afganistan: Al Centro di maternita' di Anabah
Sono i giorni di Eid, la festa piu' importante del mondo islamico che ricorda il sacrificio di Isacco e tutto l'Afganistan e' chiuso per ferie. Sono chiusi gli uffici pubblici, i negozi, le cliniche private e anche alcuni ospedali.
Non e' chiuso - naturalmente - l'ospedale di Emergency nella valle del Panshir che e' l'unico ospedale disponibile per la popolazione della valle e dei villaggi vicini, ma i pazienti chiedono di essere dimessi per festeggiare le feste con il resto della famiglia e chi arriva al Pronto soccorso chiede di essere curato al momento e non ricoverato, anche se ne avrebbe bisogno.
Funziona a pieno ritmo, invece, il reparto di maternita'.
Ieri sono stati assistiti due parti naturali di giorno e due tagli cesarei nel corso della notte.
Gulhabar, 30 anni e 5 figli, viene portata in ospedale di corsa a causa di un sanguinamento.
Ha gia' subito un taglio cesareo due anni fa e presenta una placenta previa: il parto per via vaginale potrebbe mettere a rischio la salute sua e del bambino percio' Cristina, la ginecologa, decide di procedere al secondo cesareo.
In mancanza del marito, che e' lontano dalla valle a lavorare in un cantiere, si chiede il consenso all'intervento ai parenti. Breve consultazione nella sala d'attesa e il cognato da' l'assenso a nome della famiglia.
Alle 01.36 nasce un bambino di 3.620 chilogrammi che non ha ancora nome, com'e' consuetudine da queste parti. Torneranno a casa tra 3 giorni per celebrare con il resto della famiglia la loro festa.
Simonetta, Anabah