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Sorrideva, stringendo la sua bambolina…

Nazita ora sta meglio.

Quando è arrivata al nostro Posto di primo soccorso aveva “la febbre alta da una settimana”, ci ha detto preoccupata sua madre, “non è più la stessa, dorme spesso e non vuole più giocare con i suoi fratelli”.

Era meningite: serviva un ricovero di urgenza. Un viaggio di tre ore sulla nostra ambulanza, per portarla da uno dei nostri Posti di primo soccorso più remoti, tra le montagne del Panshir, all’ospedale di Anabah.

Per molti afgani, l’accesso alle cure è reso ancora più difficile dalla mancanza di cliniche sul territorio. Tante volte abbiamo sentito racconti di viaggi durati ore per raggiungere la struttura più vicina. È per questo che la rete di oltre 40 cliniche territoriali che abbiamo creato in Afghanistan è così importante: strutture costruite nelle aree più remote e meno servite, da cui possiamo trasferire in ambulanza i casi più gravi verso i nostri ospedali.

Abbiamo scattato questa foto nei giorni scorsi, quando Nazita è tornata in ospedale per il primo controllo dopo le dimissioni.

Sorrideva, stringendo accanto a sé la bambolina che le abbiamo regalato.