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Incendio nel 'Grande Ghetto' pugliese: EMERGENCY denuncia le drammatiche condizioni di vita dei braccianti

 

Questa notte un incendio nel cosiddetto 'Grande ghetto', nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, in Provincia di Foggia, ha causato la morte di due persone e distrutto un centinaio di baracche. È il terzo incendio di grosse proporzioni che avviene nel Ghetto nell'ultimo anno, dove migliaia di migranti vivono in condizioni disumane. Due giorni fa era stato avviato lo sgombero dell'area da parte delle forze dell'ordine, uno sgombero annunciato già nel 2015 e mai realmente avvenuto.

 

EMERGENCY, che ha lavorato nella zona per quasi 5 anni, conosce le terribili condizioni di vita dei lavoratori stagionali che risiedono nel Ghetto in baracche di plastica o cartone, senza acqua pulita ed elettricità con gravi difficoltà di accesso alle cure mediche.

 

Nelle campagne della Capitanata EMERGENCY ha offerto assistenza sanitaria ai braccianti, effettuando 18.000 visite, dal 2011 al 2013 con fondi propri e dal 2013 al 2015 attraverso una convenzione con la Regione Puglia. Allo scadere della convenzione, il 31 dicembre 2015, la Regione non l'ha rinnovata comunicando la volontà di smantellare le baraccopoli.  In attesa dell'effettivo smantellamento, EMERGENCY ha continuato a offrire la sua disponibilità, ma non ha ricevuto risposte positive dalle istituzioni.

 

L'esistenza di luoghi di sfruttamento come quelli del ghetto è inaccettabile ed è urgente un intervento per garantire condizioni di vita dignitose alla popolazione del Ghetto di Rignano e di tutti gli insediamenti simili, a partire dall'assistenza sanitaria. Come organizzazione impegnata per la difesa dei diritti umani, EMERGENCY rinnova la sua disponibilità a lavorare nella zona in attesa che si completi il ricollocamento dei cittadini stranieri in luoghi dignitosi.

 

Oggi EMERGENCY continua a lavorare nelle realtà agricole ad alta concentrazione di braccianti stagionali. In Calabria, nella Piana di Gioia Tauro (RC), è attivo il Poliambulatorio di Polistena, realizzato in un edificio confiscato alla ndrangheta. La struttura, aperta nel luglio 2013, offre prestazioni di medicina generale, ginecologia e orientamento socio-sanitario ai più vulnerabili.
Nel dicembre 2016, abbiamo avviato un progetto nella provincia di Latina, per offrire un servizio di orientamento socio-sanitario e assistenza medica di base alle fasce più vulnerabili della popolazione, tra cui i tanti migranti che arrivano dalla regione indiana del Punjab, impiegati in agricoltura e allevamento. 

 

(3 marzo 2017)