afganistan: Mass casualty
Lo scorso venerdi', una bomba ha colpito una festa di matrimonio a Charikar, 60 km da Kabul.
Qualcuno dei parenti attribuisce il gesto a uno spasimante respinto: la donna che gli era stata promessa da bambina stava andando in sposa a un altro uomo del villaggio. Qualcuno da' la colpa ai piccoli gruppi fondamentalisti che si stanno consolidando nell'alta valle di Salang, parallela a quella del Panshir, che avrebbero sfruttato la delusione del promesso sposo per un'azione dimostrativa. Altri lo attribuiscono ai taliban che da sempre ritengono intollerabili la musica e la danza. Anche durante i matrimoni.
Cinquanta feriti sono stati portati al Fap di Emergency nel villaggio e da li', in un lungo corteo di macchine, fino al Centro chirurgico di Kabul. Tutti uomini: qui i matrimoni si festeggiano separatamente, le donne in casa e gli uomini in cortile.
Sono arrivati all'ospedale dopo mezzanotte, annunciati dal messaggio radio ?All Falcons, mass casualty is starting?.
Grande via vai tra le tende montate in giardino per far fronte all'afflusso massiccio di feriti e la sala operatoria che ha lavorato per 20 ore consecutive.
Qualcuno e' potuto tornare a casa il mattino stesso, la maggior parte e' stata ricoverata con prognosi non gravi e l'ospedale si e' trasformato per qualche giorno nella ?casa? di due famiglie. Ci si ritrova a gruppetti nelle corsie e, nel pomeriggio, chi puo' alzarsi si ritrova nel prato a fumare e a godersi questo sole tiepido.
Ahmad e Ajmal, due cugini di 7 anni, sono entrambi in terapia sub-intensiva per ferite da schegge all'addome e alla testa. Noorallah, il padre di Ajmal, e il nonno sono nella F ward, con altri membri della famiglia.
Una separazione che non deve essere piaciuta a Noorallah: questa mattina Claudia, l'infermiera della corsia, l'ha trovato ancora addormentato tra i letti dei due bambini.
Simonetta, Kabul