cambogia: Giocare in Cambogia
Con la fine del regime khmer, in Cambogia molte aree rurali sono state bonificate dalle mine per permettere alla popolazione di riprendere una vita normale.
Anche la famiglia di Luom Rom, 11 anni, vive in una di quelle zone: Moung Russey, distretto della provincia di Battambang.
Luom e' l'ultimo di 5 figli, una sorella e 3 fratelli dai 25 ai 13 anni.
Con il fratello di 13 anni frequenta la scuola distrettuale e con lui, nel tempo libero, porta le mucche al pascolo. Lo fa con piacere: ai libri e quaderni preferisce i campi.
Un giorno, all'ora di pranzo, Luom torna dal lavoro percorrendo la solita strada.
Un luccichio per terra lo attira: s'avvicina, riconosce una mina in quell'oggetto.
Sa che cos'e' una mina, sa anche quanto sia pericolosa, ma non ha mai sentito parlare di incidenti causati dalle mine in quell'area.
E poi e' un bambino, la curiosita', l'eccitazione di giocare con qualcosa di nuovo lo spingono a raccoglierla.
In un attimo una fiammata lo investe e il bambino cade a terra svenuto.
La sorella che corre in suo aiuto lo trova inanime, con il volto e le mani sanguinanti. Un vicino li accompagna all'ospedale di zona in motorino.
Gli fasciano le mani senza nemmeno medicarlo e gli mettono un ago nel braccio per la flebo. Per il trasporto in ambulanza da Moung Russey al Centro chirurgico di Emergency a Battambang - circa 50 chilometri - i due ragazzi pagano 10 dollari.
Luom arriva nel nostro Pronto soccorso dopo circa 3 ore; solo allora inizia a risvegliarsi.
Non sa dove si trovi, ricorda solo una ?fiammata? e poi il buio.
Si lascia pulire e medicare dal nostro staff, lamentandosi di tanto in tanto per il dolore alle mani e agli occhi: gli bruciano, non riesce ad aprirli.
Dopo il debridement delle ferite, Luom viene portato in sala operatoria.
Ha riportato una frattura della teca cranica senza alcuna compromissione a livello celebrale, l'amputazione di tre dita della mano sinistra, la lesione parziale del tendine flessorio del terzo dito della mano destra, diverse ferite superficiali al volto e non vede dall'occhio destro.
Da quando la madre l'ha raggiunto dal villaggio, il bambino e' molto piu' tranquillo.
?Perche' l'hai raccolta sapendo che era una mina??, gli chiedo. ?Volevo solo giocare? mi dice con un tono nella voce che assomiglia al timore di una punizione.
Luom scalpita nel letto: vuole tornare ai pascoli, il dolore e' gia' passato.
Non passeranno presto, invece, i segni dell'esplosione sul volto di un bambino che voleva solo giocare.
Sabrina, Battambang