
La Rete regionale di pediatria e cardiochirurgia si è allargata al Burundi, paese dell'Africa centrale che non si è ancora ripreso dai conflitti etnici che l'hanno dilaniato negli anni Novanta.
Il 12 e 13 aprile scorsi, un team di Emergency aveva effettuato uno screening cardiologico a Kiremba, un poverissimo villaggio a 4 ore d'auto dalla capitale.
Eravamo stati invitati da un'organizzazione veronese che gestisce l'ospedale locale.
In due giorni, la cardiologa di Emergency aveva visitato 23 pazienti, 18 dei quali necessitavano di un intervento chirurgico.
I primi cinque sono arrivati al Centro Salam il 26 luglio: Harimneshi, una ragazza di 13 anni, Yamurene, un giovanotto quindicenne, Ezechiele, 9 anni, Vanessa, 4 e Shallon, una bimba di 19 mesi. I tre più piccoli avevano una patologia congenita, mentre i due "grandi" erano affetti da una cardiopatia di origine reumatica.
A guardarli colpisce la dolcezza del loro sguardo e, allo stesso tempo, la loro estrema povertà lascia disarmati.
Tutti e cinque sono stati subito sottoposti all'intervento chirurgico: Ezechiele e la piccola Vanessa sono tornati a casa a fine agosto, gli altri tre hanno avuto un decorso post operatorio un po' più lungo e rimarranno sotto osservazione per qualche settimana prima di tornare a Kiremba.
A Yamurene e Harimneshi è stata impiantata una valvola meccanica, che richiede la somministrazione a vita di una terapia farmacologica da "aggiustare" con regolare costanza in base al livello di coagulazione del sangue, l'Inr (il cosiddetto "rapporto normalizzato internazionale").
Emergency fornirà gratuitamente la terapia medica, l'organizzazione veronese ha provveduto all'acquisto dell'attrezzatura necessaria al controllo dell'Inr, da utilizzare presso l'ospedale di Kiremba.
Appuntamento per il controllo con la cardiologa di Emergency tra sei mesi.