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Dalla Sierra Leone: la storia di Alie, vittima dell’ingestione di soda caustica

Alie ha solo 2 anni, ma è già stato vittima dell’ingestione accidentale della soda caustica che sua zia usava per preparare un prodotto per la pelle fatto in casa.

Scambiando la bottiglia per normale acqua, Alie l’ha afferrata e bevuta tutta in un sorso. A causa dell’incidente, oggi riesce ad alimentarsi solo grazie alla gastrostomia.

Siamo nei dintorni di Goderich, in Sierra Leone, all’estremità occidentale della capitale Freetown. Qui, come in altre zone del Paese, la produzione artigianale di sapone e prodotti di bellezza con la soda caustica è un’usanza radicata – e una minaccia per i piccoli.

Alie, vittima dell’ingestione di soda caustica in Sierra Leone

Dopo l’incidente, i familiari di Alie non sapevano cosa fare: per cercare di placare il suo dolore gli hanno fatto bere dell’olio di palma.

“Una scelta sbagliatissima”, ci spiegano gli health promoter del nostro ospedale, “che non ha fatto altro che peggiorare le sue condizioni. Un’altra testimonianza della scarsa consapevolezza di questo problema che c’è nel Paese.”

Dopo essere stati consigliati da un medico della loro comunità, i familiari di Alie hanno portato il bambino nel nostro Centro chirurgico a Goderich. Qui abbiamo effettuato una gastrostomia: un’apertura sullo stomaco necessaria per permettere ad Alie di nutrirsi.

Non riesce a deglutire niente, “neanche un goccio d’acqua. Tant’è che quando ha sete, si sciacqua la bocca con un po’ di acqua per poi risputarla”. A causa del grande quantitativo di soda ingerita, infatti, l’esofago di Alie si è completamente chiuso.

L’unico modo per nutrirsi, ora, è il tubicino collegato direttamente al suo stomaco: grazie all’aiuto dei nostri health promoter, i suoi genitori stanno imparando come preparargli e somministrargli i cibi soft che compongono la sua dieta.

Fabbricare e vendere per poche monete pezzi di sapone artigianale può fare la differenza nel miserissimo bilancio familiare di tantissime famiglie, ma rivelarsi un pericolo per il futuro di tanti bambini. Per questo, il lavoro di sensibilizzazione ed educazione ai rischi gravissimi dell’ingestione della soda caustica è un impegno costante dei nostri team. La promozione sanitaria è un aspetto fondamentale del nostro lavoro: la prevenzione è il primo passo per costruire consapevolezza.  

Le attività del Centro di Goderich sono sostenute da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

AICS