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Diario Programma regionale

 
  1. 10/02/17 | Gino Strada e Renzo Piano posano la prima pietra del nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica in Uganda


    10 febbraio  - Oggi a Entebbe, Gino Strada e Renzo Piano hanno
    posato la prima pietra del nostro nuovo progetto in Uganda: un Centro di
    eccellenza in chirurgia pediatrica che sorgerà sul Lago Vittoria, a 35 km dalla capitale Kampala [...]

     
  2. 03/02/17 | Discorso di accettazione del Premio "Sunhak Peace" da parte del dottor Gino Strada


    3 febbraio - Oggi a Seul, in Corea del sud, Gino Strada, chirurgo e cofondatore di EMERGENCY, ha ricevuto il Premio "Sunhak Peace", assegnato ogni anno a individui e organizzazioni che si sono distinti per l'importante contributo alla pace e allo sviluppo umano. Il premio "Sunhak Peace" 2017 vuole contribuire alla ricerca di una  [...].

     
  3. 28/12/16 | 5 anni di lavoro del Centro pediatrico di Port Sudan


    28 dicembre - Auguri dallo staff del Centro pediatrico di Port Sudan... e auguri al Centro pediatrico, aperto il 26 dicembre di cinque anni fa. "Ma non c'è stato tempo per festeggiare - ci scrive Ljubica, coordinatrice medica - ​​ giusto due minuti per scattare questa foto e mandarvela insieme a un grande GRAZIE per il vostro sostegno in questi cinque anni [...]"

     
  4. 22/12/16 | Adesso ci chiamano "L'ospedale miracoloso"


    22 dicembre - "Erano le 8 di sera e l'ultimo bambino stava lasciando l'ambulatorio medico del nostro Centro pediatrico di Port Sudan insieme alla mamma. Erano arrivati insieme alle 5 del pomeriggio per una gastroenterite, disturbo molto frequente in questa parte dell'anno. Il bambino di circa 1 anno, dopo 3 ore di osservazione e reidratazione, stava meglio ed era pronto a tornare a casa. [...]"

     
  5. 20/12/16 | In questo terribile anno rinnoviamo il nostro impegno di sempre: prenderci cura delle vittime di guerra e violenze


    20 dicembre - Sta per chiudersi un anno terribile. I morti di Berlino, Bruxelles, Istanbul, Nizza si sono aggiunti al disgraziato elenco di vittime degli ultimi quindici anni di guerra. Non troppo distanti da noi, gli abitanti di Aleppo sono sotto assedio da mesi, i bambini muoiono di fame. A Mosul si sta consumando un altro massacro [...].

     
  6. 27/10/16 | Anche noi abbiamo vinto un oro


    23 ottobre - Quella che vedete nella foto è la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica. L'abbiamo ricevuta ieri  [...].

     
  7. 19/10/16 | Dichiarazione comune delle ONG prima del Consiglio Europeo del 20-21 ottobre 2016


    19 ottobre 2016 - Al prossimo Consiglio Europeo del 20-21 ottobre, i leader dell'Unione Europea (UE) discuteranno i recenti sviluppi e l'avanzamento della strategia dell'UE in materia di migrazione. Ciò avviene in un momento in cui l'UE negozia il bilancio per il 2017 e intraprende la discussione sulla Relazione di metà mandato nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul prossimo Consenso europeo per lo sviluppo [...]

     
  8. 01/09/16 | "Una grande cicatrice sul petto e un sorriso ancora più grande sul volto"


    1 settembre - «Una serie di complicazioni rende indispensabile l'intervento». Le parole del nostro cardiologo, arrivato a Port Sudan per la missione di screening, erano la conferma di quanto già sapevamo: Hadia aveva un problema al cuore, grave. Abbiamo organizzato il trasporto di Hadia e di sua mamma a Khartoum, al Centro "Salam" di cardiochirurgia.[...]

     
  9. 20/06/16 | Provate a immaginare di dover fuggire


    20 giugno - Nel 2015 nel mondo i rifugiati‬ sono stati 65,3 milioni. Non è facile immaginare, ma provate adesso, all'improvviso, a dover prendere con voi l'essenziale, radunare la vostra famiglia e fuggire, senza sapere dove, alla ricerca di un luogo sicuro. "Il primo giorno di attacco con la mia famiglia e quella di mio fratello siamo scappati. Mentre andavamo da Sinjar al Kurdistan siamo stati attaccati [...].

     
  10. 25/05/16 | Canali di accesso legali e sicuri subito


    25 maggio - Un altro naufragio. Stavolta a bordo dell'imbarcazione che è affondata a largo delle coste libiche c'erano oltre 500 persone, al momento sono 7 le morti accertate e si cercano ancora i dispersi. I migranti che cercano di raggiungere l'Europa, via terra e via mare, sono vittime due volte: prima della guerra e della povertà che li costringono a fuggire dai loro paesi, poi delle politiche europee [...].

     
  11. 23/05/16 | "Una nuova famiglia su cui poter contare"


    Quando ha partorito, Fatima era da sola: per tagliare il cordone ombelicale ha usato un coltello, l'unica cosa che aveva a disposizione. [...]

     
  12. 24/03/16 | Il suo vero nome è Anatole


    Il suo vero nome è Anatole, ma qui è conosciuto come "La terreur des enfants". Un omone grande e grosso che ogni mattina, seduto sullo sgabello della sala prelievi del nostro Centro pediatrico a Bangui, in Repubblica Centrafricana, urla a gran voce i nomi dei bambini indicati dai suoi colleghi del triage. Facile capire il perché del suo soprannome, "il terrore dei bambini"! Qualche tempo fa Anatole ha perso la gamba destra: i medici hanno dovuto amputargliela [...]

     
  13. 21/03/16 | Emergency sull'accordo migranti


    L'accordo tra Unione Europea e Turchia denuncia la totale inadeguatezza dei leader europei ad affrontare la crisi umanitaria dei migranti. Le decisioni della UE sono il frutto della preoccupazione di difendere le proprie frontiere invece di garantire protezione a chi scappa dalla guerra e dalla disperazione. Con questa contabilità degli ingressi si negherà il diritto di cercare rifugio e protezione a chi ne ha bisogno, impedendo di fatto la possibilità [...]

     
  14. 08/03/16 | Emergency sulla situazione in Libia


    8 marzo - Emergency è preoccupata dal deteriorarsi della situazione in Libia e dal susseguirsi di notizie incerte in merito a un possibile intervento militare. Si rischia di ripetere l'errore del 2011, con la guerra contro Gheddafi, che ha innescato una spirale di violenza che ha travolto la Libia e destabilizzato tutta l'area. Un ulteriore intervento armato non farebbe altro che contribuire al caos libico, mettendo a rischio anche il nostro Paese [...].

     
  15. 04/03/16 | Secondo voi tutto questo non è guerra?


    «Fatooma è stata dimessa oggi dal nostro Centro "Salam" di cardiochirurgia in Sudan. Prima di lasciare l'ospedale, stava sistemando con cura nella sua "valigia" la scatola di pennarelli e un gruppo di fogli da colorare che le abbiamo regalato. Il sorriso sul suo viso è pieno di aspettative. [...]»

     
  16. 16/02/16 | Chi è ricoverato in ospedale ha bisogno di cure, non di bombe


    Gli ospedali, invece, sono diventati ancora una volta un obiettivo dei combattimenti. Bombardare gli ospedali è un atto di violenza inaccettabile: gli ospedali devono garantire cure ai feriti e devono essere rispettati da tutte le parti coinvolte in un conflitto.
    Lo stabiliscono le Convenzioni di Ginevra, lo pretende l'etica medica, deve reclamarlo la nostra umanità.

     
  17. 30/12/15 | L'anno nuovo, come sarà?


    "Indovinami, indovino, tu che leggi nel destino: l'anno nuovo come sarà? Bello, brutto o metà e metà?". Così scriveva Gianni Rodari, ma l'indovino trova poche certezze nei suoi libroni, perché "per il resto, anche quest'anno, sarà come gli uomini lo faranno". E anche quest'anno Emergency, insieme a voi, cercherà di renderlo un po' più giusto per tutti, portando in giro per il mondo lavoro e formazione, portando cure a chiunque ne abbia bisogno [...]

     
  18. 28/12/15 | Port Sudan, quattro anni di Centro pediatrico


    «In quattro anni abbiamo visitato più di 86.000 bambini e ne abbiamo ricoverati più di 4.000. Abbiamo ampliato sempre di più le attività, e ora abbiamo anche un programma di vaccinazioni, uno di educazione igienico-sanitaria e prevenzione, uno di "outreach" nelle zone più remote e disagiate dell'area. Grazie a tutti i colleghi nazionali e internazionali: ciascuno, con la propria [...]»

     
  19. 10/12/15 | «Qui sono davvero utile»


    «Sono arrivata nel campo di Mayo da bambina. I miei genitori erano scappati dal Sud Sudan, perché lì c'era la guerra. Ho vissuto qui per molti anni e, anche se adesso mi sono trasferita in città, torno qui tutti i giorni. Lavoro nel Centro pediatrico di Emergency da 10 anni, in pratica dall'apertura. In questi anni il campo è diventato più grande, sono arrivati molti altri profughi, anche se nessuno sa veramente quanti siano [...]»

     
  20. 01/12/15 | GINO STRADA: ABOLIRE LA GUERRA UNICA SPERANZA PER L'UMANITÀ


    «Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. A Quetta, la città pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette "mine giocattolo" [...]»

     
  21. 30/11/15 | Il Papa in Repubblica Centrafricana: ci auguriamo che il messaggio di pace portato da questa visita trovi ascolto, il Paese ne ha davvero bisogno


    30 novembre - La visita di Papa Francesco è una grande occasione per la ‪‎Repubblica Centrafricana‬. Finalmente porta l'attenzione dei media su un Paese che ha attraversato una guerra civile terribile, e che è tuttora una minaccia concreta e imprevedibile per la popolazione. E come sempre le vittime sono i bambini, che per primi hanno sofferto le conseguenze della violenza e della povertà [...]

     
  22. 30/09/15 | Bangui, riprendono gli scontri


    30 settembre - Dopo un periodo di calma relativa, da sabato scontri violenti sono ripresi in gran parte della capitale Bangui. «Il picco di tensioni ha comportato più di 100 feriti ed una trentina di decessi. Noi abbiamo ricevuto al Complexe pédiatrique 6 bambini per ferite d'arma da fuoco, un ragazzo in condizioni gravissime è poi deceduto», racconta Ombretta, la nostra coordinatrice nel Paese. L'accesso agli ospedali, per la popolazione, è quasi [...]

     
  23. 13/03/15 | Dal Centro pediatrico di Port Sudan: Raheel


    Con le sue temperature al di sotto dei dieci gradi, quest'anno l'inverno in Sudan è stato uno dei più rigidi degli ultimi trent'anni - per noi dieci gradi in pieno inverno possono sembrare miti, ma per un Paese che vive per sei mesi all'anno tra i quaranta e i cinquanta vuol dire veramente freddo [...]

     
  24. 10/03/15 | «Emergency ci ha dato i mezzi, ora voglio fare la mia parte e mettere in pratica tutto ciò che ho imparato»


    «Mi chiamo Ali Abdurahim Amdan, ho trentasette anni e da quando ne ho [...]»

     
  25. 06/03/15 | Come festeggeremo l'otto marzo


    [...] Zunia, Mariama, M., Fernanda e S. sono alcune delle donne di cui nell'ultimo anno vi abbiamo raccontato le storie. Colleghe, pazienti, madri, future madri... In Afghanistan come in Italia, in Iraq e in Africa, i diritti delle donne ci stanno a cuore ogni giorno. Per questo, quando ci chiedono "come festeggerete l'‪otto marzo?", noi rispondiamo sempre "come tutti gli altri giorni dell'anno": offrendo cure, dignità, diritti, formazione, lavoro, aiuto.

     
  26. 27/02/15 | "Volontari sentinella" a Mayo


    Nel campo profughi di Mayo, in Sudan, abbiamo formato 47 volontari che saranno impiegati come "sentinelle" per la promozione della sanità e della medicina preventiva: grazie alla formazione che hanno ricevuto, sono in grado di riconoscere eventuali segnali di pericolo o di bisogno di cure nei bambini che abitano nel campo, per intercettare le malattie nella loro prima fase e mandare i bambini a rischio a farsi visitare nel nostro Centro pediatrico [...]

     
  27. 11/02/15 | Unione Europea e Emergency: al lavoro nel campo di Mayo, in Sudan


     

     
  28. 01/11/14 | A Bangui si è tornati a combattere

     
    1 novembre - "Dopo un paio di settimane di tregua, da ieri a Bangui si è tornati a combattere. A Boy rabe, a un paio di chilometri dal nostro Centro [...]"

     
  29. 13/10/14 | La situazione a Bangui

     
    13 ottobre - Da quattro giorni Bangui è bloccata a causa dei combattimenti e degli scontri tra gli "antibalaka" e i caschi blu e le truppe francesi. Le strade sono vuote, i taxi non [...]

     
  30. 09/10/14 | Scontri a Bangui

     
    9 ottobre - A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, la calma apparente degli ultimi mesi viene ciclicamente spezzata da tumulti, sommosse e combattimenti. Martedì [...]

     
  31. 25/07/14 | Yousefina

     
    Yousefina è nata in Sud Sudan ma vive a Khartoum, nel campo profughi di Mayo, insieme alla nonna: ha la spina bifida e i suoi genitori l'hanno mandata in Sudan per farla operare all'ospedale pubblico. Quando stava per tornare dai suoi genitori, dopo l'intervento, Yousefina si è ferita alla gamba con un vetro mentre camminava a piedi nudi. L'infezione è degenerata e ora la bambina soffre di osteomielite. Yousefina viene al nostro Centro pediatrico a Mayo per le medicazioni: teniamo sotto controllo la sua ferita e il suo stato di salute, la medichiamo [...]

     
  32. 23/06/14 |  "Omer ha cinque anni ma pesa come un bambino di due"...

     
    Omer ha cinque anni ma pesa come un bambino di due. A sette mesi gli è stata diagnosticata una tetralogia di Fallot [...]

     
  33. 19/06/14 | Gonanga, Zanzema Gracia, Felix

     
    19 giugno - Gonanga, Zanzema Gracia, Felix sono tre dei bambini curati dal nostro staff al Complexe pédiatrique di Bangui, in Repubblica Centrafricana Spesso vi raccontiamo storie di bambini che arrivano da noi feriti, vittime dei combattimenti che stanno dilaniando il Paese. Ma i danni creati dalla guerra vanno ben oltre a queste vittime "dirette":  ce ne sono anche molte altre, forse meno visibili ma non meno importanti [...]

     
  34. 17/06/14 | Il nuovo progetto: outreach a Port Sudan

     
    17 giugno - Lei è Madina, la nostra Health promoter di Port Sudan, dove da una ventina di giorni abbiamo avviato un programma di outreach - medicina [...]

     
  35. 11/06/14 | "Ezechiel sta benissimo"

     
    11 giugno - "Qualche volta finisce davvero bene. Ecco Ezechiel, il bambino ferito al collo da una pallottola vagante una decina di giorni fa. Oggi è tornato al Complexe pédiatrique per il primo controllo dopo la dimissione. Tutto lo staff lo ha accolto con gioia: avevamo avuto paura che non ce la facesse e invece sta benissimo [...]"

     
  36. 01/06/14 | Bangui: la crisi sembra superata, ma la tensione rimane alta

     
    1 giugno - La crisi sembra superata, ma la tensione rimane alta a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dopo l'attentato e la ripresa dei combattimenti in città nei giorni scorsi. Oggi le strade sono sgombre: non ci sono più barricate, non ci sono manifestazioni, ma circolano ancora poche macchine e nessun taxi [...]

     
  37. 29/05/14 | GRAVE ATTENTATO A BANGUI

     
    29 maggio - Ieri pomeriggio Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è stata sconvolta da un attentato gravissimo alla chiesa di Notre Dame, che ha causato 15 morti e decine di feriti. L'attentato, al momento non rivendicato, ha riportato nel caos la città che da qualche settimana sembrava essere ritornata sotto il controllo delle autorità locali e delle truppe francesi [...]

     
  38. 27/05/14 | Masooma, Satara e Naweed: da Kabul a Khartoum

     
    27 maggio - Masooma, Satara e Naweed partiranno giovedì per il Sudan: un aereo li porterà dall'Afghanistan a Khartoum, al Centro Salam di cardiochirurgia, dove i nostri chirurghi li opereranno per un difetto congenito al cuore. Li portiamo al Salam, il centro di eccellenza che abbiamo aperto nel 2007, perché nel loro Paese non avrebbero alcuna possibilità di ricevere gratuitamente le cure di cui hanno bisogno [...]

     
  39. 09/05/14 | "Ismae, 7 anni, ha ustioni di secondo e terzo grado a piedi e gambe"

     
    9 maggio - Bangui, pronto soccorso del Complexe pédiatrique, mercoledì mattina. Vediamo arrivare un uomo molto alto che porta in braccio, avvolto in una coperta colorata, un bambino che urla per il dolore: è suo figlio, Ismae, 7 anni. Lo facciamo stendere sul lettino per visitarlo: ha ustioni di secondo e terzo grado a piedi e gambe. Il racconto del padre è terribile: circa due settimane fa Buka, il villaggio a 300 km da Bangui dove vivono, è stato attaccato [...]

     
  40. 04/05/14 | Da Bangui: aumentano i casi di malaria

     
    4 maggio - Nelle ultime settimane la sicurezza in Repubblica Centrafricana è andata peggiorando. Il nord del Paese è fuori controllo: nonostante la presenza [...]

     
  41. 28/04/14 | Dal nostro staff a Bangui

     
    28 aprile - Un convoglio di 1200 musulmani è partito oggi da PK12, a 12 chilometri dal centro di Bangui - capitale della Repubblica Centrafricana - diretto verso nord. Nonostante le tensioni, la partenza si è svolta senza scontri e le forze internazionali lo scorteranno per tutto il viaggio. Subito dopo la partenza, è iniziato il saccheggio della moschea dove i rifugiati vivevano da molte settimane. Con il convoglio, è partita una delle comunità musulmane più grandi rimaste in città dopo i combattimenti degli scorsi mesi: i musulmani sono stati uno degli obiettivi principali delle milizie antibalaka, soprattutto dopo le dimissioni del presidente Djotodia, lo scorso gennaio. Nel resto del Paese la situazione è fuori controllo, a Bangui invece nelle ultime settimane è un po' più stabile anche se alcuni quartieri non hanno pace [...]

     
  42. 18/04/14 | La storia di Pauline

     
    18 aprile - Pauline è arrivata al nostro ospedale un mese e mezzo fa. Era in coma, ferita alla testa da un machete durante una rappresaglia a Boda, a 200 km da Bangui, in una delle zone della Repubblica Centrafricana più colpite dalla guerra. Era arrivata sola, accompagnata [...]

     
  43. 07/04/14 | Jaid

     
    7 aprile - Nella notte tra giovedì e venerdì, al Complexe pédiatrique è arrivato Jaid, un bambino di 2 mesi ferito da un colpo di machete. La sua famiglia è stata attaccata dagli antibalaka mentre dormiva; la mamma ha cercato di mettere in sicurezza il piccolo ma mentre correva un colpo li ha raggiunti. Per fortuna Jaid non è grave [...]

     
  44. 03/04/14 | Il piccolo Dieumerci

     
    3 aprile - Bangui e la Repubblica Centrafricana continuano a vivere nell'incertezza. La presenza del contingente militare ciadiano, che sta scortando fuori Bangui i civili musulmani, ha aumentato ulteriormente la tensione. Lontano dalla capitale la situazione è fuori controllo: qualche giorno fa, da un villaggio distante circa 200 km, è arrivato al Complexe Pédiatrique un bimbo di 2 anni ferito da arma da fuoco. Si trovava nella foresta con suo padre [...]

     
  45. 01/04/14 | "Sono sempre di più i bambini che arrivano in condizioni gravi, spesso non curabili"

     
    1 aprile - Ieri e oggi nel centro della città la situazione sembra più tranquilla, ma nei quartieri PK 11 e PK 12 si spara ancora, tutti i giorni. Sabato sono arrivati in città militari ciadiani per evacuare i loro ultimi connazionali rimasti nei campi profughi.
    All'ingresso in città il contingente ha sparato sulla folla, apparentemente senza motivo: i morti sono stati 20. L'arrivo dei militari ciadiani, non previsto, ha riacceso la rabbia degli antibalaka e stamattina il comitato sicurezza a cui fanno riferimento tutte le Ong consigliava di limitare gli spostamenti in tutta la zona nord della città per possibili disordini legati all'uscita dalla città del convoglio militare. Al Centro pediatrico di Emergency e al Complexe pédiatrique lavoriamo sempre moltissimo. Sono sempre di più i bambini che arrivano in condizioni gravi, spesso non curabili [...]

     
  46. 28/03/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il racconto del nostro staff

     
    28 marzo - Ieri è stata una giornata tranquilla a Bangui ma, come al solito, la calma è durata meno di ventiquattr'ore. Stamattina il nostro risveglio è stato accompagnato dal rumore degli spari in lontananza: provenivano da Fatima, un quartiere a sud est della capitale; una veglia funebre di cristiani è stata assaltata a colpi di granate [...]

     
  47. 27/03/14 | "Questa città, questo Paese, sono imprevedibili"

     
    27 marzo - Questa città, questo Paese, sono imprevedibili. Dopo giorni di massima allerta, oggi la situazione sembrava più tranquilla. Tanti militari nelle strade, più macchine in circolazione. Questa relativa "tranquillità" ci ha permesso di uscire dalla città per un sopralluogo a un campo di rifugiati. Non sappiamo mai cosa dobbiamo aspettarci da un giorno con l'altro, perciò appena vediamo [...]

     
  48. 26/03/14 | "Oggi c'è una calma innaturale a Bangui"

     
    26 marzo - Oggi c'è una calma innaturale a Bangui. Gli spari si sono diradati, sono aumentati i pattugliamenti, ma ancora poche persone girano nelle strade. In questi giorni gli antibalaka bloccano i due i principali accessi alla città; a poche centinaia di metri dal nostro Centro pediatrico, andando verso la periferia, delle rudimentali barricate controllate da uomini armati impediscono alle macchine [...]

     
  49. 22/03/14 | A Bangui continuano gli scontri

     
    22 marzo - A Bangui continuano gli scontri, soprattutto nei quartieri più periferici della città. Ieri, invece, ci sono stati scontri anche vicino al nostro Centro pediatrico, in pieno centro. Cinque ragazzini sono arrivati al Complexe pédiatrique con ferite da arma da fuoco e da granate alle gambe e ai piedi [...]

     
  50. 24/03/14 | Bangui: the tension of the past few days shows no signs of diminishing

     
    March 24 - In Bangui the tension of the past few days shows no signs of diminishing: Muslims and Antibalaka continue to fight, and there are many deaths. Just last night there was an attack on PK5, a neighbourhood with a high concentration of Muslims. The Antibalaka are barricading the city so they can control all the approach roads. The refugee and displaced persons camps are filling up again [...]

     
  51. 23/03/14 | Bangui: violenti combattimenti al PK5

     
    23 marzo - Al PK5 ieri ci sono stati violenti combattimenti tra Seleka e Antibalaka.
    Non ci sono ancora numeri ufficiali, ma si parla di decine di cadaveri nelle strade. PK5 è uno dei quartieri più travagliati di Bangui: qui non c'è mai stata tregua.

    "Preferisco dormire in ospedale" ci ha detto qualche giorno fa uno dei guardiani del Centro pediatrico: abita a PK5 e ha paura di tornare a casa.

     
  52. 17/03/14 | "Pauline si sta riprendendo"

     
    17 marzo - ""Pauline, la bambina di Boda che abbiamo operato una decina di giorni fa, si sta riprendendo: è ancora lontana dalla guarigione, ma inizia a star meglio. Quando è stata portata al Complexe pédiatrique di Bangui - dove l'abbiamo operata - era in coma per una ferita di machete alla testa [...]"

     
  53. 15/03/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: aumentanto i bambini malnutriti e i casi di meningite

     
    15 marzo - "Questa è la nuova copertura per la tenda che avevamo montato un paio di mesi fa nel giardino del Centro pediatrico per aumentare il numero dei posti letto disponibili. Ci stiamo preparando per i mesi più caldi perché sappiamo che la tenda rimarrà nel nostro giardino ancora per un po'. Visitiamo oltre 120 bambini, ogni giorno [...]"

     
  54. 13/03/14 | Da Bangui

     
    13 marzo - "Il campo di sfollati dove lavoriamo è quasi vuoto. Chi ha potuto ha lasciato il Paese, gli altri si stanno spostando in città: le condizioni all'interno del campo sono veramente invivibili. Per alcuni, andarsene è la fine - non l'inizio - del viaggio.Qualche giorno fa, due coppie con i loro bambini sono partite per andare in Camerun. Non sono andati lontano: poco distanti dal campo, la loro macchina è stata fermata da persone armate [...]

     
  55. 11/03/14 | Jacqueline

     
    11 marzo - «Se per farti curare hai bisogno di soldi, te ne puoi andare di casa, noi non pagheremo».
    Jacqueline vive a PK 12, una delle zone più insicure di Bangui - la capitale della Repubblica Centrafricana - ha 13 anni ed è orfana. È stata picchiata con un bastone durante uno degli innumerevoli scontri che stanno insanguinando la città e il Paese ed è rimasta ferita a un occhio. Le hanno detto che ha bisogno di una visita oculistica, ma non ha i soldi per permettersela.
    I suoi zii, con cui vive da quando ha perso i genitori, non ne vogliono sapere di pagare: «Te ne puoi andare di casa», le hanno detto.

    Ora Jacqueline si trova al nostro Centro pediatrico e domani i nostri chirurghi la opereranno presso il Complexe pédiatrique, per rimuovere dall'occhio la scheggia di legno che l'aveva ferita.
    Non chiederemo nemmeno un centesimo né a lei né alla sua famiglia, così come non abbiamo mai chiesto né chiederemo nulla ai nostri pazienti: perché essere curati quando se ne ha bisogno è un diritto di tutti, e non un privilegio di chi può permetterselo.

     
  56. 10/03/14 | Bangui: 5 anni anni fa ricoveravamo il primo paziente al Centro pediatrico

    5 anni fa oggi ricoveravamo il primo bambino al Centro pediatrico di Bangui, in Repubblica Centrafricana.
    Da allora ne abbiamo curati più di 120 mila, abbiamo svolto attività di educazione igienico-sanitaria per le famiglie, abbiamo seguito le donne in gravidanza con un servizio di assistenza prenatale.

    Avevamo aperto il Centro per curare le vittime della povertà; oggi, purtroppo, anche in Centrafrica curiamo ogni giorno vittime di guerra. In un Paese dilaniato da un conflitto che nell'ultimo anno ha fatto morti, feriti e un milione di profughi e sfollati, il nostro staff lavora tutti i giorni continuando a curare bambini e neonati, senza mai fermarsi nel Centro pediatrico, all'ospedale pubblico di Bangui, nei campi profughi

    Come sapete, ci piace pensare al giorno in cui non saremo più necessari - è questo lo scopo finale del nostro lavoro - ma ancora una volta quel giorno sembra lontano.
    E noi, finché ci sarà bisogno, ci saremo.

     
  57. 10/03/14 | Repubblica Centrafricana - "Ha 6 anni e una ferita alla testa, Pauline"

     
    10 marzo - Ha 6 anni e una ferita alla testa, Pauline. L'hanno colpita con il machete durante una rappresaglia ed è arrivata ieri al Complexe pédiatrique in coma, dopo un viaggio di alcune ore. È stata operata e ora è sotto osservazione: dobbiamo solo aspettare. Pauline non ha più i genitori, nessuno che la aspetti né qui, né al suo villaggio ]...]

     
  58. 07/03/14 | A Bangui, tra i profughi e gli sfollati

     
    7 marzo  -  "La situazione è ancora molto tesa a Bangui. Non ci sono più combattimenti, ma continuano le rappresaglie e i regolamenti di conti tra le opposte fazioni. Mentre viaggiavamo verso il campo profughi, abbiamo visto 4 cadaveri. Li circondavano le truppe francesi, per evitare la profanazione. Al campo dei profughi musulmani, dove lavoriamo da tre mesi, ci sono ormai solo qualche centinaio di persone, la maggior parte se ne sta andando. La vita nel campo è durissima [...]"

     
  59. 05/03/14 | "Yvef ha 6 anni ed è arrivato al Centro pediatrico accompagnato dal padre una decina di giorni fa"

     
    5 marzo  -  "Viene da Boye, un villaggio poco fuori Bangui. Yvef ha 6 anni ed è arrivato al Centro pediatrico accompagnato dal padre una decina di giorni fa. Era stanco, affaticato, aveva edemi agli occhi e al viso: il padre ci ha detto che aveva perso molto peso.
    Sono di una zona rurale, devono aver vissuto il peggio di questa guerra: i combattimenti, la paura, e la fame. Ma non è solo la malnutrizione a far star male il bambino [...]"

     
  60. 03/03/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: "Finché il campo rimane abitato, noi continueremo a venire qui per offrire cure ai bambini e ai neonati"

     
    3 marzo  -  Nel campo dei profughi musulmani vicino all'aeroporto di Bangui, dove lavoriamo da due mesi, ci sono ormai solo 400 persone: i profughi ciadiani sono stati rimpatriati, i musulmani centrafricani iniziano a essere trasferiti in città. L'obiettivo è di svuotare i campi profughi e la grande moschea, dove sono concentrati i musulmani dall'inizio di quest'ultima offensiva, per trasferirli in altre strutture in città, dove dovrebbero avere [...]

     
  61. 27/02/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il nostro staff a Bangui lavora senza sosta da mesi

     
    27 febbraio - Dopo l'allontanamento del presidente Djotodia, l'ostilità contro i cittadini musulmani è diventata sempre più violenta. Per paura di rappresaglie, i musulmani di Bangui sono ormai rifugiati nella grande moschea, al Pk12 e in uno dei campi profughi sorti vicino all'aeroporto all'inizio del conflitto. In tutti gli accampamenti le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza: ci sono poca acqua, poco cibo, nessun riparo [...]

     
  62. 19/02/14 | PRECIPITA LA SITUAZIONE IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA

     
    19 febbraio - La Repubblica Centrafricana sta affrontando una crisi umanitaria devastante e le prime vittime sono i bambini. Si combatte ancora nei villaggi del nord: migliaia di persone sono scappate nella boscaglia per cercare rifugio dalle violenze, camion carichi di civili stanno lasciando le città di Bouar, Bouca, Berberati, Bocaranga, Bossangoa diretti nella capitale o in Camerun e in Ciad [...]

     
  63. 11/02/14 | "Sono i civili, uomini, donne e bambini, a pagare il prezzo più alto della guerra in Repubblica Centrafricana"

     
    11 febbraio - "In Repubblica Centrafricana la situazione è sempre più drammatica. Si combatte, soprattutto nelle province del nord ovest: decine di migliaia di persone stanno lasciando le loro case per cercare rifugio a Bangui o per scappare verso il Ciad e il Camerun. Nella capitale, i campi profughi sono sempre più affollati: vicino [...]"

     
  64. 08/02/14 |  "La guerra in Repubblica Centrafricana continua nell'indifferenza generale. Noi continuiamo a lavorare"

     
    8 febbraio - "Oggi con la clinica mobile abbiamo visitato 130 bambini e ne abbiamo trasferito 15 al nostro Centro pediatrico, tra cui 9 neonati. Dopo le visite della mattina, al campo profughi sono arrivati 20 camion carichi di gente in fuga dal sud del Paese. Abbiamo fatto un rapido triage su 1000 bambini scesi dai camion. Un bambino, nato [...]"

     
  65. 05/02/14 | Il lavoro del nostro team a Bangui

     
    5 febbraio - "A Bangui continuano le rappresaglie, soprattutto nei quartieri fuori città, Combattant e Miskine. I combattimenti, però, si sono spostati nelle province del nord e da lì provengono i nuovi profughi che stanno arrivando a Bangui.
    In migliaia hanno ripopolato il campo vicino all'aeroporto dove già lavoravamo, tanti si sono rifugiati in altre zone presidiate della città. Nei campi profughi continuiamo a garantire assistenza sanitaria ai bambini che vivono in condizioni igieniche spaventose senza acqua pulita, né servizi igienici [...]"

     
  66. 30/01/14 | "Vediamo tutti i giorni feriti, sfollati, persone che scappano"

     
    30 gennaio -  "Avevamo pensato che la nomina del presidente e dei nuovi ministri portasse un po' di tranquillità in Repubblica Centrafricana, ma non è così. Si combatte ancora nei quartieri vicino all'aeroporto: Miskine, Combattant, Avenue de France sono le zone più pericolose insieme ai quartieri a nord della città. Le strade continuano a essere insicure e facciamo sempre più fatica a muoverci in città per raggiungere i campi di sfollati dove stiamo lavorando per portare cure a bambini [...]"

     
  67. 28/01/14 | Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui è fuori controllo

     
    28 gennaio - La nomina del Presidente la scorsa settimana sembrava aver avuto un effetto positivo sulla sicurezza, ma nel giro di pochi giorni il livello di violenza si è di nuovo alzato: scontri armati e saccheggi ormai sono quotidiani in tutti i quartieri. La guerra tra gruppi armati è sfociata in esplosioni di violenza anche tra popolazione civile: ci sono linciaggi nelle strade, auto bloccate senza ragione da uomini armati di machete e bastoni. La popolazione ha paura: molti stanno scappando per cercare rifugio nelle province più tranquille. Abbiamo perso anche alcuni membri del nostro personale locale, che hanno deciso di lasciare il Paese con le proprie famiglie diretti in Camerun e Chad [...]

     
  68. 24/01/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: prosegue il lavoro dei nostri medici a Bangui

     
    24 gennaio - Ieri a Bangui la nuova presidente della Repubblica Centrafricana ha prestato giuramento, ma la situazione nel Paese rimane molto difficile: i combattimenti proseguono sia nei quartieri della capitale sia fuori città. La forte insicurezza limita gli spostamenti anche per il nostro staff, ma abbiamo comunque continuato a essere presenti [...]

     
  69. 16/01/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui

     
    16 gennaio - A Bangui i nostri medici stanno lavorando tantissimo. Negli ultimi giorni l'afflusso di pazienti al Centro pediatrico è tornato alla normalità: le persone hanno ricominciato a muoversi dopo giorni in cui a causa dei combattimenti nessuno usciva di casa, neanche per andare in ospedale. Abbiamo avuto un forte aumento dei ricoveri: riceviamo bambibi che hanno bisogno di cure urgenti [...]

     
  70. 12/01/14 | Bangui: non si sente più sparare, ma la situazione rimane molto tesa

     
    12 gennaio - "A Bangui la situazione è sempre molto tesa. Nelle ultime ore non si sente più sparare, ma le strade sono ancora deserte: in questo clima di incertezza hanno tutti paura di uscire di casa e aspettano di capire che cosa succederà.Appena le condizioni di sicurezza ce l'hanno permesso, siamo andati al campo dove sono concentrati i profughi ciadiani [...]"

     
  71. 10/01/14 | Crisi in Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui sta precipitando

     
    10 gennaio - Si combatte in città anche vicino al Parlamento, di fronte al Centro pediatrico di Emergency, dal quale si sentono sparatorie, lanci di razzi e granate. Durante la giornata il Presidente e il Primo ministro avevano annunciato le dimissioni e c'erano state manifestazioni in tutta la città. Anche l'aeroporto è rimasto chiuso tutta la mattina per l'occupazione della pista da parte di migliaia di persone [...]

     
  72. 09/01/14 | A Bangui, tra i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana

     
    9 gennaio - Secondo i dati delle agenzie internazionali, i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana sono quasi un milione su una popolazione di 4 milioni e seicentomila persone. Molti hanno trovato rifugio nei campi sorti intorno a Bangui, la capitale; alcuni - soprattutto gli stranieri - stanno cercando di lasciare il Paese [...]

     
  73. 04/01/14 | A Bangui, l'accesso alle cure è sempre molto difficile

     
    4 gennaio - A causa dell'insicurezza delle strade, a Bangui l'accesso alle cure è sempre molto difficile. Nei villaggi intorno alla capitale la situazione è ancora più critica: a poche decine di chilometri dalla città, ci sono persone che sono state ferite negli scontri di inizio dicembre che non hanno ancora visto un dottore. Stamattina siamo stati in uno dei piccoli villaggi che costeggiano il fiume [...]

     
  74. 29/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il senso del nostro essere a Bangui

     
    29 dicembre - Sono tornati al Complexe pédiatrique per la visita di controllo. Sono 6 dei 10 bambini presi a colpi di machete lo scorso 3 dicembre a Boali, un villaggio a un centinaio di chilometri dal Bangui, la capitale. Poterli rivedere oggi tutti insieme, ormai in via di guarigione, è il senso del nostro essere a Bangui [...]

     
  75. 28/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: oltre 30 bambini feriti da arma da fuoco, razzi, granate e machete operati nell'ultimo mese

     
    28 dicembre - Ieri al Complexe pédiatrique sono arrivati 4 bambini. Erano stati colpiti da una granata mentre si trovavano sulla strada che porta a un quartiere periferico a nord della città. Oggi abbiamo ricevuto un bambino ferito da un proiettile in un altro distretto: l'abbiamo portato subito in sala operatoria e ora è fuori pericolo. Nell'ultimo mese abbiamo operato più di 30 bambini feriti da arma da fuoco, razzi, granate e machete [...]

     
  76. 22/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: sempre più difficile la situazione a Bangui

     
    22 dicembre - La situazione a Bangui è sempre più grave. Si combatte vicino all'aeroporto e a PK5, ma ci sono scontri in tutta la città, anche vicino al Centro pediatrico. Il nostro lavoro sta diventando sempre più difficile. Stiamo organizzando turni molto lunghi perché lo staff nazionale ha gravi difficoltà a raggiungere l'ospedale, a causa della pericolosità delle strade. Per la stessa ragione stanno arrivando pochissimi pazienti [...]

     
  77. 20/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: un nuovo intervento di Emergency vicino a Bangui

     
    20 dicembre - Da giovedì abbiamo iniziato a lavorare anche presso Pk13, a 13 chilometri da Bangui, dove sono concentrati centinaia di profughi provenienti dai villaggi vicini. Sono tanti i bambini malnutriti o affetti da malaria: li visitiamo e, in caso di necessità, li trasferiamo al Centro pediatrico per garantire loro le cure di cui hanno bisogno [...]

     
  78. 17/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui

     
    17 dicembre - Verso le 7 di questa mattina ci sono stati combattimenti nell'area tra il quarto arrondissement e il Pk12, a pochi chilometri dal nostro Centro pediatrico. Abbiamo sentito i pattugliamenti degli elicotteri dalle prime ore del mattino, ma non abbiamo avuto problemi a raggiungere il Centro: le strade qui intorno sono relativamente tranquille. Superati i giorni peggiori [...]

     
  79. 13/12/13 | I «volontari sentinelle»

     
    A Mayo, oltre al lavoro svolto all'interno del Centro pediatrico, i nostri medici, infermieri ed educatori sanitari (Health promoter) sono impegnati nel Programma di medicina preventiva. Si tratta di un'attività molto importante perché porta cure e prevenzione anche nelle zone più lontane del campo. Nessuno sa di preciso quante persone vivano nella sterminata distesa di baracche di Mayo, ma le stime parlano di 300 mila profughi [...]

     
  80. 13/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana: i medici di Emergency continuano a garantire cure ai bambini

     
    13 dicembre - La situazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è ancora molto critica. Nell'ultima settimana gli scontri armati hanno causato oltre 600 morti e sono circa 40 mila i profughi che cercano protezione nell'area dell'aeroporto dalle rappresaglie dei miliziani in città. In alcune zone sono in corso [...]

     
  81. 11/12/13 | Crisi in Repubblica Centrafricana - da Bangui

     
    11 dicembre - Nella maggior parte della città la situazione sembra stabilizzata: non si spara più, qualche negozio sta riaprendo, le persone hanno ripreso a circolare nelle strade. Da ieri abbiamo cominciato a ricevere più pazienti al Centro pediatrico: si tratta di bambini piccoli che hanno bisogno di cure urgenti per malaria e infezioni alle vie respiratorie non curate in questi giorni di scontri [...]

     
  82. 08/12/13 | Bangui: nella zona dell'aeroporto, tra tende e baracche di fortuna, sono moltissimi i bambini

     
    8 dicembre - A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, la situazione è ancora molto critica. Nella zona dell'aeroporto, presidiata dai militari francesi, si sono rifugiate circa 20.000 persone in cerca di protezione e altre continuano ad arrivare. Tra tende e baracche di fortuna, sono moltissimi i bambini. Provenivano dal campo profughi [...]

     
  83. 07/12/13 | SEMPRE PIÙ DRAMMATICA LA SITUAZIONE A BANGUI

     
    7 dicembre - Mentre i soldati francesi intensificano i pattugliamenti nelle vie principali, si hanno notizie di rastrellamenti casa per casa di uomini e ragazzi; ai bordi delle strade, pressoché deserte, ci sono ancora molti cadaveri abbandonati. Il team chirurgico di Emergency è al lavoro al Complexe pédiatrique, l'ospedale pubblico cittadino, dove sono ricoverati ancora circa trenta bambini [...]

     
  84. 05/12/13 | A BANGUI, CAPITALE DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, SI COMBATTE DA QUESTA MATTINA

     
    A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, si combatte da questa mattina. Si sente sparare anche dal Centro pediatrico di Emergency, situato di fronte al Parlamento. Al Centro pediatrico è arrivato anche un ferito dei miliziani "anti-balaka". A causa degli scontri, il team di chirurgia di guerra che lavora presso il Complexe [...]

     
  85. 05/12/13 | «Si sentono gli spari, sono vicinissimi»

     
    5 dicembre - Così ci ha detto Massimo, il nostro logista in Repubblica Centrafricana. Oggi a Bangui, la capitale, è stata una giornata di combattimenti. Si è combattuto anche vicino al Centro pediatrico di Emergency, di fronte al Parlamento. I pochi pazienti che erano riusciti ad arrivare hanno atteso in ospedale la fine degli scontri per poter tornare a casa. Al Complexe pédiatrique sono arrivati 8 bambini feriti: uno è arrivato [...]

     
  86. 03/12/13 | STRAGE DI BAMBINI IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA, I FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    Martedì mattina al Complexe pédiatrique di Bangui, dove lavora il team di Emergency, sono arrivati 10 bambini. Avevano ferite ovunque. Sono dell'etnia Peuls, nomadi musulmani che vivono a una novantina di chilometri da Bangui. Ci hanno raccontato che prima sono stati chiusi in una casa e poi che sono stati portati all'aperto, messi [...]

     
  87. 03/12/13 | "Una strana calma latente"


    «A Bangui, la capitale, c'è una strana calma latente. L'altro ieri, giorno dell'indipendenza nazionale, la parata militare è stata sospesa per ragioni di sicurezza. A circa 75 km da qui, venerdì scorso ci sono stati scontri violenti tra gruppi di combattenti. Noi abbiamo ricevuto al Complexe pédiatrique alcuni bambini feriti da colpi d'arma da fuoco e altri con traumi procurati mentre scappavano. La situazione resta caotica e poco chiara [...]»

     
  88. 27/11/13 | Repubblica Centrafricana, la situazione è sempre più grave


    «La Repubblica Centrafricana continua a vivere nel caos e nell'insicurezza. Il governo ha reintrodotto il coprifuoco notturno, anche se da mesi la gente ha smesso di uscire di casa dopo il tramonto. Nella gran parte del Paese le persone vivono con un pasto al giorno, quando riescono a racimolarne uno; le esecuzioni e le violenze stanno terrorizzando il Paese [...]»

     
  89. 19/11/13 | Al lavoro a Bangui, per garantire le cure a chi ha bisogno

     
    "La gente è sempre più povera, i prezzi salgono così come la violenza. Non si sa quale direzione prenderà questo Paese, è forte il rischio che si vada incontro a una grandissima crisi. A breve ci sarà la stagione secca e il raccolto scarseggerà. Noi stiamo sempre lavorando molto, sia al Centro pediatrico che al Complexe pédiatrique, per garantire le cure a chi ne bisogno" [...].

     
  90. 18/10/13 | La situazione a Bangui

     
    Dopo un periodo di relativa tranquillità, a Bangui la situazione è tornata a essere molto instabile. L'insicurezza per la popolazione è palpabile e in città girano moltissimi militari e persone armate. Violenza, furti e rapine sono all'ordine del giorno. Il nostro personale non ha mai smesso di lavorare, nemmeno nei giorni più caldi del colpo di stato, al nostro Centro pediatrico e presso il Complexe pédiatrique dove offre cure chirurgiche [...]

     
  91. 19/07/13 | Chirurgia e pediatria a Bangui

     
    Sono passati poco più di tre mesi dall'inizio della nostra missione di chirurgia in Repubblica Centrafricana. Siamo arrivati a Bangui, la capitale, su richiesta delle autorità locali che non riuscivano a garantire l'attività chirurgica in città: i medici locali non erano in grado di affrontare l'emergenza, mancavano farmaci e attrezzature. I nostri chirurghi hanno subito riattivato le due sale operatorie al Complexe pédiatrique, l'ospedale [...]

     
  92. 15/07/13 | Shekina

     
    "Oggi, una delle tante giornate cariche di visite di consultazione. Il medico locale mi chiama nel "cabinet" di visita: trovo una bambina di 2 anni, severamente malnutrita, abbandonata dai genitori una notte di tre mesi fa lungo una delle vie principali di ‪Bangui‬ perché considerata una "sorcière", maledetta. Il giovane soldato che la accompagna racconta che da quella sera la piccola vive con i Seleka nella caserma [...]"

     
  93. 06/06/13 | In sala operatoria al Complexe pédiatrique di Bangui

     
    Dopo la chirurgia di guerra delle prime settimane, ora il nostro intervento presso il Complexe pédiatrique di Bangui - l'ospedale pediatrico pubblico - è concentrato sulla chirurgia d'urgenza nel caso di traumi, fratture e trattamenti di pazienti ustionati, vittime soprattutto di incidenti stradali o domestici. A questi si aggiungono gli ascessi, conseguenze di iniezioni effettuate in condizioni igieniche pessime e senza [...]

     
  94. 04/06/13 | Dal nostro team di chirurgia a Bangui

     
    Dopo la chirurgia di guerra delle prime settimane, ora l'intervento del nostro team di chirurgia presso il Complexe pédiatrique di Bangui è diventato indispensabile [...]

     
  95. 13/05/13 | Sempre più pazienti al Centro pediatrico di Bangui

     
    "Sono passate sette settimane e apparentemente a Bangui sta tornando la calma: non si sentono più i colpi di arma da fuoco e le persone hanno ripreso a muoversi in città. La paura, però, non è passata. Ci sono ancora bande armate per le strade: al loro passaggio le donne del quartiere cominciano a battere le pentole per richiamare l'attenzione delle forze di sicurezza [...]"

     
  96. 03/05/13 | "È solo un inizio"

     
    "Ce l'hanno chiesto le autorità sanitarie locali un mese fa, subito dopo il colpo di stato: rimettere in funzione il reparto di chirurgia del Complexe pédiatrique (l'ospedale pubblico pediatrico) di Bangui, danneggiato da anni di incuria e da una guerra che ha colpito principalmente la popolazione e i già pochi servizi a disposizione. Ed eccoci qua, allora, dall'inizio di aprile, a rimettere in funzione le sale operatorie di un ospedale che non è nostro [...]"

     
  97. 13/04/13 | Il team di chirurghi di guerra di Emergency a Bangui al lavoro per curare le vittime civili

     
    14 aprile - A Bangui sono ripresi i combattimenti. Si combatte anche vicino [...]

     
  98. 07/02/13 | Uno sguardo alla Repubblica Centrafricana

     
    Dalla firma dell'accordo di pace lo scorso 11 gennaio non ci sono più state tensioni nella capitale Bangui, ma rimane il coprifuoco dalle 23 alle 5 e le forze militari nazionali e dell'Africa centrale continuano a essere presenti in modo capillare sia in città, sia nelle aree rurali. Nei giorni scorsi è stato nominato il nuovo governo, di cui fanno parte anche membri del Seleka, la coalizione di ribelli che [...]

     
  99. 03/01/13 | Bangui: firmati gli accordi di pace

     
    11 gennaio 2013 - "Hanno firmato gli accordi di pace!" La notizia si sparge subito a Bangui e la città riprende vita, malgrado ci sia ancora il coprifuoco. Le strade sono piene di gente, si canta, si balla, le macchine suonano il clacson a tutto spiano. Sembra il capodanno che quest'anno non c'è stato. "È finita", ci dice la nostra guardia (ovviamente disarmata) con un enorme sorriso.
    Lo speriamo tutti! [...]

     
  100. 02/01/13 | Una lettera da Bangui

     
    Aprendo la posta abbiamo trovato questa bella lettera dello staff nazionale del Centro pediatrico di Bangui. In questo momento particolarmente difficile per il loro Paese [...]

     
  101. 01/01/13 | Da Bangui - 31 dicembre

     
    "Stanotte abbiamo sentito degli spari, ma oggi ci hanno detto che erano colpi accidentali sparati durante i pattugliamenti. La città è presidiata dalle truppe governative e non si hanno notizie di ulteriori avvicinamenti dei ribelli a Bangui. Dalle 19 alle 5 c'è il coprifuoco che condiziona anche l'arrivo dei pazienti al Centro pediatrico: abbiamo ricevuto l'ultimo di ieri alle 18 e i primi stamattina dopo le 6. Solo un bambino è arrivato stanotte: aveva [...]"

     
  102. 30/12/12 | Da Ombretta, coordinatrice del Centro pediatrico di Bangui

     
    "Stanotte abbiamo sentito preghiere, canti e tamburi fino alle 4 di mattina. I ribelli hanno conquistato Sibut; fonti locali dicono che si stanno avvicinando a Damarà [...] La città è deserta. Si sono intensificati i pattugliamenti e da oggi c'è il coprifuoco, dalle 19 alle 5. Abbiamo dato allo staff nazionale che abita più lontano una lettera che attesta che sono nostri dipendenti e che chiede il lascia passare [...]"

     
  103. 03/10/12 | Una visita particolare a Port Sudan

     
    Qualche tempo fa, al Centro pediatrico di Port Sudan abbiamo ricevuto una visita particolare: una trentina di bambini di una scuola materna [...]

     
  104. 12/07/12 | Vaccinazioni al Centro pediatrico

     
    Vaccinazioni gratuite per i bambini: è il nuovo servizio che offriamo al Centro pediatrico di Port Sudan, in collaborazione con il ministero della Sanità locale che invia una vaccinatrice tre volte a settimana. Grazie a questo servizio, i bambini possono completare il programma vaccinale previsto dai protocolli internazionali; le donne in gravidanza possono sottoporsi alla vaccinazione antitetanica nel caso in cui ne abbiano bisogno [...]

     
  105. 18/04/12 | Da Sunia a Shanna, i primi 5 anni del Centro Salam

     
    Cinque anni fa - era il 19 aprile 2007 - operavamo Sunia, una ragazza sudanese di 14 anni, la prima paziente del Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum. Quell'intervento di sostituzione di una valvola cardiaca, il primo, è stato un momento importante non solo per Sunia ma anche per Emergency [...]

     
  106. 23/02/12 | Dal Centro pediatrico di Port Sudan: Nada

    Nada è arrivata in braccio alla madre in lacrime. Un caso di malaria cerebrale, la prima vera urgenza ricevuta nel Centro pediatrico di Port Sudan.
    È stata subito stabilizzata e poi le è stata somministrata la terapia. Ora si è ripresa, sta bene, mangia con appetito. Quando non riposa, saltella in corsia come un grillo. Nada è una delle pazienti del Centro pediatrico di Port Sudan, capitale dello stato del Red Sea [...]

     
  107. 23/01/12 | Primi ricoveri al Centro pediatrico di Port Sudan

    A fine dicembre abbiamo aperto il Centro pediatrico di Port Sudan, dove offriamo assistenza sanitaria gratuita ai bambini fino ai 14 anni. Nelle prime settimane di attività abbiamo visitato numerosi pazienti nei 3 ambulatori di cui è dotato il Centro; da domenica 22 gennaio abbiamo iniziato a ricoverare i pazienti più gravi. Yonis ha 34 giorni e, a differenza del suo gemello, è debole e fortemente disidratato: capita frequentemente quando [...]

     
  108. 08/11/11 | Un mattino al Centro pediatrico di Mayo

    Sono le 8:30 e i pediatri locali sono già impegnati nelle visite. Manuela, la pediatra internazionale, fa un ulteriore giro di controllo per individuare i casi più gravi; Kathy, l'infermiera inglese, segue lo stesso percorso, dando un pizzicotto sulla pancia ai bambini per verificare eventuali sintomi di disidratazione [...]

     
  109. 08/11/11 | Medicina preventiva nel campo di Mayo

    Nel campo profughi di Mayo è in corso un progetto di medicina preventiva che chiamiamo outreach: per raggiungere le famiglie che vivono [...]

     
  110. 29/07/11 | Missione di screening in Sierra Leone

    Siamo a Goderich, al Centro chirurgico e pediatrico che Emergency ha aperto nel Paese nel 2001, per la missione di screening cardiologico. Kojo è un bambino di 4 anni con una grave malformazione congenita del cuore: sia l'aorta, sia l'arteria polmonare nascono dal ventricolo destro invece che dai ventricoli destro e sinistro. L'arteria polmonare poi è ristretta, poco sangue transita per i polmoni e molto del sangue che viene espulso in aorta e circola per il corpo non è ossigenato [...]

     
  111. 01/07/11 | Il servizio di assistenza prenatale: Adele

    Adele è una delle prime donne a usufruire del servizio di assistenza prenatale. Entra nell'ambulatorio sorridendo e a stento riesce a nascondere un misto di stupore e curiosità mentre Claudia la accoglie [...]

     
  112. 25/06/11 | Missione di screening in Uganda

    Siamo a Kampala, per lo screening dei pazienti cardiopatici da operare al Centro Salam di Khartoum. Il carico di lavoro è pesante: in 3 giorni sono previsti 90 pazienti da visitare [...]

     
  113. 29/04/11 | Missione di screening in Afghanistan

    Duecentoundici persone, oltre la metà delle quali ragazzi di vent'anni o meno: sono i pazienti visitati nel corso della missione di screening cardiologico che effettuato in Afghanistan [...]

     
  114. 08/03/11 | Un mattino a Bangui

    Sono le 6 e come tutte le mattine due infermieri locali si preparano al triage. Ad aspettarli, una lunga fila di mamme che portano i loro bambini sulla schiena in un fagotto che lascia spuntare solo i piedi. Gli infermieri passano in rassegna uno a uno tutti i bambini accordando la priorità di visita ai bambini in condizioni più critiche [...]

     
  115. 20/09/10 | Da Kiremba a Khartoum

    La Rete regionale di pediatria e cardiochirurgia si è allargata al Burundi, paese dell'Africa centrale che non si è ancora ripreso dai conflitti etnici che l'hanno dilaniato negli anni Novanta. Il 12 e 13 aprile scorsi, un team di Emergency aveva effettuato uno screening cardiologico a Kiremba, un poverissimo villaggio a 4 ore d'auto dalla capitale. Eravamo stati invitati [...]