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A Gaza, come a Kabul, come a Bangui, come a Baghdad, la guerra è sempre e solo sopraffazione di altri esseri umani

 

A 8 giorni dall'inizio dell'operazione "Confine protettivo", sono 194 i morti, pi¨ di mille e quattrocento i feriti. I bombardamenti non hanno risparmiato le scuole, gli orfanotrofi, le moschee e nemmeno gli ospedali che sono diventati un obiettivo degli attacchi.
Oltre 20 mila persone hanno lasciato le loro case in fuga dalla minaccia di un massacro che conoscono bene.

La guerra Ŕ iniziata 66 anni fa, e ancora continua: la violenza genera altra violenza, una nuova guerra evidentemente non Ŕ la soluzione al conflitto israelo-palestinese.
Lo vediamo tutti i giorni nei nostri ospedali, da vent'anni: la guerra non Ŕ mai la soluzione.

A Gaza, come a Kabul, come a Bangui, come a Baghdad, la guerra Ŕ sempre e solo sopraffazione di altri esseri umani.
A entrambe le parti chiediamo il cessate il fuoco immediato per la salvezza delle popolazioni civili e alla comunitÓ internazionale di lavorare a un processo di pace che garantisca il rispetto dei diritti umani per israeliani e palestinesi.
Possiamo ancora decidere di rinunciare alla guerra: solo il rispetto e la pratica dei diritti possono fermare la deriva di violenza che stiamo vivendo.

 

(15 luglio 2014)