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Diario

 
  1. 19.05.2017 | "Avevo solo 12 anni e pensavo che il mio braccio sarebbe ricresciuto"


    19 maggio - "Il primo ricordo che ho è stato il risveglio, qualche giorno dopo l'esplosione, nel letto del Centro. Credevo fosse buio, non riuscivo a capire dove fossi né cosa fosse successo. Mia sorella Shirin era con me. Le ho chiesto uno specchio. Non riuscivo a riconoscermi. Avevo solo 12 anni e pensavo che il mio braccio sarebbe ricresciuto" [...]

     
  2. 12.05.2017 | "Voglio una foto con voi"


    12 maggio - "Voglio una foto con voi" ha detto a Maria e Riccardo, gli infermieri che l'hanno curata. Così, insieme alla figlia e alla vicina di letto, si è messa in posa. Rebheca ha 63 anni, 11 figli e numerosi tatuaggi. All'inizio di aprile, insieme alla sua famiglia, ha cercato di scappare dal suo quartiere di Mosul Ovest, Snahal Qadim, per raggiungere un'area liberata poco lontana.[...]

     
  3. 28.04.2017 | "Arriverà un'ambulanza con a bordo una bambina sola"


    28 aprile - "Fra un paio d'ore arriverà un'ambulanza con a bordo una bambina sola: è l'unica sopravvissuta della sua famiglia". Questa è la prima chiamata che ha ricevuto Michela, la nostra coordinatrice medica, nell'ufficio coordinamento delle ambulanze. Poco prima di pranzo sentiamo le sirene avvicinarsi all'Emergency Hospital di Erbil. [...]

     
  4. 24.04.2017 | "Quante persone hanno abbandonato la casa con te? Quante di loro hai perso lungo il tragitto?"


    È lungo il registro dei pazienti dell'Emergency Hospital di Erbil, in Iraq, dove curiamo le vittime di guerra. La provenienza è sempre la stessa: Mosul. "Quante persone hanno abbandonato la casa con te? Quante di loro hai perso lungo il tragitto?". Sono le domande più difficili alle quali rispondere per chi varca questa soglia [...]

     
  5. 20.04.2017 | Dieci anni di Centro "Salam": cardiochirurgia di eccellenza e gratuita in Africa


    Dieci anni fa abbiamo aperto il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum, in Sudan [...]

     
  6. 18.04.2017 | Anche i più piccoli devono abituarsi a vivere nella paura?


    Un pomeriggio Rayyan e il cuginetto hanno deciso di ripulire il parchetto vicino casa, nella zona est di Mosul, per giocare [...]

     
  7. 13.04.2017 | "Ci sono cose che non si possono riferire, sono indicibili"


    "Oggi Hassan, il nostro mediatore, ha accompagnato O. dal dentista. Al ritorno nel nostro ambulatorio, in attesa che la dottoressa gli spieghi la terapia da prendere, accenna all'esperienza terribile vissuta per nove mesi in Libia. Racconta delle violenze subite e dei ricatti, che lo hanno costretto a fare lavori pesanti e pericolosi, che ha visto compagni morire [...]"

     
  8. 09.04.2017 | "Non posso immaginare cosa significhi perdere tutto"


    9 aprile - " Oggi nel Kurdistan iracheno è festa nazionale. Si celebra la caduta del regime di Saddam Hussein, che fino al 9 aprile 2003 represse sistematicamente la popolazione curda. Ma Ghamgen è a lavoro anche oggi. È un'infermiera e, come tutti gli altri giorni [...]"

     
  9. 30.03.2017 | Esami passati a pieni voti


    Ecco i "nostri" specializzandi afgani: hanno sostenuto la prima parte dell'esame di fine anno e sono andati tutti benissimo [...]

     
  10. 23.03.2017 | Emergency in tribunale per ribadire l'art.32 della Costituzione


    23 marzo - Nel nostro Paese il
    diritto alle cure è stabilito dall'art.32 della Costituzione, che riconosce la
    salute come fondamentale diritto
    dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
    indigenti. Eppure nella pratica sempre più persone - italiane e
    straniere - oggi incontrano barriere nell'accesso ai servizi sanitari. Negli ultimi mesi,
    EMERGENCY, insieme ad ASGI, l'Associazione per gli Studi Giuridici
    sull'Immigrazione, ha ottenuto un importante risultato: un procedimento
    giudiziario sul rifiuto di accesso alle cure si è concluso positivamente. [...]

     
  11. 23.03.2017 | La famiglia di Mosul


    "Arrivare all'ospedale in lacrime, stringendo la tua unica figlia illesa tra le braccia e accompagnando il tuo unico figlio, ferito, ma ancora vivo. Sederti in un angolo, attonito, con lo sguardo perso, i vestiti sporchi, la barba lunga, la fame e la sete che non senti più, con la piccola aggrappata al collo. E poi scoppiare a piangere. Hai tenuto tutto dentro nel lungo viaggio da Mosul a Erbil, tua moglie e gli altri tre figli sono morti durante i combattimenti [...]"

     
  12. 16.03.2017 | "Una grande dignità nelle difficoltà"


    "Una grande dignità nelle difficoltà, un forte attaccamento alla propria terra e tanta voglia di ricominciare da capo. Questo ho visto quando sono arrivata a Amatrice e Montorio al Vomano," ci racconta Daniela, amministratrice di Programma Italia. Famiglie e bambini, anziani, agricoltori, allevatori: agli abitanti di Amatrice e Montorio, colpiti dal terremoto, offriamo assistenza infermieristica e supporto psicologico con l'ambulatorio e le altre unità mobili [...]

     
  13. 16.03.2017 | Ci ricorderemo anche delle vittime di Mosul?


    16 marzo - "Tra qualche anno si commemoreranno anche le vittime di Mosul?" mi sono chiesto, pensando a quello che vedo ogni giorno qui. Ieri tutto il popolo curdo si è fermato qualche minuto per commemorare il massacro di Halabja: nel 1988 migliaia di persone hanno perso la vita e altrettante hanno subito danni a causa dell'uso di armi chimiche. Vedere i nostri colleghi curdi ricordare quell'evento [...]

     
  14. 10.03.2017 | "Se continuano così sarà un massacro"


    10 marzo - "Se continuano così sarà un massacro". Mentre Salah racconta cos'è successo, suo fratello sta ricevendo le cure nei nostri [...]

     
  15. 02.03.2017 | "Ci sono esplosioni ogni giorno, ma io dovevo lavorare per sfamare i miei figli"


    2 marzo - Saleem stava vendendo il pane sul suo carretto per le strade [...]

     
  16. 24.02.2017 | "Spero siano ancora vivi"


    24 febbraio - L'ambulanza arriva alle sette di sera. Due barelle entrano velocemente in pronto soccorso, trasportano due bambini feriti dalle schegge di un razzo, sono fratelli. Dietro, la loro mamma tiene per mano l'altra figlia di 4 anni, illesa. Hanno tutti il volto emaciato e la pelle coperta di polvere. Sono i primi feriti provenienti dalla periferia di Mosul ovest, dove sono iniziati i combattimenti questa settimana, arrivati all'Emergency Hospital di Erbil [...]

     
  17. 20.02.2017 | "È stata una corsa contro il tempo"


    19 febbraio - "È stata una corsa contro il tempo, da due settimane abbiamo concentrato tutte le nostre energie per preparare l'ospedale all'arrivo dei feriti della più grande battaglia urbana dalla seconda guerra mondiale: l'offensiva di Mosul. Ora l'ospedale può contare su più di 60 posti letto, tre sale operatorie, di una zona per gestire le Mass Casualty, di uno stock di farmaci in grado di trattare centinaia di feriti e del supporto[...]"

     
  18. 17.02.2017 | Mokhtar ha vissuto la guerra sulla propria pelle


    17 febbraio - Mokhtar arriva in pronto soccorso con una scheggia nel torace e una maniglia nella tasca. Ha 70 anni e la guerra l'ha vissuta sulla propria pelle: ha perso un figlio, la cognata e due dei suoi cinque nipoti. Non esce mai dalla sua casa di Mosul, ci racconta il nipote, "è l'unico posto dove si sente al sicuro". Ma quando la maniglia della porta di casa si rompe, Mokhtar deve uscire per [...]

     
  19. 16.02.2017 | "Era solo andato in cortile a giocare"


    15 febbraio - "Era solo andato in cortile a giocare". Sono le parole che il padre di Rayid ripete al dottore. Rayid ha dieci anni ed è appena arrivato in ospedale. Ha perso due dita della mano sinistra e ha numerose lacerazioni in volto e sul torace. [...]"

     
  20. 15.02.2017 | "Emozionarsi è sempre facile in queste occasioni"


    15 febbraio - "Qualche giorno fa ho partecipato alla consegna dei diplomi dei nuovi apprendisti del nostro Centro di riabilitazione in Iraq. Siamo già al trentacinquesimo gruppo, tutti composti da nostri ex-pazienti diventati disabili a causa della guerra. In questo gruppo, però, c'era qualcosa di speciale: tutti i 18 studenti - tra loro anche 4 donne - provengono da campi profughi [...]"

     
  21. 10.02.2017 | Gino Strada e Renzo Piano posano la prima pietra del nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica in Uganda


    10 febbraio  - Oggi a Entebbe, Gino Strada e Renzo Piano hanno
    posato la prima pietra del nostro nuovo progetto in Uganda: un Centro di
    eccellenza in chirurgia pediatrica che sorgerà sul Lago Vittoria, a 35 km dalla capitale Kampala [...]

     
  22. 09.02.2017 | "Scelte diverse, ma l'orrore della guerra le ha colpite entrambe"


    9 febbraio - "La mamma di Marwan vive in ospedale da due settimane, non ha un altro posto dove andare. "Il paziente numero uno [...]"

     
  23. 03.02.2017 | Discorso di accettazione del Premio "Sunhak Peace" da parte del dottor Gino Strada


    3 febbraio - Oggi a Seul, in Corea del sud, Gino Strada, chirurgo e cofondatore di EMERGENCY, ha ricevuto il Premio "Sunhak Peace", assegnato ogni anno a individui e organizzazioni che si sono distinti per l'importante contributo alla pace e allo sviluppo umano. Il premio "Sunhak Peace" 2017 vuole contribuire alla ricerca di una  [...].

     
  24. 01.02.2017 | "Vogliono semplicemente poter curare chiunque ne abbia bisogno"


    1 febbraio - "Il paziente numero uno lo abbiamo curato diciannove anni fa: era un'altra guerra [...]"

     
  25. 05.01.2017 | Noor-zia vuole fare l'infermiera


    5 gennaio - "Vorrei fare l'infermiera. Ho anche già imparato a scuola qualche parola di inglese", Noor-zia adesso ha 22 anni e vive in un villaggio [...].

     
  26. 28.12.2016 | 5 anni di lavoro del Centro pediatrico di Port Sudan


    28 dicembre - Auguri dallo staff del Centro pediatrico di Port Sudan... e auguri al Centro pediatrico, aperto il 26 dicembre di cinque anni fa. "Ma non c'è stato tempo per festeggiare - ci scrive Ljubica, coordinatrice medica - ​​ giusto due minuti per scattare questa foto e mandarvela insieme a un grande GRAZIE per il vostro sostegno in questi cinque anni [...]"

     
  27. 22.12.2016 | Adesso ci chiamano "L'ospedale miracoloso"


    22 dicembre - "Erano le 8 di sera e l'ultimo bambino stava lasciando l'ambulatorio medico del nostro Centro pediatrico di Port Sudan insieme alla mamma. Erano arrivati insieme alle 5 del pomeriggio per una gastroenterite, disturbo molto frequente in questa parte dell'anno. Il bambino di circa 1 anno, dopo 3 ore di osservazione e reidratazione, stava meglio ed era pronto a tornare a casa. [...]"

     
  28. 20.12.2016 | In questo terribile anno rinnoviamo il nostro impegno di sempre: prenderci cura delle vittime di guerra e violenze


    20 dicembre - Sta per chiudersi un anno terribile. I morti di Berlino, Bruxelles, Istanbul, Nizza si sono aggiunti al disgraziato elenco di vittime degli ultimi quindici anni di guerra. Non troppo distanti da noi, gli abitanti di Aleppo sono sotto assedio da mesi, i bambini muoiono di fame. A Mosul si sta consumando un altro massacro [...].

     
  29. 16.12.2016 | Il nostro ambulatorio mobile a Latina


    12 dicembre - Ieri mattina un nostro ambulatorio mobile ha iniziato le attività in provincia di Latina, per offrire assistenza medica di base e orientamento socio-sanitario alle fasce più vulnerabili e marginali della popolazione. Fra di loro, i numerosi migranti provenienti dalla regione indiana del Punjab che vivono e lavorano nell'area: le stime parlano di 25.000 persone, impiegate nell'agricoltura e nell'allevamento. [...]

     
  30. 08.12.2016 | Il nuovo Centro di maternità di Anabah


    "Che il nuovo Centro che stavamo costruendo sarebbe stato bellissimo, lo sapevamo... ma ora che lo possiamo vedere per davvero [...].

     
  31. 24.11.2016 | "Perché ti hanno picchiato, Eugene?"


    24 novembre - "Perché ti hanno picchiato, Eugene?", gli chiedo. Alza le spalle e, allargando le braccia, risponde senza perdere il suo sorriso così allegro. "Così, senza motivo... non c'era un motivo". Eugene ha 60 anni e il viso segnato dal sole. Lo noto subito perché è il più anziano tra le persone in attesa di essere visitate da noi al porto di Augusta. Mi racconta che viene dal Togo e, prima di  [...]

     
  32. 21.11.2016 | Attentato a Kabul: 21 feriti portati nel nostro ospedale


    21 novembre - Stamattina un attentato ha colpito la moschea Baqer-ul-uloom, uccidendo almeno 27 persone nella zona di Darul Aman, a Kabul. Secondo la polizia ci sarebbero decine di feriti, 21 sono stati già portati all'ospedale di Emergency in città, due sono morti all'arrivo. Siamo pronti per ricevere i feriti che stanno ancora arrivando. I fedeli erano riuniti per celebrare Arbaeen [...].

     
  33. 11.11.2016 | "Sono molto fortunati i tuoi bambini ad avere una madre come te"


    11 novembre -  Gli occhi le diventano lucidi. Guarda il figlio, con la manica del vestito si asciuga le lacrime, fa un sorriso al bambino che sorride a sua volta: "Sono stata costretta a scappare. Il capo del mio villaggio voleva sposarmi contro la mia volontà. Mi sono opposta con tutte le mie forze, ma ha minacciato di morte me e i miei figli. [...]

     
  34. 28.10.2016 | A noi infermieri, le cicatrici raccontano il loro viaggio


    31 ottobre - "Mi hanno picchiato in prigione, sono rimasto lì tre mesi": ha una vecchia frattura per un'aggressione subita [...]

     
  35. 27.10.2016 | Cronache di un pullman di donne e bambini allontanati da un piccolo paese


    26 ottobre - Uomini, donne e bambini che vivono in un Paese povero, devastato dalla guerra o da calamità naturali spesso non hanno altra scelta che fuggire. Certamente hanno diritto di cercare una vita migliore altrove. Invece, il loro arrivo è spesso vissuto come una minaccia. Le cronache di oggi raccontano di un pullman di donne e bambini allontanato da un piccolo paese, [...]

     
  36. 27.10.2016 | Anche noi abbiamo vinto un oro


    23 ottobre - Quella che vedete nella foto è la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica. L'abbiamo ricevuta ieri  [...].

     
  37. 27.10.2016 | Approvato alla Camera ddl per la protezione e accoglienza dei minori non accompagnati


    27 ottobre - Una buona notizia: ieri la Camera dei Deputati ha approvato [...].

     
  38. 24.10.2016 | Bahar ha vissuto l'orrore della guerra ancora prima di venire al mondo


    24 ottobre - Lui è Bahar, "primavera" in afgano, un nome che richiama immagini di rinascita e di vita. Proprio come la storia di questo bambino che ha vissuto l'orrore della guerra ancor prima di venire al mondo. Sua madre, Engila, è rimasta ferita dall'esplosione di un razzo mentre era incinta. Era a casa quando ha sentito il rumore [...].

     
  39. 19.10.2016 | Dichiarazione comune delle ONG prima del Consiglio Europeo del 20-21 ottobre 2016


    19 ottobre 2016 - Al prossimo Consiglio Europeo del 20-21 ottobre, i leader dell'Unione Europea (UE) discuteranno i recenti sviluppi e l'avanzamento della strategia dell'UE in materia di migrazione. Ciò avviene in un momento in cui l'UE negozia il bilancio per il 2017 e intraprende la discussione sulla Relazione di metà mandato nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul prossimo Consenso europeo per lo sviluppo [...]

     
  40. 14.10.2016 | Chi può sta fuggendo da Lashkargah


    14 ottobre - Chi può sta fuggendo da Lashkargah e si sta dirigendo verso Kandahar alla ricerca di un luogo sicuro, lontano dai combattimenti. Anche alcuni colleghi locali stanno lasciando la città per mettere in salvo la propria famiglia. Il nostro Centro chirurgico continua a lavorare, anche in queste ore difficilissime, per garantire le cure necessarie alle vittime della guerra. [...]

     
  41. 14.10.2016 | Quando arriva un razzo lo senti subito


    14 ottobre - "Anche oggi i combattimenti proseguono vicino a Lashkar-gah. I pazienti continuano ad arrivare, segno che hanno riaperto le strade per permettere il trasporto dei feriti. Al nostro ospedale ne sono già arrivati 9, di cui 5 in gravi condizioni. Chi può sta fuggendo e si sta dirigendo verso Kandahar alla ricerca di un luogo sicuro. [...]"

     
  42. 12.10.2016 | È ancora guerra a Lashkargah e Kabul


    12 ottobre - Oggi a Lashkargah è ancora guerra: 5 razzi hanno colpito la città e i feriti continuano ad arrivare al nostro ospedale. Ieri a Kabul, dopo l'attacco alla moschea sciita, abbiamo ammesso 18 feriti nel nostro Centro chirurgico. 15 sono stati ricoverati, 2 medicati e dimessi, uno era morto all'arrivo. Quattro pazienti hanno tra i 13 e i 16 anni. [...]

     
  43. 11.10.2016 | AFGHANWAR: si continua a combattere in Helmand


    11 ottobre - Si continua a combattere in Helmand e il nostro Centro chirurgico di Lashkar-gah continua a ricevere feriti. Solo nelle ultime 24 ore i nostri chirurghi hanno eseguito 43 operazioni. 283 dall'inizio di ottobre. Ci scrive Vesna, coordinatrice dell'ospedale: "I combattimenti più pesanti sono a Babaji, poco lontano da Lashkar-gah. Stamattina ci hanno informato che sarebbe arrivati dei feriti [...]

     
  44. 07.10.2016 | 15 anni di guerra in Afghanistan? Ecco il risultato.


    7 ottobre - 7 ottobre 2001, inizia l'intervento militare occidentale in Afghanistan, con l'obiettivo di "sconfiggere il terrorismo, portare pace e democrazia". Come va la guerra, quindici anni dopo? Qualche numero può servire a tirare un bilancio. Secondo le Nazioni Unite, i primi sei mesi del 2016 hanno segnato il record di vittime civili, mai così tante da quando hanno cominciato a contarle in maniera sistematica, nel 2009. [...]

     
  45. 07.10.2016 | "Quali sono i tuoi progetti ora?" 


    7 ottobre"Quali sono i tuoi progetti ora?" "Voglio studiare". R. ha 14 anni e viene dall'Eritrea. Mi aspetta seduto, con le braccia conserte; gli stringo la mano, come si fa con gli adulti, e gli do il benvenuto. Gli chiedo come sta. "Sto male, mi fa male tutto il corpo, ma non ha importanza, l'importante era arrivare vivo e non dovermi arruolare nell'esercito. Ho visto miei amici morire e io stesso ho rischiato di morire [...]"

     
  46. 06.10.2016 | "Voi italiani salvate persone. Grazie"


    6 ottobre - "Avrei voluto fare di più, ma sono riuscito a salvarne solo due". T. prende un block notes e mi scrive i due nomi delle due bambine [...].

     
  47. 03.10.2016 | "Quello che è successo non si può immaginare"


    3 ottobre - «È sera quando cominciano a vedersi le luci della nave che pian piano si avvicinano al porto di Augusta». Fabrizio, uno degli psicologi della nostra Unità di supporto in Sicilia, racconta: «la Clipper Hebe, una grossa nave commerciale che batte bandiera norvegese, trasporta 221 migranti tra cui 80 minori non accompagnati, una ventina di donne e il cadavere di un migrante di circa 35 anni [...]»

     
  48. 23.09.2016 | Incidenti stradali, le mass casualty della Sierra Leone


    23 settembre - Quando vi parliamo di afflussi massicci di pazienti in poco tempo, di solito, si tratta di eventi associati alla guerra. Notizie che arrivano dall'Afghanistan, per esempio. Ma di mass casualty ne vediamo anche in altri dei paesi in cui lavoriamo: questa volta succede in Sierra Leone. A causarle, lì, sono spesso incidenti stradali. I servizi di trasporto in Africa sono molto diversi [...]

     
  49. 14.09.2016 | "Se la vita è questa non la voglio"


    14 settembre - "Mi fa male la testa, le gambe e la schiena...non riesco a dormire dai dolori. Non so dov'è e come sta la mia famiglia, non riesco a contattarla perché non hanno il telefono. Anche lo avessero, spesso non c'è la connessione nel mio villaggio e a volte va via anche la luce...". S.H. ha 27 anni. È nato vicino a Nowshera, in un piccolo villaggio del Pakistan. A 11 anni ha dovuto lasciare la scuola per cominciare a lavorare [...]

     
  50. 09.09.2016 | Da 15 anni ogni giorno in Afghanistan


    9 settembre - Lunedì ci chiama Dejan. Racconta delle due bombe esplose vicino al ministero della Difesa, della corsa dello staff per la mass casualty, dei 24 pazienti arrivati al nostro ospedale, dei 4 che non ce l'hanno fatta. La mattina dopo lo staff del Centro chirurgico si è svegliato con i vetri delle finestre che tremavano: una nuova esplosione, questa volta più vicina. Un'autobomba ha colpito alcuni edifici governativi [...]

     
  51. 02.09.2016 | Ci siamo trovati davanti paesi distrutti


    2 settembre - In questi giorni un team di Emergency è stato nelle aree terremotate per valutare se potesse essere utile un nostro intervento. Ci siamo trovati davanti paesi distrutti, persone sconvolte per aver perso in pochi secondi la casa e gli affetti più importanti. Avevamo già visto gli effetti dello tsunami, il Nepal travolto dal terremoto. Eppure non si è mai pronti a vedere una città ridotta in macerie, dove tante vite sono andate distrutte. [...]

     
  52. 01.09.2016 | "Una grande cicatrice sul petto e un sorriso ancora più grande sul volto"


    1 settembre - «Una serie di complicazioni rende indispensabile l'intervento». Le parole del nostro cardiologo, arrivato a Port Sudan per la missione di screening, erano la conferma di quanto già sapevamo: Hadia aveva un problema al cuore, grave. Abbiamo organizzato il trasporto di Hadia e di sua mamma a Khartoum, al Centro "Salam" di cardiochirurgia.[...]

     
  53. 26.08.2016 | Ho pensato: "Questi sono i miei ultimi momenti"


    26 agosto - Una sirena poi un'altra, un elicottero poi un altro, vanno tutti nella stessa direzione: che cos'è successo? Gli internazionali di Emergency si danno un'occhiata, aspettano la chiamata che arriva dopo un paio di minuti: "Un attacco a un ospedale o una scuola, non è chiaro, ma stiamo pronti". È quasi ora di cena, siamo rientrati da poco dall'ospedale, qualcuno ha avuto il tempo di farsi una doccia [...]

     
  54. 25.08.2016 | La guerra è una giornata di lezioni che finisce in sala operatoria.


    25 agosto - Un pomeriggio di lezioni all'American University di Kabul. All'improvviso uomini armati fanno irruzione nell'ateneo, cercano di entrare nelle aule, urlano, sparano. Centinaia gli studenti intrappolati, qualcuno si nasconde, molti riescono a scappare, anche buttandosi dalle finestre. Al nostro ospedale sono stati portati 24 feriti, di cui 19 sono stati ammessi. [...]

     
  55. 18.08.2016 | Combattimenti in Helmand, 30.000 persone in fuga dai villaggi


    18 agosto - L'Helmand, la provincia più vasta dell'Afghanistan, è da decenni una delle aree più martoriate dai combattimenti. Nonostante i conflitti continui la popolazione ha sempre vissuto, spesso sopravvissuto, nella propria terra. Tanti hanno sopportato fino all'estremo, ma quando un loro caro è stato colpito o loro stessi sono stati vicini a esserlo, hanno capito che era il segnale [...]

     
  56. 18.08.2016 | A Lashkar-gah, una continua successione di pazienti in arrivo


    18 agosto - Quattro bambine, un ragazzino e una donna. L'uomo che li accompagna racconta che la loro casa è stata colpita durante un bombardamento, probabilmente un tentativo di allontanare i talebani che ormai da giorni stanno cercando di raggiungere la città. Seduti sulle panchine appena fuori dal pronto soccorso, un altro bambino e un neonato, sporchi della polvere in cui la loro casa si è trasformata [...]

     
  57. 14.08.2016 | "Grazie. Non sapevamo dove altro andare"


    14 agosto - Shah Mohammad, 60 anni, contadino, è stato ricoverato per ferite alla mano, alla spalla e alla gamba procurate da un razzo caduto sulla sua casa. È stato colpito durante la controffensiva lanciata dalle forze afgane contro i talebani a Chah-e-Anjeer, un villaggio di poche centinaia di famiglie nella regione di Helmand, nel sud dell'Afghanistan. È potuto arrivare [...]

     
  58. 11.08.2016 | Lashkar-gah, combattimenti alle porte della città


    11 agosto - A Lashkar-gah, nel sudovest dell'Afghanistan, la guerra continua a fare vittime. Oltre ai bombardamenti, si combatte a pochi chilometri dalla città, ormai completamente circondata dalle milizie talebane. La posizione dell'ospedale è stata notificata a tutti i belligeranti chiedendo rispetto per la struttura, per i pazienti, per il personale. Le sale operatorie continuano a lavorare [...]

     
  59. 07.08.2016 | "È Tedros, mio fratello"


    7 agosto - "Avevo cercato di dissuaderlo in ogni modo, ma lui è sempre stato un testardo. Gli avevo detto che il viaggio è troppo pericoloso, ma ha deciso comunque di partire, 8 mesi fa. Dall'Eritrea è andato in Etiopia, poi in Sudan e infine in Egitto, dove ha preso la barca che è arrivata fin qui, a Pozzallo. Ho fatto fatica a riconoscerlo - non lo vedevo da 9 anni - ma il momento in cui l'ho visto scendere dalla nave non lo dimenticherò mai [...]"

     
  60. 05.08.2016 | Aperto il nuovo Posto di primo soccorso a Shoraki


    4 agosto - «Quando vedo sul display del telefono il numero del nostro "Field Officer", mi preparo sempre al peggio... solitamente, quando chiama è per informarci dell'arrivo di feriti o di problemi nei Posti di primo soccorso (FAP)» ci scrive Giorgia, infermiera in Afghanistan. «Questa volta però sono stata felice di ricevere quella telefonata, che con voce gioiosa ci confermava che, come previsto, il nuovo FAP di Shoraki aveva iniziato le attività» [...]

     
  61. 05.08.2016 | Raccontagli la storia di T.


    5 agosto - "Non vedo l'ora di riabbracciare mia moglie". Per farlo, T. ha attraversato il mare rischiando la vita. E non è un modo di dire: solo dall'inizio di quest'anno, oltre 3.000 persone sono morte nella traversata del Mediterraneo. Lei sta in Sicilia, è arrivata qualche mesa fa, ora stiamo cercando di metterli in contatto con l'aiuto di associazioni che si occupano di queste situazioni. La loro storia sembra uscita da un film, ma purtroppo non è finzione. [...]

     
  62. 01.08.2016 | Nella speranza che il peggio sia ormai alle spalle


    1 agosto - Ieri abbiamo concluso 3 operazioni di salvataggio in mezzo al Mediterraneo, 712 persone in salvo sul Responder‬. È stata una giornata intensissima, che si chiude con un abbraccio e la speranza che il peggio sia ormai alle spalle.

     
  63. 29.07.2016 | "HELMAND GLOBETROTTERS"


    29 luglio - Aziz e Nabi sono due dei nostri tostissimi colleghi afgani che in questi giorni stanno seguendo l'avvio del nuovo Posto di primo soccorso a Shoraki. L'ambulanza che vedete nella foto, che ora sta facendo avanti e indietro piena dei farmaci che riforniranno Shoraki, presto servirà per trasportare i feriti più gravi al nostro Centro chirurgico a Lashkar-gah. L'Helmand è la provincia dell'Afghanistan in cui i combattimenti sono più intensi [...]

     
  64. 28.07.2016 | "Vai via da questo paese, parti domani"


    28 luglio - IMMAGINA di avere 8 anni, un padre disabile e 4 fratelli morti per malnutrizione. Tuo padre un giorno ti dice "Vai via da questo paese, parti domani, io non posso fare più niente per te". Fuggi dalla miseria e dalla povertà. In Nigeria ti arrangi come puoi, vivi in strada e cerchi di sfamarti giorno per giorno. Un amico ti consiglia di andare in Libia, ti dice che è un paese pieno di opportunità. [...]

     
  65. 25.07.2016 | Domande a cui non sai come rispondere


    25 luglio - La guerra è essere in casa con la tua famiglia quando all'improvviso ti piomba addosso un razzo, sparato da non si sa chi, sparato per non si sa quale motivo. La guerra è una madre che rimane a casa con le due figlie che non ce l'hanno fatta, mentre il resto della famiglia viene trasportato di corsa in ospedale. #laguerraè una bambina di 9 anni che fa domande a cui non sai come rispondere. La bambina si chiama Madina. [...]

     
  66. 22.07.2016 | Benvenuta piccola


    22 luglio - Era su un barcone . E sì, noi siamo andati a prenderla in mare per portarla in Italia, in Europa. Al salvo. Benvenuta piccola. "Era con sua mamma su una delle tre [...]

     
  67. 21.07.2016 |  "Una grande emozione"


    21 luglio - "Le ho conosciute sul Responder, in mezzo al Mediterraneo. Era la prima volta che mi imbarcavo. Me le ricordo bene quelle tre ragazze, stavano sempre insieme, vicine vicine. Non si sono mai lasciate per tutto il viaggio. Qualche giorno fa, con il libretto rosso di EMERGENCY tra le mani, si sono presentate al nostro ambulatorio di Villa Sikania, ad Agrigento, chiedendoci di essere visitate. [...]

     
  68. 19.07.2016 | Mediterraneo: oltre 350 persone salvate in mare


    19 luglio - Nel mezzo del Mediterraneo Giuseppe, il nostro logista a bordo della nave Responder, ci racconta come sono andate le operazioni di soccorso di oggi: dalla segnalazione alle 3 del mattino, alle visite mediche del nostro staff. I migranti salvati, oltre 350, viaggiavano su 3 gommoni. Per fortuna le loro condizioni di salute, in generale, sono buone.

     
  69. 15.07.2016 | "Loro fanno la guerra e noi paghiamo il conto"


    15 luglio - "Tanti anni fa dicevamo "Fuori l'Italia dalla guerra, fuori la guerra dall'Italia". Per anni abbiamo guardato guerra, violenza e terrore seminare morti e feriti "là", in qualche Paese che non abbiamo mai visitato (i nostri soldati e le nostre armi, invece, spesso ci sono stati); le vittime avevano la pelle un po' più scura della nostra, e tendenzialmente diventavano solo un [...]"

     
  70. 13.07.2016 | "Provo rabbia per quel che vedo ogni giorno qui in mare"


    13 luglio - "Stamattina sveglia alle 4. Di fronte al Responder un peschereccio con circa 400 persone a bordo. Ci avviciniamo. Inizia il recupero. Dalla stiva spingono fuori quattro corpi senza vita. Uno di questi è un ragazzino. Proviamo disperatamente a rianimarlo lì, sul passavanti di quell'imbarcazione [...]"

     
  71. 12.07.2016 | "Raccontare il recupero di oggi fa davvero male"


    12 luglio - "A bordo c'erano 352 persone. Molte donne, molti bambini. Raccontare il recupero di oggi fa davvero male: nella stiva del barcone abbiamo trovato 4 corpi senza vita. Uno era un ragazzino, a guardarlo non ha più di 13 anni. Mimmo e Gigi, il nostro medico e il nostro infermiere, sono intervenuti immediatamente per assistere altre tre persone in condizioni molto critiche [...]"

     
  72. 08.07.2016 | Con un libretto rosso tra le mani


    8 luglio - "Jacqueline, una donna ivoriana alla 14° settimana di gravidanza, è entrata dalla porta dell'ambulatorio di Villa Sikania tenendo strette tra le mani [...].

     
  73. 29.06.2016 | Le ferite dell'umanità in fuga


    29 giugno - "Questa è la scheggia che mi ha colpito. La conservo come ricordo. Se non fosse stato per lo studente di medicina che viaggiava insieme a noi, non ce l'avremmo fatta". A parlare è uno dei 331 migranti che abbiamo recuperato stamattina a largo delle coste libiche. Lui è uno dei diversi feriti da arma da fuoco salvati dal Responder. Raccontano di essere stati colpiti nella località di Sabratah in Libia e di esser stati curati e assistiti [...]

     
  74. 23.06.2016 | Quando il mare lo ha permesso in tanti hanno preso il largo


    23 giugno - Questa mattina hanno segnalato la presenza di una quindicina di gommoni in una piccola area fuori dalle acque libiche. Tutti - a quanto sembra - partiti dall'area di Sabratha. La Responder ha subito fatto rotta in quella direzione. Sono state tratte in salvo tre imbarcazioni. 381 persone, di cui 58 donne - sei di loro incinte! - e tre bambini non più grandi di un anno. [...]

     
  75. 20.06.2016 | Provate a immaginare di dover fuggire


    20 giugno - Nel 2015 nel mondo i rifugiati‬ sono stati 65,3 milioni. Non è facile immaginare, ma provate adesso, all'improvviso, a dover prendere con voi l'essenziale, radunare la vostra famiglia e fuggire, senza sapere dove, alla ricerca di un luogo sicuro. "Il primo giorno di attacco con la mia famiglia e quella di mio fratello siamo scappati. Mentre andavamo da Sinjar al Kurdistan siamo stati attaccati [...].

     
  76. 13.06.2016 | Responder: il primo sbarco ad Augusta


    13 giugno - "Ci ho messo più di un anno per arrivare in Libia" K. ha 20 anni e arriva dalla Sierra Leone. Rimasto orfano quando ancora era un bambino, ha vissuto per anni in condizioni di povertà. Per questo, quando ne ha avuto la possibilità, si è messo in viaggio sperando in una vita migliore. "In Libia ho trascorso 4 mesi lavorando come autista. Un giorno, rientrando dal lavoro, sono stato fermato per strada da una banda di uomini armati. [...]

     
  77. 09.06.2016 | "All'inizio ho intravisto solo due mani"


    "All'inizio ho intravisto solo due mani spuntare dal gommone. Ma appena ci siamo avvicinati, è bastato che facessimo anche noi dei cenni con le mani ed è stato un attimo: decine di braccia si sono alzate e si muovevano nell'aria. Ci chiamavano. Un'emozione fortissima. Davanti a me, in mezzo al mare, tra Italia e Libia, centinaia di ragazzi. Li abbiamo recuperati tutti e, ad uno ad uno, li abbiamo fatti salire sulla Responder" [...]

     
  78. 08.06.2016 | Il primo salvataggio in mare sul Responder


    Mercoledì 8 giugno abbiamo fatto i primi due salvataggi in mare a bordo del Responder, la nave su cui il nostro staff garantisce assistenza post salvataggio, in particolare cure mediche e mediazione culturale. Al largo delle coste libiche abbiamo tratto in salvo e assistito 154 persone. Siamo certi che potete immaginare la felicità - e il sollievo - di tutti loro. E anche la nostra [...]

     
  79. 06.06.2016 | EMERGENCY & MOAS iniziano insieme una missione per il salvataggio dei migranti nel mare Mediterraneo


    6 giugno 2016
     - Parte oggi dal porto di Malta a bordo della Topaz Responder la missione congiunta di EMERGENCY e Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare sul confine più pericoloso al mondo: il mar Mediterraneo. Oltre 2.000 persone sono morte nei primi mesi del 2016 [...]

     
  80. 01.06.2016 | "I danni collaterali della guerra?"


    1 giugno - "I danni collaterali della guerra? Eccoli qua" dice Bader, il nostro mediatore culturale. "Danni collaterali sono solo parole che fanno parte della logica della guerra usate per descrivere bambini, donne, anziani privati di gambe, di braccia. Quello che però la logica della guerra non è riuscita a strappar via ad S. è il sorriso [...]"

     
  81. 29.05.2016 | "Vi chiediamo scusa per questo continente sordo e cieco"


    29 maggio - "Ieri mattina sono sbarcate 699 persone a Pozzallo. Tante donne e tanti minori, dall'Eritrea, dall'Etiopia, dalla Somalia, dal Ghana, dalla Nigeria, dal Pakistan. Tredici donne incinte e alcuni feriti. Sono tutti esausti. Abbiamo incontrato H. in ipotensione: aveva avuto una crisi nervosa sulla nave. Quando si è ripreso è riuscito a dirmi solo il suo nome, che ha 16 anni [...]"

     
  82. 25.05.2016 | Canali di accesso legali e sicuri subito


    25 maggio - Un altro naufragio. Stavolta a bordo dell'imbarcazione che è affondata a largo delle coste libiche c'erano oltre 500 persone, al momento sono 7 le morti accertate e si cercano ancora i dispersi. I migranti che cercano di raggiungere l'Europa, via terra e via mare, sono vittime due volte: prima della guerra e della povertà che li costringono a fuggire dai loro paesi, poi delle politiche europee [...].

     
  83. 23.05.2016 | "Una nuova famiglia su cui poter contare"


    Quando ha partorito, Fatima era da sola: per tagliare il cordone ombelicale ha usato un coltello, l'unica cosa che aveva a disposizione. [...]

     
  84. 13.05.2016 | "Dodici giorni in mare aperto"


    13 maggio - N. e H. sono arrivate urlando dal dolore. Dopo più di dieci giorni di navigazione, questa mattina sono sbarcate ad Augusta insieme ad altre 430 persone. Quasi tutti arrivano dall'Egitto, qualcuno dall'Africa subsahariana. Tra di loro, dato molto preoccupante, circa un centinaio di egiziani minori non accompagnati. N. ha solo sei anni e ha una ferita sul mento. Se l'è provocata quattro giorni fa, quando le onde alte [...]

     
  85. 06.05.2016 | Per tutte le mamme


    Le immagini della guerra in Afghanistan non entrano più nelle nostre case da molto tempo, anche se la guerra prosegue tutti i giorni e continua a mietere le sue vittime, in gran parte civili.  Kabir, 5 anni, è ricoverato nell'ospedale di Emergency a Kabul perché ha perso entrambe le gambe nell'esplosione di una mina antiuomo. Il padre di Kabir rimane al suo fianco 24 ore al giorno per accudirlo. Ci racconta [...]

     
  86. 29.04.2016 | VIDEO: nell'ospedale di Emergency a Kabul


    Le immagini della guerra in Afghanistan non entrano più nelle nostre case da molto tempo, anche se la guerra prosegue tutti i giorni e continua a mietere le sue vittime, in gran parte civili.  Kabir, 5 anni, è ricoverato nell'ospedale di Emergency a Kabul perché ha perso entrambe le gambe nell'esplosione di una mina antiuomo. Il padre di Kabir rimane al suo fianco 24 ore al giorno per accudirlo. Ci racconta [...]

     
  87. 19.04.2016 | Attentato a Kabul: 22 feriti portati nel nostro ospedale


    Sono 22 i feriti arrivati oggi all'ospedale di Emergency di Kabul in seguito all'attentato a un compound delle forze di sicurezza afgane (NDS). 4 sono in condizioni molto gravi. "Il compound si trova a pochi isolati dall'ospedale di Emergency e l'esplosione, poco prima delle 9 ore locali, è stata così potente che ha fatto tremare i vetri dell'ospedale. Nel compound stanno combattendo", dice Luca Radaelli [...]

     
  88. 19.04.2016 | Nuova esplosione a Kabul


    19 aprile 2016 - L'esplosione, poco prima delle 9 ora locale, è stata così
    potente da far tremare anche i vetri del nostro ospedale, situato a pochi
    isolati dal compound delle forze di sicurezza afgane (NDS) dove è avvenuto
    dell'attentato. I combattimenti successivi sono durati diverse ore. Si parla di circa 30 morti e di centinaia di feriti. Al nostro Centro chirurgico abbiamo ricevuto 24 feriti, di cui 4 gravi con ferite multiple a torace e addome  [...]

     
  89. 15.04.2016 | Auguri Ibrahim e benvenuto


    15 aprile 2016 - "Grazie, è il regalo più bello che potessi ricevere". Ibrahim sbarca a Pozzallo insieme ad altre 244 persone proprio il giorno del suo ventiduesimo compleanno. Quando registriamo i suoi dati prima della visita sul nostro ambulatorio mobile, ci accorgiamo che è nato proprio il 13 aprile. Un nostro sorriso accompagnato da "auguri!" e Ibrahim si emoziona. È felice perché è sopravvissuto al deserto, alla Libia e al mare. Ma anche perché ha finalmente ritrovato un briciolo di umanità in chi ha di fronte. Perché a volte bastano piccoli gesti. [...]"

     
  90. 07.04.2016 | Te ne accorgi subito


    Dalla mattina alla sera, cinque giorni su sette, Bader lavora come mediatore nel nostro ambulatorio al centro di accoglienza Umberto I di Siracusa.  [...]

     
  91. 01.04.2016 | Fuggito dalla guerra, sono mediatore in Italia


    30 marzo 2016
    - "Sono scappato dall'Eritrea perché non volevo fare il
    soldato. La dittatura non ci permette di avere una vita normale, nemmeno dopo
    30 anni di guerra e sangue; non ho avuto scelta. Quando ho capito che il mio
    destino era di fare la guerra, sono scappato dal campo di addestramento e ho
    comunicato a mia mamma e mio papà che mi sarei imbarcato. I miei genitori,
    sebbene dispiaciuti, mi hanno augurato soltanto il mio bene. [...]"

     
  92. 30.03.2016 | Emergency: assistenza agli sbarchi in queste ore in Sicilia


    Emergency è impegnata nell'assistenza socio-sanitaria ai circa 800 migranti appena sbarcati ad Augusta dalla Nave Aliseo della Marina militare. Nelle ultime 24 ore sono arrivati in Sicilia oltre 1.500 migranti. I numeri registrati in questi giorni confermano una significativa ripresa della rotta migratoria nel Mediterraneo centrale. "Quando mi hanno detto che la loro bambina si chiama Aida...". [...]

     
  93. 30.03.2016 | Aida


    30 marzo 2016
    - "Quando mi hanno detto che la loro bambina si chiama Aida, non sapevo se esser più sorpreso da quel nome ripreso dall'opera lirica o dal fatto che a soli due anni Aida avesse già passato un mese nelle carceri libiche e attraversato il Canale di Sicilia su un gommone". Khalid, uno dei nostri mediatori in Sicilia, racconta la storia di una giovane coppia gambiana che, dopo aver trascorso gli ultimi sei mesi in Libia, si è imbarcata con la figlia su un gommone in direzione dell'Italia, lungo la rotta del Mediterraneo centrale. [...]

     
  94. 24.03.2016 | Il suo vero nome è Anatole


    Il suo vero nome è Anatole, ma qui è conosciuto come "La terreur des enfants". Un omone grande e grosso che ogni mattina, seduto sullo sgabello della sala prelievi del nostro Centro pediatrico a Bangui, in Repubblica Centrafricana, urla a gran voce i nomi dei bambini indicati dai suoi colleghi del triage. Facile capire il perché del suo soprannome, "il terrore dei bambini"! Qualche tempo fa Anatole ha perso la gamba destra: i medici hanno dovuto amputargliela [...]

     
  95. 21.03.2016 | Emergency sull'accordo migranti


    L'accordo tra Unione Europea e Turchia denuncia la totale inadeguatezza dei leader europei ad affrontare la crisi umanitaria dei migranti. Le decisioni della UE sono il frutto della preoccupazione di difendere le proprie frontiere invece di garantire protezione a chi scappa dalla guerra e dalla disperazione. Con questa contabilità degli ingressi si negherà il diritto di cercare rifugio e protezione a chi ne ha bisogno, impedendo di fatto la possibilità [...]

     
  96. 17.03.2016 | Il nostro nuovo progetto per i profughi


    «Ancora una volta sono fiero e orgoglioso del nostro team! Siamo la prima organizzazione a essere operativa nella nuova area del campo per profughi iracheni di Ashti, in Iraq, e il nostro custode, che ha dormito nelle tende della clinica, è stato il primo rifugiato a dormire nella nuova area del campo. Ogni giorno arrivano dal campo di Arbat, distante una decina di km e, finalmente, avranno un posto tenda pulito e dignitoso [...]»

     
  97. 09.03.2016 | 16 pazienti ricoverati a Lashkar-gah


    «Ancora una volta, ci troviamo a raccontare dell'ennesimo fine settimana di sangue in Afghanistan. Domenica sera, Lashkar-gah, sud del Paese. Dieci feriti, di cui quattro in condizioni particolarmente gravi, vengono portati al nostro ospedale. Tutti vittime dell'esplosione accidentale di un ordigno artigianale che - dopo essere stato trovato - veniva trasportato in un luogo isolato per essere fatto brillare in sicurezza. [...]»

     
  98. 08.03.2016 | Emergency sulla situazione in Libia


    8 marzo - Emergency è preoccupata dal deteriorarsi della situazione in Libia e dal susseguirsi di notizie incerte in merito a un possibile intervento militare. Si rischia di ripetere l'errore del 2011, con la guerra contro Gheddafi, che ha innescato una spirale di violenza che ha travolto la Libia e destabilizzato tutta l'area. Un ulteriore intervento armato non farebbe altro che contribuire al caos libico, mettendo a rischio anche il nostro Paese [...].

     
  99. 04.03.2016 | Secondo voi tutto questo non è guerra?


    «Fatooma è stata dimessa oggi dal nostro Centro "Salam" di cardiochirurgia in Sudan. Prima di lasciare l'ospedale, stava sistemando con cura nella sua "valigia" la scatola di pennarelli e un gruppo di fogli da colorare che le abbiamo regalato. Il sorriso sul suo viso è pieno di aspettative. [...]»

     
  100. 01.03.2016 | Più di 200 pazienti nel solo mese di febbraio


    Ancora una volta, ci troviamo a raccontare dell'ennesimo fine settimana di sangue in Afghanistan. Domenica sera, Lashkar-gah, sud del Paese. Dieci feriti, di cui quattro in condizioni particolarmente gravi, vengono portati al nostro ospedale. Tutti vittime dell'esplosione accidentale di un ordigno artigianale che - dopo essere stato trovato - veniva trasportato in un luogo isolato per essere fatto brillare in sicurezza. [...]»

     
  101. 25.02.2016 | La storia di V. dalla prigionia alla libertà

    24 febbraio 2016 - V. ha 51 anni, sei figli e viene dalla Nigeria. È scappata da casa sua, dove ha sempre vissuto fin da piccola, per sfuggire alla guerra e cercare fortuna in Europa. Il viaggio in mare con cui ha raggiunto la Sicilia è stato infernale. Tra le 550 persone sbarcate, non tutti ce l'hanno fatta: cinque donne sono morte durante il viaggio. Quando è arrivata al nostro Polibus al porto di Augusta, si reggeva a stento in piedi e lamentava dolori lancinanti alle gambe. Eppure, quando ci siamo scusati per l'attesa - prima di lei stavamo visitando alcuni bambini piccoli - ci ha risposto semplicemente: «Capisco, grazie, aspetto...». [...]

     
  102. 16.02.2016 | Il sorriso di Mammoud


    «Goderich, Sierra Leone, ospedale di EMERGENCY. Accompagno Enrico (il nostro chirurgo ortopedico internazionale) e Kambai (il nostro medico sierraleonese) nel giro di visite di oggi. Mammoud attira immediatamente la mia attenzione: già lo avevo visto in giro per l'ospedale in questi giorni, mi ero chiesta cosa gli fosse successo ma ancora non avevo avuto modo di domandarlo. [...]

     
  103. 16.02.2016 | Chi è ricoverato in ospedale ha bisogno di cure, non di bombe


    Gli ospedali, invece, sono diventati ancora una volta un obiettivo dei combattimenti. Bombardare gli ospedali è un atto di violenza inaccettabile: gli ospedali devono garantire cure ai feriti e devono essere rispettati da tutte le parti coinvolte in un conflitto.
    Lo stabiliscono le Convenzioni di Ginevra, lo pretende l'etica medica, deve reclamarlo la nostra umanità.

     
  104. 15.02.2016 | Keita: una buona notizia

    15 febbraio 2016 - Oggi vi raccontiamo una bella storia: la storia di Keita, un paziente dei nostri ambulatori mobili.Lo abbiamo conosciuto quando i nostri mediatori lo hanno aiutato a iscriversi al Servizio sanitario nazionale per ottenere il medico di base, come gli spetta di diritto. Abbiamo subito notato che Keita è un ragazzo curioso, per questo gli abbiamo indicato la biblioteca locale a cui si è subito iscritto; ha iniziato ad andarci per leggere e per guardare film in lingua. Ecco, l'altro giorno Keita ci ha telefonato per salutarci, ringraziarci e raccontarci che ha trovato lavoro: fa il mediatore in un centro di accoglienza ed è molto contento. Quanto siamo contenti quando sentiamo queste storie! [...]

     
  105. 02.02.2016 | "Una persona così non si ammalerà mai"


    Quando era giovane ha giocato a basket per molti anni. Guardandolo si capisce subito il perché: è davvero alto, le sue mani sono giganti e [...]

     
  106. 29.01.2016 | Lo sguardo di Parmina


    «Incontro lo sguardo di Parmina, fiero e dignitoso, e intanto ascolto le parole di Sabrina, secche ed essenziali come sempre. "È quattro volte sfortunata", dice parlando della povera bambina di 8 anni, "perché è nata in Afghanistan, perché è nata donna in questa terra, perché è stata colpita da una pallottola vagante sull'uscio della sua casa, mentre giocava con la sorellina, e perché adesso è paraplegica". Mi chiedo che ne sarà di lei, quale futuro [...]»

     
  107. 28.01.2016 | Waterloo: una clinica di cui c'era davvero bisogno


    Nei due mesi di costruzione del nostro nuovo Posto di primo soccorso a Waterloo, la notizia dell'imminente apertura della clinica si è sparsa rapidamente nella zona: è un segno, anche questo, di quanto sia necessaria. La conferma ci è arrivata lunedì, a pochi minuti dall'apertura, quando abbiamo ricevuto 4 feriti coinvolti in un incidente stradale. Tutti prontamente stabilizzati; tre di loro avevano bisogno [...]

     
  108. 22.01.2016 | Una cosa che sui libri non c'è


    «[...] E volete sapere cosa fa una mina antiuomo a un bambino? Non voglio descrivervi la cinematica di queste lesioni, né il danno prodotto dalla cavitazione dei proiettili su questi teneri tessuti né le terribili mutilazioni causate da questi ordigni. Voglio rispondere così: ai bambini che vedo in ospedale le mine, i proiettili, le schegge hanno sottratto le gambe con cui salire la scaletta dello scivolo, hanno amputato le braccia con cui aggrapparsi all'altalena [...]»

     
  109. 20.01.2016 | Terminata la convenzione tra Emergency e Regione Puglia per l'assistenza sanitaria nelle campagne della Capitanata


    20 gennaio 2016
    - Il 31.12.2015 è terminata la convenzione tra Emergency Ong Onlus e Regione Puglia. L'accordo, siglato nel 2013 per offrire assistenza medica gratuita ai lavoratori delle campagne pugliesi e in particolare nell'area di Capitanata, non è stato rinnovato per il 2016. Come reso noto pubblicamente, la Regione ha infatti deciso di smantellare le baraccopoli dove vivono i braccianti, nelle zone di Rignano Scalo, San Severo e Borgo Mezzanone, i luoghi in cui gli ambulatori mobili di Emergency (Minivan) prestavano cure gratuite e servizi di orientamento socio sanitario. Con la fine della convenzione, Emergency ha restituito i Minivan alla Regione Puglia che li aveva messi a disposizione per lo svolgimento dell'attività sanitaria [...]

     
  110. 19.01.2016 | Lashkar-gah, 18 feriti arrivati al nostro ospedale in due ore


    19 gennaio - Diciotto in due ore: tra le 17 e le 19 di ieri, è a questo ritmo che sono arrivati i feriti al nostro ospedale [...]

     
  111. 12.01.2016 | In Sierra Leone, insigniti di una medaglia per il lavoro svolto contro Ebola


    Questa medaglia è anche un po' vostra: ce l'ha data il Presidente della Sierra Leone per il lavoro che abbiamo fatto per combattere Ebola, nei due Centri Ebola di Lakka e di Goderich e nel nostro ospedale a Goderich, l'unico nel Paese a non aver mai chiuso, nemmeno nel picco dell'epidemia. Ora l'epidemia di Ebola in Sierra Leone è finita, ma rimane ancora tanto da fare nel Paese - e noi ci siamo, e faremo la nostra parte [...]

     
  112. 05.01.2016 | «E nessuno di noi lo accetterebbe mai»


    5 gennaio - «Ieri, ancora una volta, a Kabul ci sono stati due attentati. Due fragorose esplosioni che hanno causato decine di feriti e morti. Si susseguono a un altro attentato avvenuto venerdì scorso, il giorno di Capodanno, che ha causato altrettante vittime. Ma questa non è una novità. Non per noi, non per gli afgani. Tutti i giorni qui si somigliano, si ripetono. Piccoli attentati, clamorose esplosioni, continui combattimenti sono la quotidianità, ormai non fa più notizia. Questa è la vita in Afghanistan.Kabul, Afghanistan. Oggi, in poche ore, sono stati due gli attacchi avvenuti nell'area dell'aeroporto della capitale. Cinque vittime della seconda esplosione, avvenuta nel pomeriggio, sono state portate al nostro ospedale per vittime di guerra, dove lo staff ha attivato il mass casualty plan, il protocollo seguito in caso di afflusso massiccio di pazienti feriti [...]»

     
  113. 04.01.2016 | «In Iraq ho concluso il mio 2015 e qui continuerò il mio 2016»


    «Si è appena concluso un anno intenso e pieno. Ho cominciato il 2015 come logista a Lashkar-gah, nel sud dell'Afghanistan. Insieme a tutti i miei colleghi ho passato quel capodanno gestendo una "mass casualty", la tristemente "famosa" strage del matrimonio di Sangin. Solo donne e bambini, circa una cinquantina. Abbiamo lavorato tutta la notte, fin quasi all'alba; e dopo qualche ora [...]»

     
  114. 04.01.2016 | Kabul, due attentati in un giorno, cinque feriti portati al nostro ospedale


    4 gennaio - Kabul, Afghanistan. Oggi, in poche ore, sono stati due gli attacchi avvenuti nell'area dell'aeroporto della capitale. Cinque vittime della seconda esplosione, avvenuta nel pomeriggio, sono state portate al nostro ospedale per vittime di guerra, dove lo staff ha attivato il mass casualty plan, il protocollo seguito in caso di afflusso massiccio di pazienti feriti [...]

     
  115. 01.01.2016 | Buon anno?


    1 gennaio 2016, Kabul. Attentato suicida vicino a Le Jardin, un ristorante poco lontano dal nostro ospedale frequentato da stranieri: 15 feriti portati all'ospedale di Emergency, un ragazzino di 12 anni morto all'arrivo [...]

     
  116. 30.12.2015 | L'anno nuovo, come sarà?


    "Indovinami, indovino, tu che leggi nel destino: l'anno nuovo come sarà? Bello, brutto o metà e metà?". Così scriveva Gianni Rodari, ma l'indovino trova poche certezze nei suoi libroni, perché "per il resto, anche quest'anno, sarà come gli uomini lo faranno". E anche quest'anno Emergency, insieme a voi, cercherà di renderlo un po' più giusto per tutti, portando in giro per il mondo lavoro e formazione, portando cure a chiunque ne abbia bisogno [...]

     
  117. 28.12.2015 | Port Sudan, quattro anni di Centro pediatrico


    «In quattro anni abbiamo visitato più di 86.000 bambini e ne abbiamo ricoverati più di 4.000. Abbiamo ampliato sempre di più le attività, e ora abbiamo anche un programma di vaccinazioni, uno di educazione igienico-sanitaria e prevenzione, uno di "outreach" nelle zone più remote e disagiate dell'area. Grazie a tutti i colleghi nazionali e internazionali: ciascuno, con la propria [...]»

     
  118. 10.12.2015 | «Qui sono davvero utile»


    «Sono arrivata nel campo di Mayo da bambina. I miei genitori erano scappati dal Sud Sudan, perché lì c'era la guerra. Ho vissuto qui per molti anni e, anche se adesso mi sono trasferita in città, torno qui tutti i giorni. Lavoro nel Centro pediatrico di Emergency da 10 anni, in pratica dall'apertura. In questi anni il campo è diventato più grande, sono arrivati molti altri profughi, anche se nessuno sa veramente quanti siano [...]»

     
  119. 01.12.2015 | GINO STRADA: ABOLIRE LA GUERRA UNICA SPERANZA PER L'UMANITÀ


    «Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. A Quetta, la città pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette "mine giocattolo" [...]»

     
  120. 30.11.2015 | Il Papa in Repubblica Centrafricana: ci auguriamo che il messaggio di pace portato da questa visita trovi ascolto, il Paese ne ha davvero bisogno


    30 novembre - La visita di Papa Francesco è una grande occasione per la ‪‎Repubblica Centrafricana‬. Finalmente porta l'attenzione dei media su un Paese che ha attraversato una guerra civile terribile, e che è tuttora una minaccia concreta e imprevedibile per la popolazione. E come sempre le vittime sono i bambini, che per primi hanno sofferto le conseguenze della violenza e della povertà [...]

     
  121. 26.11.2015 | Il laboratorio per la diagnosi di Ebola a Freetown


    26 novembre - «Martedì abbiamo fatto l'esame numero MILLE presso il laboratorio per la diagnosi di Ebola che Emergency gestisce dal agosto presso l'ospedale pediatrico e materno infantile di Freetown, in Sierra Leone» ci scrive Luca, il nostro coordinatore nel Paese. L'8 novembre l'OMS ha dichiarato finita l'epidemia nel Paese, ma ciò non significa che possiamo abbassare la guardia: l'OMS stessa ha raccomandato un periodo di "alta sorveglianza" affinché si possano identificare prontamente eventualmente casi sospetti ed evitare quindi una riacutizzazione della diffusione del virus [...]

     
  122. 25.11.2015 | Afghanistan: il nuovo Centro di maternità sarà dedicato a Valeria Solesin


    In questi giorni ci sono arrivate tante donazioni in memoria di Valeria Solesin. D'accordo con la sua famiglia, abbiamo deciso di destinarle alla costruzione del nuovo Centro di maternità di Anabah, in Afghanistan. Il nuovo Centro sarà dedicato a lei.

     
  123. 19.11.2015 | Il nuovo Posto di primo soccorso a Lokomasama


    19 novembre - La buona notizia della fine dell'epidemia di Ebola in Sierra Leone non deve farci dimenticare che il Paese ha ancora bisogno di noi: l'epidemia, infatti, ha reso ancora più precario un sistema sanitario già debole. È per questo motivo che il nostro impegno a favore dei sierraleonesi prosegue: al nostro Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, ormai riferimenti per l'intero Paese, e nel nuovo Posto di primo soccorso a Lokomasama, inaugurato qualche giorno fa [...]

     
  124. 12.11.2015 | Iniziano i lavori di ampliamento del Centro di maternità ad Anabah


    Novembre 2015 - "Abbiamo gettato la prima soletta della nuova maternità" ci scrive Roberto [...]

     
  125. 07.11.2015 | Evviva! L'epidemia di Ebola in Sierra Leone è finita


    Sono finalmente passati i fatidici 42 giorni consecutivi senza nessun nuovo caso necessari a dichiarare la fine dell'epidemia. La lotta è stata durissima, e in Sierra Leone è costata la vita a 3.955 malati e oltre 200 operatori sanitari. In questa lotta Emergency è stata in prima linea. Abbiamo aperto due centri per la cura dei malati a Goderich e a Lakka, abbiamo allestito una terapia intensiva [...]

     
  126. 06.11.2015 | A scuola in ospedale


    "Oltre la cura", nei nostri ospedali, significa anche scuole per i bambini che devono passare lunghi periodi di ricovero. Come in Sierra Leone, dove ogni pomeriggio due insegnanti delle scuole elementari vengono al nostro Centro per tenere le remedial classes, classi di recupero dedicate ai bambini ricoverati da noi [...]

     
  127. 02.11.2015 | «Non sono dei numeri, delle statistiche o degli "effetti collaterali". Sono persone. E come tali dovrebbero essere considerati, sempre»


    2 novembre 2015 - «È qui, a Lashkar-gah, che ho iniziato la mia esperienza con Emergency. Sette anni fa, era dicembre 2008. Come me sono diversi i colleghi infermieri che hanno fatto lo stesso percorso, che hanno vissuto Lashkar-gah allora e che ancora oggi sono qui [...]»

     
  128. 26.10.2015 | Terremoto in Afghanistan, nessun danno alle nostre strutture


    26 ottobre 2015 - Nessun danno alle nostre strutture, colleghi e pazienti dei nostri ospedali incolumi: questo per la parte "per fortuna". Ma il potente terremoto che ha scosso l'‪‎Afghanistan‬ - lo abbiamo sentito nei nostri ospedali a Kabul e Anabah - è l'ennesima sciagura per un Paese già dilaniato da una guerra sempre più intensa [...]

     
  129. 25.10.2015 | Giuseppe, nato a Kabul in un ospedale di guerra


    25 ottobre 2015 - "...Vi scrivo per comunicarvi che ieri sera è nato un bambino al nostro ospedale di Kabul. La guerra è avere 20 anni, aspettare il tuo [...]"

     
  130. 22.10.2015 | Questa è Lashkar-gah a 14 anni dall'inizio della guerra


    22 ottobre 2015 - "Negli ultimi tre giorni, nel nostro ospedale di Lashkar-gah sono arrivati 66 feriti. Vengono dai villaggi intorno alla città, da Babaji e dai distretti vicini, dove si continua a combattere. La corsia pediatrica è piena: bambini con ferite soprattutto da proiettile e da schegge. Mi avvicino a un letto che sembra quasi vuoto: ci dorme una bambina di 3 mesi [...]"

     
  131. 21.10.2015 | Violenti combattimenti a Lashkar-gah, Emergency chiede il rispetto dell'ospedale


    21 ottobre 2015 -

    Violenti combattimenti sono in corso alla
    periferia di Lashkar-gah, capitale della provincia di Helmand in Afghanistan.
    Molti civili sono in fuga, le organizzazioni umanitarie stanno abbandonando la
    zona e la città potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia. All'ospedale di
    Emergency ogni giorno arrivano decine di feriti. [...].

     
  132. 20.10.2015 | European Union - EMERGENCY ONG ONLUS: Promuovere salute ed educazione ai bambini del Western Area Rural District, Sierra Leone


    20 ottobre 2015 - EMERGENCY ONG ONLUS è lieta di annunciare i risultati del primo semestre di attività relative al progetto in corso nelle aree di Goderich e della Western Area Rural District in Sierra Leone. Il progetto, intitolato "Paediatric healthcare in Sierra Leone: a network for service delivery and coordination among Civil Society Organizations - Local Authorities - Government Institutions", è co-finanziato dall'Unione Europea ed è realizzato in partnership con la Western Area Rural District Council (WARDC) e con Precious Gems Rescue Mission International (PGRMI), un'organizzazione di volontariato locale.

    Lo scopo principale del progetto è di migliorare l'erogazione dei servizi sanitari ed educativi per i bambini vulnerabili che vivono nel Western Area Rural District, facilitando l'instaurarsi di partnership durature tra organizzazioni della società civile e autorità locali [...]

     
  133. 20.10.2015 | European Union - EMERGENCY ONG ONLUS: "Strengthening surgical and trauma health response in two most affected areas by Ebola in Sierra Leone: Port Loko and Western Area"


    20 ottobre 2015 - La delegazione dell'Unione europea in Sierra Leone ed EMERGENCY ONG ONLUS, annunciano l'inizio del progetto biennale che verrà realizzato nei distretti di Port Loko e Waterloo. Il progetto, dal titolo "Strengthening surgical and trauma health response in two most affected areas by Ebola in Sierra Leone: Port Loko and Western Area", è co-finanziato dall'Unione Europea e sarà realizzato con il coinvolgimento del Ministero della Salute e con la collaborazione di Love Bridges ed ENGIM [...]

     
  134. 09.10.2015 | "Niente armi". Punto.


    9 ottobre 2015 - «[...] All'ospedale di Emergency la politica è "Niente armi". Punto. È un posto dove vengono salvate vite, ogni ora, ogni giorno. È uno dei posti dove la speranza e il futuro sopravvivono in ‎Afghanistan‬»

     
  135. 07.10.2015 | A che cosa sono serviti 14 anni di guerra in Afghanistan?


    7 ottobre 2015 -  A che cosa sono serviti 14 anni di guerra in Afghanistan? Civili uccisi, civili feriti, villaggi distrutti [...]

     
  136. 04.10.2015 | AFGHANISTAN: 25 PAZIENTI ARRIVATI DA KUNDUZ ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY A KABUL


    4 ottobre 2015 -  All'ospedale di Emergency a Kabul ieri sono arrivati 25 pazienti provenienti dalla città di Kunduz e dall'ospedale di Médecins sans Frontières, bombardato dalla Nato sabato notte.Diciannove sono stati ricoverati, altri 6 sono stati medicati e dimessi. L'ospedale di Emergency a Kabul era già strapieno: negli ultimi 3 giorni erano [...]

     
  137. 03.10.2015 | EMERGENCY ESPRIME LA SUA SOLIDARIETÀ A MÉDECINS SANS FRONTIÈRES E CONDANNA L'ATTACCO ALL'OSPEDALE DI KUNDUZ



     
  138. 02.10.2015 | «È solo il minimo che dovrebbe essere garantito a ogni essere umano»


    «A volte senti la frustrazione, hai la sensazione di non fare mai abbastanza. I migranti [...]»

     
  139. 02.10.2015 | «Questo racconterei come prima cosa: il loro coraggio»


    «Da dove arrivano. Il fatto che hanno lasciato alle loro spalle tutto ciò che avevano - la famiglia, gli affetti... - in cerca di una vita migliore. Ci vuole un immenso coraggio per farlo. Ecco, a chi mi chiedesse "chi sono i migranti?" questo racconterei come prima cosa: il loro coraggio [...]»

     
  140. 30.09.2015 | Bangui, riprendono gli scontri


    30 settembre - Dopo un periodo di calma relativa, da sabato scontri violenti sono ripresi in gran parte della capitale Bangui. «Il picco di tensioni ha comportato più di 100 feriti ed una trentina di decessi. Noi abbiamo ricevuto al Complexe pédiatrique 6 bambini per ferite d'arma da fuoco, un ragazzo in condizioni gravissime è poi deceduto», racconta Ombretta, la nostra coordinatrice nel Paese. L'accesso agli ospedali, per la popolazione, è quasi [...]

     
  141. 30.09.2015 | "E presto riprenderò il mio viaggio"


    Si è rotto l'anca in un incidente nel deserto: il trafficante guidava troppo veloce tra le dune, il pick-up si è ribaltato, lui è rimasto schiacciato sotto, l'anca si è fratturata. X., eritreo, si è salvato solo grazie ai suoi compagni di viaggio che lo hanno trasportato. Prima di imbarcarsi ha passato settimane in un campo di attesa sulla costa libica, senza alcuna medicazione né analgesico, senza riuscire a camminare. È arrivato in Sicilia, ad Augusta, la scorsa estate [...]

     
  142. 28.09.2015 | "Cosa faremmo se fossero nostri figli?"


    "Di nuovo in ‪Afghanistan‬, uno dei Paesi da cui partono i migranti verso l'Europa, per scappare dalla guerra. Perché qui c'è la guerra anche se ce lo [...]"

     
  143. 21.09.2015 | "Un bel posto per mamme e bambini"


    Con circa 500 parti al mese, il nostro Centro di maternità in Afghanistan stava diventando troppo piccolo. Per questo, già da qualche tempo avevamo deciso di ampliare la struttura con un nuovo blocco dotato di due sale parto, due sale operatorie, una terapia intensiva e una sub-intensiva neonatali, una terapia intensiva per le donne che hanno avuto complicazioni durante il parto, un ambulatorio, un reparto di ginecologia, un'area per i follow-up [...]

     
  144. 21.09.2015 | In Sicilia, cure e accoglienza agli sbarchi


    Anche dopo decine di sbarchi, quando le persone migranti giungono sulla banchina, l'istante rimane un'esperienza emozionante. Sono persone provate da lunghi viaggi, settimane, a volte mesi attraverso mare e deserto: la maggiore parte, circa il 70%, fugge da zone di guerra. Da quest'estate, il nostro staff è al porto di Augusta e al porto di Catania per offrire le prime cure a chi ne ha bisogno nella fase immediatamente successiva allo sbarco [...]

     
  145. 14.09.2015 | "Attraversando il Sahara ho visto decine di cadaveri"


    "Attraversando il Sahara ho visto decine di cadaveri. Tanti, non so darti una cifra, ne ho visti veramente tanti... su quella strada puoi morire in qualsiasi momento. Ti attaccano, ti lasciano cadere, ti abbandonano dopo il sequestro dei pick-up senza acqua né cibo. La Libia poi è un inferno, chi dice diversamente non racconta la verità: è un sequestro costante, persone vendute e rivendute [...]"

     
  146. 09.09.2015 | «Voglio diventare infermiera»


    Porto di Augusta, Siracusa. Dalla nave arrivata ieri da Alessandria sono sbarcate 228 persone. Uomini, donne, minori accompagnati, molti minori non accompagnati [...]

     
  147. 08.09.2015 | Il nuovo Posto di primo soccorso di Hezarak


    Per arrivarci bisogna attraversare le montagne percorrendo una lunga mulattiera, spesso impraticabile d'inverno. Quando neve e fango ricoprono le montagne c'è un unico modo per muoversi nell'area di Hezarak: a piedi [...]

     
  148. 07.09.2015 | Augusta: all'ombra dell'ambulatorio mobile

    Ad Augusta, Siracusa, i nostri medici e i nostri infermieri continuano ad assistere chi anche in questi giorni sbarca sulle coste siciliane. Raccontano la paura, la fatica di andare avanti, la decisione di scappare. Chiedono solo di avere un futuro [...]


     
  149. 01.09.2015 | Il nuovo Ambulatorio di Napoli inizia le attività

     
    1 settembre - Da oggi siamo presenti con un ambulatorio anche a Napoli: nel quartiere Ponticelli, vicino al parco comunale fratelli De Filippo, offriamo gratuitamente servizi di medicina di base e di orientamento socio-sanitario per facilitare l'accesso al sistema sanitario a chi ne ha bisogno. È inoltre disponibile un ambulatorio infermieristico per iniezioni, controllo parametri vitali, monitoraggio [...]

     
  150. 28.08.2015 | Sono 400 mila persone in tutta Italia, ma sembrano invisibili


    Da quattro anni, ogni estate, portiamo cure ai braccianti che lavorano nelle campagne pugliesi. Abbiamo conosciuto ragazzi che raccolgono pomodori per 12 ore di fila per un salario giornaliero di 30 euro, che non si fermano mai, neanche quando stanno male, per paura di perdere la giornata di lavoro. Iniziano ad arrivare all'ambulatorio mobile solo nel tardo pomeriggio, e vengono sempre [...]

     
  151. 28.08.2015 | Una strage continua


    È una strage continua. Solo ieri 70 persone sono morte asfissiate in un camion, più di 50 nella stiva di una imbarcazione mentre cercavano la salvezza in Europa. Non possiamo restare indifferenti a questa tragedia che succede appena fuori da casa nostra, che succede in casa nostra. Servono canali di accesso sicuri all'Europa. Subito.

     
  152. 26.08.2015 | Una buona notizia dalla Sierra Leone


    Ottime notizie dalla Sierra Leone: ieri è stata dimessa l'ultima paziente guarita da Ebola nel Paese.Ora è iniziato il conto alla rovescia: servono 42 giorni consecutivi senza nuovi casi per dichiarare la Sierra Leone libera da Ebola.
    Un buon riposo (senza però abbassare la guardia, ovviamente) e un gigantesco GRAZIE a tutti gli Ebola Fighters - i nostri, e non solo - che nell'ultimo anno hanno lottato contro il virus.

     
  153. 24.08.2015 | «È l'umanità la nostra "arma"»


    «Questo paese è pieno di bambini e molti, purtroppo, sono nei nostri ospedali. Vittime innocenti di una guerra che non appartiene loro, ma con la quale sono costretti a vivere e crescere. Stenti a credere a quello che vedi: album da colorare per bambini con in copertina foto di uomini con la pistola e dentro un disegno di un uomo che spara con in braccio un bambino. Qui l'anormale è "normale": i bambini crescono colorando uomini con pistole, in una famiglia con fratelli o sorelle che hanno perso mani o piedi, se non addirittura morti, senza padre o zii, morti anch'essi perché colpiti da proiettili, schegge o saltati su mine. Non è così che dovrebbero essere l'infanzia e l'adolescenza di questi bambini [...]»

     
  154. 22.08.2015 | 22 agosto, ancora un attentato:
    questa è Kabul nel  2015


    22 agosto - Chiudiamo la notte con 6 ricoverati, 2 curati in ambulatorio e un morto all'arrivo dall'esplosione di ieri in centro a Kabul, più altre svariate ammissioni dalle province: due bambini di 4 e 5 anni da Ghazni, feriti da schegge; due feriti da pallottola provenienti da Kabul e da Sheikhabad; un ferito da scheggia da Faryab. Per ora, questo mese abbiamo ricoverato 260 pazienti [...]

     
  155. 19.08.2015 | L'Unità mobile per l'orientamento socio-sanitario a Bologna


    19 agosto - Una nostra nuova unità mobile ha iniziato a lavorare a Bologna, per offrire servizi di orientamento socio-sanitario alle fasce di popolazione che hanno difficoltà ad accedere al servizio sanitario nazionale: migranti con e senza permesso di soggiorno, persone senza fissa dimora, persone in stato di bisogno... Anche in Italia, infatti, nonostante sia un diritto riconosciuto anche dalla Costituzione, numerose persone non hanno accesso alle cure a cui hanno diritto [...]

     
  156. 18.08.2015 | L'ambulatorio mobile al Porto di Catania: per offrire cure ai migranti che sbarcano


    18 agosto - Ieri un nostro ambulatorio mobile ha iniziato a lavorare al porto di Catania per offrire [...]

     
  157. 17.08.2015 | VIDEO: Sicilia, al porto di Augusta e a Siracusa per curare i migranti che sbarcano

     
  158. 13.08.2015 | Una notte a Kabul


    «"Tranquilli ragazzi, vedrete che arriveranno pochi pazienti, non c'è nessuno in giro per Kabul a quest'ora". 6 agosto. È giovedì notte e siamo tutti fuori dalle nostre stanze, tirati giù dal letto da una fragorosa esplosione a pochi chilometri di distanza. Eravamo andati a dormire da poco, qui il venerdì è il giorno di riposo, l'unico che noi di Emergency abbiamo per recuperare le energie, e come ogni giovedì avevamo passato la serata insieme, per rilassarci un po' e fare quattro chiacchiere [...]»

     
  159. 12.08.2015 | «...Ma la guerra non mi ascolta, non si ferma, i feriti continuano ad arrivare»


    Kabul. «Il pomeriggio sta finendo, ma qui le giornate non finiscono col calare del sole, anzi: di notte il lavoro dell'ospedale si intensifica e i pazienti non smettono di arrivare. Chi viene trasportato qui da uno dei nostri Posti di primo soccorso, chi viene ferito in città, chi ha attraversato mezzo Afghanistan in macchina, ferito, per raggiunge il nostro ospedale [...]»

     
  160. 07.08.2015 | Esplosione a Kabul, 92 feriti portati al nostro ospedale


    7 agosto - L'esplosione è stata fortissima, ha tremato tutta la città: un camion-bomba è esploso nella notte a Kabul, facendo almeno 8 morti e 400 feriti. Il nostro ospedale sta a circa quattro chilometri di distanza dal luogo dell'attentato, ma sembrava di essere vicinissimi. Poi, pochi minuti dopo, tutti pronti per gestire la mass casualty: 92 dei feriti sono stati portati da noi, 40 di loro sono stati ricoverati [...]

     
  161. 05.08.2015 | L'ambulatorio mobile a Milano


    5 agosto - Oggi il Politruck, uno dei nostri ambulatori mobili, ha iniziato le attività a Milano per offrire assistenza sanitaria di base e servizi di orientamento socio-sanitario alle persone in stato di bisogno. L'ambulatorio mobile offre i suoi servizi nelle zone Lorenteggio/Giambellino e San Siro. Anche a Milano, la nostra città natale, esistono infatti sacche di forte degrado urbano e marginalità, che si trasformano in difficoltà nell'accesso alle cure da parte di interi segmenti [...]

     
  162. 28.07.2015 | Ecco da cosa scappano i ‪‎profughi‬ che curiamo in Nord Iraq. E anche ad Augusta.


    Dal 1 gennaio 2014 al 30 aprile 2015 in ‪‎Iraq‬ hanno perso la vita [...]

     
  163. 23.07.2015 | "C'è silenzio stasera al porto, ma è un silenzio che dice molte cose"


    23 luglio - «C'è silenzio questa sera al porto. C'è stato uno sbarco oggi pomeriggio: 283 persone dal Ghana, dal Gambia, dalla Nigeria. Ci raccontano della paura della guerra, della minaccia di Boko Haram. Sono felici di essere arrivati, ma nessuno festeggia: una delle barche si è rovesciata durante il viaggio. "Chi non sapeva nuotare, chi non è riuscito a risalire sulla chiglia è morto" [...]»

     
  164. 18.07.2015 | "La sua agonia è durata due giorni e due notti, tra le braccia della madre, dentro una fragile barca"


    18 luglio - «Lasciando la riva per raggiungere la barca che li aspettava avevano perso in acqua i loro effetti personali. Mohammad gridò agli scafisti: "Per favore aiutatemi, devo salvare lo zainetto in cui sono custodite le medicine di mia figlia". "Dio maledica la sua anima" risposero quei criminali strappandoglielo dalle mani e gettandolo nell'acqua [...]»

     
  165. 17.07.2015 | "E al posto di tutto questo restano solo i ricordi, la sofferenza, la paura, il desiderio di continuare a lottare per i propri figli"


    17 luglio - "Leggo un articolo che parla di persone comuni che hanno reagito con violenza alla notizia dell'arrivo di un gruppo di rifugiati nel loro caseggiato. Basterebbe pensare a come una famiglia, sì proprio una famiglia come le nostre, si trova improvvisamente senza nulla, senza più un tetto, la scuola, un letto, un piatto, un famigliare, tutto ciò per cui ognuno di noi ogni giorno si alza, va al lavoro, mangia, vive. Esattamente come noi [...]" 

     
  166. 09.07.2015 | «Oggi voglio parlarvi dei miei eroi»


    «Vediamo se si riesce a scrivere qualche riga da Lashkar-gah senza necessariamente parlare di morti, di spari, di ferite del corpo e dell'anima - ci scrive Roberto da Lashkar-gah - vediamo se si riesce a "raccontare" senza dover per forza incanalarsi in quella dolorosa monotonia degli accadimenti - guerra, feriti, mass casualty, guerra, feriti, mass casualty... - che caratterizza le giornate di questa regione dell'Afghanistan. [...]» 

     
  167. 06.07.2015 | Emergency esprime solidarietà a Msf per l'attacco al Centro di Kunduz, Afghanistan

     
    6 luglio - Emergency esprime la sua solidarietà a Medici Senza Frontiere per l'attacco subito nel Centro traumatologico di Kunduz, in Afghanistan. Gli ospedali sono luoghi di cura che devono poter garantire a tutti i pazienti l'assistenza di cui hanno bisogno senza discriminazioni politiche, religiose ed economiche. Questo è possibile solo se gli ospedali sono riconosciuti da tutte le parti in conflitto come luoghi neutrali e se - come tali - vengono rispettati, come è previsto dal diritto umanitario. Emergency, che lavora in Afghanistan dal 1999, è molto preoccupata dal crescente deterioramento delle condizioni di sicurezza che sta mettendo a rischio anche l'attività degli operatori umanitari, a discapito della popolazione afgana: con l'inevitabile sospensione delle attività di cura nel Centro di Kunduz, saranno ancora una volta soprattutto gli afgani a subire le conseguenze di un altro atto di guerra.

     
  168. 06.07.2015 | La "Circolare della Piana"


    6 luglio - L'abbiamo chiamata "Circolare della Piana": è il servizio navetta che abbiamo organizzato per collegare diversi comuni della Piana di Gioia Tauro al nostro Poliambulatorio di Polistena, in Calabria. La "circolare" si muove su un territorio molto ampio, dove non esisteva nessun tipo di servizio pubblico che permettesse di coprire tale spostamento. L'unica alternativa, per chi aveva bisogno di cure presso il nostro Poliambulatorio, era [...]

     
  169. 03.07.2015 | Specialità di pediatria nell'ospedale di Anabah


    3 luglio - Dopo quelli di ginecologia e chirurgia avviati ormai da anni, in accordo con il ministero della Sanità afgano lo scorso giugno nell'ospedale di Anabah abbiamo iniziato il corso per la specialità in pediatria. La durata del corso è tre anni, nei quali il nostro staff internazionale sarà impegnato nella formazione dei medici locali [...]

     
  170. 02.07.2015 | A Kabul, la nuova terapia subintensiva


    «Ora l'ospedale può "respirare" un po': con l'apertura della nuova terapia subintensiva e del nuovo reparto abbiamo 16 posti in più». Michela, la nostra coordinatrice medica a Kabul, ci scrive per aggiornarci sull'ampliamento del Centro chirurgico e per ricordarci l'importanza dei nuovi posti letto: «finalmente abbandoneremo la "laundry room", che nell'ultimo periodo abbiamo dovuto usare troppo spesso come corsia [...] »

     
  171. 30.06.2015 | "Come va a Lashkar-gah?" "Al solito... va tutto come al solito"


    30 giugno - «"Come va laggiù?". "Tutto come al solito". Questo è più o meno quello che rispondo a chi da casa mi chiede notizie del posto. Manco da Lashkar-gah, Afghanistan, da tre anni, ed effettivamente va tutto come al solito. Solo che "il solito", a Lashkar-gah, è quello che è successo stamattina. Ore 9.30 (anche qui il "solito" orario) durante il giro dei pazienti, un botto. Trema la terra [...]»

     
  172. 24.06.2015 | In Puglia, educazione sanitaria su postura e movimentazione dei pesi per i migranti che lavorano nell'agricoltura


    24 giugno -.Lavorando con il Polibus nelle aree di lavoro agricolo stagionale, ci siamo resi conto che i principali problemi delle persone che vediamo sono di tipo osteo-articolare, muscolare e dell'apparato digerente. Ore e ore passate nei campi a raccogliere frutta e verdura, sollevare carichi e trasportarli, spesso in condizioni di vero e proprio sfruttamento di cui fanno le spese i migranti [...]

     
  173. 19.06.2015 | "Non è uno slogan, non sono numeri. È la realtà, sono persone"


    "Lavoro con Emergency​ da quasi 3 anni, come logista nel nostro progetto in Afghanistan. Lo scorso aprile sono arrivato [...]" 

     
  174. 17.06.2015 | A Qoratu, in cerca di normalità


    17 giugno - "Il campo profughi di Qoratu sta piano piano diventando un piccolo paese di 2.500 abitanti. Ormai tutti si conoscono, ogni famiglia ha cercato di ricreare attorno alla [...]"

     
  175. 11.06.2015 | "Grazie a tutti voi"


    11 giugno - Stefano, il nostro collega guarito da Ebola, ci scrive: "Grazie a tutti voi... grazie a chi di voi ha pregato, a chi di voi ha tifato, a chi di voi ha lasciato parole che sono state così grandi per me, che mi hanno dato il coraggio e la forza di poter scrivere queste due righe... Vi ho sentito vicini come la famiglia che Emergency è... Grazie a tutti voi perché ogni volta che qualcosa sembrava andare storto leggervi è stato uno sprone per andare oltre, per lottare [...]"

     
  176. 11.06.2015 | Il Poliambulatorio di Palermo dedicato a Giovanni Lo Porto, uomo di pace ucciso dalla follia della guerra


    (11 giugno)

     
  177. 11.06.2015 | Al porto di Augusta, il nuovo progetto per i migranti che sbarcano


    "Il loro viaggio è partito dalla Turchia. Hanno fatto 5 giorni di viaggio in mare, con il trasbordo da una barca all'altra che ha ovviamente terrorizzato tutti. Per capire quello che hanno passato non c'era nemmeno bisogno del traduttore: bastava guardarli negli occhi. A meta giugno è partito il nostro nuovo progetto in Italia:  abbiamo inviato un ambulatorio mobile al porto di Augusta, in Sicilia, per offrire assistenza [...]

     
  178. 10.06.2015 | Stefano, il nostro collega infermiere, è guarito!


    10 giugno -
     Finalmente lo possiamo riabbracciare: il nostro collega infermiere che era stato contagiato da ‪Ebola‬ è guarito ed è stato dimesso oggi!

    Un enorme grazie allo staff dell'Istituto Spallanzani di Roma, dove era ricoverato.

     
  179. 05.06.2015 | Una guerra senza fine


    5 giugno - Ancora una volta finisce un mese - maggio - e ancora una volta dobbiamo dare la stessa notizia: le vittime di guerra continuano ad aumentare. Solo a Kabul [...]"

     
  180. 05.06.2015 | Il corso di formazione in "Pre-hospital trauma care"


    5 giugno - In Afghanistan, nelle scorse settimane è proseguito il nostro impegno per la formazione specialistica del personale locale. A maggio, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e il ministero della Sanità afgano, abbiamo formato 75 persone in "Pre-hospital trauma care", cioè nel trattamento a livello territoriale del paziente traumatizzato [...]

     
  181. 25.05.2015 | Ebola in Sierra Leone, un anno fa il primo caso


    25 maggio -
    Un anno fa si registrava il primo caso di ‪‎Ebola‬ in Sierra Leone. La lotta al virus è stata durissima, e in Sierra Leone è già costata la vita a più di 3.500 malati e oltre 200 operatori sanitari. Oggi, dopo un anno, l'epidemia è sotto controllo, ma non è ancora finita. Grazie a chi ha combattuto, grazie a tutto il nostro staff che è ancora in Sierra Leone [...]

     
  182. 25.05.2015 | In fuga dalla guerra


    25 maggio - In Iraq sono centinaia le famiglie in fuga da Ramadi, che nei giorni scorsi è stata attaccata dalle forze del gruppo Daesh (Isis). Molti scappano dalla guerra muovendosi verso nord, in cerca di un posto sicuro. Quando giovedì scorso lo staff della nostra clinica nel campo di Qoratu, in Kurdistan, ha ricevuto la notizia dell'arrivo delle prime famiglie per il giorno successivo, ci siamo preparati a riceverli [...]

     
  183. 14.05.2015 | Questa violenza non deve stupire nessuno: sono anni che registriamo un aumento delle vittime di guerra nel Paese


    14 maggio -
    L'attacco al Park Palace di Kabul ha fatto tornare all'attenzione quello che sta succedendo in Afghanistan. Questa violenza non deve stupire nessuno: sono anni che registriamo un aumento delle vittime di guerra nel Paese e che denunciamo quello che vediamo [...]

     
  184. 12.05.2015 | Grazie Dottor Adnan


    Mentre ci racconta la sua storia, Adnan ha gli occhi lucidi. Per lui la medicina è più di una passione, è la sua vita: sono quarant'anni che cura persone e ora lo fa con il nostro staff a Qoratu, in Iraq, in uno dei Centri sanitari per i profughi che abbiamo aperto nel nord del Paese. Un giorno, mentre eravamo a bordo della clinica mobile, ha abbassato il tono della voce e ha iniziato il suo racconto. "Era circa nove mesi fa. Sembrava un giorno come altri [...]"

     
  185. 04.05.2015 | Il nuovo Centro Sanitario a Qoratu ha iniziato le attività


    4 maggio - "Fin dai primi giorni di permanenza qui, i capi famiglia si stanno organizzando per rendere più confortevoli le tende che sono state loro assegnate; alcuni stanno anche costruendo spazi per avviare delle attività commerciali. Stanno cercando di tornare alla vita normale che hanno dovuto lasciare a causa della guerra". Marina, dall'Iraq, ci aggiorna su cosa sta accadendo nell'area di Kalar [...]

     
  186. 30.04.2015 | Che cosa significa vivere in guerra?


    30 aprile - Che cosa significa passare la propria vita senza conoscere che cosa sia la pace? Ce lo siamo chiesti tante volte, in Afghanistan e qui in Iraq, dove vediamo ogni giorno le conseguenze di guerre che cambiano nome ma non finiscono mai. Talvolta, però, questa domanda sembra prendere una forma fisica, concreta, sembra incarnarsi nei corpi feriti di pazienti che reincontriamo anche a distanza di anni. Qualche giorno fa siamo andati [...]

     
  187. 21.04.2015 | «Per favore, ho bisogno di mangiare»


    21 aprile -
      «Per favore, ho bisogno di mangiare - chiedevo - i miei bambini hanno bisogno di mangiare, mia moglie sta male, ho bisogno di acqua e cibo. "No", mi hanno risposto il capitano e l'equipaggio della barca».«Duecento persone, nessun posto dove sedersi, tutti stretti». «Novantasei persone su una piccola barca, seduti uno contro l'altro». Sono alcuni dei racconti che abbiamo sentito a Siracusa, dove il nostro staff offre cure ai migranti che sbarcano [...]

     
  188. 20.04.2015 | STRAGE NEL CANALE DI SICILIA: SERVONO CANALI DI ACCESSO ALL'EUROPA LEGALI E SICURI


    19 aprile -
     Nella notte tra sabato e domenica, almeno 700 persone sono morte nel canale di Sicilia mentre fuggivano dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla povertà. È la più grande strage avvenuta nel Mediterraneo, ma probabilmente non sarà l'ultima. Non possiamo continuare ad assistere alla morte di centinaia di persone innocenti senza fare nulla [...]

     
  189. 17.04.2015 | Ebola in Sierra Leone, il momento più difficile è passato


    17 aprile -
    Dopo mesi di lotta al virus, il momento più difficile sembra essere passato. I nuovi casi registrati continuano a calare, ieri erano tre - siamo ben lontani dai picchi di cento malati al giorno toccati negli scorsi mesi. Per dichiarare ufficialmente conclusa l'epidemia serviranno 42 giorni consecutivi senza nessun caso: finalmente possiamo dire di essere speranzosi e di vedere a portata di mano la fine [...]

     
  190. 15.04.2015 | "Abbiamo attraversato il Niger, poi il deserto" 

     
    «"Abbiamo attraversato il Niger, poi il deserto" racconta M. "Quattro giorni nel deserto, e abbiamo mangiato una volta sola. Potevamo bere due volte al giorno, non una di più. Ci hanno fatto lavorare in tutti i Paesi che abbiamo attraversato". Il viaggio di M, dal Mali all'Italia, è durato più di un anno. "Il peggio è stato in Libia, ci facevano lavorare e poi ci rubavano tutto quello che guadagnavamo [...]"»

     
  191. 31.03.2015 | L'importanza della formazione


    31 marzo -
     Nel nostro ospedale di Lashkar-gah, Aziz e Hanif - i nostri Field Officer afgani - tengono un corso di formazione per lo staff dei Posti di primo soccorso che gestiamo [...]

     
  192. 31.03.2015 | Goderich, dopo il coprifuoco: 255 pazienti visitati in un giorno


    31 marzo - 
    Con circa 180 pazienti, il lunedì è generalmente il giorno di massimo afflusso al nostro Centro chirurgico e pediatrico di Goderich. Il nostro staff, lo vedete, è abituato ai "grandi numeri"; ieri, però, è stato un lunedì ancora più intenso del solito: nel fine settimana, infatti, il governo sierraleonese aveva decretato tre giorni di coprifuoco (da venerdì a domenica) per arginare l'epidemia di Ebola [...]

     
  193. 26.03.2015 | "Anche questa è Emergency e noi siamo sempre più fieri di farne parte"


    26 marzo - 
    Ieri i nostri 14 chirurghi junior afgani hanno svolto l'esame di specialità per i rispettivi anni di corso presso il nostro ospedale a Kabul... tutti promossi con successo! "Anche questa è Emergency e noi siamo sempre più fieri di farne parte" ci ha scritto il nostro staff in ‪Afghanistan‬. Iniziata con il sorriso per questa notizia, la giornata ha però preso ben presto un'altra piega [...]

     
  194. 25.03.2015 | Attentato a Kabul, 19 feriti portati al nostro ospedale


    25 marzo -
     In queste ore c'è stato un grave attentato a Kabul. Un'auto è stata fatta esplodere tra il ministero della Difesa e il ministero delle Finanze, vicino al Palazzo presidenziale. Diciannove feriti sono stati portati al nostro ospedale, cinque erano già morti all'arrivo. "La sicurezza in Afghanistan è sempre più fuori controllo: anche a Kabul attentati e scontri a fuoco sono quotidiani [...]"

     
  195. 23.03.2015 | Ebola: nuovi contagi in Sierra Leone e Liberia


    23 marzo - Venerdì scorso, per la prima volta dall'inizio dell'epidemia, in Sierra Leone non c'è stato nessun nuovo caso di Ebola. La gioia per questa notizia, purtroppo, è durata poco: già il giorno dopo si sono contati 7 nuovi casi confermati, mentre il Paese si prepara a un coprifuoco di 3 giorni per arginare l'epidemia. In questi stessi giorni, in Liberia, c'è stato un nuovo contagio [...]

     
  196. 20.03.2015 | Ebola: venerdì 20 marzo, nessun nuovo caso registrato in Sierra Leone


    20 marzo - "Zero... Ho aspettato questo giorno un anno intero. Zero. So che la battaglia non è finita, che domani ricomincerà perché questo è un nemico che non si batte facilmente, ma questo zero, oggi, è dedicato a tutti noi che siamo rimasti e che abbiamo lottato", scrive Sara, da Goderich.

     
  197. 17.03.2015 | Un sacchetto di arance

     
    «È più di mezz'ora che noto un signore aggirarsi vicino al "Politruck"» racconta Alessia, mediatrice sul nostro ambulatorio mobile che questo inverno ha lavorato in Calabria, nella Piana di Sibari, per offrire assistenza ai migranti che lavoravano come stagionali al raccolto degli agrumi. «Ha le mani in tasca e non smette di guardare la porta d'ingresso. Mi avvicino e gli chiedo se ha bisogno di qualcosa. Dice di essersi fatto male ma di non avere i documenti, io lo rassicuro [...]»

     
  198. 19.03.2015 | Lashkar-gah, ancora mass casualty


    18 marzo -
     «Stamattina, intorno alle 11, una forte esplosione ha letteralmente scosso tutto l'ospedale». Giacomo, logista del nostro ospedale [...]»

     
  199. 17.03.2015 | Fango sulle scarpe

     
    È un venerdì pomeriggio quando Z. si avvicina al Politruck zoppicando visibilmente. È appena sceso dal furgone che ogni mattina trasporta lui e tanti altri lavoratori nelle campagne della Piana di Sibari per la raccolta delle clementine. La sveglia è ogni giorno alle quattro, qualunque siano le condizioni atmosferiche [...]

     
  200. 18.03.2015 | Ebola: ancora più di 50 nuovi malati a settimana in Sierra Leone


    17 marzo - Ci scrive Gino Strada dalla Sierra Leone: "Ci sono ancora più di cinquanta nuovi malati di Ebola ogni settimana in Sierra Leone, la metà qui nella zona di Freetown, dove c'è il Centro di Emergency. Purtroppo la maggior parte di loro ha una forma particolarmente grave della malattia, spesso mortale. Ci preoccupa il pensare che ci sia qualcosa di nuovo [...]"

     
  201. 13.03.2015 | Dal Centro pediatrico di Port Sudan: Raheel


    Con le sue temperature al di sotto dei dieci gradi, quest'anno l'inverno in Sudan è stato uno dei più rigidi degli ultimi trent'anni - per noi dieci gradi in pieno inverno possono sembrare miti, ma per un Paese che vive per sei mesi all'anno tra i quaranta e i cinquanta vuol dire veramente freddo [...]

     
  202. 11.03.2015 | "Sembra sia passata una tempesta, in realtà è solo un'altra giornata in Helmand"


    11 marzo -
     «Ieri sembrava una giornata tutto sommato "tranquilla"», ci scrive Giacomo, il logista del nostro Centro chirurgico a Lashkar-gah«quando verso le 18 abbiamo sentito una forte esplosione non lontana dal nostro ospedale. Poco dopo abbiamo scoperto che era al di là del fiume, nella zona di Bolan. Subito abbiamo attivato [...]»

     
  203. 10.03.2015 | «Emergency ci ha dato i mezzi, ora voglio fare la mia parte e mettere in pratica tutto ciò che ho imparato»


    «Mi chiamo Ali Abdurahim Amdan, ho trentasette anni e da quando ne ho [...]»

     
  204. 11.03.2015 | "Sanità di qualità in luoghi di qualità, è questa l'idea in cui crediamo"


    A Qoratu e Tazade, nell'area di Kalar, siamo al lavoro per aprire due nuovi Centri sanitari dove offriremo cure gratuite agli abitanti dei campi per i profughi iracheni, in fuga dai combattimenti e dall'avanzata del gruppo Daesh [...]


     
  205. 09.03.2015 | Panshir, dopo le valanghe: Haseb, Shahzada, Bilema


    9 marzo -
    A quasi due settimane dalle valanghe che hanno colpito il Panshir facendo più di 200 morti, Lella - la coordinatrice medica del nostro ospedale di Anabah - ci aggiorna sulle condizioni di alcuni dei pazienti che abbiamo ricevuto: "Haseb ha 8 anni e ha perso tutti i parenti più stretti nella tragedia. Ha un piede in condizioni molto gravi per la lunga permanenza nella neve e deve subire [...]"

     
  206. 06.03.2015 | Come festeggeremo l'otto marzo


    [...] Zunia, Mariama, M., Fernanda e S. sono alcune delle donne di cui nell'ultimo anno vi abbiamo raccontato le storie. Colleghe, pazienti, madri, future madri... In Afghanistan come in Italia, in Iraq e in Africa, i diritti delle donne ci stanno a cuore ogni giorno. Per questo, quando ci chiedono "come festeggerete l'‪otto marzo?", noi rispondiamo sempre "come tutti gli altri giorni dell'anno": offrendo cure, dignità, diritti, formazione, lavoro, aiuto.

     
  207. 05.03.2015 | "Oggi Shokoria verrà dimessa e tornerà finalmente a casa"


    5 marzo -
     "Oggi Shokoria verrà dimessa e tornerà finalmente a casa. Sta bene, sorride e speriamo che il futuro le riservi più serenità e tranquillità" ci aggiorna Giacomo, il nostro logista a Lashkar-gah. La bimba, ferita alla testa da una scheggia, era stata ricoverata due settimane fa nel nostro ospedale per vittime di guerra [...]"

     
  208. 04.03.2015 | Panshir, la situazione dopo le valanghe dei giorni scorsi


    4 marzo - 
    "Ieri abbiamo attraversato la Valle del Panshir per avere un'idea chiara di ciò che sta succedendo e dell'entità dei danni" ci scrive Luca, il nostro Coordinatore Medico in Afghanistan. "Come potete vedere dalle foto che vi ho mandato la strada principale è aperta, anche se sono ben evidenti diversi danni sul manto stradale e i segni di numerose slavine e frane rocciose [...]"

     
  209. 02.03.2015 | Ad Arbat, lavoro senza sosta per ampliare il Centro sanitario nel campo per gli sfollati iracheni


    "Anche se da qualche giorno le temperature stanno salendo e inizia a sentirsi aria di primavera, qui ad ‪Arbat‬ nell'ultimo periodo ha fatto molto freddo, il termometro è sceso sotto allo zero e ha nevicato per due giorni di fila. Stiamo lavorando senza sosta per concludere il prima possibile i lavori [...]"

     
  210. 28.02.2015 | Valanghe in Panshir: tra i feriti ricoverati nel nostro ospedale ad Anabah


    28 febbraio - "La situazione generale dopo la valanga dei giorni scorsi è complicata: molte zone sono inaccessibili via terra, per fortuna ora il tempo è soleggiato e gli elicotteri possono trasportare eventuali sopravvissuti. A ieri il bilancio era di circa 230 morti"
     ci aggiorna Lella, Medical Coordinator del nostro ospedale nella Valle del ‎Panshir‬. "Tra le persone coinvolte nella valanga e portate qui da noi in ospedale [...]"

     
  211. 27.02.2015 | "Volontari sentinella" a Mayo


    Nel campo profughi di Mayo, in Sudan, abbiamo formato 47 volontari che saranno impiegati come "sentinelle" per la promozione della sanità e della medicina preventiva: grazie alla formazione che hanno ricevuto, sono in grado di riconoscere eventuali segnali di pericolo o di bisogno di cure nei bambini che abitano nel campo, per intercettare le malattie nella loro prima fase e mandare i bambini a rischio a farsi visitare nel nostro Centro pediatrico [...]

     
  212. 26.02.2015 | Esplosione a Kabul

     
    La mattina dì giovedì 26 febbraio una macchina piena di esplosivo è stata fatta saltare nei pressi della rotonda che si trova di fronte al nostro ospedale per vittime di guerra [...]

     
  213. 26.02.2015 | Valanghe in Panshir, il racconto dal nostro ospedale

     
    «Ieri mattina mi hanno avvisato che due dei nostri "staff bus" che trasportano parte del personale locale non sarebbero arrivati da Bazarak e Dara. Inizialmente ho pensato si trattasse di problemi legati alla viabilità perché da due giorni nevicava incessantemente. Ho capito dopo che, durante la notte, una valanga aveva interrotto la strada e colpito dei villaggi [...]»

     
  214. 24.02.2015 | "L'altro ieri Shokoria ha ricominciato a mangiare normalmente..."

     
    "L'altro ieri Shokoria ha ricominciato a mangiare normalmente... e ha anche fatto un disastro con gli spinaci!". Giacomo, logista del nostro ospedale a Lashkar-gah, ci aggiorna sulle condizioni  [...]

     
  215. 21.02.2015 | Esercitazioni di "Mass Casualty Plan"

     
    Una mass casualty è un afflusso massiccio di molti pazienti in breve tempo, che di solito avviene in seguito a combattimenti, esplosioni, incidenti [...]

     
  216. 20.02.2015 | Arbat, lavori in corso

     

     
  217. 18.02.2015 | Si combatte nella zona di Sangin

     
    18 febbraio - In questi giorni si combatte nella zona di Sangin, nel sud dell'Afghanistan. Solo ieri nel nostro ospedale di Lashkar-Gah abbiamo ricevuto 17 pazienti - cinque di loro bambini, altri due sono arrivati morti in ospedale. Uno di loro aveva meno di 6 anni, un proiettile l'ha colpito in testa. Oggi si combatte ancora nell'area di Marjia. Si sentono le esplosioni anche dal giardino del nostro ospedale [...]

     
  218. 18.02.2015 | "Quel che resta"

     
    Iraq. Siamo a pochi chilometri dalla guerra. Tra Sulaimaniya e Khanaqin si stanno concentrando gli scampati alla guerra siriana e a quella del sedicente "Stato Islamico". Un "tutti contro tutti" che ha fatto della Siria e dell'Iraq luoghi dove l'unica scelta possibile è la fuga.A migliaia hanno cercato rifugio in un'Europa sempre meno ospitale, mentre i più disperati e poveri hanno trovato scampo nei Paesi limitrofi, come questo angolo di Iraq [...]

     
  219. 17.02.2015 | «Sono alla fine della mia missione in Iraq e, come ogni volta, mi pongo la domanda...»

     
    «Sono alla fine della mia missione in Iraq e, come ogni volta, mi pongo la domanda. Avrei potuto fare di più? Forse sì, mi dico, ma in ogni caso con tutti i miei colleghi abbiamo cercato di dare e fare il meglio. Nell'arco di circa un mese il campo di sfollati ad Arbat, che conteneva 3.500 persone, si è trovato a doverne ospitare 16.000. Stanche [...]»

     
  220. 16.02.2015 | Ebola: l'epidemia è in calo, ma quanto tempo ci vorrà perché siano spente anche le braci?

     
    14 febbraio - Ci scrive Gino Strada dalla Sierra Leone: "L'epidemia di Ebola in West Africa è in calo, andrà a estinguersi, ma quanto tempo ci vorrà perché siano spente anche le braci? Tre giorni fa la calma è stata interrotta da un gruppo di pescatori: uno di loro si è sentito male ed è morto sulla barca poche ore dopo. Le barche stanno in mare [...]"

     
  221. 13.02.2015 | Attentato nel distretto di Tagab
    14 feriti portati al nostro ospedale di Kabul

     
    13 febbraio - Quattordici feriti, tra cui un bambino di sei anni, sono stati portati oggi dal distretto di Tagab al nostro ospedale per vittime di guerra a Kabul in seguito a un attentato avvenuto in una moschea. Dopo aver ricevuto le prime cure ed essere stati stabilizzati nel nostro Posto di primo soccorso, i feriti - due di loro gravi - sono [...]

     
  222. 13.02.2015 | "Lookman is back"

     
    Lookman ha 5 anni e due anni fa ha ingerito per errore della soda caustica. Purtroppo il suo era un caso molto difficile: la soda che aveva ingerito era semi-solida e gli ha provocato cicatrici talmente grandi che ora ha la bocca totalmente sigillata. Non riesce ad aprirla nemmeno un po', il che ovviamente gli impedisce di mangiare, bere, parlare. L'anno scorso è quasi morto per un ascesso dentale: non c'era modo di aprirgli la bocca [...]

     
  223. 03.02.2015 | Nord Iraq: aumentano i profughi in fuga dalla guerra

     
    La situazione nel Nord Iraq peggiora di giorno in giorno. Ora che i combattimenti sono arrivati a Kirkuk, aumentano i profughi in fuga dalla guerra. Anche il campo di Arbat, a pochi chilometri da Sulaimaniya, è sempre più affollato: in un mese, si è passati da 3.300 abitanti a oltre 16 mila. Trovano rifugio in tende che possono poco contro il freddo intenso di questi mesi, e la neve che non dà tregua [...]

     
  224. 30.01.2015 | Lettera di Gino Strada dalla Sierra Leone

     
    «L'epidemia di Ebola costringe a riflettere. 2 pazienti su 3 sono morti in Africa. Uno sì, due no, uno sopravvive e due muoiono. In Europa e negli USA, invece, sono stati curati complessivamente 25 pazienti. 5 sono morti e 20 sopravvissuti. 66 % di mortalità in Africa, 20% nei Paesi ricchi. Perché questa differenza? O per dirla in modo meno asettico: perché la stessa malattia [...]»

     
  225. 28.01.2015 | Per il piccolo Iya e per tutti gli altri: il Centro chirurgico di Goderich, riferimento per l'intero Paese

     
    È stato l'ospedale governativo del distretto di Kono, in Sierra Leone, a chiedere aiuto a Sara, la coordinatrice medica del nostro ospedale di Goderich. Iya era appena nato con un grave difetto congenito, inoperabile in quell'ospedale, e aveva bisogno di un intervento urgente. Avvolto in un telo colorato, Iya è arrivato al nostro Centro chirurgico [...]

     
  226. 18.01.2015 | «Eguaglianza è anche questo, condividere gli stessi diritti ed essere parte di un destino comune»

     
    Ci scrive Gino Strada dalla Sierra Leone: «Il numero di nuovi casi sta diminuendo rapidamente ogni giorno, speriamo non si verifichino nuove impennate. Forse tra poco potremo dire che l'epidemia di Ebola è finita in Sierra Leone. Ma che fatica! E quanti miracoli ci sono voluti. Quando in agosto il Ministero della Sanità ci ha chiesto di aprire [...]»

     
  227. 11.02.2015 | Unione Europea e Emergency: al lavoro nel campo di Mayo, in Sudan


     

     
  228. 15.01.2015 | «E ora stiamo tutti e due qui, dalla stessa parte della rete che separa la "zona rossa" dal resto del Centro»

     
    È stato lo zio di Unisa, un lavoratore ambulante sempre in viaggio tra le varie province della Sierra Leone, a portare involontariamente Ebola nella sua comunità. Moglie, figli, cugini... in poco tempo si sono infettate molte persone e molte sono morte, come i genitori di Unisa. Unisa, membro del nostro staff al Centro di Lakka, si fa ricoverare subito qui da noi, nel suo posto [...]

     
  229. 13.01.2015 | "E l'inverno, qui, si sta facendo sempre più duro"

     
    "Molte persone, soprattutto i bambini, patiscono il freddo e le difficoltà di vivere nel campo". Marcello, il nostro Humanitarian Response Programme Manager nel Kurdistan iracheno, ci aggiorna sul lavoro della nostra clinica nel campo profughi di Arbat: "venerdì scorso sono arrivate qui trecento famiglie, più di millecinquecento persone in tutto, provenienti [...]"

     
  230. 13.01.2015 | Lionel e Christian hanno vinto la loro battaglia contro Ebola

     
    Questi due bambini sono fratello e sorella e si chiamano Christian e Lionel. La loro mamma è morta di Ebola qualche settimana fa, loro sono stati ricoverati con il padre nel Centro di Emergency a Goderich. Li abbiamo visti stare malissimo, poi li abbiamo visti migliorare lentamente, giorno dopo giorno hanno riacquistato l'appetito, il sorriso e persino la voglia di disegnare. Dopo due settimane di cure sono guariti [...]

     
  231. 02.01.2015 |  
     
    Finalmente, dopo 37 giorni di ricovero all'Istituto Spallanzani, il nostro collega Fabrizio è guarito!
     

     
    (2 gennaio 2015)

     
  232. 30.12.2014 | Ebola: la prima paziente curata con ZMAb in Africa dimessa dal nostro ospedale

     
    Il 28 dicembre è stata dimessa dal Centro di Emergency a Goderich la prima malata di Ebola curata con ZMAb in Africa. A.M., 72 anni, era stata ricoverata 15 giorni fa presso il Centro di Emergency in condizioni molto gravi. La dose di ZMAb utilizzata per A.M. era arrivata in Sierra Leone dal Canada su richiesta del ministero della Sanità [...]

     
  233. 29.12.2014 | Il bilancio di tredici anni di guerra

     

    Il 28 dicembre si è conclusa ufficialmente la missione della Nato in Afghanistan. C'è chi trae un bilancio positivo di questi 13 anni di "missione di pace". Il nostro bilancio purtroppo è diverso: in questi anni abbiamo ammesso nei nostri tre ospedali in Afghanistan più di 14 mila feriti da proiettile, più di 7 mila feriti da esplosione e più di 4 mila feriti da mina [...]

     
  234. 26.12.2014 | "Non sono un eroe, ma un soldato ferito nella lotta contro Ebola"

     
    Ci scrive il nostro medico ricoverato all'Istituto Spallanzani:"L'ultima cosa che ricordo della Sierra Leone è il viaggio [...]"

     
  235. 17.12.2014 | "La cosa più difficile qui"

     
    "La cosa più difficile qui? Lo stress costante di sentirti in qualche modo sempre circondato dal virus, il non toccarsi mai con le persone che hai intorno, neanche per una pacca sulla [...]"

     
  236. 17.12.2014 | Attentato a una banca di Lashkar-gah, danni all'ospedale di Emergency

     
    17 dicembre - Questa mattina  c'è stato un attentato kamikaze alla Kabul Bank di Lashkar-gah, nel distretto di Helmand: un kamikaze si è fatto esplodere mentre altri tre combattevano con le forze di sicurezza afgane. La banca, dove vengono pagati i salari della polizia locale, era stata già in passato obiettivo di numerosi attentati. Venti feriti sono stati portati [...]

     
  237. 13.12.2014 | Primi pazienti al Centro di cura per i malati di Ebola di Goderich

     
    13 dicembre
    - "Oggi abbiamo trasferito i primi due malati dal Centro di Lakka al nuovo Centro di cura per i malati di Ebola di Goderich. Altri sei arriveranno nel corso della giornata. Avevamo programmato di aprire ai nuovi pazienti da domani, ma ci hanno chiamato dal Connaught Hospital, il principale ospedale di Freetown, per chiederci di trasferire qui un loro medico che è appena risultato [...]"

     
  238. 11.12.2014 | KABUL: ATTENTATO ALL'ISTITUTO ISTEQAL, 10 FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    11 dicembre - Oggi un attentatore [...]

     
  239. 11.12.2014 | I nostri "Ebola Fighters"

     
    11 dicembre
    - "TIME" ha nominato "persone dell'anno" gli Ebola Fighters, le persone che stanno combattendo contro Ebola: un riconoscimento che sottolinea, ancora una volta, l'importanza del nostro lavoro. Un riconoscimento che va soprattutto ai nostri colleghi che stanno lavorando ogni giorno in Sierra Leone - ve ne presentiamo qualcuno si questa pagina. Un pensiero particolare va al nostro collega che in questi giorni è ricoverato [...]

     
  240. 07.12.2014 | "Non ho mai visto un Centro come questo"

     
    7 dicembre
    - "Non ho mai visto un Centro come questo". Questo ci ha detto il Presidente della Sierra Leone mentre visitava la terapia intensiva, il laboratorio e le corsie del nuovo ospedale da 100 posti letto per i malati di Ebola di Goderich. Perché? Perché non ci accontentiamo di isolare i pazienti, ma vogliamo garantire loro le cure migliori possibili. Sempre [...]

     
  241. 02.12.2014 | Ebola in Sierra Leone: il Posto di primo soccorso a Waterloo

     
    2 dicembre
    - In Sierra Leone, ogni giorno, almeno 100 persone si ammalano di Ebola. Oltre a curare i malati nel Centro di cura di Lakka, a pochi chilometri dalla capitale, stiamo lavorando per la prevenzione del contagio. Con questo obiettivo, a inizio dicembre abbiamo aperto un Posto di primo soccorso a Waterloo, un campo profughi dove 22 mila persone vivono ammassate in baracche sovraffollate e fatiscenti [...]

     
  242. 30.11.2014 | I preparativi per l'apertura del nuovo Centro da 100 posti letto

     
    30 novembre - Il nuovo Centro per la cura dei malati di Ebola da 100 posti letto è pronto. È stato costruito in meno di due mesi grazie a DFID, l'agenzia di cooperazione inglese. Adesso dobbiamo attrezzarlo e poi finalmente, a metà dicembre, lo apriremo per curare chi ne ha bisogno, e sono ancora tantissimi in Sierra Leone: nel Paese si registrano almeno 100 nuovi [...]

     
  243. 28.11.2014 | Nella Terapia intensiva del nostro ospedale di Kabul: Noor Ali, 7 anni

     
    28 novembre - "Anche ieri un altro attentato a Kabul, che ha causato 5 decessi e decine di feriti [...]"

     
  244. 27.11.2014 | "Neanche dieci minuti dopo aver chiuso il telefono, erano già qui in ospedale per donare il sangue"

     
    27 novembre - "Neanche dieci minuti dopo aver chiuso il telefono, erano già qui in ospedale per donare il sangue" racconta Sara, coordinatrice del nostro ospedale a Goderich, in Sierra Leone. "Ho chiamato Ester, Unissa e Monjama, tutti e tre poco più che ventenni, guariti nel Centro di cura per malati di Ebola a Lakka. Ho detto loro [...]"

     
  245. 25.11.2014 | Il ritorno dalla Sierra Leone in Italia del nostro collega
     
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  246. 18.11.2014 | Iye Kargbo è guarita dall'Ebola

     
    18 novembre - "Nonna Ebola", così l'ha soprannominata affettuosamente il nostro staff in Sierra Leone, ha 74 anni - un'età non facile da raggiungere in un Paese in cui l'aspettativa di vita è di 46 anni - e una forza straordinaria: Iye Kargbo, infatti, è sopravvissuta all'Ebola. Quando l'abbiamo dimessa domenica scorsa ci ha ringraziato molto, per le cure e per il "discharge pack" con riso, fagioli, farina e olio [...]

     
  247. 07.11.2014 | Momoh Mansaray, 5 anni, ha sconfitto l'Ebola

     
    7 novembre - È stato portato al nostro Centro per malati di Ebola, tre settimane fa, da un'ambulanza su cui viaggiava insieme alla madre, arrivata già morta ai nostri cancelli. Il padre era morto qualche giorno prima. Stava malissimo: aveva vomito, diarrea, febbre alta. L'unico modo per somministrargli dei liquidi era per via endovenosa. A poco a poco, ha iniziato a bere da una siringa e a riprendersi [...]

     
  248. 01.11.2014 | A Bangui si è tornati a combattere

     
    1 novembre - "Dopo un paio di settimane di tregua, da ieri a Bangui si è tornati a combattere. A Boy rabe, a un paio di chilometri dal nostro Centro [...]"

     
  249. 28.10.2014 | "...Poi, qualche giorno fa, la bella notizia: Ahmed Wurie è guarito"

     
    28 ottobre - È arrivato al nostro Centro per i malati di Ebola in Sierra Leone da solo, con la sua macchina, a fine settembre. Aveva riconosciuto i sintomi e subito si era messo in cerca di un Centro dove farsi ricoverare, per ricevere cure e per evitare di contagiare altre persone. Ahmed Wurie è rimasto ricoverato da noi a lungo: le sue condizioni miglioravano, ma non era ancora fuori [...]

     
  250. 24.10.2014 | "Perché rimango qui in Sierra Leone"

     
    24 ottobre"Molti non capiscono perché rimango qui in Sierra Leone. Lo faccio perché credo nel diritto alla cura per tutti, senza discriminazione: è per questo che ho scelto questo lavoro [...]"

     
  251. 22.10.2014 | In visita al terreno su cui sorgerà il nuovo Centro per malati di Ebola gestito da Emergency

     
    22 ottobre - Gino Strada, il ministro della Sanità della Sierra Leone, dottor Fofana, e Luca Rolla - coordinatore del nostro Centro chirurgico e pediatrico di Goderich - stanno valutando il terreno su cui verrà costruito un nuovo centro per la cura dei malati di Ebola in Sierra Leone, poco distante dalla capitale Freetown [...]

     
  252. 20.10.2014 | "Ho pensato di morire, e invece oggi inizio una nuova vita"

     
    20 ottobre - "Sono stata ricoverata il 21 settembre, stavo malissimo. Ho pensato di morire, e invece oggi inizio una nuova vita". Dopo tre settimane di ricovero e assistenza nel nostro Centro per malati di Ebola [...]

     
  253. 18.10.2014 | "È il momento di agire, subito e con la coscienza che sarà uno sforzo enorme"

     
    In Sierra Leone l'epidemia di Ebola cresce al ritmo di almeno 50 casi al giorno. I medici e gli infermieri di Emergency stanno lavorando tantissimo per isolare i casi sospetti e per assistere le persone malate nel Centro di Lakka, aperto un mese fa vicino alla capitale, ma non basta. Stiamo lavorando per aprire un secondo Centro più grande a Goderich, nei pressi della capitale [...]

     
  254. 13.10.2014 | La situazione a Bangui

     
    13 ottobre - Da quattro giorni Bangui è bloccata a causa dei combattimenti e degli scontri tra gli "antibalaka" e i caschi blu e le truppe francesi. Le strade sono vuote, i taxi non [...]

     
  255. 10.10.2014 | Ricordando Hamza

     
    Lo scorso agosto, il nostro collega afgano Hamza Khan è deceduto mentre faceva il suo lavoro: l'ambulanza che stava guidando è rimasta coinvolta in combattimenti nel distretto di Tagab ed è stata colpita. A inizio ottobre, abbiamo ricordato Hamza con una commemorazione nel giardino del nostro Posto di primo soccorso a Poli Sayad, in Afghanistan, che abbiamo appena rinnovato grazie all'aiuto della popolazione locale. Tra le 150 persone [...]

     
  256. 09.10.2014 | Il membro dello staff di Emergency ricoverato all'istituto Spallanzani non è positivo al test per l'Ebola. Non ha alcun sintomo, è ricoverato solo in via precauzionale.

     
  257. 09.10.2014 | Scontri a Bangui

     
    9 ottobre - A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, la calma apparente degli ultimi mesi viene ciclicamente spezzata da tumulti, sommosse e combattimenti. Martedì [...]

     
  258. 09.10.2014 | Ebola in Sierra Leone: a Lakka, il nostro Centro per i malati è pieno


    Trenta nuovi malati ogni giorno, un picco di 121 morti in sole 24 ore: l'epidemia di ‪Ebola‬ in ‪Sierra Leone‬ ha raggiunto proporzioni devastanti. Il nostro Centro per malati di Ebola a Lakka è pieno e per questo motivo siamo costretti a rifiutare nuovi pazienti. «Non è facile dire a una persona "ci dispiace, non abbiamo posto" - spiega Luca, il nostro coordinatore nel Paese - ma dobbiamo garantire la sicurezza [...]»

     
  259. 08.10.2014 | Esplosione a Lashkar-gah, 22 vittime portate al nostro ospedale

     
    8 ottobre - Questa mattina, alle 11.00 circa, una macchina carica di esplosivo si è diretta contro l'abitazione in cui [...]

     
  260. 07.10.2014 | Afghanistan, tredici anni dopo

     
    Il 7 ottobre 2001 iniziava l'ultima guerra in Afghanistan, una guerra cui partecipa anche l'Italia. Sono passati tredici anni e non è ancora finita. Doveva "sconfiggere il terrorismo": eppure il mondo non è più sicuro di allora. Doveva portare "pace, libertà, sicurezza": Emergency, che in Afghanistan lavora dal 1999, ha sempre detto che la guerra non risolve i problemi e anche questa volta è andata così. Basta guardare i nostri registri ospedalieri [...]

     
  261. 06.10.2014 | Monjama e Salatu, guarite dall'Ebola

     
    6 ottobre - Guarire dall'Ebola si può: Monjama e Salatu ce l'hanno fatta!
    Sono state dimesse oggi dal nostro Centro per la cura dei malati di Ebola a Lakka, in Sierra Leone. Dopo giorni di isolamento e di cure, con la paura di non farcela, finalmente possono uscire, tornare a casa - possono tornare a vivere."Vorrei tanto lavorare con Emergency, qui a Lakka" ci ha detto Monjama, che abita proprio vicino al Centro [...]

     
  262. 03.10.2014 | Ogni giorno è 3 ottobre

     
    "Un anno fa, 368 tra uomini, donne e bambini morivano annegati al largo della spiaggia dei Conigli di Lampedusa. Di quella giornata ricorderemo sempre la straziante [...]"

     
  263. 03.10.2014 | Un medico dello staff di Emergency positivo al virus Ebola in Sierra Leone

     
    2 ottobre - Un membro dello staff internazionale di Emergency ha contratto il virus Ebola in Sierra Leone. Si tratta di un pediatra ugandese che lavora presso il Centro per i malati di Ebola aperto da Emergency a Lakka, nei dintorni della capitale Freetown.
    Il nostro collega ha iniziato il trattamento presso [...]

     
  264. 21.09.2014 | Già 10 pazienti ricoverati nel centro di EMERGENCY a Lakka, in Sierra Leone

     
    21 settembre -Medici e infermieri di Emergency lavorano senza sosta nel Centro per la cura dei malati di Ebola aperto 4 giorni fa a Lakka, in Sierra Leone.
    Al momento, nel centro sono ricoverate 10 persone e due casi sospetti sono in arrivo dalla provincia di Pujehun
    [...]

     
  265. 18.09.2014 | Aperto il Centro per la cura dei malati di Ebola a Lakka

     
    18 settembre - In Sierra Leone l'epidemia di Ebola è fuori controllo. Oltre 1.500 persone hanno contratto l'Ebola, più della metà sono morte, 500 sono i malati accertati solo nelle ultime 3 settimane. Ogni giorno si ammalano più di 20 persone.
    Per far fronte a questa emergenza abbiamo aperto un Centro per la cura dei malati di Ebola a Lakka [...]

     
  266. 16.09.2014 | Esplosione in centro a Kabul

     
    16 settembre - "L'esplosione è stata enorme: è risuonata in tutta la città" riportano le fonti di stampa parlando dell'attentato avvenuto questa mattina in pieno centro di Kabul. Anche [...]

     
  267. 11.09.2014 | "Stiamo lavorando senza sosta"

     
    11 settembre - All'emergenza Ebola si somma quella delle centinaia di persone che non riescono a essere curate perché gli ospedali sono chiusi e la sanità pubblica è al collasso. L'ospedale pediatrico di Freetown è ancora completamente chiuso: questo significa che l'unica possibilità per i bambini malati rimane il nostro Centro pediatrico di Goderich, la sola struttura aperta e pienamente funzionante nell'area della capitale [...]

     
  268. 05.09.2014 | Migranti e malattie infettive, no ad allarmismi ingiustificati

     
    Anche quest'estate i nostri medici, infermieri e mediatori stanno lavorando a Siracusa per offrire cure ai migranti che [...]

     
  269. 05.09.2014 | A Freetown ancora chiuso l'ospedale pediatrico pubblico, solo il centro di Emergency garantisce cure ai bambini

     
    5 settembre - "L'ospedale di Emergency è l'unico ancora completamente funzionante di Freetown. Gli altri ospedali sono chiusi perché manca il personale: medici e infermieri rifiutano di andare a lavorare per paura di essere contagiati dall'Ebola [...]"

     
  270. 05.09.2014 | A Khanaqin, assistenza sanitaria per i profughi della guerra

     
    "Sono al settimo mese di gravidanza. Finora non ho avuto problemi, ma la vita qui nel campo [...]"

     
  271. 04.09.2014 | Scontri a Ghazni, 10 feriti portati all'ospedale di Emergency a Kabul, altri in arrivo

     
    4 settembre - A Ghazni, una città a circa 150 km a sud di Kabul, è stata una [...]

     
  272. 01.09.2014 | Nascere a Kabul, in un ospedale per vittime di guerra

     
    Bibi Zahra ha poco più di un mese e ha rischiato di morire prima ancora di nascere. Stava ancora nella pancia della madre Bibi Naseeba, al nono mese [...]

     
  273. 01.09.2014 | Garantire la massima qualità della cura anche in contesti a scarse risorse

     
    "Offrire cure di alto livello significa anche rimanere aggiornati sulle tecniche e sulle attrezzature [...]"

     
  274. 31.08.2014 | Formazione per lo staff dei Posti di primo soccorso

     
    Nel giardino del nostro ospedale di Kabul - si approfitta della bella giornata - Hanif, il nostro "Field Officer" afgano, fa formazione per lo staff del nuovo Posto di primo soccorso (Fap) che apriremo [...]

     
  275. 30.08.2014 | "Ma soprattutto aiuto persone. Aiuto il mio Paese"

     
    Zuria parla senza mai perdere di vista la sua radio: una chiamata per un'urgenza potrebbe arrivare da un [...]

     
  276. 29.08.2014 | "Curare persone" è anche curare gli ambienti in cui sono ricoverate

     
    È una sera come tante a Lashkar-gah, in Afghanistan. È stata un'altra lunga giornata passata a curare le vittime della guerra nel nostro Centro chirurgico e, finito il lavoro, il nostro staff si rilassa un attimo [...]

     
  277. 28.08.2014 | Per i profughi in nord Iraq: i Centri sanitari a Khanaqin e Arbat

     
    In Nord Iraq l'emergenza continua. Gli sfollati sono ormai 700.000 e le autorità locali curde non riescono da sole a rispondere ai bisogni dei profughi in continuo aumento.
    Gli sfollati - in questo ultimo periodo soprattutto iracheni cristiani e Yazidi - fuggono dai combattimenti e dalle violenze dell'IS che si è spinto fin dentro le aree al confine fra la regione curda e il governo centrale di Baghdad [...]

     
  278. 27.08.2014 | Goderich: l'ospedale di Emergency è pieno, la foresteria convertita in corsia per ricoverare più bambini possibile

     
    27 agosto - Lunedì 25 agosto, al pomeriggio, il Presidente della Sierra Leone è venuto a visitare l'ospedale di Emergency. Gli abbiamo detto che la chiusura dell'ospedale pediatrico pubblico e il non funzionamento delle sale operatorie dell'ospedale generale pubblico a causa [...]

     
  279. 25.08.2014 | Nella "C-ward" del Centro chirurgico di Lashkar-gah

     
    25 agosto - Shawali, 22 anni, ferito da mina, ha perso entrambe le gambe. Abd Bari, 30 anni, ferito da mina, ha perso la gamba sinistra. Najibullah [...]

     
  280. 24.08.2014 | Con lo staff tecnico del Centro chirurgico di Kabul


    Anche stamattina, come ogni mattina, Mauro e Sami - il logista internazionale e il supervisore dello staff tecnico del nostro Centro chirurgico di Kabul - radunano tutta la loro squadra e pianificano il lavoro della giornata. Elettricisti, falegnami, saldatori, idraulici, meccanici, sarti [...]

     
  281. 24.08.2014 | EBOLA: TRE PAZIENTI POSITIVI AL TEST INDIVIDUATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY DI GODERICH

     
    24 agosto - Tre pazienti risultati positivi al test di Ebola sono stati trasferiti ieri dal nostro ospedale di Goderich al Centro di trattamento di Kenema, come previsto dal coordinamento nazionale dell'emergenza Ebola. Una donna e le due figlie gemelle di 3 anni erano arrivate giovedì con febbre e diarrea. Sono state immediatamente riconosciute [...]

     
  282. 23.08.2014 | Mangal e Shiba

     
    È il padre di Mangal e Shiba a raccontare cos'è successo. "Eravamo a una festa di matrimonio, noi adulti eravamo in casa, i bambini erano in giardino a giocare, sono iniziati dei combattimenti nei [...]"

     
  283. 23.08.2014 | Zabiullah


    In questi giorni, passeggiando per il giardino del nostro Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul al pomeriggio è facile incontrare Zabiullah e il padre nell'area gioco per i bambini. "Rocket, rocket" dice l'uomo quando racconta cos'è successo [...]

     
  284. 20.08.2014 | Ebola: a Freetown, la capitale, gli ospedali pubblici sono in ginocchio, solo le nostre strutture sanitarie sono pienamente funzionanti

     
    20 agosto - Secondo l'ultimo rapporto del ministero della Sanità della Sierra Leone, sono 783 i casi accertati di Ebola nel Paese, 20 nella sola Freetown. Nell'area della capitale, il nostro Centro chirurgico e il nostro Centro pediatrico sono le uniche strutture sanitarie pienamente funzionanti [...]

     
  285. 11.08.2014 | AMBULANZA DI EMERGENCY COLPITA IN AFGHANISTAN, MORTO L'AUTISTA

     
    11 agosto - Oggi un'ambulanza di Emergency è rimasta coinvolta nei combattimenti nel distretto di Tagab, provincia nord-orientale di Kapisa. L'autista dell'ambulanza, il nostro collega afghano Hamza Khan, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco ed è morto. L'ambulanza stava andando al Posto di primo soccorso di Emergency a Tagab, dove [...]

     
  286. 07.08.2014 | Un altro incontro, un'altra storia di solitudine. È anche per A. e per tutte le persone come lei che siamo qui a Castel Volturno.

     
    È pomeriggio inoltrato. Siamo sull'ambulatorio mobile quando sentiamo una voce: "C'è nessuno? Potete aiutarmi?". Mi affaccio dalla porta e vedo una signora anziana che tenta di salire gli scalini del Polibus. Scendo per aiutarla, lei mi dice che ha un braccio infortunato, non riesce a fare forza per aggrapparsi al corrimano. Pian piano saliamo insieme [...]

     
  287. 05.08.2014 | A Kabul 326 ricoveri per ferite di guerra a luglio, il numero più alto mai registrato in un nostro ospedale

     
    La situazione sta deteriorando [...]

     
  288. 01.08.2014 | "Ci tengono. Questo è il loro ospedale"

     
    Quando si pensa alla chirurgia di guerra, la prima cosa che viene in mente è il concetto di azione: chirurghi, infermieri, strumentisti [...]

     
  289. 01.08.2014 | "Perché quelli che ci troviamo davanti sono sì pazienti, ma prima di tutto sono persone"

     
    Vivono la miseria, la fame - quella vera, letteralmente giorni e giorni senza [...]

     
  290. 30.07.2014 | Khanaqin, il numero di sfollati cresce di giorno in giorno

     
    Acqua, elettricità, cibo, assistenza medica, anche solo un letto dove dormire: nei campi per sfollati nei dintorni di Khanaqin, in nord Iraq, mancano anche le cose più semplici. Tijana, Field Coordinator di Emergency, guida il nostro team che offre assistenza sanitaria gratuita alle persone che si sono rifugiate lì per fuggire dai combattimenti [...]

     
  291. 30.07.2014 | Ebola in Sierra Leone, per ora nessun caso nel nostro ospedale

     
    Nonostante i circa 500 casi di Ebola accertati nel Paese, per ora non abbiamo ricevuto pazienti affetti dal virus nel nostro ospedale a Goderich [...]

     
  292. 25.07.2014 | Yousefina

     
    Yousefina è nata in Sud Sudan ma vive a Khartoum, nel campo profughi di Mayo, insieme alla nonna: ha la spina bifida e i suoi genitori l'hanno mandata in Sudan per farla operare all'ospedale pubblico. Quando stava per tornare dai suoi genitori, dopo l'intervento, Yousefina si è ferita alla gamba con un vetro mentre camminava a piedi nudi. L'infezione è degenerata e ora la bambina soffre di osteomielite. Yousefina viene al nostro Centro pediatrico a Mayo per le medicazioni: teniamo sotto controllo la sua ferita e il suo stato di salute, la medichiamo [...]

     
  293. 24.07.2014 | Aperto il nuovo Posto di primo soccorso di Andar

     
    24 luglio - Andar è un distretto della provincia di Ghazni, a mezza via tra Kabul e Khandahar, una delle zone più colpite [...]

     
  294. 21.07.2014 | Attentato a Lashkar-gah, 21 vittime portate al nostro ospedale

     
    21 luglio - Stamattina c'è stato un attentato a Lashkar-gah, capoluogo della regione di Helmand. Un convoglio della polizia, all'altezza della stazione dei bus per Kandahar, è stato attaccato da un'auto bomba. A ora il nostro ospedale ha ricevuto 21 pazienti, 13 poliziotti e 8 civili. Uno era già morto all'arrivo. La situazione in Afghanistan sta peggiorando di giorno in giorno: tra attentati, scontri a fuoco e mine [...]

     
  295. 16.07.2014 | ATTENTATO A PAKTIKA: 23 FERITI TRASPORTATI AL NOSTRO OSPEDALE A KABUL

     
    Martedì 15 luglio, all'ospedale di Kabul [...]

     
  296. 15.07.2014 | Attentati e combattimenti sono quotidiani e sempre più intensi

     
    15 luglio - All'ospedale di Emergency a Kabul abbiamo appena ricevuto 9 persone ferite nell'attentato di questa mattina nella [...]

     
  297. 04.07.2014 | Il ministro della Sanità dell'Afghanistan in visita al Centro chirurgico per vittime di guerra a Lashkar-gah

     
    4 luglio - La donna che vedete nella foto, sulla destra, mentre parla con una bambina colpita da un proiettile al torace e ora ricoverata nel nostro ospedale, è il ministro della Sanità dell'Afghanistan. È venuta stamattina in visita al nostro Centro chirurgico di Lashkar-gah, dove nelle ultime settimane stiamo curando sempre più vittime di guerra a causa dell'intensificarsi dei combattimenti. Ha girato nei reparti, incontrato il nostro staff, ha posto domande sulla situazione dei pazienti, sulla loro provenienza, sul tipo di intervento che hanno dovuto subire [...]

     
  298. 01.07.2014 | "Come mai la maggior parte delle ferite dei bambini sono alla testa?"

     
    "Ieri ho chiesto a un mio collega chirurgo afgano come mai la maggior parte delle ferite dei bambini sono alla testa: la risposta è stata tanto agghiacciante quanto vera [...]"

     
  299. 30.06.2014 | "Quando penso al lavoro che sto svolgendo qui a Kabul rimango davvero meravigliato di fronte ai chirurghi afghani che lavorano qui al Centro"

     
    "Quando penso al lavoro che sto svolgendo qui a Kabul rimango davvero meravigliato di fronte ai chirurghi afghani che lavorano qui al Centro... persone di 40, 45 anni con competenze e manualità mostruose su neurochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia generale, vascolare e ortopedia e che fanno cose stupende [...]"

     
  300. 25.06.2014 | "Curare chi ne ha bisogno, è questo il motivo per cui siamo qui"

     
    "Stiamo lavorando tantissimo, l'afflusso di feriti è aumentato notevolmente e sono davvero pochi i momenti in cui [...]"

     
  301. 25.06.2014 | "E la cosa ancora più pazzesca è che la maggior parte sono bambini"

    "In questi giorni è iniziata finalmente l'estate, le rose sono sbocciate nel nostro giardino e l'ospedale di Emergency a Kabul, in ‪‎Afghanistan‬, è uno spettacolo. La mattina presto quando si inizia a lavorare si è avvolti da un profumo intensissimo che mette di buon umore. Questa leggerezza però dura poco: riceviamo una media di 10 pazienti vittime di guerra ogni giorno, feriti da arma da fuoco o da mina... è pazzesco. E la cosa ancora più pazzesca è che la maggior parte sono bambini [...]"

     
  302. 23.06.2014 | In Helmand si combatte da tre giorni, 51 feriti portati all'ospedale di Emergency


    23 giugno - In Helmand - una provincia del sud dell'Afghanistan - si combatte da tre giorni. Il nostro ospedale di Lashkar-gah ha ricevuto 51 pazienti: 17 da Sangin, 10 da Grishk, 10 da Nawzrad 10 da Nari Saraj; gli altri da Nadali e dalla città di Lashkar-gah. Le nostre ambulanze fanno la spola tra i Posti di primo soccorso e l'ospedale di Lashkar-gah, senza sosta. Ieri sera [...]

     
  303. 23.06.2014 |  "Omer ha cinque anni ma pesa come un bambino di due"...

     
    Omer ha cinque anni ma pesa come un bambino di due. A sette mesi gli è stata diagnosticata una tetralogia di Fallot [...]

     
  304. 19.06.2014 | Gonanga, Zanzema Gracia, Felix

     
    19 giugno - Gonanga, Zanzema Gracia, Felix sono tre dei bambini curati dal nostro staff al Complexe pédiatrique di Bangui, in Repubblica Centrafricana Spesso vi raccontiamo storie di bambini che arrivano da noi feriti, vittime dei combattimenti che stanno dilaniando il Paese. Ma i danni creati dalla guerra vanno ben oltre a queste vittime "dirette":  ce ne sono anche molte altre, forse meno visibili ma non meno importanti [...]

     
  305. 17.06.2014 | Il nuovo progetto: outreach a Port Sudan

     
    17 giugno - Lei è Madina, la nostra Health promoter di Port Sudan, dove da una ventina di giorni abbiamo avviato un programma di outreach - medicina [...]

     
  306. 16.06.2014 | La guerra non ha portato né pace, né democrazia in Afghanistan: feriti e morti, invece, sì, e in abbondanza

     

    16 giugno - Non si conoscono ancora i risultati delle elezioni in Afghanistan. Quel che si sa è che continuiamo ad avere gli ospedali pieni, a Kabul come a Lashkar-gah: tutti i letti sono occupati, la corsia delle donne e dei bambini è affollatissima [...]

     
  307. 14.06.2014 | MASSIMA ALERTA A KABUL NEL GIORNO DELLE ELEZIONI, IN AUMENTO I FERITI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    14 giugno - Oggi in Afghanistan si vota per eleggere il successore di Hamid Karzai nel ballottaggio tra Abdullah Abdullah ed Ashraf Ghani Ahmadzai. In città c'è il massimo stato di allerta, le strade sono deserte. Alle 12, ore locali, al Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul sono [...]

     
  308. 11.06.2014 | "Ezechiel sta benissimo"

     
    11 giugno - "Qualche volta finisce davvero bene. Ecco Ezechiel, il bambino ferito al collo da una pallottola vagante una decina di giorni fa. Oggi è tornato al Complexe pédiatrique per il primo controllo dopo la dimissione. Tutto lo staff lo ha accolto con gioia: avevamo avuto paura che non ce la facesse e invece sta benissimo [...]"

     
  309. 06.06.2014 | Sulla Via Domiziana, tra Mondragone e Pozzuoli...

     
    Via Domiziana, tra Mondragone e Pozzuoli. Come stiamo facendo da circa due mesi, percorriamo le strade del casertano [...]

     
  310. 06.06.2014 | La guerra continua e noi continuiamo a curare i feriti

     
    6 giugno - È stata una notte intensa nel nostro ospedale di Kabul: verso le 4 abbiamo ricevuto nel giro di pochi minuti 13 pazienti [...]

     
  311. 01.06.2014 | Bangui: la crisi sembra superata, ma la tensione rimane alta

     
    1 giugno - La crisi sembra superata, ma la tensione rimane alta a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dopo l'attentato e la ripresa dei combattimenti in città nei giorni scorsi. Oggi le strade sono sgombre: non ci sono più barricate, non ci sono manifestazioni, ma circolano ancora poche macchine e nessun taxi [...]

     
  312. 29.05.2014 | GRAVE ATTENTATO A BANGUI

     
    29 maggio - Ieri pomeriggio Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è stata sconvolta da un attentato gravissimo alla chiesa di Notre Dame, che ha causato 15 morti e decine di feriti. L'attentato, al momento non rivendicato, ha riportato nel caos la città che da qualche settimana sembrava essere ritornata sotto il controllo delle autorità locali e delle truppe francesi [...]

     
  313. 27.05.2014 | Masooma, Satara e Naweed: da Kabul a Khartoum

     
    27 maggio - Masooma, Satara e Naweed partiranno giovedì per il Sudan: un aereo li porterà dall'Afghanistan a Khartoum, al Centro Salam di cardiochirurgia, dove i nostri chirurghi li opereranno per un difetto congenito al cuore. Li portiamo al Salam, il centro di eccellenza che abbiamo aperto nel 2007, perché nel loro Paese non avrebbero alcuna possibilità di ricevere gratuitamente le cure di cui hanno bisogno [...]

     
  314. 25.05.2014 | «Nessuno può avere ancora il coraggio di chiamarli "effetti collaterali"»

     
    25 maggio - «Sono appena rientrato a Kabul dopo essere stato qualche giorno in Italia per [...]»

     
  315. 22.05.2014 | Dal Kurdistan iracheno a Bari


    Siamo a Bari, nei pressi della stazione, dove uno dei nostri due minivan si reca regolarmente per offrire assistenza sanitaria di base e orientamento socio-sanitario alle tantissime persone in stato di disagio che vivono nella zona. Tra i pazienti in attesa oggi c'è Goran, un ragazzo curdo appena arrivato in Italia. Rimane in fila per un po', poi si avvicina a me e mi chiede di Emergency. Sembra quasi che ci conosca già, l'impressione è che cerchi [...]

     
  316. 15.05.2014 | "Tutti i nostri ospedali si stanno riempiendo e le attività si stanno intensificando"

     
    15 maggio - «Possiamo dichiarare nuovamente aperta la stagione dei combattimenti, la cosiddetta "offensiva di primavera". Negli ultimi giorni ci sono stati attacchi nelle province di Ghazni e Nangarhar, con diverse modalità di esecuzione ma simultanei. L'altro ieri mattina intorno alle cinque due razzi sono stati lanciati [...]»

     
  317. 09.05.2014 | "Ismae, 7 anni, ha ustioni di secondo e terzo grado a piedi e gambe"

     
    9 maggio - Bangui, pronto soccorso del Complexe pédiatrique, mercoledì mattina. Vediamo arrivare un uomo molto alto che porta in braccio, avvolto in una coperta colorata, un bambino che urla per il dolore: è suo figlio, Ismae, 7 anni. Lo facciamo stendere sul lettino per visitarlo: ha ustioni di secondo e terzo grado a piedi e gambe. Il racconto del padre è terribile: circa due settimane fa Buka, il villaggio a 300 km da Bangui dove vivono, è stato attaccato [...]

     
  318. 04.05.2014 | Da Bangui: aumentano i casi di malaria

     
    4 maggio - Nelle ultime settimane la sicurezza in Repubblica Centrafricana è andata peggiorando. Il nord del Paese è fuori controllo: nonostante la presenza [...]

     
  319. 02.05.2014 | Sbarchi in Sicilia, l'ambulatorio mobile di Emergency al lavoro per curare i migranti


    2 maggio - Oggi 1.140 migranti sono sbarcati sulle coste di Augusta. Ottanta di loro sono stati portati al Centro di accoglienza Umberto I di Siracusa, fuori dal quale si trova l'ambulatorio mobile di Emergency. I migranti, provenienti soprattutto dal Corno d'Africa, sono stremati dal viaggio che hanno affrontato in condizioni disumane. I medici [...]

     
  320. 28.04.2014 | Dal nostro staff a Bangui

     
    28 aprile - Un convoglio di 1200 musulmani è partito oggi da PK12, a 12 chilometri dal centro di Bangui - capitale della Repubblica Centrafricana - diretto verso nord. Nonostante le tensioni, la partenza si è svolta senza scontri e le forze internazionali lo scorteranno per tutto il viaggio. Subito dopo la partenza, è iniziato il saccheggio della moschea dove i rifugiati vivevano da molte settimane. Con il convoglio, è partita una delle comunità musulmane più grandi rimaste in città dopo i combattimenti degli scorsi mesi: i musulmani sono stati uno degli obiettivi principali delle milizie antibalaka, soprattutto dopo le dimissioni del presidente Djotodia, lo scorso gennaio. Nel resto del Paese la situazione è fuori controllo, a Bangui invece nelle ultime settimane è un po' più stabile anche se alcuni quartieri non hanno pace [...]

     
  321. 24.04.2014 | Il nuovo Posto di primo soccorso a Tagab

     
    24 aprile - "Ed eccoci nuovamente qui: il materiale è pronto, la formazione degli infermieri è terminata, l'ambulanza è pronta. Si apre: da oggi anche  Tagab, il distretto più sanguinoso della provincia di Kapisa, nel nord dell'Afghanistan, avrà un Posto di primo soccorso (FAP). Avevamo riscontrato la necessità di essere presenti anche qui già da qualche tempo: tutti i feriti di guerra [...]"

     
  322. 18.04.2014 | La storia di Pauline

     
    18 aprile - Pauline è arrivata al nostro ospedale un mese e mezzo fa. Era in coma, ferita alla testa da un machete durante una rappresaglia a Boda, a 200 km da Bangui, in una delle zone della Repubblica Centrafricana più colpite dalla guerra. Era arrivata sola, accompagnata [...]

     
  323. 17.04.2014 | Il nuovo progetto di Emergency in Italia


    Facilitare l'accesso ai servizi sanitari del territorio, aumentare la conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili e dei comportamenti [...]

     
  324. 17.04.2014 | Ibrahim Keite


    Ibrahim Keite aveva 29 anni, era arrivato dal Gambia con uno degli ultimi sbarchi sulla costa di Augusta. Era stato portato dai suoi compagni sull'ambulatorio mobile di Emergency che lavora fuori dal centro [...]

     
  325. 09.04.2014 | "Per favore, non bombardate"

     
    Si scrive "EMERGENCY HOSPITAL", si legge "per favore, non bombardate ". Questo è il cartello che abbiamo messo sul tetto del nuovo Posto di primo soccorso (FAP) di Urmuz, in Afghanistan, per segnalare ai piloti di droni e aerei che quello è un luogo di cura, per chiedere il rispetto dei nostri pazienti e del nostro personale [...]

     
  326. 07.04.2014 | Ventotto feriti di guerra ricoverati nei nostri ospedali nel giorno delle elezioni

     
    In Afghanistan sabato scorso, il 5 aprile, si votava il nuovo Presidente. Nei nostri ospedali, purtroppo, abbiamo vissuto il solito Paese: pieno di sangue e dove a pagare il prezzo più alto sono gli innocenti. Al Centro chirurgico di Lashkar-gah, nel corso della giornata, abbiamo ricoverato 7 donne - di cui una incinta - e 6 bambini. Tutti vittime di guerra. A Kabul il bilancio è di 15 pazienti. Tra loro 4 donne e 2 bambini [...]

     
  327. 07.04.2014 | Jaid

     
    7 aprile - Nella notte tra giovedì e venerdì, al Complexe pédiatrique è arrivato Jaid, un bambino di 2 mesi ferito da un colpo di machete. La sua famiglia è stata attaccata dagli antibalaka mentre dormiva; la mamma ha cercato di mettere in sicurezza il piccolo ma mentre correva un colpo li ha raggiunti. Per fortuna Jaid non è grave [...]

     
  328. 03.04.2014 | Il piccolo Dieumerci

     
    3 aprile - Bangui e la Repubblica Centrafricana continuano a vivere nell'incertezza. La presenza del contingente militare ciadiano, che sta scortando fuori Bangui i civili musulmani, ha aumentato ulteriormente la tensione. Lontano dalla capitale la situazione è fuori controllo: qualche giorno fa, da un villaggio distante circa 200 km, è arrivato al Complexe Pédiatrique un bimbo di 2 anni ferito da arma da fuoco. Si trovava nella foresta con suo padre [...]

     
  329. 03.04.2014 | "Qui Kabul"

     
    Mittente: Luca - Coordinatore medico di Emergency in Afghanistan
    Oggetto: Mohammad Dhullah
    «Abbiamo fatto il possibile, ma con immenso dispiacere vi devo purtroppo comunicare che Mohammad Dhullah, il bambino di 7 mesi ricoverato tre settimane fa a Kabul, non ce l'ha fatta» [...]

     
  330. 01.04.2014 | "Sono sempre di più i bambini che arrivano in condizioni gravi, spesso non curabili"

     
    1 aprile - Ieri e oggi nel centro della città la situazione sembra più tranquilla, ma nei quartieri PK 11 e PK 12 si spara ancora, tutti i giorni. Sabato sono arrivati in città militari ciadiani per evacuare i loro ultimi connazionali rimasti nei campi profughi.
    All'ingresso in città il contingente ha sparato sulla folla, apparentemente senza motivo: i morti sono stati 20. L'arrivo dei militari ciadiani, non previsto, ha riacceso la rabbia degli antibalaka e stamattina il comitato sicurezza a cui fanno riferimento tutte le Ong consigliava di limitare gli spostamenti in tutta la zona nord della città per possibili disordini legati all'uscita dalla città del convoglio militare. Al Centro pediatrico di Emergency e al Complexe pédiatrique lavoriamo sempre moltissimo. Sono sempre di più i bambini che arrivano in condizioni gravi, spesso non curabili [...]

     
  331. 28.03.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il racconto del nostro staff

     
    28 marzo - Ieri è stata una giornata tranquilla a Bangui ma, come al solito, la calma è durata meno di ventiquattr'ore. Stamattina il nostro risveglio è stato accompagnato dal rumore degli spari in lontananza: provenivano da Fatima, un quartiere a sud est della capitale; una veglia funebre di cristiani è stata assaltata a colpi di granate [...]

     
  332. 27.03.2014 | "Questa città, questo Paese, sono imprevedibili"

     
    27 marzo - Questa città, questo Paese, sono imprevedibili. Dopo giorni di massima allerta, oggi la situazione sembrava più tranquilla. Tanti militari nelle strade, più macchine in circolazione. Questa relativa "tranquillità" ci ha permesso di uscire dalla città per un sopralluogo a un campo di rifugiati. Non sappiamo mai cosa dobbiamo aspettarci da un giorno con l'altro, perciò appena vediamo [...]

     
  333. 26.03.2014 | "Oggi c'è una calma innaturale a Bangui"

     
    26 marzo - Oggi c'è una calma innaturale a Bangui. Gli spari si sono diradati, sono aumentati i pattugliamenti, ma ancora poche persone girano nelle strade. In questi giorni gli antibalaka bloccano i due i principali accessi alla città; a poche centinaia di metri dal nostro Centro pediatrico, andando verso la periferia, delle rudimentali barricate controllate da uomini armati impediscono alle macchine [...]

     
  334. 22.03.2014 | A Bangui continuano gli scontri

     
    22 marzo - A Bangui continuano gli scontri, soprattutto nei quartieri più periferici della città. Ieri, invece, ci sono stati scontri anche vicino al nostro Centro pediatrico, in pieno centro. Cinque ragazzini sono arrivati al Complexe pédiatrique con ferite da arma da fuoco e da granate alle gambe e ai piedi [...]

     
  335. 24.03.2014 | Aperto il nuovo Posto di primo soccorso di Urmuz

     
    Urmuz si trova nel distretto di Nawazad, nella provincia di Helmand, Afghanistan: è un assembramento di case nel deserto, dove si sono rifugiati gli abitanti di quello che era il villaggio originario di Nawazad, nella speranza di fuggire dai combattimenti e dai soprusi che flagellano la zona. È qui abbiamo aperto il nostro nuovo Posto di primo soccorso (FAP), per aiutare la popolazione di questo nuovo [...]

     
  336. 24.03.2014 | Bangui: the tension of the past few days shows no signs of diminishing

     
    March 24 - In Bangui the tension of the past few days shows no signs of diminishing: Muslims and Antibalaka continue to fight, and there are many deaths. Just last night there was an attack on PK5, a neighbourhood with a high concentration of Muslims. The Antibalaka are barricading the city so they can control all the approach roads. The refugee and displaced persons camps are filling up again [...]

     
  337. 23.03.2014 | Bangui: violenti combattimenti al PK5

     
    23 marzo - Al PK5 ieri ci sono stati violenti combattimenti tra Seleka e Antibalaka.
    Non ci sono ancora numeri ufficiali, ma si parla di decine di cadaveri nelle strade. PK5 è uno dei quartieri più travagliati di Bangui: qui non c'è mai stata tregua.

    "Preferisco dormire in ospedale" ci ha detto qualche giorno fa uno dei guardiani del Centro pediatrico: abita a PK5 e ha paura di tornare a casa.

     
  338. 21.03.2014 | KABUL, AFGHANISTAN: ATTACCO ALL'HOTEL SERENA, DUE FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    21 marzo - Ieri sera uomini armati hanno attaccato l'Hotel Serena di Kabul, l'albergo di riferimento per gli internazionali presenti nel Paese. Si parla di nove morti: cinque afgani e quattro internazionali. Nella notte, al nostro Centro chirurgico in città abbiamo ricevuto due feriti [...]

     
  339. 17.03.2014 | "Pauline si sta riprendendo"

     
    17 marzo - ""Pauline, la bambina di Boda che abbiamo operato una decina di giorni fa, si sta riprendendo: è ancora lontana dalla guarigione, ma inizia a star meglio. Quando è stata portata al Complexe pédiatrique di Bangui - dove l'abbiamo operata - era in coma per una ferita di machete alla testa [...]"

     
  340. 15.03.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: aumentanto i bambini malnutriti e i casi di meningite

     
    15 marzo - "Questa è la nuova copertura per la tenda che avevamo montato un paio di mesi fa nel giardino del Centro pediatrico per aumentare il numero dei posti letto disponibili. Ci stiamo preparando per i mesi più caldi perché sappiamo che la tenda rimarrà nel nostro giardino ancora per un po'. Visitiamo oltre 120 bambini, ogni giorno [...]"

     
  341. 13.03.2014 | Da Bangui

     
    13 marzo - "Il campo di sfollati dove lavoriamo è quasi vuoto. Chi ha potuto ha lasciato il Paese, gli altri si stanno spostando in città: le condizioni all'interno del campo sono veramente invivibili. Per alcuni, andarsene è la fine - non l'inizio - del viaggio.Qualche giorno fa, due coppie con i loro bambini sono partite per andare in Camerun. Non sono andati lontano: poco distanti dal campo, la loro macchina è stata fermata da persone armate [...]

     
  342. 11.03.2014 | "Una delle poche, se non l'unica, possibilità che queste persone hanno"

     
    11 marzo - Mohammad Dhullah ha 7 mesi. È arrivato domenica pomeriggio nel nostro ospedale di Kabul, portato in ambulanza dal nostro Posto di primo soccorso di Ghazni. La madre lo stava tenendo in braccio quando è stato trafitto da una pallottola: il proiettile è entrato dalla parte destra della regione lombo-sacrale ed è uscito dalla parte lombo-gluteale di sinistra. Dopo averlo visitato in pronto [...]

     
  343. 11.03.2014 | Jacqueline

     
    11 marzo - «Se per farti curare hai bisogno di soldi, te ne puoi andare di casa, noi non pagheremo».
    Jacqueline vive a PK 12, una delle zone più insicure di Bangui - la capitale della Repubblica Centrafricana - ha 13 anni ed è orfana. È stata picchiata con un bastone durante uno degli innumerevoli scontri che stanno insanguinando la città e il Paese ed è rimasta ferita a un occhio. Le hanno detto che ha bisogno di una visita oculistica, ma non ha i soldi per permettersela.
    I suoi zii, con cui vive da quando ha perso i genitori, non ne vogliono sapere di pagare: «Te ne puoi andare di casa», le hanno detto.

    Ora Jacqueline si trova al nostro Centro pediatrico e domani i nostri chirurghi la opereranno presso il Complexe pédiatrique, per rimuovere dall'occhio la scheggia di legno che l'aveva ferita.
    Non chiederemo nemmeno un centesimo né a lei né alla sua famiglia, così come non abbiamo mai chiesto né chiederemo nulla ai nostri pazienti: perché essere curati quando se ne ha bisogno è un diritto di tutti, e non un privilegio di chi può permetterselo.

     
  344. 10.03.2014 | Bangui: 5 anni anni fa ricoveravamo il primo paziente al Centro pediatrico

    5 anni fa oggi ricoveravamo il primo bambino al Centro pediatrico di Bangui, in Repubblica Centrafricana.
    Da allora ne abbiamo curati più di 120 mila, abbiamo svolto attività di educazione igienico-sanitaria per le famiglie, abbiamo seguito le donne in gravidanza con un servizio di assistenza prenatale.

    Avevamo aperto il Centro per curare le vittime della povertà; oggi, purtroppo, anche in Centrafrica curiamo ogni giorno vittime di guerra. In un Paese dilaniato da un conflitto che nell'ultimo anno ha fatto morti, feriti e un milione di profughi e sfollati, il nostro staff lavora tutti i giorni continuando a curare bambini e neonati, senza mai fermarsi nel Centro pediatrico, all'ospedale pubblico di Bangui, nei campi profughi

    Come sapete, ci piace pensare al giorno in cui non saremo più necessari - è questo lo scopo finale del nostro lavoro - ma ancora una volta quel giorno sembra lontano.
    E noi, finché ci sarà bisogno, ci saremo.

     
  345. 10.03.2014 | Repubblica Centrafricana - "Ha 6 anni e una ferita alla testa, Pauline"

     
    10 marzo - Ha 6 anni e una ferita alla testa, Pauline. L'hanno colpita con il machete durante una rappresaglia ed è arrivata ieri al Complexe pédiatrique in coma, dopo un viaggio di alcune ore. È stata operata e ora è sotto osservazione: dobbiamo solo aspettare. Pauline non ha più i genitori, nessuno che la aspetti né qui, né al suo villaggio ]...]

     
  346. 07.03.2014 | A Bangui, tra i profughi e gli sfollati

     
    7 marzo  -  "La situazione è ancora molto tesa a Bangui. Non ci sono più combattimenti, ma continuano le rappresaglie e i regolamenti di conti tra le opposte fazioni. Mentre viaggiavamo verso il campo profughi, abbiamo visto 4 cadaveri. Li circondavano le truppe francesi, per evitare la profanazione. Al campo dei profughi musulmani, dove lavoriamo da tre mesi, ci sono ormai solo qualche centinaio di persone, la maggior parte se ne sta andando. La vita nel campo è durissima [...]"

     
  347. 05.03.2014 | "Oltre 30 pazienti in pochi minuti"

     
    "Oltre 30 pazienti in pochi minuti: tanti ne sono arrivati giovedì scorso al nostro Centro chirurgico in Sierra Leone. Una vera e propria mass casualty (afflusso massicio di pazienti) [...]"

     
  348. 05.03.2014 | "Yvef ha 6 anni ed è arrivato al Centro pediatrico accompagnato dal padre una decina di giorni fa"

     
    5 marzo  -  "Viene da Boye, un villaggio poco fuori Bangui. Yvef ha 6 anni ed è arrivato al Centro pediatrico accompagnato dal padre una decina di giorni fa. Era stanco, affaticato, aveva edemi agli occhi e al viso: il padre ci ha detto che aveva perso molto peso.
    Sono di una zona rurale, devono aver vissuto il peggio di questa guerra: i combattimenti, la paura, e la fame. Ma non è solo la malnutrizione a far star male il bambino [...]"

     
  349. 03.03.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: "Finché il campo rimane abitato, noi continueremo a venire qui per offrire cure ai bambini e ai neonati"

     
    3 marzo  -  Nel campo dei profughi musulmani vicino all'aeroporto di Bangui, dove lavoriamo da due mesi, ci sono ormai solo 400 persone: i profughi ciadiani sono stati rimpatriati, i musulmani centrafricani iniziano a essere trasferiti in città. L'obiettivo è di svuotare i campi profughi e la grande moschea, dove sono concentrati i musulmani dall'inizio di quest'ultima offensiva, per trasferirli in altre strutture in città, dove dovrebbero avere [...]

     
  350. 27.02.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il nostro staff a Bangui lavora senza sosta da mesi

     
    27 febbraio - Dopo l'allontanamento del presidente Djotodia, l'ostilità contro i cittadini musulmani è diventata sempre più violenta. Per paura di rappresaglie, i musulmani di Bangui sono ormai rifugiati nella grande moschea, al Pk12 e in uno dei campi profughi sorti vicino all'aeroporto all'inizio del conflitto. In tutti gli accampamenti le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza: ci sono poca acqua, poco cibo, nessun riparo [...]

     
  351. 25.02.2014 | "E ora che farai?"


    Bari, vicino alla Stazione Centrale. S., 23 anni, viene da Mogadiscio. Mentre aspetta il suo turno per essere visitato sull'ambulatorio mobile ci parla di lui, della sua famiglia - 22 fratelli, una squadra di calcio con riserve annesse!"), della sua vita. Ci racconta il viaggio dalla Somalia all'Italia, tre mesi di cammino e spostamenti estenuanti passando da Siria, Turchia e Grecia, poi l'arrivo a Lecce, il viaggio per Milano e finalmente un lavoro - in nero - come [...]

     
  352. 19.02.2014 | PRECIPITA LA SITUAZIONE IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA

     
    19 febbraio - La Repubblica Centrafricana sta affrontando una crisi umanitaria devastante e le prime vittime sono i bambini. Si combatte ancora nei villaggi del nord: migliaia di persone sono scappate nella boscaglia per cercare rifugio dalle violenze, camion carichi di civili stanno lasciando le città di Bouar, Bouca, Berberati, Bocaranga, Bossangoa diretti nella capitale o in Camerun e in Ciad [...]

     
  353. 12.02.2014 | Afghanistan: in aumento le vittime civili

     
    Il 2013 è stato l'anno peggiore per la popolazione afgana dall'inizio della guerra, 13 anni fa. I Centri chirurgici di Emergency di Kabul e Lashkar-gah, capoluogo della regione di Helmand, hanno ammesso 4.317 pazienti feriti per cause di guerra (circa 12 feriti di guerra al giorno per 365 giorni all'anno), il 38% in più del 2012 e il 60% in più rispetto al 2011. Di loro, 2.183 erano stati feriti da una pallottola, 1.037 da una scheggia e 613 erano stati feriti [...]

     
  354. 11.02.2014 | "Sono i civili, uomini, donne e bambini, a pagare il prezzo più alto della guerra in Repubblica Centrafricana"

     
    11 febbraio - "In Repubblica Centrafricana la situazione è sempre più drammatica. Si combatte, soprattutto nelle province del nord ovest: decine di migliaia di persone stanno lasciando le loro case per cercare rifugio a Bangui o per scappare verso il Ciad e il Camerun. Nella capitale, i campi profughi sono sempre più affollati: vicino [...]"

     
  355. 08.02.2014 |  "La guerra in Repubblica Centrafricana continua nell'indifferenza generale. Noi continuiamo a lavorare"

     
    8 febbraio - "Oggi con la clinica mobile abbiamo visitato 130 bambini e ne abbiamo trasferito 15 al nostro Centro pediatrico, tra cui 9 neonati. Dopo le visite della mattina, al campo profughi sono arrivati 20 camion carichi di gente in fuga dal sud del Paese. Abbiamo fatto un rapido triage su 1000 bambini scesi dai camion. Un bambino, nato [...]"

     
  356. 05.02.2014 | Il lavoro del nostro team a Bangui

     
    5 febbraio - "A Bangui continuano le rappresaglie, soprattutto nei quartieri fuori città, Combattant e Miskine. I combattimenti, però, si sono spostati nelle province del nord e da lì provengono i nuovi profughi che stanno arrivando a Bangui.
    In migliaia hanno ripopolato il campo vicino all'aeroporto dove già lavoravamo, tanti si sono rifugiati in altre zone presidiate della città. Nei campi profughi continuiamo a garantire assistenza sanitaria ai bambini che vivono in condizioni igieniche spaventose senza acqua pulita, né servizi igienici [...]"

     
  357. 03.02.2014 | Ecco Kabul, Afghanistan, a 13 anni dall'inizio della guerra

     
    Stamattina a Kabul, nel quartiere di Pol-e-Charki, c'è stato un attentato. Sono rimasti feriti due ragazzi, colpiti dall'esplosione mentre stavano uscendo dalla moschea: Aqibullah e Rasoul, di 22 e 25 anni, sono stati portati al nostro ospedale. Nel solo mese di gennaio a Kabul ci sono stati 4 attentati, febbraio non si annuncia da meno. Ecco Kabul, Afghanistan, a 13 anni dall'inizio della guerra [...]

     
  358. 30.01.2014 | "Vediamo tutti i giorni feriti, sfollati, persone che scappano"

     
    30 gennaio -  "Avevamo pensato che la nomina del presidente e dei nuovi ministri portasse un po' di tranquillità in Repubblica Centrafricana, ma non è così. Si combatte ancora nei quartieri vicino all'aeroporto: Miskine, Combattant, Avenue de France sono le zone più pericolose insieme ai quartieri a nord della città. Le strade continuano a essere insicure e facciamo sempre più fatica a muoverci in città per raggiungere i campi di sfollati dove stiamo lavorando per portare cure a bambini [...]"

     
  359. 28.01.2014 | Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui è fuori controllo

     
    28 gennaio - La nomina del Presidente la scorsa settimana sembrava aver avuto un effetto positivo sulla sicurezza, ma nel giro di pochi giorni il livello di violenza si è di nuovo alzato: scontri armati e saccheggi ormai sono quotidiani in tutti i quartieri. La guerra tra gruppi armati è sfociata in esplosioni di violenza anche tra popolazione civile: ci sono linciaggi nelle strade, auto bloccate senza ragione da uomini armati di machete e bastoni. La popolazione ha paura: molti stanno scappando per cercare rifugio nelle province più tranquille. Abbiamo perso anche alcuni membri del nostro personale locale, che hanno deciso di lasciare il Paese con le proprie famiglie diretti in Camerun e Chad [...]

     
  360. 24.01.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: prosegue il lavoro dei nostri medici a Bangui

     
    24 gennaio - Ieri a Bangui la nuova presidente della Repubblica Centrafricana ha prestato giuramento, ma la situazione nel Paese rimane molto difficile: i combattimenti proseguono sia nei quartieri della capitale sia fuori città. La forte insicurezza limita gli spostamenti anche per il nostro staff, ma abbiamo comunque continuato a essere presenti [...]

     
  361. 16.01.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui

     
    16 gennaio - A Bangui i nostri medici stanno lavorando tantissimo. Negli ultimi giorni l'afflusso di pazienti al Centro pediatrico è tornato alla normalità: le persone hanno ricominciato a muoversi dopo giorni in cui a causa dei combattimenti nessuno usciva di casa, neanche per andare in ospedale. Abbiamo avuto un forte aumento dei ricoveri: riceviamo bambibi che hanno bisogno di cure urgenti [...]

     
  362. 15.01.2014 | "Madina è arrivata da noi in condizioni critiche" 

     
    Madina si trovava con la madre, il padre e i due fratelli sulla strada per Jalalabad quando è rimasta coinvolta in un attentato contro un bus della polizia. Il padre, l'unico a non rimanere ferito, ha subito portato tutti all'ospedale pubblico; poi - vedendo che le condizioni di Madina peggioravano - l'ha portata al Centro chirurgico di Kabul. Madina è arrivata da noi in condizioni critiche: una scheggia dell'ordigno esplosivo le era entrata nel petto, trapassandole un polmone [...]

     
  363. 13.01.2014 | Sorpresa ad Anabah

     
    Alcune settimane fa, eseguendo un'ecografia a una delle donne che si rivolgono al Centro di maternità in Panshir, Afghanistan, la nostra ginecologa è rimasta senza parole: la mamma era incinta di 5 bambine. Abbiamo ricoverato la mamma per monitorare la gravidanza e, soprattutto, tenerla a riposo il più a lungo possibile, anche per dare tempo alle bambine di crescere. L'11 gennaio, con un cesareo programmato, sono nate 5 bambine [...]

     
  364. 12.01.2014 | Bangui: non si sente più sparare, ma la situazione rimane molto tesa

     
    12 gennaio - "A Bangui la situazione è sempre molto tesa. Nelle ultime ore non si sente più sparare, ma le strade sono ancora deserte: in questo clima di incertezza hanno tutti paura di uscire di casa e aspettano di capire che cosa succederà.Appena le condizioni di sicurezza ce l'hanno permesso, siamo andati al campo dove sono concentrati i profughi ciadiani [...]"

     
  365. 10.01.2014 | Crisi in Repubblica Centrafricana: la situazione a Bangui sta precipitando

     
    10 gennaio - Si combatte in città anche vicino al Parlamento, di fronte al Centro pediatrico di Emergency, dal quale si sentono sparatorie, lanci di razzi e granate. Durante la giornata il Presidente e il Primo ministro avevano annunciato le dimissioni e c'erano state manifestazioni in tutta la città. Anche l'aeroporto è rimasto chiuso tutta la mattina per l'occupazione della pista da parte di migliaia di persone [...]

     
  366. 09.01.2014 | A Bangui, tra i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana

     
    9 gennaio - Secondo i dati delle agenzie internazionali, i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana sono quasi un milione su una popolazione di 4 milioni e seicentomila persone. Molti hanno trovato rifugio nei campi sorti intorno a Bangui, la capitale; alcuni - soprattutto gli stranieri - stanno cercando di lasciare il Paese [...]

     
  367. 08.01.2014 | Jama Gul, "Fiore del venerdì"

     
    Jama Gul (Fiore del venerdì) è nato nel Centro chirurgico per vittime di guerra di Lashkar-gah lo scorso 3 gennaio. La mamma, all'ottavo mese di gravidanza, era stata ricoverata dieci giorni prima per una ferita da pallottola a un fianco. Jama Gul e la sua mamma stanno bene e sono tornati a casa, a Nadali, uno dei villaggi più colpiti dalla guerra nella regione di Helmand. Medici e infermieri li salutano commossi: "Salam aleikum, la pace sia con voi" [...]

     
  368. 04.01.2014 | A Bangui, l'accesso alle cure è sempre molto difficile

     
    4 gennaio - A causa dell'insicurezza delle strade, a Bangui l'accesso alle cure è sempre molto difficile. Nei villaggi intorno alla capitale la situazione è ancora più critica: a poche decine di chilometri dalla città, ci sono persone che sono state ferite negli scontri di inizio dicembre che non hanno ancora visto un dottore. Stamattina siamo stati in uno dei piccoli villaggi che costeggiano il fiume [...]

     
  369. 02.01.2014 | "Migliore istituzione medica della Sierra Leone"

     
    "Migliore istituzione medica della Sierra Leone": il nostro ospedale di Goderich ha vinto il premio AWOL che "riconosce [...]"

     
  370. 29.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: il senso del nostro essere a Bangui

     
    29 dicembre - Sono tornati al Complexe pédiatrique per la visita di controllo. Sono 6 dei 10 bambini presi a colpi di machete lo scorso 3 dicembre a Boali, un villaggio a un centinaio di chilometri dal Bangui, la capitale. Poterli rivedere oggi tutti insieme, ormai in via di guarigione, è il senso del nostro essere a Bangui [...]

     
  371. 28.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: oltre 30 bambini feriti da arma da fuoco, razzi, granate e machete operati nell'ultimo mese

     
    28 dicembre - Ieri al Complexe pédiatrique sono arrivati 4 bambini. Erano stati colpiti da una granata mentre si trovavano sulla strada che porta a un quartiere periferico a nord della città. Oggi abbiamo ricevuto un bambino ferito da un proiettile in un altro distretto: l'abbiamo portato subito in sala operatoria e ora è fuori pericolo. Nell'ultimo mese abbiamo operato più di 30 bambini feriti da arma da fuoco, razzi, granate e machete [...]

     
  372. 22.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: sempre più difficile la situazione a Bangui

     
    22 dicembre - La situazione a Bangui è sempre più grave. Si combatte vicino all'aeroporto e a PK5, ma ci sono scontri in tutta la città, anche vicino al Centro pediatrico. Il nostro lavoro sta diventando sempre più difficile. Stiamo organizzando turni molto lunghi perché lo staff nazionale ha gravi difficoltà a raggiungere l'ospedale, a causa della pericolosità delle strade. Per la stessa ragione stanno arrivando pochissimi pazienti [...]

     
  373. 20.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: un nuovo intervento di Emergency vicino a Bangui

     
    20 dicembre - Da giovedì abbiamo iniziato a lavorare anche presso Pk13, a 13 chilometri da Bangui, dove sono concentrati centinaia di profughi provenienti dai villaggi vicini. Sono tanti i bambini malnutriti o affetti da malaria: li visitiamo e, in caso di necessità, li trasferiamo al Centro pediatrico per garantire loro le cure di cui hanno bisogno [...]

     
  374. 17.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: dal Centro pediatrico di Bangui

     
    17 dicembre - Verso le 7 di questa mattina ci sono stati combattimenti nell'area tra il quarto arrondissement e il Pk12, a pochi chilometri dal nostro Centro pediatrico. Abbiamo sentito i pattugliamenti degli elicotteri dalle prime ore del mattino, ma non abbiamo avuto problemi a raggiungere il Centro: le strade qui intorno sono relativamente tranquille. Superati i giorni peggiori [...]

     
  375. 13.12.2013 | I «volontari sentinelle»

     
    A Mayo, oltre al lavoro svolto all'interno del Centro pediatrico, i nostri medici, infermieri ed educatori sanitari (Health promoter) sono impegnati nel Programma di medicina preventiva. Si tratta di un'attività molto importante perché porta cure e prevenzione anche nelle zone più lontane del campo. Nessuno sa di preciso quante persone vivano nella sterminata distesa di baracche di Mayo, ma le stime parlano di 300 mila profughi [...]

     
  376. 13.12.2013 | L'"Università" in ospedale

     
    Najibullah è al quarto anno di specialità e ogni giorno fa un passo in più per raggiungere l'autonomia professionale con l'aiuto dei chirurghi esperti. Insieme con altri nove chirurghi generali, Najibullah è parte di un progetto che Emergency ha pensato sin dal suo arrivo in Afghanistan: la formazione dello staff nazionale. In tutti i nostri ospedali, lo staff internazionale ha tra i suoi compiti la formazione del personale locale [...]

     
  377. 13.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana: i medici di Emergency continuano a garantire cure ai bambini

     
    13 dicembre - La situazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è ancora molto critica. Nell'ultima settimana gli scontri armati hanno causato oltre 600 morti e sono circa 40 mila i profughi che cercano protezione nell'area dell'aeroporto dalle rappresaglie dei miliziani in città. In alcune zone sono in corso [...]

     
  378. 11.12.2013 | Crisi in Repubblica Centrafricana - da Bangui

     
    11 dicembre - Nella maggior parte della città la situazione sembra stabilizzata: non si spara più, qualche negozio sta riaprendo, le persone hanno ripreso a circolare nelle strade. Da ieri abbiamo cominciato a ricevere più pazienti al Centro pediatrico: si tratta di bambini piccoli che hanno bisogno di cure urgenti per malaria e infezioni alle vie respiratorie non curate in questi giorni di scontri [...]

     
  379. 08.12.2013 | Bangui: nella zona dell'aeroporto, tra tende e baracche di fortuna, sono moltissimi i bambini

     
    8 dicembre - A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, la situazione è ancora molto critica. Nella zona dell'aeroporto, presidiata dai militari francesi, si sono rifugiate circa 20.000 persone in cerca di protezione e altre continuano ad arrivare. Tra tende e baracche di fortuna, sono moltissimi i bambini. Provenivano dal campo profughi [...]

     
  380. 07.12.2013 | SEMPRE PIÙ DRAMMATICA LA SITUAZIONE A BANGUI

     
    7 dicembre - Mentre i soldati francesi intensificano i pattugliamenti nelle vie principali, si hanno notizie di rastrellamenti casa per casa di uomini e ragazzi; ai bordi delle strade, pressoché deserte, ci sono ancora molti cadaveri abbandonati. Il team chirurgico di Emergency è al lavoro al Complexe pédiatrique, l'ospedale pubblico cittadino, dove sono ricoverati ancora circa trenta bambini [...]

     
  381. 05.12.2013 | A BANGUI, CAPITALE DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, SI COMBATTE DA QUESTA MATTINA

     
    A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, si combatte da questa mattina. Si sente sparare anche dal Centro pediatrico di Emergency, situato di fronte al Parlamento. Al Centro pediatrico è arrivato anche un ferito dei miliziani "anti-balaka". A causa degli scontri, il team di chirurgia di guerra che lavora presso il Complexe [...]

     
  382. 05.12.2013 | «Si sentono gli spari, sono vicinissimi»

     
    5 dicembre - Così ci ha detto Massimo, il nostro logista in Repubblica Centrafricana. Oggi a Bangui, la capitale, è stata una giornata di combattimenti. Si è combattuto anche vicino al Centro pediatrico di Emergency, di fronte al Parlamento. I pochi pazienti che erano riusciti ad arrivare hanno atteso in ospedale la fine degli scontri per poter tornare a casa. Al Complexe pédiatrique sono arrivati 8 bambini feriti: uno è arrivato [...]

     
  383. 03.12.2013 | STRAGE DI BAMBINI IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA, I FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    Martedì mattina al Complexe pédiatrique di Bangui, dove lavora il team di Emergency, sono arrivati 10 bambini. Avevano ferite ovunque. Sono dell'etnia Peuls, nomadi musulmani che vivono a una novantina di chilometri da Bangui. Ci hanno raccontato che prima sono stati chiusi in una casa e poi che sono stati portati all'aperto, messi [...]

     
  384. 03.12.2013 | "Una strana calma latente"


    «A Bangui, la capitale, c'è una strana calma latente. L'altro ieri, giorno dell'indipendenza nazionale, la parata militare è stata sospesa per ragioni di sicurezza. A circa 75 km da qui, venerdì scorso ci sono stati scontri violenti tra gruppi di combattenti. Noi abbiamo ricevuto al Complexe pédiatrique alcuni bambini feriti da colpi d'arma da fuoco e altri con traumi procurati mentre scappavano. La situazione resta caotica e poco chiara [...]»

     
  385. 27.11.2013 | Repubblica Centrafricana, la situazione è sempre più grave


    «La Repubblica Centrafricana continua a vivere nel caos e nell'insicurezza. Il governo ha reintrodotto il coprifuoco notturno, anche se da mesi la gente ha smesso di uscire di casa dopo il tramonto. Nella gran parte del Paese le persone vivono con un pasto al giorno, quando riescono a racimolarne uno; le esecuzioni e le violenze stanno terrorizzando il Paese [...]»

     
  386. 19.11.2013 | Al lavoro a Bangui, per garantire le cure a chi ha bisogno

     
    "La gente è sempre più povera, i prezzi salgono così come la violenza. Non si sa quale direzione prenderà questo Paese, è forte il rischio che si vada incontro a una grandissima crisi. A breve ci sarà la stagione secca e il raccolto scarseggerà. Noi stiamo sempre lavorando molto, sia al Centro pediatrico che al Complexe pédiatrique, per garantire le cure a chi ne bisogno" [...].

     
  387. 07.11.2013 | La guerra vista dagli occhi di un bambino

     
    Bilal, 8 anni, stava giocando con gli amici nei pressi di casa sua nella provincia di Kapisa, in Afghanistan, quando lì vicino sono scoppiati dei combattimenti. Una granata "vagante" è esplosa a meno di un metro da lui ferendolo. Urla, terrore, disperazione, poi l'ambulanza e l'arrivo al nostro ospedale di Anabah, le cure. Durante il ricovero Bilal fa molti disegni. Un giorno me ne mostra uno, tutto orgoglioso. L'ha fatto [...]

     
  388. 18.10.2013 | La situazione a Bangui

     
    Dopo un periodo di relativa tranquillità, a Bangui la situazione è tornata a essere molto instabile. L'insicurezza per la popolazione è palpabile e in città girano moltissimi militari e persone armate. Violenza, furti e rapine sono all'ordine del giorno. Il nostro personale non ha mai smesso di lavorare, nemmeno nei giorni più caldi del colpo di stato, al nostro Centro pediatrico e presso il Complexe pédiatrique dove offre cure chirurgiche [...]

     
  389. 10.10.2013 | "Dottoressa, il dolore è molto forte, aiutami"


    "Dottoressa, il dolore è molto forte, aiutami". Seikou ha dolori per tutto il corpo, cammina a fatica, ha male quando muove le braccia. È arrivato in Italia dall'Eritrea dopo un viaggio durato mesi, tra cassoni di camion, poca acqua e poco cibo, una barca che galleggiava a mala pena. "Dottoressa, il dolore è davvero forte, aiutami", dice, mentre lo visitiamo sull'ambulatorio mobile a Siracusa [...]

     
  390. 01.10.2013 | Nuovi diplomati a Sulaimaniya, Iraq

     
    Due donne e sei uomini: sono i nuovi diplomati in carpenteria, falegnameria e sartoria che abbiamo formato al Centro di riabilitazione e produzione protesi di Sulaimaniya [...]

     
  391. 01.10.2013 | Tibia dall'Eritrea

     
    Tibia, 7 anni, ha fatto il viaggio della speranza con la madre Teweka, incinta di cinque mesi. Il padre è rimasto in Eritrea per adesso, forse non avevano abbastanza soldi per pagare il viaggio di tutti e tre. Teweka arriva al Polibus con estrema fatica: ha una voluminosa fasciatura sui glutei e sulla coscia destra. Toglierle la fasciatura è uno strazio, piange disperata perché le garze sono attaccate all'ustione [...]

     
  392. 27.09.2013 | "Nella stanza, con noi, c'è tutto l'orrore della guerra"

     
    Siracusa. Il nostro Polibus è, come da due mesi a questa parte, fuori dall'Umberto I, il centro dove vengono ospitati [...]

     
  393. 25.09.2013 | Siracusa: proseguono gli sbarchi, prosegue il lavoro del Polibus

     
    Circa 260. Sono le persone sbarcate nei pressi di Siracusa negli ultimi due giorni. Vengono dall'Afghanistan, dall'Egitto e - per la maggior parte - dalla Siria. Scappano dalla guerra, dai conflitti, dall'instabilità, dalla povertà. Tra di loro, molti minori, anche non accompagnati. Quando sbarcano soffrono delle conseguenze del lungo e difficile viaggio: disidratazione, chinetosi, influenza, eritemi, contusioni [...]

     
  394. 13.09.2013 | Medicina contro la superstizione

     
    Il reparto di pediatria dell'ospedale di Emergency a Goderich è pieno di bambini ingessati, amputati, con la malaria e malnutriti. «Ogni mese ne curiamo 1.300», spiega Luca, responsabile della struttura. «Sono arrivato nel 2001, un anno prima della fine della guerra. Abbiamo costruito l'ospedale sui resti di un centro dove le donne andavano a partorire. All'inizio curavamo i feriti negli scontri, dopo ci siamo specializzati in traumi. La maggior parte di chi arriva da noi è vittima di incidenti. Guidano come pazzi su strade disastrate, con auto senza freni». Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, il 21 per cento dei bambini di età inferiore a 5 anni qui è sottopeso, il tasso di mortalità è tra i più alti dell'Africa: su mille nati vivi, 185 non arrivano a 5 anni. «Per questo», dice Luca, «abbiamo aperto un reparto pediatrico, che è un punto di riferimento per tutto il Paese» [...]

     
  395. 12.09.2013 | Lara

     
    Sono circa le nove di sera e sul Polibus ci sono ancora due persone in sala d'aspetto. Arriva una giovane donna: pantaloncini corti, maglietta nera che lascia scoperta una spalla, due grandi stelle [...]

     
  396. 08.09.2013 | Attentato suicida a Maydan Shar, i feriti curati da Emergency

     
    Domenica 8 alle 14,30 (ora afgana), c'è stato un attentato suicida a Maydan Shar, nella provincia di Wardak, a un'ora [...]

     
  397. 06.09.2013 | "Dove siamo?" "Siracusa, Italy"

     
    Nella notte tra sabato e domenica scorsi sulle coste di Siracusa sono sbarcate circa 160 persone: uno dei tanti sbarchi avvenuti nelle ultime settimane. Molte le famiglie, tantissimi i bambini. Quasi tutti sono siriani. Chiedono: «Dove siamo?». «Siracusa, Italy», rispondiamo, e per loro significa semplicemente Europa, salvezza. Incrociamo sguardi stanchi, qualche sorriso, qualcuno dice: «Thank you» [...]

     
  398. 27.08.2013 | Feriti di guerra in aumento

     
    Tra gennaio e luglio, i nostri ospedali di Lashkar-gah e Kabul hanno registrato un aumento del 55% di ammissioni di feriti di guerra rispetto al 2012, del 70% rispetto al 2011.
    Nell'ospedale di Lashkar-gah l'incremento è stato del 90% rispetto al 2012 e del 111% rispetto al 2011. Per far fronte all'aumento del numero dei feriti, negli ultimi mesi abbiamo potenziato la nostra presenza in Afghanistan avviando nuovi Posti di primo soccorso, per essere presenti [...]

     
  399. 22.08.2013 | "In fuga dalle bombe"

     
    Umberto I, il centro di Siracusa dove vengono mandate le persone che sbarcano sulle coste della provincia. Al secondo piano del palazzo, che era un istituto di formazione [...]

     
  400. 02.08.2013 | Raza, 16 anni

     
    Raza ha 16 anni, viene da Mazar-i Sharif, Afghanistan. Si lamenta: vuole essere spostato per ritrovare gli amici che stanno in un'altra stanza. "Russa, russa..."  dice scuotendo la testa. Pensiamo [...]

     
  401. 31.07.2013 | Dal Polibus al Poliambulatorio: la storia di F.

     
    "Abbiamo conosciuto F. lo scorso inverno, quando è venuto a farsi visitare sul Polibus. I nostri mediatori lo hanno indirizzato alla più vicina struttura [...]"

     
  402. 23.07.2013 | "Il costo di questa guerra"

     
    "Negli ultimi due mesi la situazione in ‪Afghanistan‬ si è ulteriormente deteriorata, soprattutto nella parte settentrionale della provincia di Helmand. Il distretto di Sangin [...]"

     
  403. 19.07.2013 | Chirurgia e pediatria a Bangui

     
    Sono passati poco più di tre mesi dall'inizio della nostra missione di chirurgia in Repubblica Centrafricana. Siamo arrivati a Bangui, la capitale, su richiesta delle autorità locali che non riuscivano a garantire l'attività chirurgica in città: i medici locali non erano in grado di affrontare l'emergenza, mancavano farmaci e attrezzature. I nostri chirurghi hanno subito riattivato le due sale operatorie al Complexe pédiatrique, l'ospedale [...]

     
  404. 15.07.2013 | Shekina

     
    "Oggi, una delle tante giornate cariche di visite di consultazione. Il medico locale mi chiama nel "cabinet" di visita: trovo una bambina di 2 anni, severamente malnutrita, abbandonata dai genitori una notte di tre mesi fa lungo una delle vie principali di ‪Bangui‬ perché considerata una "sorcière", maledetta. Il giovane soldato che la accompagna racconta che da quella sera la piccola vive con i Seleka nella caserma [...]"

     
  405. 08.07.2013 | Mabin

     
    Mabin è incinta di 5 mesi. Era a casa sua a Musa Qala - nel sud dell'Afghanistan - quando lì vicino sono iniziati i combattimenti. Mabin è uscita per chiamare due sue figlie che erano fuori casa: aveva paura che rimanessero coinvolte nei combattimenti. Appena fuori dalla porta, è stata colpita alla pancia da un proiettile vagante. I suoi familiari l'hanno subito portata al nostro Posto di primo soccorso nel villaggio. L'abbiamo stabilizzata [...]

     
  406. 01.07.2013 | Il giorno di Sangin

     
    Nooor Ahmad, maschio, 5 anni. Zagroti, femmina, 16 anni. Abdul Buki, maschio, 45 anni. Khadigah, femmina, 15 anni. Razia, femmina, 25 anni. Abdullah, maschio, 70 anni.  Haji Mohammed Sadiq, maschio, 60 anni. Qader, maschio, 40 anni. Mohammed Alim, maschio, 55 anni. Noor Bibi, femmina, 50 anni. Gullpia, femmina, 18 anni. Fauzia, femmina. Muzlifa, femmina, 6 anni. Guldasta, femmina, 20 anni. Mustafa, maschio, 16 anni [...]

     
  407. 24.06.2013 | Scontri a Kabul, i feriti portati all'ospedale di Emergency

     
    24 giugno. Anche oggi dall'Afghanistan arrivano pessime notizie: stamattina al nostro Centro chirurgico di Kabul abbiamo ricevuto 9 persone ferite durante uno scontro a fuoco tra forze dell'ordine e manifestanti nei pressi di Pol-e-Charki. Altre 4 sono arrivate in ospedale già morte. L'estate, di solito il periodo in cui i combattimenti si fanno più intensi, si prospetta sempre peggiore.

     
  408. 13.06.2013 | "Solo oggi abbiamo ricevuto 40 feriti"

    "Solo oggi abbiamo ricevuto 40 feriti di guerra. Se va avanti così non basteranno più i letti. Gli ospedali di Kabul e Lashkar-gah sono pieni e i Posti di primo soccorso lavorano incessantemente: avremo bisogno di un'ambulanza in più per i mesi estivi. La situazione peggiora di giorno in giorno [...]"

     
  409. 12.06.2013 | La guerra incessante


    Kabul, Paghman, Lagman, Ghazni, Maydan Shahr, Uruzugan, Sangin, Nawa... sono i luoghi da cui provengono i 40 feriti - un numero altissimo - che abbiamo ricevuto ieri nei nostri Centri chirurgici per vittime di guerra in Afghanistan, a Kabul e a Lashkar-gah. La situazione nel Paese sta peggiorando di giorno in giorno: stime delle Nazioni Unite parlano di un aumento del 24% delle vittime civili della guerra rispetto allo scorso anno e noi, nei primi 4 mesi [...]

     
  410. 06.06.2013 | In sala operatoria al Complexe pédiatrique di Bangui

     
    Dopo la chirurgia di guerra delle prime settimane, ora il nostro intervento presso il Complexe pédiatrique di Bangui - l'ospedale pediatrico pubblico - è concentrato sulla chirurgia d'urgenza nel caso di traumi, fratture e trattamenti di pazienti ustionati, vittime soprattutto di incidenti stradali o domestici. A questi si aggiungono gli ascessi, conseguenze di iniezioni effettuate in condizioni igieniche pessime e senza [...]

     
  411. 04.06.2013 | Dal nostro team di chirurgia a Bangui

     
    Dopo la chirurgia di guerra delle prime settimane, ora l'intervento del nostro team di chirurgia presso il Complexe pédiatrique di Bangui è diventato indispensabile [...]

     
  412. 30.05.2013 | La guerra, in Afghanistan


    Nei primi 4 mesi dell'anno, nei nostri ospedali di Kabul, Anabah e Lashkar-gah abbiamo avuto un aumento delle ammissioni di feriti di guerra del 42% rispetto al 2012, del 70% rispetto al 2011.

    Per dire che la situazione in Afghanistan è peggiorata dall'inizio dell'ultima guerra - e che peggiora di giorno in giorno - basta guardare i registri dei nostri ospedali.

     
  413. 29.05.2013 | ATTACCO SUICIDA ALL'UFFICIO DEL GOVERNATORE DELLA VALLE DEL PANSHIR: 3 FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY


    Questa notte alle 3,30 locali due macchine con 5 attentatori hanno fatto irruzione nell'ufficio del governatore della Valle del Panshir. I combattimenti si sono protratti fino alle 7,30 del mattino: 3 feriti, di cui uno arrivato morto, sono stati portati all'ospedale di Emergency di Anabah [...]

     
  414. 24.05.2013 | AFGHANISTAN. SPARATORIA A KABUL: 11 FERITI, TRA CUI UN'ITALIANA, PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    17:15 - AGGIORNAMENTO: I feriti portati al nostro ospedale di Kabul sono 11, 3 di loro sono stati medicati in Pronto soccorso e dimessi, 8 (di cui 6 dipendenti delle Nazioni Unite) sono stati ricoverati. La paziente italiana è in condizioni critiche [...]

     
  415. 24.05.2013 | "Perché è importante esserci"

     
    "Mohammad Khan ha 6 anni. Un proiettile gli ha attraversato la spalla sinistra e poi il volto: è arrivato da noi con la mandibola frantumata in mille pezzi e la guancia aperta. Lo abbiamo curato e ora è tornato a casa, con la sua famiglia.

    Hamdullah, 32 anni, ha perso entrambe le gambe e subìto ferite a entrambe le mani a causa dell'esplosione di una mina. Non l'ho mai sentito lamentarsi. Sta seduto [...]"

     
  416. 20.05.2013 | Aperto il nuovo Fap di Pul I Alam

     
    Domenica 19 maggio abbiamo aperto il nuovo Posto di primo soccorso (Fap) di Pul I Alam, nella provincia di Logar. Presso il Fap offriamo assistenza ai malati e ai feriti [...]

     
  417. 17.05.2013 | Dal nostro Polibus in Campania

     
    "Il Polibus arriva a Pescopagano, frazione di Mondragone, intorno alle quattro del pomeriggio. Non è che si dorme fino a tardi, i pazienti di mattina lavorano in campagna o nei cantieri e non possono certo andare dal medico prima di quell'ora! Da gennaio stiamo lavorando nell'area di Castel Volturno, in provincia di Caserta, in quella che i romani definivano Campania Felix. Da allora tante cose sono cambiate e l'area non appare più così felix: degrado [...]"

     
  418. 13.05.2013 | Sempre più pazienti al Centro pediatrico di Bangui

     
    "Sono passate sette settimane e apparentemente a Bangui sta tornando la calma: non si sentono più i colpi di arma da fuoco e le persone hanno ripreso a muoversi in città. La paura, però, non è passata. Ci sono ancora bande armate per le strade: al loro passaggio le donne del quartiere cominciano a battere le pentole per richiamare l'attenzione delle forze di sicurezza [...]"

     
  419. 03.05.2013 | "È solo un inizio"

     
    "Ce l'hanno chiesto le autorità sanitarie locali un mese fa, subito dopo il colpo di stato: rimettere in funzione il reparto di chirurgia del Complexe pédiatrique (l'ospedale pubblico pediatrico) di Bangui, danneggiato da anni di incuria e da una guerra che ha colpito principalmente la popolazione e i già pochi servizi a disposizione. Ed eccoci qua, allora, dall'inizio di aprile, a rimettere in funzione le sale operatorie di un ospedale che non è nostro [...]"

     
  420. 13.04.2013 | Il team di chirurghi di guerra di Emergency a Bangui al lavoro per curare le vittime civili

     
    14 aprile - A Bangui sono ripresi i combattimenti. Si combatte anche vicino [...]

     
  421. 09.04.2013 | "Mass casualty" a Maydan Wardak, bambini tra le vittime

     
    Lunedì 8 aprile, all'ospedale di Emergency a Kabul abbiamo ricevuto 15 persone ferite in un'esplosione [...]

     
  422. 26.03.2013 | Il nuovo Posto di primo soccorso di Gardez

     
    "L'odore della vernice fresca è ancora forte, gli ultimi ritocchi sono fatti. Gli infermieri sistemano gli scaffali, riordinano le medicine, preparano i carrelli delle medicazioni. Tutto è pronto a Gardez, capoluogo della provincia di Paktia, in Afghanistan, per l'apertura del nuovo Posto di primo soccorso (Fap) di Emergency, il primo nella provincia. Paktia è una delle zone meno sicure del Paese [...]"

     
  423. 15.03.2013 | Iniziano le attività del Posto di primo soccorso di Musa Qala

     
    Sabato 16 marzo abbiamo aperto il Posto di primo soccorso (Fap) di Musa Qala, nel sud dell'Afghanistan, in uno dei distretti più pericolosi del Paese. Di Musa Qala si è parlato el 2007, durante l'operazione "Snakepit", quando le forze Isaf catturarono quella che all'epoca era considerata la roccaforte dei talebani nella provincia di Helmand. Dopo quella battaglia [...]

     
  424. 12.03.2013 | "Perché hai lasciato il tuo paese?"

     
    "Perché hai lasciato il tuo paese?"

    Un attimo di silenzio, un po' d'imbarazzo, poi la risposta:
    "C'era la guerra, sono scappato con mio fratello su un barcone, l'ho visto galleggiare morto nell'acqua."

    Come si ascolta una risposta di questo genere?
    In silenzio.

    -- Fernanda, infermiera sul Polibus

     
  425. 08.03.2013 | Sempre più pazienti al Poliambulatorio di Marghera

     
    Al Poliambulatorio di Marghera arrivano sempre più pazienti. Oltre agli stranieri (81 i Paesi di provenienza), ci sono anche gli italiani: uno su cinque, come già negli anni passati. A tutti loro offriamo cure di base e specialistiche gratuite e, grazie al lavoro dei nostri mediatori, un servizio di orientamento socio-sanitario. Chi si rivolge a noi non ha accesso al Sistema sanitario nazionale per vari motivi [...]

     
  426. 22.02.2013 | La storia di Chrispo continua

     
    Finalmente Chrispo ha ottenuto il codice Stp, grazie al quale può accedere al servizio sanitario pubblico. Andiamo con lui a prenotare un'ecografia alla spalla; per accorciare i tempi, il medico dell'ambulatorio Stp ci consiglia di provare ai Poliambulatori del distretto di Aversa, dove Ersilia (medico del nostro Polibus a Castel Volturno), Michele e Ousmane (mediatori) lo accompagnano. Fatto l'esame e vista la situazione della spalla di Chrispo, il medico [...]

     
  427. 20.02.2013 | Quindici anni di attività a Sulaimaniya

     
    "Dear friends, I would like to thank you all very much for your nice words and your comments in the occasion of the 15th anniversary of our Centre [...] Cari amici, vorrei ringraziare tutti voi per i vostri messaggi in occasione del quindicesimo compleanno del nostro Centro. Mi hanno reso ancora più orgoglioso di essere parte di Emergency, mi spronano a fare l'impossibile per aiutare le persone che hanno bisogno del nostro aiuto e a impegnarmi [...]"

     
  428. 11.02.2013 | Il lavoro di Emergency in Afghanistan su The Guardian e Channel 4

     
    Giles Duley: "Ho perso tre arti in Afghanistan, ma dovevo tornarci..."
    Due anni fa il fotografo inglese Giles Duley, mentre lavorava in Afghanistan, ha perso entrambe le gambe e un braccio a causa dell'esplosione di un ordigno. Tornato in Inghilterra ha fatto una promessa a se stesso: ritornare a Kabul, per documentare l'orrore della guerra e le sue conseguenze sulla popolazione civile. Leggi tutto sul sito di The Guardian [...]
    La storia di Giles Duley e l'impatto della guerra sui civili sono al centro anche del documentario Walking Wounded: Return to the Frontline, trasmesso dal canale televisivo inglese Channel 4.

    "In questi anni qualcuno mi ha chiesto se mi sono pentito di aver fatto quel primo viaggio in Afghanistan, se valeva la pena di perdere le gambe per qualche foto. È una domanda stupida, perché ovviamente nessuna foto vale quel prezzo; però il principio sì. Saltare su una bomba e tutta quella sofferenza mi hanno confermato che andare in quei Paesi e raccontare quelle storie era, ed è, la cosa giusta da fare." -- Giles Duley

     
  429. 07.02.2013 | Uno sguardo alla Repubblica Centrafricana

     
    Dalla firma dell'accordo di pace lo scorso 11 gennaio non ci sono più state tensioni nella capitale Bangui, ma rimane il coprifuoco dalle 23 alle 5 e le forze militari nazionali e dell'Africa centrale continuano a essere presenti in modo capillare sia in città, sia nelle aree rurali. Nei giorni scorsi è stato nominato il nuovo governo, di cui fanno parte anche membri del Seleka, la coalizione di ribelli che [...]

     
  430. 24.01.2013 | Chrispo

     
    Chrispo, 37 anni, originario del Ghana, due anni fa ha avuto un incidente in bicicletta: è caduto sulla spalla sinistra e si è fratturato la clavicola. È stato ricoverato al pronto soccorso ed è stato dimesso senza che gli venisse curata la frattura. Ancora oggi lamenta un dolore che limita i movimenti della spalla e del braccio sinistro, al punto di non poter affrontare i lavori pesanti che solitamente toccano ai migranti irregolari [...]

     
  431. 16.01.2013 | AUTOBOMBA A KABUL: DIECI FERITI PORTATI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

     
    La mattina di mercoledì 16 gennaio un'autobomba è esplosa a Kabul nei pressi degli uffici dell'Nds, il National Directorate of Security. Un attentatore è morto nell'esplosione dell'auto, altri quattro sono stati uccisi nei combattimenti con le forze di polizia. L'attentato ha causato 27 feriti e 3 morti. Dieci feriti sono stati trasportati al nostro Centro [...]

     
  432. 10.01.2013 | I primi giorni di lavoro del Polibus a Castel Volturno

     
    «In questi primi giorni di lavoro a Castel Volturno, a Destra Volturno e a Pescopagano abbiamo notato delle differenze rispetto agli altri luoghi dove siamo intervenuti  [...]»

     
  433. 04.01.2013 | Un ambulatorio mobile a Castel Volturno (CE)

     
    Mercoledì 2 gennaio un nostro ambulatorio mobile ha iniziato a lavorare nell'area di Castel Volturno, in provincia di Caserta, in una delle zone a più alta presenza di migranti in Italia.
    Secondo il rapporto dell'Istituto Internazionale per le Migrazioni, si stima che gli stranieri presenti a Castel Volturno rappresentino un terzo della popolazione, in un territorio dove al degrado urbano si aggiunge la forte presenza della criminalità organizzata.

    L'ambulatorio mobile offre cure gratuite ai migranti e alle fasce vulnerabili della popolazione residente: si tratta soprattutto di uomini senza permesso di soggiorno impiegati nell'edilizia e nell'agricoltura, spesso in condizioni di pesante sfruttamento.

    Il team dell'ambulatorio mobile è attualmente composto da un medico, da un'infermiera e da tre mediatori culturali.

    Nelle prime due giornate di lavoro abbiamo visitato 34 pazienti, provenienti per la maggior parte dall'Africa occidentale (Ghana, Nigeria, Sierra Leone, Liberia).

    Tra le patologie più frequenti, lo staff di Emergency ha riscontrato infezioni alla pelle e alle vie respiratorie, dovute soprattutto alle difficili condizioni abitative: sovraffollamento, mancanza di servizi igienici e di corrente elettrica sono problemi comuni a molti alloggi. Sono stati inoltre diagnosticati alcuni casi di dipendenza da droghe e alcool.

     
  434. 03.01.2013 | Bangui: firmati gli accordi di pace

     
    11 gennaio 2013 - "Hanno firmato gli accordi di pace!" La notizia si sparge subito a Bangui e la città riprende vita, malgrado ci sia ancora il coprifuoco. Le strade sono piene di gente, si canta, si balla, le macchine suonano il clacson a tutto spiano. Sembra il capodanno che quest'anno non c'è stato. "È finita", ci dice la nostra guardia (ovviamente disarmata) con un enorme sorriso.
    Lo speriamo tutti! [...]

     
  435. 02.01.2013 | Una lettera da Bangui

     
    Aprendo la posta abbiamo trovato questa bella lettera dello staff nazionale del Centro pediatrico di Bangui. In questo momento particolarmente difficile per il loro Paese [...]

     
  436. 01.01.2013 | Da Bangui - 31 dicembre

     
    "Stanotte abbiamo sentito degli spari, ma oggi ci hanno detto che erano colpi accidentali sparati durante i pattugliamenti. La città è presidiata dalle truppe governative e non si hanno notizie di ulteriori avvicinamenti dei ribelli a Bangui. Dalle 19 alle 5 c'è il coprifuoco che condiziona anche l'arrivo dei pazienti al Centro pediatrico: abbiamo ricevuto l'ultimo di ieri alle 18 e i primi stamattina dopo le 6. Solo un bambino è arrivato stanotte: aveva [...]"

     
  437. 30.12.2012 | Da Ombretta, coordinatrice del Centro pediatrico di Bangui

     
    "Stanotte abbiamo sentito preghiere, canti e tamburi fino alle 4 di mattina. I ribelli hanno conquistato Sibut; fonti locali dicono che si stanno avvicinando a Damarà [...] La città è deserta. Si sono intensificati i pattugliamenti e da oggi c'è il coprifuoco, dalle 19 alle 5. Abbiamo dato allo staff nazionale che abita più lontano una lettera che attesta che sono nostri dipendenti e che chiede il lascia passare [...]"

     
  438. 19.12.2012 | "Cose inimmaginabili"

     
    «Da qualche giorno sono al lavoro come medico generico sul Polibus nei dintorni di Rosarno, dove migliaia di giovani africani si spezzano la schiena raccogliendo mandarini per 10-12 ore al giorno e un salario di 15-20 euro, dormendo in baracche da incubo su letti di cartone, cibandosi spesso solamente di agrumi.
    Cose inimmaginabili per la maggior parte degli italiani.»
    -- Lorenzo, medico sull'ambulatorio mobile

     
  439. 05.12.2012 | Concluso il trentesimo ciclo di formazione professionale a Sulaimaniya

     
    Ci scrive Hawar, coordinatore delle nostre attività in Iraq: "Good morning, I hope you [...]"

     
  440. 29.11.2012 | Da Lashkar-gah: Feidullah

     
    Sta facendo riabilitazione presso il nostro Centro chirurgico per vittime di guerra a Lashkar-gah per una ferita importante alle gambe. Viene tutti i giorni da solo [...]

     
  441. 23.11.2012 | Attentato a Maydan Shahr

     
    Il nostro staff si è messo subito al lavoro per riparare i danni subiti dal nostro Posto di primo soccorso a Maydan Shahr, toccato lo scorso 23 novembre dall'esplosione di un ordigno rivolto a dei vicini uffici governativi. Viste le condizioni di bisogno della popolazione, i nostri infermieri hanno continuato a curare i pazienti anche mentre erano in corso i lavori. Mercoledì 28 novembre sera, il Posto di primo soccorso è tornato completamente agibile [...]

     
  442. 30.10.2012 | "Yaye Fall"

     
    «Ieri pomeriggio era il mio ultimo giorno di lavoro sull'ambulatorio mobile. All'arrivo, come sempre, sono venute da noi le persone che abitano nella casa nel cui cortile posizioniamo il Polibus: abbiamo fatto due chiacchiere e poi ho detto loro che era l'ultima volta che ci vedevamo...

     [...]»

     
  443. 25.10.2012 | Olga, assistente di poltrona odontoiatrica al Poliambulatorio di Marghera

     
    «Sono arrivata in Italia dalla Moldavia nell'agosto dello scorso anno per raggiungere la mia famiglia che vive qui. Nel mio Paese avevo preso una laurea in odontoiatria e speravo di poterla far valere in Italia, ma mi sono stati riconosciuti solo 6 esami di quelli fatti in Moldavia. In pratica, avrei dovuto ricominciare l'università da capo [...]»

     
  444. 11.10.2012 | Una giornata sull'ambulatorio mobile

     
    "In cuor mio ho sempre pensato che i bisogni dei bambini afgani colpiti da mine e schifezze varie fossero più urgenti di quelli dei migranti [...]"

     
  445. 03.10.2012 | Una visita particolare a Port Sudan

     
    Qualche tempo fa, al Centro pediatrico di Port Sudan abbiamo ricevuto una visita particolare: una trentina di bambini di una scuola materna [...]

     
  446. 27.09.2012 | Ciss

     
    Ciss, un ragazzo senegalese di 25 anni, si presenta sul nostro Polibus con forti dolori alla schiena: l'ortopedico gli ha diagnosticato uno scivolamento delle vertebre [...]

     
  447. 18.09.2012 | Fiocco rosa a Lashkar-gah

     
    1 ottobre "Giorgia" e la madre sono state dimesse oggi e stanno entrambe molto bene. Durante i primi giorni di permanenza in ospedale, quando la madre non era ancora in grado di prendersi cura di lei a causa delle ferite, la piccola è stata "adottata" dal nostro personale femminile. Hanno portato latte in polvere, olio di mandorla, talco e vestitini, e ciascuna di loro dava consigli [...]

     
  448. 11.09.2012 | All'ospedale di Emergency le vittime dell'attentato a Kabul

     
    Nella mattinata di sabato 8 settembre, un ordigno è esploso vicino al Centro chirurgico di Emergency a Kabul. Dieci vittime sono state subito portate nel nostro ospedale; di loro, 5 sono arrivate già morte, una è deceduta in sala operatoria a causa delle gravi ferite riportate, 2 sono state curate e dimesse e altre 2 sono ancora ricoverate [...]

     
  449. 30.08.2012 | Dal villaggio di Mirbandau, provincia di Helmand

     
    Venerdì 24 agosto. Villaggio di Mirbandau, sud dell'Afghanistan. La casa di Haji Abdul Jan, un contadino di 45 anni, viene colpita da un razzo sparato dai militari della coalizione internazionale in risposta all'attacco di un gruppo di talebani. Vengono feriti la moglie, due figli e due nipoti di Abdul Jan che li porta subito al nostro Posto di primo soccorso a Grishk, a circa mezzora di auto [...]

     
  450. 21.08.2012 | Dal giornale sierraleonese "The Voice"

     
    The Voice, un giornale nazionale sierraleonese, ha pubblicato il 15 agosto sul nostro Centro chirurgico e pediatrico di Goderich raccontando delle nuove sale operatorie, della nuova terapia intensiva e dalla foresteria che abbiamo costruito per ospitare i parenti e gli accompagnatori dei pazienti che arrivano da lontano [...]

     
  451. 20.08.2012 | Mass casualty a Lashkar-gah

     
    Un ordigno artigianale è esploso domenica 19 agosto nel cimitero di Lashkar-gah, dove numerose persone si erano recate a rendere omaggio ai defunti dopo le preghiere nella moschea per la festività dell'Eid. Al nostro Centro chirurgico sono arrivate numerose vittime di questo attentato: 8 persone sono state ricoverate, 5 hanno ricevuto cure nel pronto soccorso e sono state dimesse [...]

     
  452. 14.08.2012 | Terapia intensiva, foresteria e sale operatorie: novità a Goderich

     
    Nel corso del mese di agosto, presso il Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, in Sierra Leone, hanno iniziato le attività la nuova sala di terapia intensiva, la foresteria - per ospitare i parenti e gli accompagnatori dei pazienti che arrivano da lontano - e due nuove sale operatorie. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenute diverse autorità [...]

     
  453. 06.08.2012 | La nuova "guest house" dell'ospedale di Goderich

     
    La nuova guest house del Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, in Sierra Leone, ha iniziato ad accogliere gli ospiti. La prima è stata la madre di Sullay, un bambino di 18 mesi ricoverato in terapia intensiva per un'ustione del 20%. Sullay e la madre arrivano dalla zona di Bo, a circa 6 ore di macchina di distanza. Nella guest house ospitiamo gratuitamente parenti e accompagnatori [...]

     
  454. 02.08.2012 | La nuova sala di terapia intensiva a Goderich

    Il primo agosto è entrata in attività la nuova sala di terapia intensiva (ICU - Intensive Care Unit) del Centro chirurgico e pediatrico di Goderich. Più ampia e ancora più funzionale rispetto alla precedente, questa nuova sala fa parte del progetto di ampliamento del Centro, attualmente in corso, finanziato grazie alle donazioni ricevute durante la campagna SMS solidale di ottobre 2010 [...]

     
  455. 12.07.2012 | Vaccinazioni al Centro pediatrico

     
    Vaccinazioni gratuite per i bambini: è il nuovo servizio che offriamo al Centro pediatrico di Port Sudan, in collaborazione con il ministero della Sanità locale che invia una vaccinatrice tre volte a settimana. Grazie a questo servizio, i bambini possono completare il programma vaccinale previsto dai protocolli internazionali; le donne in gravidanza possono sottoporsi alla vaccinazione antitetanica nel caso in cui ne abbiano bisogno [...]

     
  456. 11.07.2012 | Dall'ambulatorio mobile in Emilia Romagna

    Cavezzo è una delle zone più colpite dal sisma. 8.000 persone, 400 nel campo della Protezione Civile Abruzzese, molti in tenda, altri faticano a ritrovare il coraggio di rientrare a casa, altri ancora la casa non ce l'hanno più.

    Ascoltiamo tante storie: "non ho più niente, ho perso entrambe le case: una era la mia, l'altra l'avevo costruita per mia figlia", "mio figlio mangia pochissimo e non dorme più bene", "ho il senso di colpa per non essere stato con la famiglia quando è arrivata la scossa", "in Emilia siamo famosi per lanciare mode, a Cavezzo quest'anno ne abbiamo lanciato una nuova: l'estate in tenda!".

    I pazienti salgono sull'ambulatorio mobile e noi li visitiamo, li ascoltiamo, li orientiamo verso i servizi che cercano di tornare alla normalità. Si alternano pazienti italiani e stranieri. Si salutano, si conoscono o si sono conosciuti in questi giorni. C'è un grande senso di civiltà. Le patologie, per fortuna lievi, non hanno "permessi di soggiorno" o "carte d'identità" da rispettare: hanno solo bisogno di essere curate.

     
  457. 22.06.2012 | Un ambulatorio mobile di EMERGENCY in Emilia Romagna

    Lunedì 18 giugno un team di EMERGENCY ha iniziato a lavorare a Carpi (MO), in una zona duramente colpita dalle scosse sismiche delle ultime settimane.

    Su richiesta di numerose comunità vittime del terremoto, EMERGENCY ha deciso di inviare un suo ambulatorio mobile, Polibus, per coprire due bisogni prioritari nell'area: quello di strutture sanitarie integre ed equipaggiate e quello di mediazione per i pazienti stranieri [...]

     
  458. 14.06.2012 | EMERGENCY Football Club Sulaimaniya

     
    Sabato 9 giugno, una squadra di ex-pazienti del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya ha sfidato la "Union of Kurdistan artists", una rappresentativa di attori e artisti del Kurdistan iracheno. Molti dei giocatori della nostra squadra sono persone disabili a cui abbiamo fornito protesi e riabilitazione. È questo il senso del nostro intervento in Iraq: cura e riabilitazione sono solo la prima parte di un percorso [...]

     
  459. 11.05.2012 | Ricordi confusi

     
    Gekmatullah ha 12 anni. Abita lontano da Kabul, vicino al confine pakistano. I suoi ricordi sono pochi e confusi: gli ultimi minuti a scuola, il percorso verso casa, un boato, le urla di altri ragazzini come lui, una nuvola di fumo, il forte dolore poi più nulla. Lo abbiamo curato al nostro Centro chirurgico di Kabul: ha l'omero sinistro fratturato e qualche bruciatura. Forse è stato un razzo, forse una mina [...]

     
  460. 08.05.2012 | Un ambulatorio mobile a Cassibile (Siracusa)

    Un ambulatorio mobile ha iniziato le attività a Cassibile (Siracusa), una zona dove vivono numerosi migranti che lavorano nell'agricoltura, in particolare [...]

     
  461. 03.05.2012 | Lungo la strada tra Sulaimaniya e Penjween

    Bakir Sadiq e Abubakar sono due nostri ex pazienti ora falegnami. Bakir ha 40 anni, è sposato e ha 7 figli. «Voglio arrivare alla dozzina», dice ridendo. Abubakar ha 24 anni. Hanno aperto la loro bottega dopo aver seguito uno dei nostri corsi di formazione professionale. «La gente comincia a conoscerci, gli affari vanno bene» dicono mentre lavorano per ultimare un armadio. Sul lato opposto della strada si trova la bottega di Farhad, 24 anni [...]

     
  462. 18.04.2012 | Da Sunia a Shanna, i primi 5 anni del Centro Salam

     
    Cinque anni fa - era il 19 aprile 2007 - operavamo Sunia, una ragazza sudanese di 14 anni, la prima paziente del Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum. Quell'intervento di sostituzione di una valvola cardiaca, il primo, è stato un momento importante non solo per Sunia ma anche per Emergency [...]

     
  463. 16.04.2012 | KABUL: 27 FERITI ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

    16 aprile. Sono 27 i feriti arrivati all'ospedale di Emergency a Kabul in seguito ai combattimenti che hanno colpito ieri la città e che si sono conclusi solo stamattina.
    Quattro soldati afgani sono arrivati morti al Pronto soccorso. Quindici feriti sono stati operati, uno di loro - arrivato già in gravissime condizioni - è morto in sala operatoria; otto feriti, meno gravi, sono stati medicati e dimessi in giornata [...]

     
  464. 16.04.2012 | KABUL: ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY LE VITTIME DEI COMBATTIMENTI IN CITTÀ

    8 pazienti con ferite minori, curati in pronto soccorso; 15 pazienti ricoverati - di cui uno, gravissimo, deceduto in sala operatoria; 4 soldati afgani arrivati morti al pronto soccorso. Sono le vittime dei combattimenti in città che abbiamo ricevuto ieri al nostro Centro chirurgico di Kabul. Alle 21 circa locali (le 17.30 in Italia) sembrava che i combattimenti si fossero placati, all'1 sono ripresi [...]

     
  465. 15.04.2012 | KABUL, BATTAGLIA IN CITTÀ, COMBATTIMENTI VICINO ALL'OSPEDALE DI EMERGENCY

    È un giorno di guerra nella capitale afgana, Kabul. Dalle 14.00 circa locali, le 11.30 in Italia, si combatte anche a poche decine di metri dall'ospedale di Emergency, nel centro della città. Il personale internazionale e locale del centro chirurgico di Emergency ha attivato la procedura di mass casualties, per gestire un eventuale afflusso massiccio di feriti.

     
  466. 15.04.2012 | KABUL, L'OSPEDALE DI EMERGENCY RICEVE LE PRIME VITTIME

    Il Centro chirurgico di Emergency a Kabul ha ricevuto le prime vittime degli attacchi di oggi. Tre soldati afgani sono arrivati già morti in ospedale. Tre civili sono arrivati con ferite da arma da fuoco, uno di loro - in condizioni gravissime - è in questo momento in sala operatoria. I combattimenti hanno subito una breve pausa e alcune strade sono state riaperte consentendo l'arrivo dei feriti, poi gli scontri sono ripresi con la violenza di prima.

     
  467. 12.04.2012 | Husabullah

     
    Scrive Aridiano dal nostro Centro chirurgico di Kabul:
    "Nella provincia di Baghlan, a 7 ore di macchina da Kabul, vive Husabullah.
    Husabullah, 14 anni, stava tornando a casa dalla lezione di inglese quando un gruppo di persone al bordo della strada ha attirato la sua attenzione: erano arrivati tutti per aiutare la vittima di una mina appena esplosa. Proprio mentre Husabullah si stava avvicinando è esplosa un'altra mina [...]"

     
  468. 05.04.2012 | "In bocca al lupo!"

    Martedì 3 aprile è stato un giorno di festa al nostro Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya: i 15 partecipanti al ventinovesimo ciclo di formazione professionale si sono diplomati in sartoria, carpenteria, produzione di scarpe, lavorazione del cuoio e del legno.
    Ora li aiuteremo ad avviare cooperative o piccole botteghe artigiane perché possano tornare a essere parte attiva della società.
    Complimenti a tutti loro e in bocca al lupo!

     
  469. 30.03.2012 | Bibi Hajera e Mirza

     
    Ci scrive Paolo dal Centro chirurgico di Lashkar-gah:
    "Continuano ad arrivare in ospedale persone ferite da mine e ordigni disseminati in tutta la provincia di Helmand. Bibi Hajera, 10 anni, ha perso la gamba destra, ha una brutta frattura a quella sinistra e una ferita profonda alla testa. Mirza, 8 anni, ha la gamba sinistra e il bacino fratturati e non ha più la gamba destra. Bibi Hajera e Mirza vengono dal distretto di Nadali [...]"

     
  470. 28.03.2012 | Armi ovunque

     
    Scrive Aridiano dal nostro Centro chirurgico di Kabul:
    "In un Paese in guerra da 40 anni le armi, di qualsiasi tipo, sono ovunque e facilmente reperibili. Lo sa bene Shah Mohammad, un ragazzino di 15 anni che abita nella periferia di Kabul.Stava guardando fuori dalla finestra di casa sua quando un ordigno è esploso proprio lì vicino. Il ricordo di Shams è confuso - come succede [...]"

     
  471. 22.03.2012 | «Lo vediamo fin troppo bene...»

     
    Scrive Aridiano dal nostro Centro chirurgico di Kabul:
    "Shah Chaman vive a Ghazni, un piccolo villaggio a cinque ore di auto da Kabul. Ha 44 anni, fa il contadino, è sposato e ha quattro figli. Col badile in mano stava cercando di aprirsi un varco nella neve, per raggiungere il suo carretto. Con quello stesso badile Shah ha scontrato la mina che gli ha fratturato entrambe le gambe e distrutto una mano [...]"


     
  472. 19.03.2012 | Feriti da Maiwand

    Scrive Paolo dal Centro chirurgico per vittime di guerra a Lashkar-gah (Afghanistan):
    "Tre feriti sono appena arrivati in pronto soccorso: un razzo sparato durante un conflitto fra talebani e forze della coalizione ha investito la loro casa, dove si trovavano. Arrivano da Maiwand, a circa 70 km da qui. Sardar Mohamed ha 16 anni e sembra il più grave. Le schegge gli hanno colpito l'addome, il torace ed entrambe le gambe. Sta andando in sala [...]"

     
  473. 15.03.2012 | Nazeema, fisioterapista del nostro ospedale a Lashkar-gah

    Nazeema è una fisioterapista afgana che lavora nel nostro ospedale di Lashkar-gah da quasi un anno.
    A Nazeema piace il suo lavoro, spesso fa anche ore extra. Un giorno è arrivata in ospedale con un paio di scarpette da bambina. Le ha comprate per Quadermina, una bambina di 6 anni ricoverata in corsia perché colpita dall'esplosione di un ordigno che ha ucciso la madre e 6 fratelli. Quando finisce il suo turno in ospedale, Nazeema studia [...]

     
  474. 12.03.2012 | Jawed

    Jawed aveva 22 anni e da circa due anni lavorava come fisioterapista nel nostro Centro chirurgico di Kabul. Giovedì sera, durante una festa, è rimasto coinvolto in una rissa ed è stato picchiato e colpito gravemente alla testa. Quando è arrivato nel nostro ospedale la situazione era ormai troppo grave e Jawed non ce l'ha fatta. Siamo tutti sconvolti, staff nazionale, internazionale e i pazienti che l'hanno conosciuto, perché nonostante tutte le storie di violenza con cui abbiamo a che fare ogni giorno, questa storia ci tocca veramente [...]

     
  475. 07.03.2012 | Samiullah, Mohamed Nabi, Khatema

    Scrive Paolo dal nostro Centro chirurgico a Lashkar-gah, Afghanistan: "Qui a Lashkar-gah sembra arrivata l'estate. Ieri faceva veramente caldo e, ancora una volta, vediamo [...]"

     
  476. 01.03.2012 | Semplicemente utile

    Il Centro chirurgico e pediatrico di Goderich è utile. Semplicemente. Perché in Sierra Leone sono pochi i posti in cui una frattura - solo per fare un esempio - può essere curata. Ecco allora la necessità di esserci: è orgoglio per quello che facciamo e allo stesso tempo tristezza, perché anche dopo dieci anni di pace c'è ancora bisogno di noi in Sierra Leone [...]

     
  477. 01.03.2012 | Attentato a Lashkar-gah

    La mattina del 29 febbraio, lungo la strada che porta al Provincial reconstruction team un convoglio Isaf è stato colpito da un ordigno artigianale. Nel giro di qualche minuto [...]

     
  478. 23.02.2012 | Dal Centro pediatrico di Port Sudan: Nada

    Nada è arrivata in braccio alla madre in lacrime. Un caso di malaria cerebrale, la prima vera urgenza ricevuta nel Centro pediatrico di Port Sudan.
    È stata subito stabilizzata e poi le è stata somministrata la terapia. Ora si è ripresa, sta bene, mangia con appetito. Quando non riposa, saltella in corsia come un grillo. Nada è una delle pazienti del Centro pediatrico di Port Sudan, capitale dello stato del Red Sea [...]

     
  479. 14.02.2012 | Vittime di bombardamento

    Scrive Paolo dal nostro Centro chirurgico a Lashkar-gah: sono appena arrivati 2 feriti dal vicino distretto di Nadali. Due vittime di un bombardamento della coalizione internazionale, colpiti mentre erano nelle loro terre a curare le piante di oppio che stavano coltivando. Nassim ha 20 anni. Ha riportato uno pneumotorace e, probabilmente, emorragie interne. Adesso è in sala operatoria, lo stiamo operando d'urgenza. Anche Taher ha 20 anni. Ha una frattura esposta della gamba destra; una pioggia di schegge [...]

     
  480. 09.02.2012 | Dal Centro chirurgico di Lashkar-gah

    Scrive Paolo: stamattina due vittime di un bombardamento Nato sono state portate al nostro Centro chirurgico di Lashkar-gah. Erano a Marmonda, a un'ora di macchina da qui, e si sono trovati in mezzo a un conflitto fra talebani e americani. Agha Mohamed ha 11 anni. Ha perso la gamba destra nell'esplosione e ha subito anche l'amputazione dell'avambraccio destro. Mossa ha 18 anni e ha riportato vari traumi, una ferita da scheggia all'occhio sinistro e probabilmente ha anche un'emorragia [...]

     
  481. 02.02.2012 | Nazeem

    "Era un giorno di vacanza e stavo accompagnando mio papà al pascolo... abbiamo tanti animali. Alle 11 di mattina siamo tornati, c'erano dei combattimenti nel mio villaggio, poi non mi ricordo bene cos'è successo, solo una forte esplosione e il risveglio in ospedale". Nazeem, 9 anni, è stato subito portato al nostro Centro chirurgico di Kabul. Ha perso un braccio, ha una brutta frattura a una gamba, un alluce amputato e tante piccole ferite su tutto il corpo. In 5 mesi ha subito diverse operazioni: le ferite stanno guarendo [...]

     
  482. 30.01.2012 | All'ospedale di Emergency 20 vittime dell'attentato a Lashkar-gah

    La mattina del 26 gennaio un attentato ha colpito il centro città di Lashkar-gah, in Afghanistan. Venti vittime sono state portate al nostro Centro chirurgico in città, dove abbiamo subito attivato il mass casualties plan, il protocollo di emergenza usato per gestire l'afflusso in contemporanea di numerosi pazienti. Di queste 20 persone, una è arrivata già morta e 10 sono state operate dai nostri chirurghi [...]

     
  483. 23.01.2012 | Primi ricoveri al Centro pediatrico di Port Sudan

    A fine dicembre abbiamo aperto il Centro pediatrico di Port Sudan, dove offriamo assistenza sanitaria gratuita ai bambini fino ai 14 anni. Nelle prime settimane di attività abbiamo visitato numerosi pazienti nei 3 ambulatori di cui è dotato il Centro; da domenica 22 gennaio abbiamo iniziato a ricoverare i pazienti più gravi. Yonis ha 34 giorni e, a differenza del suo gemello, è debole e fortemente disidratato: capita frequentemente quando [...]

     
  484. 18.01.2012 | Dal nostro ambulatorio mobile nell'area di Rosarno (RC)

    "Hanno dolori articolari e muscolari per la postura che devono assumere per 10-12 ore al giorno nella raccolta dei mandarini" spiega Luca, medico presso l'ambulatorio mobile di Emergency che attualmente sta portando assistenza sanitaria gratuita ai migranti impiegati nella raccolta dei mandarini nell'area di Rosarno, in Calabria. "E poi patologie derivanti dalle condizioni di vita estreme: sindromi da raffreddamento e infezioni intestinali" [...]

     
  485. 12.01.2012 | Dal nostro ambulatorio mobile nell'area di Rosarno (RC): Zaprin

    Zaprin, 22 anni, è un ragazzo bulgaro che da qualche anno vive in Italia per lavorare come bracciante. Parla la nostra lingua meglio dei suoi connazionali, perciò aiuta il personale del nostro ambulatorio mobile a tradurre le domande e spiegare le risposte. Ci mostra le mani e il viso: porta evidenti segni di una brutta reazione allergica. Sospettiamo sia dovuta ai fitofarmaci spruzzati sui mandarini che sta raccogliendo. Ci dice che ha avuto una simile reazione [...]

     
  486. 07.12.2011 | Il presidente Hamid Karzai in visita all'ospedale di Kabul

    Mercoledì 7 dicembre il presidente afgano Hamid Karzai è stato al nostro ospedale di Kabul, in visita alle vittime dell'attentato [...]

     
  487. 06.12.2011 | All'ospedale di Kabul 45 vittime dell'attentato alla moschea sciita

    Questa mattina la moschea sciita di Kabul è stata colpita da un attacco kamikaze. La moschea era affollatissima per le celebrazioni dell'Ashura [...]

     
  488. 02.12.2011 | Marghera, un anno di Poliambulatorio

    Un anno fa, il 2 dicembre 2010, aprivamo il Poliambulatorio di Marghera per offrire assistenza sanitaria gratuita a migranti, con e senza permesso di soggiorno, e a chiunque [...]

     
  489. 29.11.2011 | Aperto il trentesimo Fap ad Azra (provincia di Logar)

    Sabato 26 novembre abbiamo aperto il nuovo Posto di primo soccorso (Fap - First aid post) ad Azra, nella provincia di Logar, a 4 ore di macchina dalla capitale Kabul [...]

     
  490. 02.11.2011 | Buon compleanno Goderich

    Il primo novembre del 2001 Emergency ha aperto un Centro chirurgico a Goderich, nei sobborghi della capitale Freetown, per portare cure alle vittime di una delle guerre più cruente del continente africano.Nel tempo le attività dell'ospedale si sono ampliate per adattarsi alle nuove necessità della popolazione: dieci anni dopo, includono la traumatologia, la chirurgia generale, la chirurgia ortopedica e ricostruttiva, la chirurgia d'urgenza, lo screening e il follow-up cardiologici per i pazienti del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan [...]

     
  491. 08.11.2011 | Un mattino al Centro pediatrico di Mayo

    Sono le 8:30 e i pediatri locali sono già impegnati nelle visite. Manuela, la pediatra internazionale, fa un ulteriore giro di controllo per individuare i casi più gravi; Kathy, l'infermiera inglese, segue lo stesso percorso, dando un pizzicotto sulla pancia ai bambini per verificare eventuali sintomi di disidratazione [...]

     
  492. 08.11.2011 | Medicina preventiva nel campo di Mayo

    Nel campo profughi di Mayo è in corso un progetto di medicina preventiva che chiamiamo outreach: per raggiungere le famiglie che vivono [...]

     
  493. 10.10.2011 | I Posti di primo soccorso della piana di Shomali

    Mirbachakot, Said Khil e Poli Sayad sono alcuni dei presidi che abbiamo costruito anni fa, dove si trovava la linea del fronte, per riferire i pazienti al nostro ospedale [...]

     
  494. 05.10.2011 | Da Anabah: Tabash e Ramash

    Tabash e Ramash sono due gemelli di 23 giorni nati in casa a Kapisa, una località a diversi chilometri da Anabah. Quando li hanno portati in ospedale presentavano difficoltà respiratorie e una forma preoccupante di malnutrizione [...]

     
  495. 04.10.2011 | Da Kabul: Zahir

    Zahir, 30 anni, viene trasferito al nostro Centro chirurgico di Kabul due giorni dopo l'incidente. È saltato su una mina mentre per lavoro si trovava in montagna, nella zona di Mazah-al-Sharif. Ha il piede sinistro amputato, ferite al braccio [...]

     
  496. 03.10.2011 | Emergency negli orfanotrofi di Kabul

    Nella capitale Kabul, Emergency gestisce due cliniche all'interno di due orfanotrofi: uno femminile - Allahoudin - e uno maschile. Si tratta di strutture che accolgono non solo orfani ma anche [...]

     
  497. 27.09.2011 | 27 settembre, attentato a Lashkar-gah

    Nella mattina del 27 settembre, una bomba è esplosa presso un check-point nelle vicinanze del Provincial reconstruction team di Lashkar-gah uccidendo 2 persone e ferendone 25, in gran parte [...]

     
  498. Alieu e Amara08.09.2011 | Alieu e Amara

    Alieu, 13 anni, è inseparabile dal suo compagno di reparto Amara, 8 anni, ricoverato per ustioni. Alieu si esercita sul lettino del reparto di fisioterapia dell'ospedale di Emergency a Goderich, mentre la fisioterapista gli regola le stampelle. Ad Alieu è stata amputata la gamba sopra il ginocchio a causa di una ferita che gli era stata curata con la medicina tradizionale: quando è arrivato all'ospedale di Emergency, l'infezione si era già propagata al resto della gamba.
    Succede spesso in Sierra Leone che, in mancanza del denaro necessario a pagare le cure, i malati si rivolgano a curatori tradizionali che utilizzano rimedi che si rivelano spesso dannosi per la salute dei pazienti.
    Intossicazioni e infezioni sono all'ordine del giorno. Quando si dice che la cura è peggio della malattia.

     
  499. 07.09.2011 | Da Orta Nova (FG): Virginia

    Virginia ha 37 anni. È una ragazza Rom rumena che abbiamo incontrato durante una visita fatta al campo nomadi di Orta Nova, nel foggiano, assieme all'associazione "Noialtri". In casa non ha acqua né elettricità: alle 9 di sera, quando tutto intorno è buio, l'unica luce è quella che arriva da una gomma bruciata che - ci dice il marito di Virginia - è stata messa lì per allontanare le zanzare. Come ogni estate, Virginia è venuta in Italia insieme con il marito per la raccolta dei pomodori [...]

     
  500. 31.08.2011 | Dalla campagna della Capitanata (FG)

     
    Con l'inizio della raccolta del pomodoro si è intensificato anche il nostro lavoro. Come prevedevamo, numerosi migranti sono arrivati per lavorare come stagionali nella campagna della Capitanata, in provincia di Foggia, dove da maggio è operativo uno dei nostri due ambulatori mobili; per far fronte all'aumento delle necessità sanitarie, da metà agosto anche il secondo "Polibus" si trova in quell'area [...]

     
  501. 30.08.2011 | Nuovi diplomati a Sulaimaniya

    Presso il nostro Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale a Sulaimaniya, in Iraq, offriamo ai pazienti trattamenti di fisioterapia e, se necessario, applichiamo loro ortosi o protesi agli arti superiori e inferiori [...]

     
  502. 27.08.2011 | Il razzo a scuola

    «...stavo giocando con i miei compagni nel giardino della scuola quando abbiamo sentito degli spari e, subito dopo, un esplosione. Ho avvertito un forte dolore alla gamba sinistra e non sono più riuscito a muoverla...». Questo racconta Ziaurahmon, dieci anni, ricoverato nel nostro ospedale di Kabul con il femore fratturato a causa di una scheggia [...]

     
  503. 25.08.2011 | Da Kabul: Ismael

    Ismael, diciotto mesi, probabilmente piange perché vorrebbe dimenticare l'esplosione che ha investito lui, sua madre Farida e suo padre Abdul. Tutti hanno ferite da scheggia in diverse parti del corpo: il padre all'occhio e al torace [...]

     
  504. 22.08.2011 | Da Lashkar-gah: Bibi Rogia

    Bibi Rogia ha 11 anni. "E un bel caratterino..." sorride Paul, il chirurgo francese che qualche giorno fa le ha ridotto una frattura al femore provocata da un incidente stradale. Bibi è ricoverata nella corsia [...]

     
  505. 16.08.2011 | Ataurahman

    Ataurahman ha dieci anni. Si trovava a dorso di un mulo, su una strada sterrata a circa quindici chilometri da Kabul, quando la mina che lo ha ferito è esplosa. La persona che sedeva davanti a lui è rimasta uccisa [...]

     
  506. 12.08.2011 | Feriti di guerra all'ospedale di Lashkar-gah

    L'afflusso di feriti di guerra al Centro chirurgico di Lashkar-gah continua. Dodici persone rimaste ferite in un attentato sono state curate presso il nostro Centro chirurgico [...]

     
  507. 11.08.2011 | Dall'ambulatorio mobile a Siracusa: Mohamed

    Mohamed ha 43 anni e viene dal Pakistan. Lavora in un locale di kebab poco lontano dal Molo S. Antonio a Siracusa, dove si trova uno dei due ambulatori mobili di Emergency. Lo avevamo visitato 20 giorni fa: ci diceva di avere giramenti di testa passando dalla posizione supina a quella eretta o inginocchiandosi e lamentava un cerchio alla testa continuo [...]

     
  508. 02.08.2011 | Dall'ambulatorio mobile in provincia di Foggia: Abdullay

    Abdullay è un ragazzo della Guinea Bissau che qualche settimana fa è venuto da noi per un problema alla mandibola. Quando lo abbiamo portato in ospedale per degli approfondimenti, i medici lo hanno ricoverato e gli hanno detto che per guarire dovrebbe sottoporsi a un intervento. Abdullay si rifiutava di farlo, almeno fino a quando non avesse avuto un permesso di soggiorno, un lavoro, una casa e una posizione "regolare" con il sistema sanitario [...]

     
  509. 01.08.2011 | Da Ciceroni (FG): Rose

    Rose ha 60 anni, è in Italia da 20 e da più di 4 abita in contrada Ciceroni, nelle campagne intorno a Foggia. Ha un'unica speranza: tornare nel suo paese d'origine, il Camerun, dove vive una delle sue due figlie. L'altra l'ha raggiunta in Italia e ora vive a Napoli.
    Qualche settimana fa abbiamo visitato Rose e il nipote di 6 anni presso il nostro ambulatorio mobile; ora andiamo a trovarli a casa, per informarci sulla loro situazione.
    "Venite, vi offro dell'acqua", dice mentre ci invita all'interno della masseria dove abita. "È una tradizione africana: la prima cosa che si offre quando arriva un ospite è l'acqua".
    "L'Africa l'ha rovinata la televisione" - continua - "la gente vede e sogna un mondo che non le appartiene e che alla fine nemmeno vorrebbe. Sono cresciuta con un solo vestito alla volta, le scarpe le mettevo solo domenica quando si andava a messa. Oggi tutti vogliono vestirsi come gli americani e spendono per quello i pochi soldi che guadagnano".
    "Il Camerun è un paese ricco di risorse ma la gente è povera, non c'è niente. Tutto viene portato via verso l'Europa e il mondo occidentale. Il nostro presidente manda la figlia a partorire in Germania: perché invece non costruisce un ospedale in Camerun? Gli ospedali nel mio paese sono a pagamento, ogni servizio deve essere pagato: il medico per l'operazione, le medicine, il cibo... tutto".
    Da anni Rose manda soldi alla figlia in Camerun, una sorta di fondo emergenze nel caso si ammali.
    Tra le lacrime ci racconta di non poterne più di vivere nelle condizioni in cui vive in Italia, peggiori di quelle in cui si trovava in Camerun. Per questo vorrebbe tornare presto a casa.

     
  510. 30.07.2011 | Il "Ghetto" di Rignano Scalo (FG)

    Si chiama "Ghetto", una decina di vecchie masserie in muratura e costruzioni improvvisate in lamiera, cartone e assi di legno, sparse nel mezzo della campagna di Rignano Scalo, ai piedi del Gargano: uno dei luoghi che l'ambulatorio mobile di Emergency visita periodicamente nell'area di Capitanata, nei dintorni di Foggia [...]

     
  511. 30.07.2011 | Dall'ambulatorio mobile: Gyan

    Gyan è arrivato dal Ghana a Lampedusa per "cercare la fortuna": dopo aver girato per il sud Italia si è fermato a Foggia. Non sta bene, ha il diabete. Per questo ha bisogno di somministrarsi insulina, ma l'insulina va conservata in frigorifero, e nella sua baracca in mezzo alla campagna il frigo non c'è.
    È venuto più volte all'ambulatorio mobile. Quando lo abbiamo incontrato la prima volta era affaticato e lamentava dolori alle reni e alla testa. Ci ha raccontato che non prendeva l'insulina da 3 mesi e non può provare la glicemia: la macchinetta era scarica e non ha i soldi per le batterie.
    Nell'attesa della visita diabetologica è tornato da noi, giovedì scorso, e piangendo ha chiesto di dargli una mano a tornare a casa: dice di voler morire là, nella sua terra. Abbiamo cercato di calmarlo e di spiegargli che prima di tutto dobbiamo pensare alla situazione medica.
    Lunedì scorso lo abbiamo accompagnato dal diabetologo, abbiamo contattato anche un'associazione locale che potrebbe offrirgli accoglienza e orientamento professionale.   Gyan è giovane, se tornasse in Ghana probabilmente la sua situazione clinica non potrebbe consentirgli di vivere ancora molti anni.

     
  512. 30.07.2011 | Da Foggia: Helen

    Helen ha il viso scavato. Arriva dalla Nigeria, dove 10 anni fa ha lasciato due bambine piccole e la famiglia per venire in Europa. Pensava di riuscire a farsi raggiungere, un giorno, ma dopo poco tempo si è resa conto che non era possibile. Continua a lavorare, per mandare i soldi in Nigeria e fare studiare le figlie.
    È arrivata all'ambulatorio mobile dicendo di non stare bene da un po' di tempo e di aver perso peso senza capire il perché. Simona, il nostro medico, decide di farle fare accertamenti in ospedale.   L'abbiamo accompagnata: eravamo con lei quando ha scoperto di essere sieropositiva. Le abbiamo spiegato cosa significa, come si deve comportare e quali implicazioni avrà questo fatto sulla sua salute.
    Helen torna regolarmente a trovarci, per farsi visitare e raccontarci come procedono gli esami in ospedale.

     
  513. 29.07.2011 | Da Tre Titoli (FG)

    È appena finita la nostra giornata di lavoro a Tre Titoli, nella campagna intorno a Foggia, uno dei posti in cui ci rechiamo regolarmente con l'ambulatorio mobile.
    Tra i tanti pazienti che abbiamo visitato c'è Fatima, una donna ghanese di 46 anni arrivata in Italia nel 2003 via Lampedusa. Da qualche giorno soffre di mal di pancia ed è arrabbiata perché sono tre giorni che nessuno rifornisce le cisterne dell'acqua.
    Nell'area vivono 200 persone, migranti stagionali impiegati nel raccolto, ma ora di agosto - dice Fatima - saranno 1000, forse 2000. Si chiede come faranno per l'acqua: per adesso devono andarla a prendere da un acquedotto che sta a 5 kilometri di distanza.
    La visitiamo: non è niente di grave, sarà da rivedere la prossima settimana per la visita di controllo.
    Mentre si allontana saluta con un "ciao amore!".

     
  514. 29.07.2011 | Missione di screening in Sierra Leone

    Siamo a Goderich, al Centro chirurgico e pediatrico che Emergency ha aperto nel Paese nel 2001, per la missione di screening cardiologico. Kojo è un bambino di 4 anni con una grave malformazione congenita del cuore: sia l'aorta, sia l'arteria polmonare nascono dal ventricolo destro invece che dai ventricoli destro e sinistro. L'arteria polmonare poi è ristretta, poco sangue transita per i polmoni e molto del sangue che viene espulso in aorta e circola per il corpo non è ossigenato [...]

     
  515. 28.07.2011 | Da Tre Titoli: Alexander

    Alexander è il fratello di Abraham, un uomo della Sierra Leone che qualche tempo fa si è presentato all'ambulatorio mobile chiedendoci di aiutarlo a smettere di bere. Lo abbiamo inserito nel Programma del Sert e ora è in una comunità di recupero per persone con dipendenze [...]

     
  516. Abu Bakarr12.07.2011 | Il piccolo Abu Bakarr

    Abu Bakarr ha tre 3 settimane. È stato trasferito in terapia intensiva dopo aver subito un intervento chirurgico per un'ernia strozzata.
    Patologie simili ricorrono di frequente in Sierra Leone, anche in bambini molto piccoli. Tra la popolazione adulta, vengono ricoverati nell'ospedale di Emergency a Goderich anche due casi urgenti per notte.
    L'urgenza deriva dalla mancata cura della patologia al suo manifestarsi: mancano strutture sanitarie adeguate e gratuite che garantiscano tempestivamente l'accesso alle cure a chi ne ha bisogno.

     
  517. 01.07.2011 | Il servizio di assistenza prenatale: Adele

    Adele è una delle prime donne a usufruire del servizio di assistenza prenatale. Entra nell'ambulatorio sorridendo e a stento riesce a nascondere un misto di stupore e curiosità mentre Claudia la accoglie [...]

     
  518. 28.06.2011 | Da Tre Titoli (FG): Abdullay

    Abdullay, 30 anni, è originario della Guinea Bissau. Aveva otto anni quando l'ospedale in cui si trovava per una visita di controllo è stato bombardato e una scheggia gli si è conficcata nella guancia, ledendo la mandibola e facendogli perdere molti denti. Da allora ha sempre avuto problemi di masticazione.

    Abdullay è arrivato a Lampedusa nel 2007: dalla Sicilia si è spostato a Napoli, dove si è sottoposto a due interventi per sistemare la mandibola, poi si è trasferito a Rosarno, a lavorare nei campi.
    La ferita postoperatoria si è infettata, la guancia si è gonfiata, ma - in quanto clandestino - Abdullay ha avuto paura di farsi curare.
     
    Quando si è rivolto al nostro ambulatorio mobile, l'infezione era ormai degenerata: Valeria, la dottoressa che lo visita, sospetta l'osteomielite. Portiamo Abdullay all'ospedale di Foggia, dove gli propongono di sottoporlo a un terzo intervento. Il ragazzo si rifiuta di farlo, almeno fino a quando non avrà un permesso di soggiorno, un lavoro, una casa e una posizione "regolare" con il sistema sanitario: teme di essere considerato un "paziente di serie b" a causa del suo stato di "clandestino".

     
  519. 25.06.2011 | Missione di screening in Uganda

    Siamo a Kampala, per lo screening dei pazienti cardiopatici da operare al Centro Salam di Khartoum. Il carico di lavoro è pesante: in 3 giorni sono previsti 90 pazienti da visitare [...]

     
  520. 16.06.2011 | Il Fap di Garmsir inizia le attività

    Il 16 giugno sono iniziate le attività cliniche del nuovo Posto di primo soccorso di Garmsir, situato nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan. Aperto tutti i giorni 24 ore su 24, offre servizi di primo soccorso [...]

     
  521. 29.04.2011 | Missione di screening in Afghanistan

    Duecentoundici persone, oltre la metà delle quali ragazzi di vent'anni o meno: sono i pazienti visitati nel corso della missione di screening cardiologico che effettuato in Afghanistan [...]

     
  522. 20.04.2011 | Da Manduria: Kamel

    Kamel ha 27 anni, viene dal sud della Tunisia, è arrivato a Lampedusa un mese fa, ha trascorso una settimana nel centro di accoglienza sull'isola prima di essere trasferito a Manduria. È stato visitato nel centro per influenza, lamenta ancora un forte mal di gola, ha una di temperatura di 35,8 gradi (l'ipotermia è una costante rilevata in tutti i pazienti visitati sull'ambulatorio mobile a Oria). Agnese acquisisce i suoi dati e la sua storia clinica. Kamel ha voglia di parlare, ci dice che vuole raggiungere il fratello a Marsiglia e ci chiede se la frontiera a Ventimiglia è aperta. Ha un'espressione triste, come se volesse dirci altro. Capiamo che il male alla gola, per quanto forte, è il male minore. E poi lo dice: tre giorni fa è morta sua sorella piccola, a casa, in Tunisia. Ci mostra la foto, ci dice che la famiglia non voleva raccontarglielo. Si sente lontano. Luca e Adriano lo visitano, gli prescrivono la terapia da seguire. Quando se ne va sembra più sollevato. Saluta con un sorriso Agnese: "Tashakor, ukhti", "grazie, sorella mia".

     
  523. 20.04.2011 | Da Manduria: Faouzi

    Fauozi ha ventinove anni, viene da Jerba, ha attraversato il mare ed è arrivato a Lampedusa. Ci è rimasto sette giorni, prima di essere trasferito a Manduria. Era un commerciante, lavorava in un negozio di drogheria. Vuole andare in Australia. Perché? "Parlo meglio l'inglese del francese e il cambio dinaro/dollaro australiano è più favorevole". Ci racconta che la sera prima nel campo viene letto l'elenco delle persone che verranno trasferite il giorno seguente. Poi, alle 7.30, vengono fatti salire i primi sul pullman. La destinazione, dice, sono altri centri di accoglienza al nord, tra Milano e Verona. "Bonne chance, Faouzi".

     
  524. 08.03.2011 | Un mattino a Bangui

    Sono le 6 e come tutte le mattine due infermieri locali si preparano al triage. Ad aspettarli, una lunga fila di mamme che portano i loro bambini sulla schiena in un fagotto che lascia spuntare solo i piedi. Gli infermieri passano in rassegna uno a uno tutti i bambini accordando la priorità di visita ai bambini in condizioni più critiche [...]

     
  525. 10.02.2011 | Razia, Juma Gul e Mohammed Wali

    In inverno, solitamente, l'attività nel nostro ospedale di guerra a Lashkar-gah cala rispetto al resto dell'anno. "Cala" nei numeri, non nelle tragedie che la popolazione civile soffre [...]

     
  526. 28.01.2011 | 28 gennaio 2011: attentato a Kabul    

    Oggi, alle 14.30 locali, un kamikaze ha assaltato un negozio frequentato soprattutto da internazionali nel centralissimo quartiere di Wazir Akbar Khan, nei pressi del ministero della sanità. [...]

     
  527. 22.12.2010 | Oltre 10 mila bambini nati al Centro di maternità di Anabah

    Sono oltre 10 mila i bambini nati al Centro di maternità che Emergency ha aperto nel 2003 a Anabah, in Afghanistan. Un traguardo importante in un paese in cui la mortalità materna è sessanta volte più alta di quella registrata nei paesi europei e il tasso di mortalità infantile è di 165 decessi ogni 1.000 bambini nati vivi. Tra gennaio e novembre 2010 presso il Centro sono nati 2.770 bambini [...]

     
  528. L'ingresso del Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-Gah10.12.2010 | Da Lashkar-gah: Abdullah

    Dice di avere «almeno 90 anni» e ha gli occhi buoni, Abdullah. Ringrazia sempre tutti, quando gli si porta il cibo o quando gli si cambia la medicazione. Non sa leggere né scrivere, è vissuto sempre a Musa Qala, un distretto a quattro ore di macchina a nord di Lashkar-gah [...]

     
  529. L'ingresso del Centro03.12.2010 | Dal Centro di Goderich: James

    James ha 5 anni. Arriva "letargico" al Pronto soccorso dell'ospedale di Emergency.
    Lo stato di incoscienza è spesso sintomo dei casi più gravi di malaria.
    Gli esami di laboratorio confermano il sospetto: malaria e anemia grave. James viene ricoverato nella corsia medica pediatrica dell'ospedale. Oltre al trattamento farmacologico, viene trasfuso: si riprenderà - se tutto va bene - nel giro delle prossime 24-48 ore.
    James è uno dei 30 casi di malaria che, in media ogni giorno, vengono visitati nell'ambulatorio pediatrico dell'ospedale di Emergency a Goderich.
    Secondo alcune stime recenti, la malaria è causa di circa il 65-70% delle morti nei bambini sotto i 5 anni in Sierra Leone, il paese con il più alto tasso di mortalità infantile al mondo: secondo l'Oms, 265 bambini muoiono entro i 5 anni di età ogni  1.000 nati vivi.

     
  530. pazienti in fila in afganistan23.11.2010 | Eid a Lashkar-gah

    18 Novembre 2010. In Afgahnistan è l'ultimo giorno di "Eid", una ricorrenza religiosa molto importante che cade 70 giorni dopo la fine del Ramadan. Tutti si preparano a questi tre giorni di festa, fanno debiti per comprare l'agnello da sacrificare e indossano l'abito più bello, che spesso altro non è che il vestito di tutti giorni lavato e stirato.[...]

     
  531. pazienti in fila in afganistan08.11.2010 | Da Lashkar-gah

    Alle 16.30 i colleghi afgani del Pronto soccorso dell'ospedale di Emergency a Lashkar-gah ci avvisano che è arrivato un ferito da proiettile. Sulla barella troviamo Zakiria, un bambino di 10 anni [...]

     
  532. Ingresso del centro di Emergency in Sierra Leone29.10.2010 | La fortuna di Dominique

    Dominique ha circa 50 anni. Non conosce la sua età precisa perché in Sierra Leone l'anagrafe è incerta; certa, invece, è la sua fortuna rispetto a tanti altri, non solo perché l'aspettativa di vita in Sierra Leone è 41 anni [...]

     
  533. pazienti in fila in afganistan23.09.2010 | Aumentano i feriti di guerra a Lashkar-gah e a Kabul

    In un mese di attività, l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah ha registrato il più alto numero di ricoveri degli ultimi anni [...]

     
  534. 20.09.2010 | Da Kiremba a Khartoum

    La Rete regionale di pediatria e cardiochirurgia si è allargata al Burundi, paese dell'Africa centrale che non si è ancora ripreso dai conflitti etnici che l'hanno dilaniato negli anni Novanta. Il 12 e 13 aprile scorsi, un team di Emergency aveva effettuato uno screening cardiologico a Kiremba, un poverissimo villaggio a 4 ore d'auto dalla capitale. Eravamo stati invitati [...]

     
  535. 12.07.2010 | Da Sulaimaniya: la storia di Azad

    Azad Abdulla Salih ha 44 anni e vive a Sulaimaniya. Azad sa che cos'è la guerra, da più di vent'anni ne porta le conseguenze sul proprio corpo pur non essendo un combattente. È stato proprio mentre scappava dai militari che Azad ha fatto un passo di troppo: il piede su una mina e l'esplosione che gli dilania entrambe le gambe [...]

     
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