

Stamattina ci siamo svegliati con la notizia che le truppe di Gheddafi si stavano ritirando. Qualche giornale online titolava: "Misurata libera".
Nel nostro ospedale, però, non ce ne siamo accorti: alle 17 di oggi si registrano settanta feriti e ventitré morti. Il bilancio peggiore da quando siamo qui.
Per la prima volta è stato necessario allestire una seconda tenda per il triage delle emergenze; le sale operatorie non hanno mai smesso di lavorare.
I feriti sono tutti uomini, tra i venti e i quarant'anni. Ribelli, lealisti e civili. All'appello, almeno oggi, mancano i bambini.
Ahkmed è un lealista, un uomo delle truppe di Gheddafi. Da quaranta giorni combatte a Misurata e da altrettanti fatica a ricevere acqua e cibo.
La ferita è lieve, ma le sue condizioni generali sono critiche. Insieme ad altri dodici compagni, viene soccorso dalle ambulanze che, oggi, hanno corso ininterrottamente. Anche per loro.
Non sappiamo quel che sta succedendo fuori e quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni. Da Tripoli Street si vede una colonna di fumo nera, alta e molto densa, preoccupante come uno stato di allerta.