Dietro, la loro mamma tiene per mano l’altra figlia di 4 anni, illesa. Hanno tutti il volto emaciato e la pelle coperta di polvere. Sono i primi feriti provenienti dalla periferia di Mosul ovest, dove sono iniziati i combattimenti questa settimana, arrivati all’Emergency Hospital di Erbil.

«Questa mattina i miliziani di Daesh sono entrati nella nostra casa obbligandoci a uscire – racconta la madre – ‘Questo villaggio non è sicuro, dovete scappare’ ci hanno detto. Hanno iniziato a lanciare razzi di mortaio nella nostra direzione, abbiamo iniziato a correre, mio figlio maggiore è stato colpito ed è morto sul colpo, mio marito e un altro figlio sono stati raggiunti da numerose schegge. Erano in condizioni gravissime e sono stati trasportati nell’ospedale più vicino. Spero siano ancora vivi. Noi siamo saliti su un’altra ambulanza e dopo tre ore di viaggio siamo riusciti ad arrivare nel vostro ospedale. Se Dio vuole siamo salvi, ma prego perché i miei bambini si rimettano presto».