
Zaprin, 22 anni, è un ragazzo bulgaro che da qualche anno vive in Italia per lavorare come bracciante. Parla la nostra lingua meglio dei suoi connazionali, perciò aiuta il personale del nostro ambulatorio mobile a tradurre le domande e spiegare le risposte.
Ci mostra le mani e il viso: porta evidenti segni di una brutta reazione allergica. Sospettiamo sia dovuta ai fitofarmaci spruzzati sui mandarini che sta raccogliendo. Ci dice che ha avuto una simile reazione in estate, durante la raccolta dei pomodori.
Durante la visita Zaprin guarda continuamente l'orologio. "Devo andare", dice a un certo punto. Dopo una giornata di lavoro sarà stanco morto. "No, no, devo andare a lavorare in magazzino". Lo guardiamo stupiti. "Sì, dopo la raccolta qualche volta mi chiedono di lavorare in magazzino la sera, fino alle 2 o 3 di notte". Dalle 7 del mattino del giorno precedente. "Mi pagano 3 euro all'ora", e sorride come se avesse vinto la lotteria.
"Potete visitare anche lei?" ci chiede indicando una ragazza col pancione. "È mia moglie" ci dice orgoglioso. Ha 15 anni ed è all'ottavo mese di gravidanza. "Ancora 10-15 giorni e torniamo in Bulgaria. Preferisco che mio figlio nasca in Bulgaria, se nascesse qui in Italia ci sarebbero troppe carte da compilare, troppa buro-kràzia - capisce?".
Da dicembre 2011, un nostro ambulatorio mobile porta assistenza sanitaria gratuita ai migranti nell'area di Rosarno, in Calabria. Un secondo ambulatorio mobile lavora in Sicilia, nella zona di Vittoria.
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